ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 14 marzo 2013

Habemus Episcopum


NUOVI PRETI DELLA NUOVA CHIESA

ARGENTINA
III Encuentro Fraterno della
Comunión Renovada de Evangélicos y Católicos en el Espíritu
(CRECES)
Sotto il patrocinio del primate argentino
il card. Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires,
che si “sottopone” volentieri agli eretici con il gesto incredibile
di inginocchiarsi e di farsi “benedire”.

Per introdurre questa clamorosa vicenda
(anch'essa segnalataci da un amico del posto, che ringraziamo di cuore)
sarà bene riportare l'informativa in lingua italiana 
dell'Agenzia Zenit del 22 giugno scorso (http://zenit.org/italian/)
BUENOS AIRES, giovedì, 22 giugno 2006 (ZENIT.org).- Sono stati circa 7.000 i cattolici e gli evangelici che si sono riuniti questo lunedì nello stadio Luna Park di Buenos Aires per pregare per l’unità dei cristiani in occasione del III Incontro Fraterno della Comunione  Rinnovata di Evangelici e Cattolici nello Spirito (CRECES).
All’incontro, al quale hanno partecipato, tra gli altri, padre Raniero Cantalamessa, OFM, predicatore della Casa Pontificia, il pastore Giovanni Traettino, Vescovo della Chiesa Evangelica della Riconciliazione in Italia, eMatteo Calisi, Presidente della Fraternità Cattolica di Associazioni e Comunità Carismatiche di Alleanza, ha dato il suo sostegno il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires e primate d’Argentina.
Secondo quanto reso noto da un comunicato ricevuto da ZENIT, “tutta la giornata è stata una testimonianza di unità”.
“Una ventina di pastori, laici e sacerdoti, musicisti e oratori ha condiviso il palco per invitare la gente a pregare e a cantare per Gesù. Nella moltitudine non c’erano divisioni tra cattolici ed evangelici. Tutti si sono seduti insieme ed hanno condiviso come fratelli le lodi e le prediche”.
Il primo incontro di questo tipo si è svolto nel 2004. “La cosa nuova che il Signore stava facendo era in realtà la cosa vecchia”, ha detto il pastore Norberto Saracco nel presentare la CRECES e ricordare il desiderio di Dio di raggiungere l’unità di tutti i suoi figli.
Nel suo intervento, Matteo Calisi ha ricordato il suo ingresso nel Movimento del Rinnovamento Carismatico, quando i carismatici erano soliti riunirsi alla Pontificia Università Gregoriana. In seguito il pastore Traettino lo invitò ad una riunione nella sua chiesa, alla quale assistette come unico cattolico. Iniziò allora il rapporto tra la Comunità di Gesù di Bari e la Chiesa evangelica di Traettino, che “è andato crescendo e ha trasformato in realtà l’incontro tra le due Chiese in ogni parte del mondo”.
La chiave dell’unità, ha sottolineato padre Raniero Cantalamessa, è l’amore: “Il nostro contributo all’unità è l’amore reciproco”, ha spiegato. Se alcuni vogliono costruire l’unità a partire della verità di fede, “noi vogliamo farlo partendo dal cuore”.
“L’unità che cerchiamo esiste già perché è stata conquistata da Cristo e si rende operante nella Chiesa attraverso lo Spirito Santo”, ha aggiunto. “Lo Spirito precede, l’istituzione non può far altro che seguirlo”.
Il predicatore vaticano ha segnalato che “c’è ancora molto da fare”, e che “da sola la via dell’ecumenismo ufficiale e teologico non raggiungerebbe mai l’unità dei cristiani. E’ necessario sostenere l’ecumenismo dottrinale con quello spirituale. E visto che entrambi procedono dallo stesso Spirito, non può esserci conflitto”.
Giovanni Traettino ha quindi sottolineato che “il Battesimo dello Spirito Santo non può essere un’esperienza individuale, ma comunitaria. La Pentecoste è uno spirito di frontiera che avvicina e unisce cattolici ed evangelici. La croce è il principio della nostra riconciliazione”.
“L’unità non è una scelta perché Dio è unità”, ha esclamato, avvertendo che “ci saranno molte resistenza ma Dio vincerà”.
Il Cardinal Bergoglio, dopo aver ricevuto in ginocchio l’imposizione delle mani dei pastori, sacerdoti e laici che hanno animato l’incontro, ha pronunciato un intervento sul tema “Abbraccio, piaga e vento”.
“Che il Padre ci chiuda la bocca con l’abbraccio e ci unisca sempre più”, ha auspicato. “Sì, sono peccatore, vedo la piaga con cui Cristo ci ha salvato”; “appropriamoci della piaga di Cristo”. Quanto al vento (dello Spirito Santo), ha osservato che è lui che “ci stringe nell’unità” e “ci unisce come chiese riconciliate nella diversità”.
Al termine della giornata, il pastore Carlos Mraida ha letto la dichiarazione congiunta del Terzo Incontro di Evangelici e Cattolici, sul tema
“Testimonianza e Impegno”.
“Siamo venuti a celebrare l’amore di Dio Padre, che ci ha resi suoi figli, ricreando la nostra vita e dandole senso e proposito”, si legge.
“Siamo venuti a celebrare la grazia di nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha fatti nuove creature”; “siamo venuti a celebrare la presenza nella nostra vita dello Spirito Santo, che ci aiuta, ci consola e ci rafforza”.
Siamo venuti a celebrare che c’è una sola Chiesa, formata da tutti coloro che confessano che Gesù è il Signore e sono stati battezzati. Facendolo non possiamo fare a meno di dichiarare con dolore e pentimento che le nostre divisioni hanno impedito di mostrare adeguatamente al mondo il proposito di Dio di conformare un’umanità diversa ma unita”, ha aggiunto.
“Siamo venuti a celebrare la gloria di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, conclude la dichiarazione. Dichiariamo che la sua gloria è presente e riempirà tutta la terra. Ci impegniamo a far sì che questa gloria si manifesti in modo più abbondante nella nostra Nazione. A Lui la gloria per sempre. Amen”. 


