ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 3 maggio 2019

«Il Vangelo è qui”»?

Prete su nave ong, segno di una Chiesa ideologica

L'esordio di un giovane prete emiliano sulla nave Mare Jonio della Associazione Mediterranea, è accompagfnato da una intervista allo stesso prete che dimostra semplicemente quale sia il livello di insegnamento nei seminari e nelle facoltà di teologia.


                            Don Mattia Ferrari a bordo della Mediterranea

Nei giorni scorsi ha avuto un certo rilievo il “reclutamento” di un giovane sacerdote a bordo della nave Mare Jonio, della ong Mediterranea, pronta a salpare per raccogliere migranti clandestini tra le coste della Libia e la Sicilia. Il 25enne don Mattia Ferrari, della diocesi di Modena, faccia da bravo ragazzo, è in missione con la benedizione di ben tre vescovi: Corrado Lorefice di Palermo, Erio Castellucci di Modena e Matteo Zuppi di Bologna.

Per conto delle due diocesi emiliane aveva già collaborato, con alcune delle associazioni che fanno parte di Mediterranea, per la sistemazione di alcuni immigrati; e l’arcivescovo di Palermo aveva ricevuto la richiesta di un prete a bordo addirittura da Luca Casarini, oggi a capo di Mediterranea dopo una carriera di contestatore alla guida dei centri sociali e del movimento no-global (lo si ricorderà per i tragici incidenti al G8 di Genova del 2001). Del resto, le associazioni che hanno creato Mediterranea proprio da quel mondo vengono.

Non staremo qui a soffermarci sulla stretta collaborazione tra Chiesa e centri sociali, su cui pure molto ci sarebbe da dire, visto che certi uomini di Chiesa si prestano volentieri a fare da sostegno a cause che hanno ben altri scopi che non il soccorso a persone in grave difficoltà.

Vorremmo invece soffermarci su alcune affermazioni di don Mattia, perché sono un documento emblematico di come oggi sia ridotta in molti casi la formazione al sacerdozio, tra una teologia di luoghi comuni e un sociologismo di terza categoria. Qui non c’entra la persona di don Mattia, che sicuramente è un bravissimo ragazzo pieno di buone intenzioni, c’entra invece la formazione che ha ricevuto, ciò che ha imparato nella vita in seminario e nei corsi di teologia, ciò che il suo vescovo gli ha insegnato.

Intervistato da Repubblica, don Mattia spiega che «Il Vangelo è qui”, sulla Mediterranea, frase che fa effetto ma che a ben pensarci non significa nulla. Il Vangelo è la Buona notizia che il Salvatore è fra noi, Gesù che è venuto a liberarci dal peccato. Cosa vuol dire che il Vangelo è sulla Mediterranea?

Si potrebbe forse sperare che un sacerdote porti il Vangelo fra il personale delle ong e fra gli immigrati che eventualmente vengono soccorsi. Ma è evidente che non è questo lo scopo della presenza di don Mattia, né in chi lo ha invitato, e questo è scontato (ve lo immaginate Casarini che chiede al vescovo Lorefice di fare opera di evangelizzazione tra i centri sociali?), né in chi ha accettato l’invito. Ecco infatti che cosa intende don Mattia per «Il Vangelo è qui»: «Sono ragazzi e ragazze che vivono il cuore del Vangelo, cioè l’amore di Gesù per il prossimo». Non sono cattolici, anzi era stato spiegato in precedenza che sono lontanissimi dalla Chiesa, ma vivono il cuore del Vangelo. In altre parole, il fatto cristiano è nel migliore dei casi ridotto a morale, al comportamento buono e generoso verso gli altri; ma ridotto anche a progetto politico, ovviamente contrapposto a quello dei cattivi che vogliono tenere i porti chiusi.

