ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 12 giugno 2012

Il nuovo Francesco


Dieci anni fa la beatificazione di Padre Pio. Una straordinaria storia di santità e incomprensioni che ha attraversato il XX secolo come una metafora celeste del difficile rapporto tra istituzione e singolo 
Un decennio dalla beatificazione. Nessuno nel XX secolo rappresenta meglio di Padre Pio il difficile rapporto tra santità e istituzione. Erede spirituale di San Francesco d'Assisi, Padre Pio da Pietrelcina è stato il primo sacerdote a portare impressi sul suo corpo i segni della crocifissione.
Dieci del mattino del 16 giugno di dieci anni fa. Giovanni Paolo II pronuncia le parole "Beatum Pium a Pietrelcina Sanctum esse decernimus et definimus", cioé afferma pubblicamente e con il sigillo della infallibilità pontificia la santità di padre Pio, un ignorante figlio di contadini ma capace di affascinare le anime. Tanto da essere considerato santo già in vita, da avere milioni di seguaci radunati in gruppi di preghiera in tutto il mondo che guardavano alla canonizzazione da parte del Papa come a una festa di famiglia, e non come a una conferma di santità di cui nessuno di loro aveva bisogno. La festa si svolgeva in piazza San Pietro con il rito di canonizzazione e, attraverso maxischermi e gruppi organizzati, in piazza San Giovanni in Laterano, e nei luoghi del frate cappuccino. Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, era nato a Pietrelcina, in provincia di Benevento, il 25 maggio del 1887, entrato in noviziato a 16 anni, il 10 maggio del 1910 era stato ordinato prete a san Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, dove poi creò dal nulla un grande ospedale e diverse opere caritative. E questi due luoghi della sua biografia condividono o si contendono il titolo di città del santo. San Giovanni Rotondo affiderà poi all'arte di Renzo Piano la costruzione del nuovo santuario dedicato al frate. Padre Pio, dei minori cappuccini, era noto anche per le stimmate: il segno su mani e piedi dei chiodi della croce di Gesù che, per i credenti, sono concessi o imposti ai mistici, che così si immedesimano sempre di più con Cristo. Raccontava di averle ricevuto durante la prima guerra mondiale, quando era cappellano militare. E' il 20 settembre 1918, lui ha 31 anni e sta pregando a San Giovanni Rotondo, nel coro di Santa Maria delle Grazie, quando gli appare un "misterioso personaggio con le mani, i piedi e il costato che grondavano di sangue. Ciò che sentii in quell' istante - racconterà poi - non saprei dirvelo. La vista del personaggio si ritirò ed io mi avvidi che mani, piedi e costato erano traforati e grondavano di sangue". Le stimmate sono evidenti, il corpo di padre Pio sanguina, lo notano i confratelli e vengono informati i superiori. Comincia ad essere circondato da fama di santità e da grande devozione popolare, che dà vita ai Gruppi di preghiera e si traduce anche in forti somme di denaro che arrivano da tutto il mondo. Ma le stimmate oltre ai fedeli gli procurano nemici e l'accusa di essere un impostore. Padre Agostino Gemelli, uno dei padri dell' Università cattolica, lo definisce "psicopatico, autolesionista, imbroglione". Altre accuse da ambienti ecclesiastici, di rapporti disonesti in confessionale, una inchiesta del Sant'Uffizio culminata con il divieto, dal '22 al '31, di qualsiasi contatto con i fedeli. Fedeli che gli restano devoti nonostante tutte le critiche e non cessano di rivolgersi a lui. Muore in fama di santità il 23 settembre del '68. Il 20 marzo dell'83 si apre il processo canonico. Il miracolo accertato come tale dalla commissione medica perché la Chiesa possa proclamarlo santo è la guarigione inspiegata dalla scienza di un bimbo, Matteo Pio Colella, da una meningite fulminanteAmato dalle persone, spesso avversato dalle gerarchie ecclesiastiche. Fu un po' il destino di Padre Pio, il frate cappuccino proclamato santo il 16 giugno del 2002. Inizialmente il frate cappuccino fu avversato per le stimmate, accusato di essersele procurate da solo, cioé di essere un impostore. Ma altre, pesanti accuse, gli vennero sempre da ambienti ecclesiastici: "Il Padre si permette di accarezzare giovani donne; fa pagare giornalisti per la