Una veduta del palco.
Sul cartello si può notare quella strana croce con una testa,
che evoca una sorta di umanizzazione della Croce di Cristo.

A proposito di questa abusata frase: “que totos sean uno para que el mundo crea” (che tutti siano uno perché il mondo creda - motto di questo raduno), riportiamo di fianco il testo del Vangelo di San Giovanni, da dove si comprende chiaramente che l'elemento principale di questa parte della preghiera del Signore non è tanto l'unità indiscriminata, quanto piuttosto l'unità di coloro che crederanno in Luiper la parola dei suoi discepoli(l'abbiamo sottolineato nel testo).
Questo è l'elemento pregiudiziale che regge il seguito della preghiera da cui viene sempre estrapolata quella sola frase.
L'Ut unum sint è chiaramente riferito a coloro che hanno creduto nel Signore per il tramite della Tradizione Apostolica.
Tutti coloro che dicono “Signore, Signore !”, al di fuori della Tradizione Apostolica non hanno alcun titolo per appellarsi a questa preghiera di Gesù.
E nemmeno i cardinali e i papi possono cambiare questa realtà.
Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Consacrali nella verità.
La tua parola è verità.
Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo;
per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.
Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me;perché tutti siano una sola cosa.
Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola,
perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
(Gv, 17, 16-21)

Quali sono gli scopi di queste assemblee ecumeniche nella quali si ritrovano le persone più strane ?
Ce lo dicono le parole della “dichiarazione congiunta” finale:
Siamo venuti a celebrare che c’è una sola Chiesa, formata da tutti coloro che confessano che Gesù è il Signore e sono stati battezzati”.
Una sola Chiesa ! ? ! (Una Chiesa ideale, immaginaria, ipotetica ?)
Composta da tutti coloro che confessano che Gesù è il Signore ! ? ! (Cioè chiunque !)
Ma siamo davvero al cospetto di una realtà fantasiosa e irreale !
Questo mondo è davvero impazzito !
Ma, di grazia, siamo davvero ridotti così male, noi cattolici, da doverci adunare con chiunque dica di professare che Gesù è il Signore ?
Abbiamo davvero dimenticato l'ammonimento del Signore stesso:
Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli (Mt. 7, 21) ?