E poi, dice ancora don Mattia citando il vescovo Lorefice, «dobbiamo sempre ricordare che siamo noi i predoni dell’Africa». Ed ecco un altro luogo comune, ritornello del terzomondismo che caratterizza una fetta consistente del mondo cattolico impegnato: in Africa sono poveri perché noi siamo ricchi. Che fa il paio con: in Africa ci sono le guerre perché noi vendiamo le armi. Ora, abbiamo spiegato più volte come questa affermazione sia una colossale sciocchezza, il solito schema ideologico che contraddice la realtà dei fatti.

Ammesso e non concesso che il periodo del colonialismo sia stato soltanto una storia di furti di risorse, negli ultimi 50 anni sono stati versati ai paesi africani, per la lotta alla povertà, oltre mille miliardi di dollari. Mille miliardi di dollari. Per fare un confronto, il famoso «piano Marshall» che gli americani promossero per risollevare l’Europa dopo la Seconda guerra mondiale, consisteva in un investimento di 14 miliardi di dollari spalmati in 4 anni. L’Europa con 14 miliardi è ripartita in fretta, l’Africa con 1000 miliardi fa estremamente fatica a uscire dal sottosviluppo. Possibile che certo mondo cattolico non sia in grado di farsi qualche domanda seria sulla realtà dell’Africa e, più in generale, dei paesi in via di sviluppo?

E sul commercio delle armi: proprio in questi giorni è stato ricordato il 25esimo anniversario del genocidio commesso in Ruanda, uno dei peggiori eventi di sangue mai registrati in Africa. Ebbene, in poco più di tre mesi furono uccise tra 800mila e un milione di persone, e tutto a colpi di machete, coltellaccio di uso comune. Niente armi vendute dall’Occidente.

Nessuno può negare che tra i tanti fattori che contribuiscono alla povertà dell’Africa e alle guerre, ci siano anche responsabilità di questo o quel paese occidentale, ma appunto è un fattore tra i tanti e certamente non il più importante.

Le ragioni della povertà in Africa sono diverse, ma in gran parte hanno a che fare con cause tutte interne - tribalismo, corruzione, alcune concezioni religiose – e non aiuta certo i poveri alimentare questo senso di colpa in Europa. Anzi, è esattamente l’opposto, perché induce a perseverare in politiche assistenzialiste che hanno già dimostrato essere inefficaci.

Sentire vescovi e preti perpetuare invece l’approccio ideologico (poveri loro perché ricchi noi), è una gran pena. Che peraltro spinge anche i fedeli e l’opinione pubblica a dare il consenso a politiche suicide, come appunto l’immigrazionismo senza limiti.


Riccardo Cascioli

http://www.lanuovabq.it/it/prete-su-nave-ong-segno-di-una-chiesa-ideologica

PADRONI DELLA MORTE (nostra)



Fubini, la macelleria greca e la morte del giornalismo.
Per aver detto la verità, Assange è in galera. Personaggi come Fubini spadroneggiano in TV, ed hanno incarichi di prestigio nel mondo dell'informazione (delle fake news)http://www.imolaoggi.it/2019/05/03/fubini-la-macelleria-greca-e-la-morte-del-giornalismo/ 

