ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 14 febbraio 2015

Tempora bona veniant..!

Ora i cardinali vacillano sull'obbedienza al Papa

Dibattito tra porporati: giusto seguire Francesco, ma a patto che lui rimanga fedele ai dettami della Chiesa. Oggi Bergoglio farà venti nuove nomine in un clima critico

Il Papa al concistoro del Collegio cardinalizio
Nonostante il clima sereno che si è respirato per due giorni nell'aula nuova del Sinodo («non c'è stato un clima rivendicativo o aggressivo» ha riportato il direttore della Sala Stampa Vaticana, Padre Federico Lombardi) e nonostante l'apprezzamento per il lavoro di riforma della Curia Romana svolto fino a oggi, qualche cardinale, sia della vecchia guardia sia con incarichi di governo in Vaticano, è riuscito però a farsi notare dai confratelli per degli interventi, ufficiali e non, che hanno posto l'accento sulla necessità di seguire attentamente «una via maestra, quella del diritto» nel processo di rinnovamento della Curia e sul tema dell'obbedienza al Sommo Pontefice.
«Si deve obbedienza al Papa se le sue direttive sono in linea con il diritto canonico», ha voluto precisare un porporato in disaccordo con la maggioranza degli altri cardinali, consapevoli del fatto che si deve obbedienza al vicario di Cristo a prescindere da tutto. «Abbiamo il dovere di presentarci con mente e cuore aperti verso il Papa», ha commentato con altri confratelli un importante porporato italiano, mandando giù l'ultimo sorso di caffè, «non dovrebbero esserci liberi battitori, non è bello cercare opposizioni» ha detto, citando infine Benedetto XVI sul tema dell'obbedienza: «Obbedire è una parola che non piace nel nostro tempo», spiegava il Papa Emerito commentando nel 2010 la Lettera agli Ebrei, «viene interpretata come alienazione, atteggiamento servile, sottomissione alla volontà di un altro, mentre l'autodeterminazione sarebbe la vera esistenza umana. Libertà e obbedienza sono invece due cose che vanno insieme».
Le parole di Ratzinger (che oggi sarà presente in Basilica per il concistoro), hanno illuminato il volto dei presenti, ma solo per qualche minuto, perché pronta è arrivata la replica di un altro porporato, questa volta americano (devotissimo al Papa Emerito) che ha preso la parola, in presenza di Bergoglio, intervenendo sul tema della riforma della costituzione apostolica «Pastor Bonus»: «Va bene riformarla, va bene tutto», ha spiegato, «ma il centro di tutto, come per il tema dell'obbedienza, dev'essere il diritto canonico». Si potrebbe quindi anche disobbedire al Pontefice, secondo qualche cardinale tradizionalista, se il Papa non rispetta la legge, senza lasciar spazio alla misericordia e senza lasciar spazio al cuore, ma tenendo un approccio esclusivamente legislativo. «Nella stesura della nuova costituzione bisognerà certamente curare nei minimi dettagli la terminologia di legge e fare attenzione ad ogni passaggio», ha aggiunto un altro porporato che invece condivide in pieno l'azione pastorale di Francesco, «non dobbiamo essere però troppo burocrati dalla faccia funerea, come ha ricordato il Santo Padre nel discorso di Natale alla Curia Romana, noi dobbiamo servire i fedeli e la Chiesa con la gioia del Vangelo».


 Sab, 14/02/2015 

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ora-i-cardinali-vacillano-sullobbedienza-papa-1093924.html


Supplica a Papa Francesco sulla famiglia: verso le 100.000 firme

supplica filialeSono oltre 90.000, in quindici giorni, le firme raccolte per la Supplica filiale a Sua Santità Papa Francesco sul futuro della famiglia. (http://www.filialappeal.org/).

La “Supplica filiale” è una petizione internazionale promossa da oltre 100 personalità cattoliche e da oltre 30 associazioni pro vita e famiglia, che chiedono a Papa Francesco di pronunciare “una parola chiarificatrice” contro il “generalizzato disorientamento causato dall’eventualità che in seno alla Chiesa si apra una breccia tale da permettere l’adulterio – in seguito all’accesso all’eucaristia di coppie divorziate e risposate civilmente – e perfino una virtuale accettazione delle unioni omosessuali. Tutte pratiche, queste, condannate categoricamente dalla Chiesa come opposte alla legge divina e naturale”.

In Italia la petizione è stata promossa tra gli altri, dalla Fondazione Lepanto, Corrispondenza Romana, Riscossa Cristiana, Il Timone, Chiesa e postconcilio, Tradizione, Famiglia e Proprietà, I Tre Sentieri, SOS Ragazzi, Famiglia Domani, Messainlatino, Generazione Voglio Vivere, Gloria TV/Media ed altri siti e associazioni.