Ma la cosa più grave è costituita dal fatto che
il mallevadore della riunione di questa combriccola di amici
è niente di meno che il cardinale Jorge Mario Bergoglio.
Sì, proprio lui, quello che diversi cardinali volevano diventasse papa al posto dell'attuale Benedetto XVI.
In uno dei giornali locali, La Nacion del 20 giugno, la notizia è stata riportata in breve, ma con un certo incosciente compiacimento e corredata da tanto di foto. Tra l'altro si leggeva:
«Il momento più emozionante è stato quando i presenti hanno accolto calorosamente il cardinale Jorge Bergoglio, il quale ha rivolto un breve saluto e, come è suo costume, ha chiesto di pregare per lui. I pastori lo hanno preso in parola.
Il cardinale si è inginocchiato e tutti i presenti hanno chiesto per lui - che è “una delle voci profetiche della nazione” - abbondante sapienza».
Di fronte a constatazioni come queste, dobbiamo ringraziare l'intervento dello Spirito Santo
che non ha permesso che costui diventasse il capo visibile della Chiesa Cattolica.
Guardate in che stato si può ridurre un cardinale di Santa Romana Chiesa:

prono, con la mano destra sul petto (!?), la testa china verso la platea (cioè la massa indistinta dei presenti),
mentre un'accolita di miscredenti di ogni risma stende la mano destra sul suo capo.
Tra questi quel buontempone di padre Raniero Cantalamessa, il quale farebbe bene a limitarsi
a dar seguito a quello che gli suggerisce il suo stesso cognome, senza strafare più di tanto;
così da evitare di dire strafalcioni come in questa occasione:
l'unità a partire dal cuore e a prescindere dalla verità di fede”.
«Suvvia, padre Raniero, confessi che nemmeno Lei crede davvero ad una incongruenza e ad una contraddizione come questa. Confessi che ha voluto fare solo una battuta ad effetto, ad uso e consumo di coloro che lo ascoltavano e che Lei sa bene come si accontentino facilmente di parole vuote».
Ovviamente, visto che è stato nominato “predicatore della Casa Pontificia” da Giovanni Paolo II
e visto come si comporta sotto i suoi occhi lo stesso cardinale primate dell'Argentina,
padre Raniero, poverino, dev'essere davvero scusato.



Una cosa del genere ci sembra davvero di una gravità inaudita. 
Come è possibile che i fedeli cattolici dell'Argentina, e anche i fedeli cattolici del mondo intero, possano prendere sul serio “pastori” come questi ?
Se un cardinale di Santa Romana Chiesa si inginocchia davanti a dei miscredenti e si lascia benedire da costoro (non si capisce bene di che sorta di benedizione !), che senso ha l'esistenza stessa della Chiesa ?
E se per ipotesi assurda una cosa del genere avesse una sia pur minima giustificazione, a che servirebbe allora far parte della Chiesa Cattolica ?
A che servirebbe la sua stessa esistenza ?
A che servirebbero tutti i discorsi del Papa ? 
A che servirebbe tutto il Magistero della Chiesa, compreso quello sindacabilissimo del Vaticano II ?
Che il Signore salvi la Chiesa dalle conseguenze delle colpe degli uomini della Chiesa.

Il papa al capo rabbino: «Portare avanti relazioni»

Francesco invita Di Segni all'inaugurazione del pontificato.

A sole poche ore di distanza dall'elezione al Soglio pontificio, papa Francesco ha iniziato a intessere i rapporti con i rappresentanti delle altre comunità religiose.
«Spero vivamente di poter contribuire al progresso che le relazioni tra ebrei e cattolici hanno conosciuto a partire dal concilio vaticano II, in uno spirito di rinnovata collaborazione», ha scritto Jorge Mario Bergoglio in un messaggio inviato al rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni.
INVITO AL RABBINO CAPO. Invitandolo all'inaugurazione del suo pontificato, papa Francesco ha aggiunto: «Nel giorno della mia elezione a vescovo di Roma e Pastore universale della chiesa cattolica, le invio il mio cordiale saluto, annunciandole che la solenne inaugurazione del mio pontificato avrà luogo martedì 19 marzo».
«Confidando nella protezione dell'Altissimo», ha concluso, «spero vivamente di potere contribuire al progresso che le relazioni tra ebrei e cattolici hanno conosciuto a partire dal concilio Vaticano II, in uno spirito di rinnovata collaborazione».
http://www.lettera43.it/cronaca/il-papa-al-capo-rabbino-portare-avanti-relazioni_4367587634.htm