propaganda a suo favore; si procura profumi costosi, stoffe di lusso, stivaletti di cuoio finissimi; ha preteso poltrone, letto a molle, pavimenti e finestre nuove; esige cibo speciale". Cominciava intanto la vera guerra, quella sulla gestione delle grandi somme di denaro che arrivano e che il frate voleva destinare alla costruzione dell'ospedale "Casa sollievo della sofferenza". "Maneggia denari senza il permesso dei superiori", è la nuova accusa. Pio XII, papa dal 1939 al 1958, il più convinto difensore di padre Pio, nel '53 lo esonera dai voti di poverta' e di obbedienza ai superiori affinché, rispondendo solo al Papa, possa guidare i Gruppi e realizzare la "Casa" che viene inaugurata nel '56. E tuttavia con papa Pacelli ripresero le ispezioni. Ci sono due ''visite apostoliche", cioé ispezioni. Sta intanto scoppiando lo scandalo Giuffré, 'il finanziere di Dio', che, offrendo interessi altissimi, raccoglieva fondi soprattutto in ambienti religiosi che vengono coinvolti nel successivo crack. Qualcuno spera di salvarsi con i 585 milioni liquidi che sono nelle casse della "Casa" di padre Pio, che rischia così di essere coinvolto dallo scandalo. Ma il frate resiste: non vuole che quei soldi vengano distolti dagli scopi per cui gli sono stati dati. E' così che un registratore viene trovato nel confessionale di padre Pio, per provare i colloqui troppo 'confidenziali' con le sue 'figlie'. Siamo nel 1960; il 'visitatore' mons. Carlo Maccari scriverà conclusioni durissime contro il frate: "in lui regna il demonio dell'impurità", "la sua vita è un sensualismo mistico". Il rapporto a Giovanni XXIII viene praticamente smentito dal segretario di Stato, card. Tardini che richiama a Roma Maccari. Uomo di carattere energico, fa anche profezie sulla vita delle persone e non di rado caccia qualcuno che cerca di accostarsi al suo confessionale, quando non riscontra un pentimento sincero. Riceve visite da tutto il mondo: nel '47, tra i tanti che si fanno confessare c'é anche un giovane prete polacco, Karol Wojtyla. Nasce una leggenda, che non ha mai trovato conferma, secondo la quale padre Pio avrebbe predetto: "tu diventerai papa, ma io vedo anche sangue e violenza su di te". Nel '63 diviene papa Paolo VI, che annulla i provvedimenti contro padre Pio. Il frate, stanco e provato, muore cinque anni dopo, il 23 settembre del '68. Già noto al mondo come il "Frate stigmatizzato", Padre Pio, al quale il Signore aveva donato particolari carismi, si adoperò con tutte le sue forze per la salvezza delle anime. Le moltissime testimonianze dirette della "santità" del Frate, arrivano sino ai nostri giorni, accompagnate da sentimenti di gratitudine. Le sue intercessioni provvidenziali presso Dio furono per molti uomini causa di guarigione nel corpo e motivo di rinascita nello Spirito. Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nacque a Pietrelcina, un piccolo paese del beneventano, il 25 maggio 1887. Venne al mondo in casa di gente povera dove il papà Grazio Forgione e la mamma Maria Giuseppa Di Nunzio avevano accolto già altri figli. Fin dalla tenera età Francesco sperimentava in se il desiderio di consacrarsi totalmente a Dio e questo desiderio lo distingueva dai suoi coetanei. Tale "diversità" fu oggetto di osservazione da parte dei suoi parenti e dei suoi amici. Raccontava mamma Peppa - "non commetteva nessuna mancanza, non faceva capricci, ubbidiva sempre a me e a suo padre, ogni mattina ed ogni sera si recava in chiesa a visitare Gesù e la Madonna. Durante il giorno non usciva mai con i compagni. Qualche volta gli dicevo: "Francì esci un pò a giocare. Egli si rifiutava dicendo: "non ci voglio andare perché essi bestemmiano". Dal diario di Padre Agostino da San Marco in Lamis, che fu uno dei direttori spirituali di Padre Pio, si venne a sapere che Padre Pio, fin dal 1892, quando aveva solo cinque anni, viveva già le sue prime esperienze carismatiche. Estasi ed apparizioni erano così frequenti che il bambino le riteneva assolutamente normali. Con il passare del tempo poté realizzarsi quello che per Francesco era il più grande sogno: consacrare totalmente la vita al Signore. Il 6 gennaio 1903, a sedici anni, entrò come chierico nell'Ordine dei Cappuccini e fu ordinato