Tra i sottoscrittori della supplica figurano i cardinali Raymond Leo BurkeWalter BrandmüllerJorge Arturo Medina Estévez e Janis Pujats, arcivescovo emerito di Riga; i vescovi Wolfgang Haas di VaduzAldo di Cillo Pagotto di ParaibaAthanasius Schneider di Astana, Charles Palmer-Buckle di Accra (eletto dai vescovi del Ghana come loro delegato al prossimo sinodo), Juan Rodolfo Laise, OFM Cap., vescovo emerito di San Luis (Argentina); mons. Juan-Miguel Ferrer Grenesch, già sottosegretario della congregazione per il Culto Divino; i professori Josef SeifertWolfgang Waldstein e Luke Gormally, membri della Pontificia accademia per la vita; Austin Ruse, presidente delCenter for Family and Human Rights John-Henry Westen, direttore di LifeSiteNews; John Smeaton, direttore della Society for the Protection of the Unborn Children (SPUC); Robert Royal presidente del Faith and Reason InstituteSławomir Skiba, direttore della rivistaPolonia ChristianaBenjamin Harnwell, fondatore e direttore del Dignitatis Humanae Institute; il duca Paul Oldenburg rappresentante a Bruxelles della Federazione Pro Europa Cristiana; la parlamentare prolife europea Anna Zaborska, il filosofo e scrittore polacco Arkadiusz Robaczewski, e molti altri (un elenco completo delle personalitàhttp://www.filialappeal.org/personalities-who-have-signed,3229,c.html).

Tra le presenze italiane, oltre a quelle già segnalate (http://www.corrispondenzaromana.it/supplica-filiale-a-sua-santita-papa-francesco/9,) spicca il nome di padre Stefano Maria Manelli, fondatore dei Francescani dell’Immacolata, e poiEmilio Biagini, già professore ordinario di Geografia a Cagliari; Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita; Maria Luisa Ceccarelli Lemut, ordinario di Storia Medievale all’Università di Pisa; Virginia Coda Nunziante, presidente del Comitato Marcia Nazionale per la Vita; Gaetano Frajese, già professore ordinario di endocrinologia; Francesco Dal Pozzo d’Annone, già professore di Filosofia del Diritto; Mauro Faverzani, coordinatore editoriale di Radici Cristiane; l’avvocato Elisabetta FrezzaLuca Galantini, docente di Regimi internazionali all’Università Cattolica del Sacro Cuore; Corrado Gnerre, direttore dei Siti I Tre Sentieri  e Il Giudizio cattolicoMaria Guarini, direttore del sito Chiesa e postconcilioFederico Iadicicco, già consigliere provinciale di Roma; il conte Giuseppe Manzoni di ChioscaLavinia Mennuni, consigliere comunale di Roma; Guido Milanese, professore ordinario di Cultura Classica ed Europea alla Università cattolica del Sacro Cuore; Dina Nerozzi, già docente di Endocrinologia, scrittrice e saggista; Paolo Pasqualucci, già professore ordinario di Filosofia del Diritto; Riccardo Pedrizzi, già deputato e senatore; Bartolo Sammartino, Presidente dell’Accademia Nazionale della Politica; Tommasco Scandroglio, docente di Filosofia del Diritto all’Università Europea di Roma; Don Roberto Spataro, segretario della Pontificia Accademia Latinitas; Piero Vassallo, scrittore e giornalista; Massimo Viglione, segretario della Confederazione Civiltà Cristiana.