TANGO E VANGELO: L’ALFABETO SENTIMENTALE DI PAPA FRANCESCO

Dalla fidanzatina con cui andava a ballare alla catechesi nei garage, Bergoglio parla il dialetto piemontese, ama le poesie di Holderlin e la Crocefissione Bianca di Chagall, il suo film preferito è “Il pranzo di Babette” e mette in guardia la Chiesa dal rischio dell’autoreferenzialità...

Gian Antonio Stella per "Il Corriere della Sera"
ARMONIA «Nella Chiesa l'armonia la fa lo Spirito Santo. Uno dei primi padri della Chiesa scrisse che lo Spirito Santo "ipse harmonia est", lui stesso è l'armonia. Lui solo è autore al medesimo tempo della pluralità e dell'unità. Solo lo Spirito può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e allo stesso tempo fare l'unità. Perché quando siamo noi a voler fare la diversità facciamo gli scismi e quando siamo noi a voler fare l'unità facciamo l'uniformità, l'omologazione». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007)
BATTESIMO «Il bambino non ha alcuna responsabilità dello stato del matrimonio dei suoi genitori. E poi, spesso il battesimo dei bambini diventa anche per i genitori un nuovo inizio. Di solito si fa una piccola catechesi prima del battesimo, di un'ora circa; poi una catechesi mistagogica durante la liturgia. In seguito, i sacerdoti e i laici vanno a fare le visite a queste famiglie, per continuare con loro la pastorale postbattesimale. E spesso capita che i genitori, che non erano sposati in chiesa, magari chiedono di venire davanti all'altare per celebrare il sacramento del matrimonio». (Intervista a 30 giorni, 2009, al giornalista che chiedeva se erano giustificabili in alcuni casi di battesimi rifiutati bambini figli di genitori «irregolari»)
PAPA JORGE MARIO BERGOGLIO A SANTA MARIA MAGGIOREPAPA JORGE MARIO BERGOGLIO A SANTA MARIA MAGGIORE
CERTEZZE «Le nostre certezze possono diventare un muro, un carcere che imprigiona lo Spirito Santo. Colui che isola la sua coscienza dal cammino del popolo di Dio non conosce l'allegria dello Spirito Santo che sostiene la speranza. È il rischio che corre la coscienza isolata. Di coloro che dal chiuso mondo delle loro Tarsis si lamentano di tutto o, sentendo la propria identità minacciata, si gettano in battaglie per essere alla fine ancor più autoccupati e autoreferenziali». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007)
DEBITO «Siamo stati molto chiari nel sostenere che la politica economica del governo non faceva altro che aumentare il debito sociale argentino, molto più grande e molto più grave del debito estero e abbiamo chiesto un cambiamento». (a Francesca Ambrogetti, La Stampa, 31 dicembre 2001)
DESAPARECIDOS «Poiché in diversi momenti della nostra storia siamo stati indulgenti verso le posizioni totalitarie, violando le libertà democratiche che scaturiscono dalla dignità umana. Poiché attraverso azioni od omissioni abbiamo discriminato molti dei nostri fratelli, senza impegnarci sufficientemente nella difesa dei loro diritti. Supplichiamo Dio, Signore della storia, che accetti il nostro pentimento e sani le ferite del nostro popolo. O Padre, abbiamo il dovere di ricordare davanti a te quelle azioni drammatiche e crudeli.
Ti chiediamo perdono per il silenzio dei responsabili e per la partecipazione effettiva di molti dei tuoi figli in tale scontro politico, nella violenza contro le libertà, nella tortura e nella delazione, nella persecuzione politica e nell'intransigenza ideologica, negli scontri e nelle guerre, nella morte assurda che ha insanguinato il nostro paese. Padre buono e pieno di amore, perdonaci e concedi a noi la grazia di rifondare i vincoli sociali e di sanare le ferite ancora aperte nella tua comunità». (Richiesta di perdono dei vescovi argentini, tra i quali lo stesso Bergoglio aveva una posizione di spicco, 10 settembre del 2000)
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EPIGRAFE «Come si definirebbe?» «Jorge Bergoglio, prete». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita, del 2010)
ESPOSA «La mia diocesi di Buenos Aires». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007)
FIDANZATA «Sì, era del gruppo di amici con i quali andavamo a ballare. Poi ho scoperto la vocazione religiosa». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita, del 2010)
FILM «Il mio film preferito? Il pranzo di Babette». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita, del 2010)