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Ci sono molti modi di prendere questo Fubini. Una, è  rallegrarsi (magra consolazione)  perché un direttore del Corriere si tradisce e  rivela  finalmente, che il Corriere nasconde e censura le notizie che  smascherano la letalità  dell’ideologia obbligatoria vigente, che loro chiamano “democrazia fondata sulle regole”  – confermandone la  natura totalitaria e omicida. Celano i costi umani dell’europeismo esattamente come la Pravda ai bei tempi mascherava il costo umano  del comunismo realizzato, il  precedente REgno della MEnzogna.
Il fatto che come giornalista stia esibendo la propria bassezza etica  e deontologica, è la cosa meno preoccupante: non  si  preoccupa lui, e non stupisce noi. Lo sapevamo  che questi europeisti sono pronti a sopportare stoicamente la morte di ogni greco, da una comoda e ben retribuita poltrona, pur di far avanzare la Causa.
Tiziano Terzani, inviato per Spiegel, raccontò parimenti dieci anni dopo   che  quando nel 1980  entrò con le truppe vietnamite nella Cambogia  appena liberata dal regime di Pol Pot, camminando su una risaia asciutta e sentendo scricchiolii sotto gli anfibi, vide che stata spezzando teschi ed ossa di uccisi dal regime a migliaia: ma non ne scrisse, disse, perché da comunista non voleva dare una  cattiva immagine dell’ideologia su cui si fondavano le speranze dei proletari. Quella frase  di un collega mi rivoltò per la sua indegnità, mi sembrava incredibile che potesse ammettere senza vergognarsi  la violazione del più elementare dovere  di giornalista, dire quello che letteralmente hai sotto i piedi: ero giovane allora, è la mia scusante.
Ma qui voglio invece sottolineare la disinvolta naturalezza con cui   la gente di potere oggi tratta, e  di fatto dispone,  delle morti prodotte dalla loro ideologia.  Qui viene a mente  Madeleine Albricht,   allora ambasciatrice USA all’Onu,   la quale   a domanda rispose che, per ottenere la caduta di Saddam in Irak, la morte di 500 mila bambini a causa delle sanzioni “valeva la pena”.
Perché Fubini non   ha solo il potere di direttore del principale quotidiano  (Vedi nota in fondo). Ha anche il potere che gli  viene di essere Membro del board dell’Open Society Foundations di George Soros, un organo direttivo di sette membri di cui   solo tre o quattro sono come Fubini ebrei.
Persone dedite alle migliori cause umanitarie: Patrick Weil lavora “a politiche attuate in Francia e in tutto il mondo, tra cui integrazione delle minoranze, disuguaglianza, religione e identità nazionale, e politica americana di immigrazione e nazionalità”. Yoeri Albrecht, fra le altre e molte cose, anima di “Humanity in Action in Olanda. Monique Goyens,  che in EU rappresenta “i consumatori” ed  è stata nominata per i “gruppi consultivi della Commissione Europea sul Transatlantic Trade and Investment Partnership e Transparency International EU”.
Ivan Vejvoda   membro dell’Institute for Human Sciences di Vienna dal 2017, “direttore esecutivo del Balkan Trust for Democracy del fondo tedesco Marshall Fund, un progetto per rafforzare le istituzioni democratiche nel sud-est Europa”, consulente di un paio di capi di governo  serbi.
Un  comitato dove  Fubini “porta esperienza economica e importanti collegamenti con i membri dei media e delle istituzioni politiche italiane”.

Soros nel ’92 quando fece  i miliardi con l’attacco alla lira, e la complicità di Bundesbank  e Ciampi.  

E’ una lobby di lobbies sorosiane,  di persone   il cui carattere sembra essere di essere molto ben introdotte e ammanicate con l’eurocrazia del  più alto livello –   l’organo totalitario e incontrollato dalla volontà popolare, dove questi sono di casa.
Quindi ci si deve preoccupare  quando si scopre per caso che a Davos  s’è svolta una riunione  segreta tra Soros, Toni Blair e Pierre Moscovici, commissario europeo  per l’economia, “avente a tema un secondo referendum sul Brexit”; e che la Commissione  ha negato ai giornalisti (quelli veri …) l’acceso alla documentazione di quell’incontro  con la motivazione:  “La necessità di tutelare il processo di decision making UE vale più di  qualunque interesse pubblico a sapere”.
Ora, questo è ciò che Fubini chiama “democrazia fondata sulle regole e istituzioni”. E siccome inq eusta democrazia 700   bambini da zero a 12 anni morti   sono cosa che “vale la pena” purchè viva l’UE,  c’è  da allarmarsi per la precisa minaccia rivolta da Juncker “  ai sovranisti che sperano di ottenere seggi e  cariche importanti dopo   il voto di maggio: “ Gli entusiasti del nazionalismo stupido dovranno pagare un prezzo».  Spiegando poi: «Leggo molto su come i governi si spartiscono gli incarichi della Commissione e di come mercanteggino. Ma il sistema non funziona così. Il Presidente ha il potere di fissare gli obiettivi e allocare le deleghe ai candidati che gli Stati membri propongono.  Dirò qualcosa che non ho mai rivelato in pubblico, e cioè che nel 2014 ho respinto i candidati di sei Stati membri».