La petizione è stata segnalata dai maggiori vaticanisti, quali John Allen Edward Pentin negli Stati Uniti e in Italia da Sandro Magister e MarcoTosatti.
http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-brevi/supplica-a-papa-francesco-sulla-famiglia-verso-le-100-000-firme/
La sussidiarietà, il rapporto tra la Curia romana e le chiese locali e il ruolo delle donne nella Chiesa.
Papa Francesco porta il progetto di riforma della Curia romana, tuttora in fase di elaborazione da parte del Consiglio dei nove cardinali, all’esame del Collegio cardinalizio.
“La meta da raggiungere è sempre quella di favorire una maggiore armonia nel lavoro dei vari dicasteri e uffici”, ha detto il pontefice.
Armonizzare, semplificare, alleggerire. Queste sono le parole d’ordine di questa riforma. Durante i lavori di preparazione del Concistoro, Bergoglio ha lavorato con il suo C9, il consiglio di nove Cardinali provenienti dai 5 continenti.
Non solo accorpamenti tra dicasteri. Francesco vuole affrontare i mali della Chiesa, a partire dalla pedofilia.
“Vorrei menzionare alcune di queste probabili malattie, malattie curiali – sono state le parole del pontefice – Queste derivano spesso dalla patologia del potere, dal complesso degli eletti, dal narcisismo che guarda ossessivamente alla propria immagine e non vede l’immagine di Dio impressa sui volti degli altri, in particolare dei più deboli e dei più bisognosi”.
Una riforma che punta a essere innanzitutto condivisa, come sottolinea lo stesso Bergoglio quando parla della Chiesa delle Periferie.
Una richiesta che arriva dal Collegio cardinalizio che lo ha eletto Papa: il governo centrale vaticano dovrà essere più al servizio delle Chiese locali sparse per il mondo. Nel progetto di riforma anche un nuovo ufficio sull’Ambiente.
Cambierà, inoltre, il ruolo della Segreteria di Stato, compresa la funzione di coordinamento della vita di Curia e di collaborazione tra i vari dicasteri.
Per quanto riguarda i tempi, si profilano ancora molto lunghi. Il Papa ha detto chiaramente che raggiungere la meta non è facile. Richiede tempo, determinazione e soprattutto la collaborazione di tutti.
Il giornalista di euronews, Fabien Farge, ha fatto il punto con Sébastien Maillard, vaticanista del quotidiano francese La Croix, collegato da Roma.
Fabien Farge, euronews: “A che punto siamo con questa famosa riforma della Curia Romana e perché cambiare?”
Sébastien Maillard: “Prima del conclave che ha eletto Papa Francesco, nel mese di marzo del 2013, tutti i cardinali si sono riuniti e hanno deciso che era davvero il momento di affrontare questa riforma. Quindi il Papa ha atteso l’avvio del percorso e i suoi sviluppi per consultare i cardinali. Ed è quello che ha fatto negli ultimi due giorni, ascoltando i loro pareri su questa riforma che loro stessi hanno chiesto e hanno dato mandato al Papa di portarla avanti dopo la sua elezione”.
euronews: “Il mandato di cui parla ha già prodotto dei risultati. C‘è già una revisione dei servizi economici e finanziari e anche un segretariato all’economia”.
Sébastien Maillard: “Questo è stato il primo passo, la creazione da appena un anno di un segretariato all’economia che è stato affidato al cardinale australiano George Pell, affiancato da un consiglio delle finanze dove siedono, con le stesse responsabilità e lo stesso grado, membri laici e cardinali. Ecco, questa è una novità. Si tratta di un vero e proprio passo in avanti realizzato con la creazione di questa nuova istituzione per supervisionare tutti i canali finanziari del Vaticano perché quella era la emergenza e bisognava colmare la falla”.
euronews: “E qui entriamo nel difficile, mi passi il termine. Ci sono resistenze evidenti, c‘è anche chi si oppone?”
Sébastien Maillard: “Tutti coloro che dirigono una congregazione o un consiglio Pontificio sono già stati avvertiti. Sono stati informati della riforma il 24 novembre e hanno anche avuto la possibilità di offrire il loro parere. L’obiettivo, quello che il Papa ha voluto in questo Concistoro è di non avanzare da solo, di non imporre la riforma. Allo stesso tempo, ancora una volta, tutti giudicano necessaria la riforma della curia e nessuno ne contesta la validità di fondo. Non c‘è alcuna resistenza come invece è accaduto, e accadrà ancora, per quanto riguarda il Sinodo sulla famiglia, che è tutto un altro argomento”.
euronews: “Papa Francesco si riferisce spesso alla forza della Chiesa delle periferie, cosa significa nell’ottica della nomina dei nuovi cardinali?”
Sébastien Maillard: “La forza delle periferie significa che la Chiesa non si governa solo dal centro. La Curia Romana è al servizio della Chiesa universale, così come il C9 che il Papa stesso ha creato: il consiglio dei 9 cardinali che lavora a stretto contatto con il pontefice i cui membri provengono dalle periferie del mondo perché rappresentano i 5 continenti. Lo scopo del Papa è quello di governare con tutta la Chiesa nel suo insieme. È vero che ci sono ancora 57 cardinali europei tra i 115 elettori, ma è aumentato di molto il numero di coloro che vengono dall’America Latina, dal Nord America, dall’Africa. E questo riflette semplicemente la realtà del mondo cattolico oggi”.
euronews: “Il mondo cattolico, Papa Francesco lo scuote, spesso lo rimprovera, perché questo tono più diretto?”
Sébastien Maillard: “È il suo stile, è la sua natura. Questo è davvero il suo modo di essere per agitare le acque ed è stato anche lo scopo della sua elezione. È un modo per riformare la Chiesa, non solo di riorganizzare le strutture, i dicasteri, di fare un nuovo organigramma. È anche l’imposizione di un nuovo tono, lo abbiamo visto nel Sinodo sulla Famiglia in ottobre, quando ha detto: “parlate tutti liberamente, apertamente”, e alcuni hanno detto che assistevano per la prima volta a un vero sinodo, con libertà di parola e con il Papa che ritorna a uno stile evangelico. È il suo modo di essere un missionario”.

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