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Il Cardinale Ciappi, il teologo di papi, da Pio XII a Giovanni Paolo II (all’inizio del suo pontificato): “Il Terzo Segreto dice che la grande apostasia nella Chiesa inizia dal suo vertice. La conferma ufficiale del segreto de La Salette (1846): “La Chiesa subirà una terribile crisi. Essa sarà eclissata. Roma (il Vaticano) perderà la fede e diventare la sede dell’Anticristo “.
ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...
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lunedì 12 maggio 2014
Prospettiva sbagliata
Il canonista che bacchetta Kasper: bene il Sinodo, sbagliato tutto il resto
Bene ha fatto il Papa a convocare due sinodi sulla famiglia, ha detto il cardinale Velasio de Paolis, canonista di rango e presidente emerito della Prefettura per gli affari economici della Santa Sede, al tribunale ecclesiastico umbro: quello dei divorziati risposati è “un problema pastorale spinoso e complesso, una vera piaga dell’odierno contesto sociale che intacca in misura crescente gli stessi ambienti cattolici”. Il problema è che tale questione, aggiunge de Paolis, “ha assunto una prospettiva quasi esclusivamente compassionevole che sottolinea le sofferenze e il dolore dei coniugi coinvolti in tale situazione, perché respinti dall’accesso all’Eucaristia”. Prospettiva sbagliata, “limitata”, finalizzata a “muovere compassione verso tali fedeli e creare opposizione tra rigore della norma e pietà per le persone, tra rigidità della legge e situazioni personali alle quali la legge dovrebbe piegarsi”.
Così, nota il porporato, “si esercita una forte pressione per condannare coloro che sono visti come oppositori alla misericordia e difensori della durezza della legge contro la benevolenza”. Metterla sul piano della pietà e della compassione, insomma, offre della problematica una “presentazione estremamente semplicistica, superficiale e non realistica”. In gioco, ha sottolineato il cardinale de Paolis, c’è “la legge divina, l’indissolubilità del matrimonio”. Una legge “proclamata solennemente da Gesù e confermata più volte dalla chiesa, al punto che la norma che afferma che il matrimonio rato e consumato tra battezzati non può essere sciolto da nessuna autorità umana ma viene sciolto solo dalla morte, è dottrina di fede della chiesa”. Proporre aggiornamenti, quindi, significa mutare la dottrina, dice il canonista. E – come ribadito più volte dal prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, il cardinale Gerhard Ludwig Müller – davanti alla legge divina “non si può porre il contrasto tra misericordia e giustizia né tra rigore della legge e misericordia e perdono. Presentare la misericordia contro la legge, anche divina, “è una contraddizione inaccettabile”, nota ancora de Paolis. Non si può, inoltre, opporre misericordia e moralità, né si può identificare l’amore con la misericordia”. E’ qui, sul concetto di misericordia che la relazione di de Paolis si sofferma in modo ampio: “Misericordia è una parola facilmente esposta agli equivoci, come del resto la parola ‘amore’ con la quale si identifica”. Anche la misericordia “viene presentata in contrasto con il diritto e la giustizia. Ma si sa bene che non esiste amore senza giustizia e senza verità e operando contro la legge, sia umana che divina. La misericordia è un aspetto molto bello dell’amore, ma non si può identificare con l’amore”. E’ una risposta anche a quanto illustrato dal cardinale Walter Kasper nella sua lunga relazione concistoriale sulla famiglia dello scorso febbraio. A giudizio di de Paolis, le domande poste dal teologo tedesco “non possono avere risposta positiva”. Il fatto è che “al di là delle differenti situazioni in cui i divorziati risposati vengono a trovarsi, in tutte le situazioni si riscontra sempre lo stesso problema: la illiceità di una convivenza more uxorio tra due persone che non sono legate da un vero vincolo matrimoniale”. Il matrimonio civile “non è un vincolo matrimoniale e secondo le leggi della chiesa non ha neppure l’apparenza di matrimonio, tanto che la chiesa parla di ‘attentato matrimonio’. Di fronte a questa situazione – aggiunge ancora il porporato italiano in risposta alle tesi kasperiane – non si vede come il divorziato possa ricevere l’assoluzione sacramentale e accedere all’Eucaristia”. Spesso, infatti, “ci si appella alla pastoralità in opposizione alla dottrina, che sarebbe astratta e poco aderente alla vita concreta, o alla spiritualità, che proporrebbe l’ideale della vita cristiana, inaccessibile ai fedeli cristiani”. E’ questa una “visione errata della pastorale”, dal momento che “una pastorale in contrasto con la verità creduta e vissuta dalla chiesa si trasformerebbe facilmente in arbitrarietà nociva alla stessa vita cristiana”.
Non l'ha detto anche il Papa all'Angelus che il Cardinale De Paolis e' "un teologo in gamba, un buon teologo"?
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