Hanno espulso Dio, e ne imitano le opere

Questa abitudine   al potere senza limiti né controllo  in psicologie    con le immense ricchezze  guadagnate  senza fatiche  e senza  merito a in speculazioni finanziarie pure, hanno creato – temo –  un  gruppo umano  globale che – nel suo totale ateismo –   si è sostituito a Dio, e si vive come Dio. Lo  fanno sospettare elementi ben precisi:   questi  hanno le preoccupazioni di Dio. Devono   debellare il morbillo, vaccinare tutti i gli infanti;   si devono affaticare a distruggere tutti  i nemici di  Israele, fino all’ultimo;  devono schermare il sole laniando missili con cristalli d’alluminio per impedire il  riscaldamento globale; devono insegnare alla popolazione  loro suddita  “la durezza del vivere”. Anzi di più: bisognerà  ridurre la popolazione umana del 90% ,  perché  “salvare il pianeta” ecologicamente  minacciato.
Noi credenti residuali possiamo, per il gelo e il caldo, la siccità,  lo scampare dal morbillo,   fidare  nella Provvidenza;  ma Dio non ha la Provvidenza a cui rivolgersi, e deve provvedere a tutto: oscurare il sole, ridurre le emissioni, punire i debitori insolventi,  eliminare due miliardi di uomini per  “salvare il pianeta”, come hanno fatto dire a Greta. E’ terribile essere Dio, quando non lo si è.  Le preoccupazioni di Soros e Bill Gates,   che si devono occupare di tutta l’umanità e  rettificarne, anzi punirne  i peccati  atroci contro la divina  globalità  (egoismo, etnicismo, autoritarismo,  Putin,  confini, staterelli  sovrani  “che non contano niente nel mondo”,  emissioni  di CO2,  e flatulenze industriali,   proprietà della moneta,  frontiere chiuse, omofobia, xenofobia….) sono quelle di divinità che si sono date il compito gravosissimo cui li obbliga la loro onnipotenza.
E’ un nobile lavoraccio, una preoccupazione continua, un assillante  controllare le temperature,  misurare lo spessore dell’Artide, eliminare la candida  albicans  e la tosse canina,  stabilire a caso  il deficit al 3% per i meridionali,  proteggere i sodomiti,  ricaricare la molla di Greta  e a Fubini, definire la curvatura delle banane  e  il calibro delle mele.  Ci sono da   assolvere  i negri discriminati,   i debiti pubblici eccessivi  da  stroncare , le democrazie illiberali da sanzionare e disruggere…le istituzioni e le regole anzitutto.   La globalizzazione è il “Regno di Dio” di miliardari  preoccupati di rimpiazzarlo in modo più efficiente.
Tutto deve essere fatto  dettando “regole” e “istituzioni” – e  per volontà demiurgica, si chiama “democrazia”.
Naturalmente  l’eliminazione di quei miliardi di superflui,  inoccupabili nella nuova era robotica  è nel   programma. Non ve  lo dicono. Fubini negherà ci sia qualcosa del genere:  è ovvio, ci ha appena detto  che nasconde   gli effetti letali del sistema.