FIGLI «Qualche giorno fa ho battezzato sette figli di una donna sola, una vedova povera, che fa la donna di servizio e li aveva avuti da due uomini differenti. Lei l'avevo incontrata l'anno scorso alla festa di San Cayetano. Mi aveva detto: padre, sono in peccato mortale, ho sette figli e non li ho mai fatti battezzare. Era successo perché non aveva i soldi per far venire i padrini da lontano, o per pagare la festa, perché doveva sempre lavorare... Le ho proposto di vederci, per parlare di questa cosa.
Ci siamo sentiti per telefono, è venuta a trovarmi, mi diceva che non riusciva mai a trovare tutti i padrini e a radunarli insieme... Alla fine le ho detto: facciamo tutto con due padrini soli, in rappresentanza degli altri. Sono venuti tutti qui e dopo una piccola catechesi li ho battezzati nella cappella dell'arcivescovado. Dopo la cerimonia abbiamo fatto un piccolo rinfresco. Una Coca Cola e dei panini. Lei mi ha detto: padre, non posso crederlo, lei mi fa sentire importante... Le ho risposto: ma signora, che c'entro io?, è Gesù che a lei la fa importante». (Intervista a 30 giorni, 2009)
PRIMA PAGINA DELL'OSSERVATORE ROMANO ELEZIONE DI BERGOGLIOPRIMA PAGINA DELL'OSSERVATORE ROMANO ELEZIONE DI BERGOGLIO
GARAGE «Ai miei sacerdoti ho detto: "Fate tutto quello che dovete, i vostri doveri ministeriali li sapete, prendetevi le vostre responsabilità e poi lasciate aperta la porta". I nostri sociologi religiosi ci dicono che l'influsso di una parrocchia è di seicento metri intorno a questa. A Buenos Aires ci sono circa duemila metri tra una parrocchia e l'altra. Ho detto allora ai sacerdoti: "Se potete, affittate un garage e, se trovate qualche laico disposto, che vada! Stia un pò con quella gente, faccia un pò di catechesi e dia pure la comunione se glielo chiedono".
Un parroco mi ha detto: "Ma padre, se facciamo questo la gente poi non viene più in chiesa". "Ma perché?", gli ho chiesto, "Adesso vengono a messa?" "No", ha risposto. E allora! Uscire da sé stessi è uscire anche dal recinto dell'orto dei propri convincimenti considerati inamovibili se questi rischiano di diventare un ostacolo, se chiudono l'orizzonte che è di Dio». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007)
GIONA «Giona aveva tutto chiaro. Aveva idee chiare su Dio, idee molto chiare sul bene e sul male. Su quello che Dio fa e su quello che vuole, su quali erano i fedeli all'Alleanza e quali erano invece fuori dall'Alleanza. Aveva la ricetta per essere un buon profeta. Dio irrompe nella sua vita come un torrente. Lo invia a Ninive.
Ninive è il simbolo di tutti i separati, i perduti, di tutte le periferie dell'umanità. Di tutti quelli che stanno fuori, lontano. Giona vide che il compito che gli si affidava era solo dire a tutti quegli uomini che le braccia di Dio erano ancora aperte, che la pazienza di Dio era lì e attendeva, per guarirli con il Suo perdono e nutrirli con la Sua tenerezza. Solo per questo Dio lo aveva inviato. Lo mandava a Ninive, ma lui invece scappa dalla parte opposta, verso Tarsis. Quello da cui fuggiva non era tanto Ninive, ma proprio l'amore senza misura di Dio per quegli uomini». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007)
HÖLDERLIN «Amo le sue poesie». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, nel libro-intervista El Jesuita, 2010)
ITALIA «Mio padre era di Portacomaro (Asti, ndr) e mia madre di Buenos Aires, con sangue piemontese e genovese». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita, del 2010)
BERGOGLIOBERGOGLIO
LAICI «La loro clericalizzazione è un problema. I preti clericalizzano i laici e i laici ci pregano di essere clericalizzati... È proprio una complicità peccatrice. E pensare che potrebbe bastare il solo battesimo. Penso a quelle comunità cristiane del Giappone che erano rimaste senza sacerdoti per più di duecento anni. Quando tornarono i missionari li ritrovarono tutti battezzati, tutti validamente sposati per la Chiesa e tutti i loro defunti avevano avuto un funerale cattolico.
La fede era rimasta intatta per i doni di grazia che avevano allietato la vita di questi laici che avevano ricevuto solamente il battesimo e avevano vissuto anche la loro missione apostolica in virtù del solo battesimo. Non si deve aver paura di dipendere solo dalla Sua tenerezza...». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007)
