ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 17 maggio 2014

Lecca doc..

zdubbioInterpretazioni autentiche  …                                                                                                                                                                           per sapere di volta in volta cosa intende dire veramente Bergoglio e ottenere così una seria interpretazione “autentica” vicaria, basta rivolgersi alla Bussola e a Introvigne in particolare, che non incontrerà nessuna difficoltà a formularla, almeno fino a quando non si presenti drammaticamente il caso di un “chi credete che io sia? ”. E non vorremmo allora essere nei panni dell’interprete, anche se della sua abilità nessuno può dubitare.

 di Patrizia Fermani

Apprendiamo con sollievo da un editoriale di Introvigne sulla Bussola di ieri, del compito, forse meno impegnativo di quanto vorrebbe far credere l’autore, assunto ufficialmente dal suo giornale. Quello di fornire la interpretazione corretta del pensiero papale comunque e dovunque espresso. In piazza, in chiesa, ad alta quota o al microfono degli intervistatori di fiducia o in qualunque altra sede, istituzionale e non.

L’iniziativa è stata presa generosamente da tempo, probabilmente per colmare la lacuna venutasi a creare dopo che Padre Lombardi, a rinuncia ancora calda, ha bruciato la propria credibilità abbandonandosi a spericolate e fantasiose anticipazioni sulle scelte estetiche e logistiche del futuro ex pontefice.
Dunque, per sapere di volta in volta cosa intende dire veramente Bergoglio e ottenere così una seria interpretazione “autentica” vicaria, basta rivolgersi alla Bussola e a Introvigne in particolare, che non incontrerà nessuna difficoltà a formularla, almeno fino a quando non si presenti drammaticamente il caso di un “chi credete che io sia? ”. E non vorremmo allora essere nei panni dell’interprete, anche se della sua abilità nessuno può dubitare.
Comunque il caso ultimo, ormai internazionalmente noto, che ha indotto il nostro ad un intervento chiarificatore, è stato quello di certe dichiarazioni del neo eletto segretario della Cei, delle quali è stata rilevata non a torto anche la scarsa signorilità. Non grave certamente quanto la “scarsa ecclesialità” che ai Francescani della Immacolata è costata lo scioglimento dell’ordine da parte dell’autorità pontificia, ma comunque capace di sollevare qualche dubbio sulla ortodossia cattolica del prelato. Ma il problema che si è presentato all’interprete ufficiale delle cose vaticane è stato ovviamente quello di allontanare il sospetto che il pensiero di Galantino possa essere in qualche modo assimilato a quello del Vescovo di Roma, dal quale bene o male il primo è stato portato dalla periferia calabra alle responsabilità del governo centrale della Chiesa. E, a quanto pare, non proprio in virtù di particolari attitudini teologiche, devozionali, mistiche o culturali.
La radicale indifferenza, se non un certo disprezzo, ostentati da Galantino verso il tema dell’aborto e più in generale verso i “principi non negoziabili”, in via di essere trasferiti ai Musei Vaticani, secondo Introvigne non dovrebbe far pensare in alcun modo che essa sia condivisa dal vescovo di Roma. Come sarebbe dimostrato dai suoi numerosi riferimenti passati alla necessità che la vita sia difesa dal concepimento alla morte naturale. Riferimenti apprezzabile di certo, ma che di per sé, per vero, non includono affatto la condanna esplicita dell’aborto e la riprovazione di chi lo pratica o lo ha praticato. Anche le norme che tutelano la gravidanza della donna che lavora si preoccupano di salvaguardare il concepito, e anche la mancanza di acqua e di cibo con cui è stata soppressa Eluana sono cause naturali di morte. Dunque si tratta di una proposizione che richiederebbe almeno qualche specificazione.
E vale anche la pena di ricordare che l’iniziativa “Uno di noi” la cui approvazione pubblica da parte di Bergoglio starebbe ad indicare una grande attenzione per la tutela della vita intrauterina, riguarda in realtà la proposta di non utilizzare gli embrioni umani per la sperimentazione. Ma gli embrioni in questione sono quelli sovrannumerari prodotti nel corso della fecondazione artificiale e normalmente destinati alla soppressione o al congelamento. Nell’ambito cioè di una pratica che rimane contro Dio, contro natura, e contro l’uomo, ma che pure viene via via sponsorizzata sempre più apertamente dalle alte sfere cattoliche per bocca delle proprie appendici giornalistiche.
Può darsi che sullo sfondo della concorrenza tra collegialità e primato, le divisioni non siano solo di esercizio del potere ma riguardino anche i fondamenti della dottrina cattolica (se è ancora lecito usare un termine diventato imbarazzante nelle scuole teologiche aggiornate).
Sta di fatto che i cinquantamila della Marcia per la Vita, conclusasi il 4 maggio scorso in piazza S.Pietro, non sembra siano rimasti particolarmente scossi dall’entusiasmo contenuto col quale sono stato accolti al Regina Coeli, dove pure si sono guadagnati un onesto sesto posto, dopo la più fortunata parrocchia di Parma, nelle attenzioni del Vescovo di Roma.
Aspettiamo da Introvigne una adeguata illustrazione sugli aggiornamenti della etichetta vaticana.
http://www.riscossacristiana.it/interpretazioni-autentiche-di-patrizia-fermani/

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.