Cadaveri come fertilizzanti

Ma   fra gli indizi ne  cito uno:   lo Stato di Washington sta per varare una legge che legalizza, invece della sepoltura e/o della cremazione, l’uso dei cadaveri a  scopo fertilizzante: compostaggio umano,  per idrolisi (verrà chiamato “cremazione liquida”)   per  farne risultare un bio-liquame (bio-sludge) che sarà offerto ai  coltivatori  gratuitamente come concime.
Perché no? I sondaggi saranno sicuramente  a favore, come  l’opinione pubblica se interpellata  è  a favore dell’eutanasia. Il  compostaggio è ecologico,  Greta lo approverà, un benefico ritorno alla terra di una umanità ormai superflua in così gran numero, per far crescere il cibo.
C’è  qualche complottista che teme che questo norma sarà presto estesa a tutti gli  stati, e sia la preparazione alla grande eliminazione preconizzata dal  una segreta “agenda di annichilazione” globalista:  per quando si avranno a disposizione  miliardi di cadaveri  da utilizzare e dissipare rapidamente e in modo efficiente  – come è efficiente il capitalismo globale, come è efficiente “la democrazia con regole”  si chiama UE e di cui Fubini tace il  lato mortuario.
Per esempio: “Più di due milioni di carte di debito prepagate del valore di oltre $ 1,6 miliardi sono state distribuite ai migranti dagli organi e dalle organizzazioni governative internazionali, secondo un alto funzionario ungherese.   Carte di debito MasterCard precaricate con insegne dell’UE e dell’ONU per pagare beni e servizi lungo i loro viaggi.  I demiurghi insomma finanziano l’immigrazione clandestina di massa e gli scafisti – perché hanno deciso che questo è bene per noi. E  “George Soros ha annunciato di stanziare fino a $ 500 milioni per investimenti privati ​​che miglioreranno la capacità di affrontare le sfide che i migranti, inclusi i rifugiati e le loro comunità ospitanti, affrontano in tutto il mondo. Humanity Ventures sarebbe parte di questa iniziativa “, ha rivelato Mastercard nel comunicato”.
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Altro caso:  secondo i dati ufficiali dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC)  , non una singola persona è morta   negli Stati Uniti   perché  infettata dal morbillo   da oltre 15 anni; mentre  almeno 100 persone sono morte a seguito  dell’inoculazione delò vaccino MMR per morbillo, parotite e rosolia, che,  è stato detto dalle autorità sanitarie governative, che si suppone proteggano dal morbillo .  Ma un articolo serissimo del Washington Post propone: “Allo stesso modo abbiamo formato  liste di sex offenders  per proteggere i nostri figli, i comuni possono registrare  le famiglie che scelgono di  non far vaccinare i  figli,   e  rendere noto ciò ai datori di lavoro di questi genitori, e  anche ai vicini di casa”,  “multarli, arrestarli”: e on manca l’accusa alla “ Russia,  potenza straniera ostile che agita questa falsa narrativa  attraverso le sue  fabbriche di disinformazione per promuovere un’America   in cattiva salute”.
Antiwaxxer are dangerous: make them  face isolation,  fines, arrest”
Se  credete che sia un fanatismo  confinato agli Usa, ricredetevi: Anche il Comune di Cesena (come molti altri comuni rossi) non solo ha espulso da scuole ed asili i bambini non vaccinati –  bambini SANI – ma ha fatto scattare le multe alle famiglie.  Se si aggiunge che questo comune  nel 2011 è stato premiato  dall’Unicef come difensore dell’ infanzia e dei suoi diritti , riconosciamo qui una  volontà  globale dei demiurghi che si sostituiscono a Dio nel decidere le sorti delll’umanità.
E’ stata riportata (non da Fubini) la “sorprendente” conquista della Grecia, esaltata dalla UE:  in mezzo alla più grave crisi economica mai registrata da una nazione sviluppata,   a forza di tagli agli opsedali, alle pensioni e aumento di nuove tasse, è riuscita a ricavare i fondi per la vaccinazione degli adulti sani.  Mentre 700 bambini morivano, Tsipras ha obbedito alla “normativa”.  Glielo ha chiesto l’Europa, i suoi demiurghi.
Che  questo porti al regno dell’Anticristo non è un’esagerazione. Anzi è un eufemismo.
Il governo “del cambiamento” ha appena varato l’arma assoluta contro l’evasione fiscale: la super-anagrafe  dei conti correnti, che  consente all’Agenzia delle Entrate di applicare la sua arma segreta: il  Risparmiometro.   “Uno strumento appena ultimato che consente di stanare le evasioni al pari – e forse anche meglio – del Redditometro. Chi sul conto corrente risulta avere “troppi risparmi” , verrà indagato dal Fisco come sospetto percettore di soldi in nero.