sacerdote nel Duomo di Benevento, il 10 agosto 1910. Ebbe così inizio la sua vita sacerdotale che a causa della sue precarie condizioni di salute, si svolgerà dapprima in diversi conventi del beneventano, dove fra Pio fu inviato dai suoi superiori per favorirne la guarigione, poi, a partire dal 4 settembre 1916, nel convento di San Giovanni Rotondo, sul Gargano, dove, salvo poche e brevi interruzioni, rimase fino al 23 settembre 1968, giorno della sua nascita al cielo. In questo lungo periodo, quando eventi di particolare importanza non modificavano la quiete conventuale, Padre Pio dava inizio alla sua giornata svegliandosi prestissimo, molto prima dell'alba, cominciando con la preghiera di preparazione alla Santa Messa. Successivamente scendeva in chiesa per la celebrazione dell'Eucarestia al quale seguivano il lungo ringraziamento e la preghiera sul matroneo davanti a Gesù Sacramentato, infine le lunghissime confessioni. Uno degli eventi che segnarono profondamente la vita del Padre fu quello verificatosi la mattina del 20 settembre 1918, quando, pregando davanti al Crocifisso del coro della vecchia chiesina, ricevette il dono delle stimmate, visibili; che rimasero aperte, fresche e sanguinanti, per mezzo secolo. Questo fenomeno straordinario catalizzò, su Padre Pio l'attenzione dei medici, degli studiosi, dei giornalisti ma soprattutto della gente comune che, nel corso di tanti decenni si recò a San Giovanni Rotondo per incontrare il "Santo" frate. In una lettera a Padre Benedetto, datata 22 ottobre 1918, lo stesso Padre Pio racconta della sua "crocifissione": "...cosa dirvi di ciò che mi dimandate del come si è avvenuta la mia crocifissione? Mio Dio che confusione e che umiliazione io provo nel dover manifestare ciò che Tu hai operato in questa tua meschina creatura! Era la mattina del 20 dello scorso mese (settembre) in coro, dopo la celebrazione della Santa Messa, allorché venni sorpreso dal riposo, simile ad un dolce sonno. Tutti i sensi interni ed esterni, non che le stesse facoltà dell'anima si trovarono in una quiete indescrivibile. In tutto questo vi fu totale silenzio intorno a me e dentro di me; vi subentrò subito una gran pace ed abbandono alla completa privazione del tutto e una posa nella stessa rovina, tutto questo avvenne in un baleno. E mentre tutto questo si andava operando; mi vidi dinanzi un misterioso personaggio; simile a quello visto la sera del 5 agosto, che differenziava in questo solamente che aveva le mani ed i piedi ed il costato che grondava sangue. La sua vista mi atterrisce; ciò che sentivo in quell'istante in me non saprei dirvelo. Mi sentivo morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore, il quale me lo sentivo sbalzare dal petto. La vista del personaggio si ritira ed io mi avvidi che mani, piedi e costato erano traforati e grondavano sangue. Immaginate lo strazio che sperimentai allora e che vado esperimentando continuamente quasi tutti i giorni. La ferita del cuore gitta assiduamente del sangue, specie dal giovedì a sera sino al sabato. Padre mio, io muoio di dolore per lo strazio e per la confusione susseguente che io provo nell'intimo dell'anima. Temo di morire dissanguato, se il Signore non ascolta i gemiti del mio povero cuore e col ritirare da me questa operazione...." Per anni, quindi, da ogni parte del mondo, i fedeli si recarono da questo sacerdote stigmatizzato, per ottenere la sua potente intercessione presso Dio. Cinquant'anni vissuti nella preghiera, nell'umiltà, nella sofferenza e nel sacrificio, dove per attuare il suo amore, Padre Pio realizzò due iniziative in due direzioni: una verticale verso Dio, con la costituzione dei "Gruppi di preghiera", l'altra orizzontale verso i fratelli, con la costruzione di un moderno ospedale: "Casa Sollievo della Sofferenza". Nel settembre del 1968 migliaia di devoti e figli spirituali del Padre si radunarono in convegno a San Giovanni Rotondo per commemorare insieme il 50° anniversario delle stigmate e celebrare il quarto convegno internazionale dei Gruppi di Preghiera. Nessuno avrebbe immaginato invece che alle 2.30 del 23 settembre 1968 avrebbe avuto termine la vita terrena di Padre Pio da Pietrelcina.

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