LEBBRA «La cosa peggiore che può accadere nella Chiesa? È quella che Henri De Lubac chiama "mondanità spirituale". È il pericolo più grande per la Chiesa, per noi, che siamo nella Chiesa. "È peggiore", dice De Lubac, "più disastrosa di quella lebbra infame che aveva sfigurato la Sposa diletta al tempo dei papi libertini". La mondanità spirituale è mettere al centro sé stessi. È quello che Gesù vede in atto tra i farisei: " Voi che vi date gloria. Che date gloria a voi stessi, gli uni agli altri"». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007)
MICRO «Per contrastare l'effetto della globalizzazione che ha portato alla chiusura di tante fabbriche e la conseguente miseria e disoccupazione, bisogna promuovere anche una crescita economica dal basso verso l'alto, con la creazione di micro, piccole e medie imprese. Gli aiuti che possono venire dall'estero non devono essere solo di fondi ma tendere a rafforzare la cultura del lavoro della cultura politica». (a Francesca Ambrogetti, La Stampa, 31 dicembre 2001)
NAVICELLA «I teologi antichi dicevano: l'anima è una specie di navicella a vela, lo Spirito Santo è il vento che soffia nella vela, per farla andare avanti, gli impulsi e le spinte del vento sono i doni dello Spirito. Senza la Sua spinta, senza la Sua grazia, noi non andiamo avanti. Lo Spirito Santo ci fa entrare nel mistero di Dio e ci salva dal pericolo d'una Chiesa gnostica e dal pericolo di una Chiesa autoreferenziale, portandoci alla missione». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007)
OMOSESSUALI «Non ricorrendo contro la decisione del giudice nel contenzioso amministrativo sul matrimonio di persone dello stesso sesso, ha mancato gravemente al suo dovere di governante e di custode della legge». (Comunicato ufficiale del 26 novembre del 2009 contro il governatore di Buenos Aires Mauricio Macri, reo di non avere fatto ricorso contro la sentenza sul matrimonio gay)
PIAZZA SAN PIETRO ATTESA PER IL NUOVO PAPAPIAZZA SAN PIETRO ATTESA PER IL NUOVO PAPA
PARANOIA «A una chiesa autoreferenziale succede quel che succede a una persona rinchiusa in sé: si atrofizza fisicamente e mentalmente. Diventa paranoica, autistica». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita, del 2010)
POSTO «"Vi faccio una domanda: la Chiesa è un posto aperto solo per i buoni?" "Nooo!" "C'è posto per i cattivi, anche?" "Sìììì!!!". "Qui si caccia via qualcuno perché è cattivo? No, al contrario, lo si accoglie con più affetto. E chi ce l'ha insegnato? Ce lo ha insegnato Gesù. Immaginate, dunque, come è paziente il cuore di Dio con ognuno di noi"». (Dialogo tra Bergoglio e la folla di fedeli alla festa di san Cayetano, in un barrio popolare di Buenos Aires, 30 giorni, agosto 2008, durante la festa)
QUADRO «Il mio quadro preferito? La Crocefissione Bianca di Chagall». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita, del 2010)
RASSA NOSTRANA «Drit e sincer, cosa ch'a sun, a smijo: / teste quadre, puls ferm e fìdic san / a parlo poc ma a san cosa ch'a diso / bele ch'a marcio adasi, a van luntan. /
Sarajé, müradur e sternighin, / minör e campagnin, sarun e fré: / s'a-j pias gargarisé quaic buta ed vin, / j'é gnün ch'a-j bagna el nas per travajé. / Gent ch'a mercanda nen temp e südur: / - rassa nostrana libera e testarda - / tüt el mund a cunoss ch'i ch'a sun lur / e, quand ch'a passo ... tüt el mund a-j guarda...». («Razza nostrana», poesia in dialetto piemontese di Nino Costa che il nuovo papa si picca di saper recitare a memoria, in omaggio ai genitori di origine piemontese)
CONCLAVECONCLAVE
SIGNORE «Il Manzoni diceva: "Non ho mai trovato che il Signore abbia cominciato miracolo senza finirlo bene"». (a Francesca Ambrogetti, La Stampa, 31 dicembre 2001)
TANGO «Mi piace molto il tango e da giovane lo ballavo». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita, del 2010)
TRADIZIONALISTI «Paradossalmente (...) proprio se si è fedeli si cambia. Non si rimane fedeli, come i tradizionalisti o i fondamentalisti, alla lettera. La fedeltà è sempre un cambiamento, un fiorire, una crescita. Il Signore opera un cambiamento in colui che gli è fedele». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007)
VERITÀ «La verità è che sono un peccatore che la misericordia di Dio ha amato in una maniera privilegiata... Errori ne ho commessi a non finire. Errori e peccati». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita, del 2010)