” Verranno, in questo modo, stilate le famigerate “liste selettive”, gli elenchi cioè dei contribuenti più a rischio evasione. E, una volta individuati i nomi e i cognomi di chi risparmia troppo, si procederà alle verifiche effettive.”
Se alla fine dell’anno, sul conto corrente, c’è lo stesso volume di denaro che è stato denunciato con la dichiarazione dei redditi, è verosimile che il contribuente abbia “campato” con altri soldi. Soldi evidentemente non dichiarati. Ed ecco che scatta il controllo fiscale.
E’ evidentemente la preparazione all’esproprio dei risparmi degli italiani, che ne hanno “troppi” e li lasciano dormire in banca invece di “impiegarli”.  Praticamente sarà una patrimoniale (del 20%, si indovina) mascherata però da lotta ai  criminali evasori.
A quale fase di totalitarismo siamo adesso?, commenta un blogger.   Quella dell’Apocalisse Tredici, del “Non potere né vendere né comprare”?
Molti anni fa scrissi – o meglio, un angelo mi dettò –   Gli Adelphi della dissoluzione.   Alla fine parlavo  di un romanzo  di Marc Saudade (pseudonimo di un noto progressista) Bersagli Mobili, ambientato in quegli ambienti internazionali e globali dell’ONU, infinitamente “umanitari” e intergrazionisti e  paladini dei diritti umani non meno di Soros,  i cui funzionari commettono delitti innominabili su bambini , delitti impuniti nei campi-profughi dell’estremo oriente.
Il punto è  – mi diceva il mio Informatore   –  che  “Il denaro e gli esseri umani hanno preso strade diverse … per un certo tempo sono  stati una cosa sola. Durante la rivoluzione industriale. Avevi bisogno della gente per fare prodotti, Adesso non c’è più bisogno di corpo umani per fare prodotti. Allora li usi diversamente, ne fai commercio, guerriglia, li sprechi … l’uomo  e il denaro non hanno più bisogno l’uno dell’altro. Il denaro si produce da solo. E l’uomo verrà speso o sarà investito come lo è stato il denaro in passato. Il rischio allora era di perdere tutto il denaro. Adesso il rischio è di mettere in pericolo moltissima gente”.
“Così la pensano all’Onu. E pensano lo stesso nella haute finance, nel neocapitalismo. Da qualche parte  è stato deciso: niente più sviluppo economico, basta con lo sviluppo industriale. E nemmeno più democrazia. Non serve più, a loro: oggi moltiplicano il denaro attraverso il denaro, senza bisogno di produrre nulla. Così i corpi umani diventano low cost stuff. Disposable commodities. In certe zone del mondo vale già pochissimo, la prima materia umana”.
I demiurghi che, avendo abolito Dio,  lo sostituiscono nel suo operare, sono al potere.
Nota:
Sul valore professionale del  nostro, un  ex compagno di scuola di Fubini ha scritto:
“Leggere gli articoli economici di Fubini produce la stessa sensazione di inadeguatezza che si prova di fronte all’arte moderna,  o alla rima baciata. Si ha la sensazione di leggere qualcosa di imparaticcio, superficiale, limitato, acquisito in modo mnemonico, non elaborato e non “rimasticato” quando non addirittura copiato da altri testi di persone che ne sanno di più. E altrettanto spesso l’impressione è che l’originale sia semplicemente una velina che qualche ufficio di propaganda si premura di passare, a lui come a molti altri giornalisti, per semplificargli l’arduo ma retribuito compito di scrivere qualcosa”.
L’ascesa in carriera del Nostro ha   confermato  nel compagno di scuola, che lo conosceva a tempi in cui era rivoòluizionario e marxista, ” il sospetto che nutrivo, che cioè esistesse un qualche canale nascosto di reclutamento precoce di giovani promesse della classe dirigente da avviare chi al ruolo politico, chi a quello finanziario, chi a quello giornalistico e culturale, era reale e compreso anche che, nel 1982, la cooptazione nell’elite globalizzata non poteva effettivamente non passare dall’abiura di un partito allora ancora fortemente marxista, mi sono messo a seguire con maggiore attenzione la carriera del compagno che ce l’aveva fatta.
Ciò induce a ricordare che anche Tiziano TErzani era un ignoto dipendente della Olivetti ma, dicono le sue biografie, “Terzani ha un amico che lo aiuta, Raffaele Mattioli, economista, banchiere. Gli dice che lo sosterrà economicamente a Singapore in cambio di informazioni finanziarie sulle piazze asiatiche. Così lui può dire allo Spiegel io vado comunque, se volete lavorerò per voi”. Sulla centralità di  Raffaele Mattioli intoccabile capo della Comit, creatore nell’ufficio studi della medesima di Ugo La Malfa e Malagodi e Merzagora, ossia ossia la “sinistra”, centro e “destra” dei governanti “atlantici” nella “democrazia ritrovata”, oggi sepolto nell’abbazia di Chiaravalle, ho parlato negli Adeplhi.
     
https://www.maurizioblondet.it/padroni-della-morte-nostra/

Fubini ha nascosto volutamente 700 bambini morti in Grecia. Questo è l’informazione italiana (video Shock)


fubini-corriere
di Guido da Landriano.
Quanto vale l’Unione Europea? Quanto valgono gli “Ideali europei”. Un morto, 10 morti, 100 morti?  Sicuramente per Fubini, il noto giornalista del Corriere, valgono almeno 700 bambini. Chi lo dice? Lui stesso.
Vi invito a guardare l’estratto di questa intervista a TV2000, la TV dei vescovi italiani, in cui candidamente confessa di aver saputo che l’aumento della mortalità infantile in Grecia ha portato alla morte di almeno 700 bambini, ma di averlo nascosto all’epoca al Corriere, di non averne scritto, per non dare delle armi ai movimenti contrari all’Unione Europea.
“C’è un articolo che non ho voluto scrivere sul Corriere della Sera: guardando i dati della mortalità infantile in Grecia mi sono accorto che con la crisi sono aumentati i decessi di bambini”.
Quindi è legittimo nascondere la verità se si servono degli interessi superiori. Mi chiedo se questa sia stata la base anche del giornalismo in Germania durante il periodo nazista: non scriviamo dei campi di concentramento, perchè potrebbero dar fastidio al nostro ideologo.
Il giornalismo, un buon giornalismo, dovrebbe dire TUTTO per permettere le scelte migliori, non  far finta di informare per poi guidare verso delle supposte “Finalità  superiori”. Chi lo fa non è un giornalista, non fa un servizio al giornalismo, fa perfino un cattivo servizio ai propri padroni, perchè si comporta  come un cattivo, pessimo, predicatore. Quale credibilità può avere chi non dice la verità perchè scomoda, qual è la sua funzione sociale?
Poi c’è un aspetto umano forse anche più inquietante: l’assoluta freddezza con la quale  parla di questi 700  bambini morti in più. Sono numeri, non esseri viventi, per lui sono probabilmente esseri inferiori. Mi ricorda la “Banalità del male” di cui parlava Hanna Arendt, in fatto che alla fine questo appaia, e sia, un burocrate banale dell’informazione all’interno di un meccanismo malato e fondamentalmente malato molto più ampio, in grado di qualsiasi delitto pur di autosostenersi. . La totale mancanza di empatia di Fubini fa paura e dovrebbe farvi pensare, tutti.

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