1 commento:

  1. Da più parti mi viene chiesto un commento all'Elezione di questo Papa Francesco I, ma non mi sento di commentare nulla, la mia Fede e la mia ragione, non inquinate da Papolatria, o fideismo pneumatico, mi hanno insegnato, che spesso, nei Conclavi, prevalgono i più squallidi interessi "di bottega" e lo Spirito Santo è il grande invocato ed inascoltato, allo stesso tempo. Non essendo quindi stipendiato, come il Dott. Dino Boffo, Direttore di TV2000, dalla Conferenza Episcopale Italiana, non essendo bisognoso della simpatia di Porporati ed Alti Prelati, come il Molto Reverendo Padre Livio Fanzaga, Direttore di Radio Maria, da non accettato nel Terz'Ordine Francescano Frati Francescani dell'Immacolata, da "fedele" scomodo, o forse Ex-Fedele della Fraternità Sacerdotale San Pio X, mi permetto di essere sincero, con me stesso e con gli altri, da personaggio scomodo ed indesiderabile nell'Orbe Cattolico, per questo mi permetto di commentare con questa Preghiera:
    O Dio Benedetto, che permettete, che nel Vostro Tempio entrino mercanti ed eretici e che sul Trono dell'Apostolo Pietro, si insedino "teologi della liberazione", Vi chiediamo perdono per aver meritato codesto castigo, promettendo all'Onnipotenza Vostra, anche nelle più Grandi apostasie ed eresie a cui assisteremo, provenienti dalla Cattedra, che un Tempo appartenne ai Vicari del Figliuol Vostro, Nostro Signore Gesù Cristo, di rimanere con la Grazia dello Spirito Santo e Sotto il Manto della Santissima Vergine Maria, Fedeli alla Dottrina della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, chiedendo la Grazia della Perseveranza Finale, della Testimonianza e del Martirio del Sangue, o del Cuore, per rimanere nella Retta Vostra Fede, trasmessaci dagli Apostoli.


    Cosi Sia !

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