ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 11 aprile 2012

Manuale di arrampicata su muri lisci e, scivolati, consolarsi col gioco dei tre bicchieri....

 
C’è un nuovo miracolo riconosciuto che porterà presto alla canonizzazione di Giovanni Paolo II? Parlarne ora sembra quasi un obbligo, a nemmeno un anno dalla beatificazione di Papa Wojtyla. Di miracoli ce ne sono, e si tratta solo di scegliere su quale indagare a fondo, passandolo al vaglio della Commissione Medica della Congregazione per le Cause dei Santi perché venga definito miracolo, e poi alla Congregazione stessa perché venga dato il placet definitivo. Il tema del dibattito non è sicuramente quello del miracolo (anche se esperti e giornalisti si accapigliano soprattutto su questo: chi dice che c’è già, chi dice che non c’è ancora…), e non è nemmeno tanto la santità di Giovanni Paolo II, della quale ha dato diretta testimonianza in più di un’occasione lo stesso Papa Benedetto XVI. Il dibattito riguarda piuttosto l’uso che si è fatto della beatificazione dentro e fuori la Chiesa. Ed il perché una beatificazione così “spinta” dagli stessi cardinali sia stata in qualche modo “macchiata” alla sua vigilia dalle voci che dicevano che i cardinali Angelo Sodano, segretario di Stato di Giovanni Paolo II, e Leonardo Sandri, suo sostituto, non avrebbero testimoniato al processo di beatificazione.

Roma, 1 aprile 2011, Università della Santa Croce. Un mese esatto prima della celebrazione che beatificherà Giovanni Paolo II, si fa una giornata di studi sul pontefice. C’è anche il cardinal Angelo Amato,  prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Nei mesi precedenti alla beatificazione, Il Foglio, in un articolo del 18 gennaio, riportava che “nella curia romana sono due i pezzi da novanta che non hanno voluto testimoniare al processo. Sono due cardinali stretti collaboratori di Wojtyla quando questi era Papa. Sono l’attuale prefetto delle chiese orientali, il cardinale argentino Leonardo Sandri, sostituto della segreteria di stato vaticana per cinque anni, dal 2000 al 2005. E il cardinale Angelo Sodano, segretario di stato per quindici anni. Sodano ha spiegato in una lettera datata 17 giugno 2008 (anch’essa pubblicata dal Giornale), i motivi della decisione di non deporre. Scrive: “Personalmente ritengo che Wojtyla abbia vissuto santamente”. L’unico “dubbio” riguarda non la sua santità, quanto piuttosto “l’opportunità di dare la precedenza a tale causa, scavalcando quelle già in corso” da anni per Pio XII e Paolo VI”. Ancora prima, il 4 maggio 2010, Il Giornale sottolineava che  “la lettera di Sodano è arrivata quando ormai il lavoro di elaborazione della «Positio», i volumi con le testimonianze del processo, era in fase di conclusione. Fino a quel momento, il principale collaboratore di Giovanni Paolo II non aveva voluto testimoniare al processo di beatificazione, nonostante fosse stato invitato a farlo, sia all’inizio dell’inchiesta diocesana, sia successivamente. Sodano rimane fermo nel suo proposito, e dunque non sarà mai interrogato dai giudici del tribunale canonico che lavorano alla causa.” Ma – si domanda ad Amato - i cardinali Sodano e Sandri hanno testimoniato o no al processo? La risposta è secca e decisa: ''Ci sono anche le testimonianze dei cardinali Sodano e Sandri nella cosiddetta 'positio' relativa alla causa di beatificazione di Giovanni Paolo II, non e' affatto vero che non abbiamo le testimonianze di queste persone''.

Questo “giallo delle testimonianze” costringe a fare un passo indietro, fino ai giorni appena successivi alla morte di Giovanni Paolo II. Negli occhi, ci sono ancora le immagini del funerale, di quelli striscioni “Santo Subito” preparati dai Focolarini, sulla scorta di quello che più volte aveva detto Chiara Lubich, fondatrice del Movimento: “Posso personalmente testimoniare la santità di questo Papa. Spesso, dopo un’udienza con Giovanni Paolo II, ho avuto l’impressione dentro di me che il Paradiso si fosse aperto”.

Mentre in piazza le persone vedevano in Karol Wojtyla il santo, in Curia ci si muoveva per promuovere la fama di santità del Papa. Angelo Sodano diede a Giovanni Paolo II l’appellativo di “Il Grande” nell’omelia della prima Messa dopo la sua morte. Tutti aderirono all’enorme iniziativa popolare. Tutti parlavano di Wojtyla in maniera positiva.

Era una scelta che i media avevano fatto diverso tempo prima. Mentre sulla beatificazione venivano gettate le ombre dello scandalo della pedofilia, di quello del fondatore dei Legionari di Cristo Marcial Maciel, in pochi ricordavano – per esempio - che la lettera De delictis gravioribus, ora attaccata come simbolo della copertura data ai preti pedofili, fu salutata come l’apertura di una nuova era della trasparenza. Ma c’era davvero trasparenza in Curia? Oppure forse c’era qualcosa da nascondere? D’altronde, lo stesso Stanislaw Dziwisz, segretario particolare di Giovanni Paolo II, ha fatto pubblicamente sapere che non ha dato alla Congregazione per le Cause dei Santi tutta la documentazione a sua disposizione. Sempre Dziwisz ha reso noto che non ha bruciato le carte personali del Papa, come da lui disposto nel suo “testamento spirituale”.

Ora che il Papa era morto, in Curia si attrezzavano per seguire il sentimento popolare. Il cardinal Jozef Tomko, amico personale di Wojtyla, mise sul tavolo dei cardinali riuniti prima del conclave una richiesta al Papa che sarebbe stato eletto di canonizzare per acclamazione il Pontefice appena morto. Una grande maggioranza dei cardinali del Sacro Collegio – riportarono i media – andarono in processione per firmare il documento. Una canonizzazione veloce – in fondo – avrebbe fatto forse slittare il giudizio storico sul Papato in avanti di almeno 50 anni. Un tempo utile per coprire alcune vicende non poco chiare (negli ultimi anni, Wojtyla malato praticamente non governava più) e per aggiustarne delle altre. Era anche per questo che era molto importante seguire la volontà popolare. E così, già il 15 aprile, appena due settimane dopo la morte di Giovanni Paolo II, Il Corriere della Sera portò in luce il presunto “primo miracolo” di Giovanni Paolo II. Una notizia che presumibilmente – come altre pubblicate dallo stesso quotidiano già verso la fine del pontificato – veniva direttamente dall’Appartamento Papale.

Ma fu eletto Papa Joseph Ratzinger. Per più di venti anni prefetto della Congregazione per la Dottrina nella Fede, conosceva fatti e misfatti della Curia. Era stato a fianco di Wojtyla, aveva combattuto con forza per fare pulizia. Sapeva che Wojtyla era santo. E così decise di seguire le regole, facendo la cosa più logica: non canonizzò Wojtyla coram populi, diede solo la dispensa perché il processo di beatificazione partisse subito, e non – come vogliono le regole – a cinque anni dalla morte del candidato per la beatificazione. Insomma, una procedura regolare, senza cedimento alle pressioni per una canonizzazione veloce, come lo stesso Benedetto XVI ha spiegato nell’omelia della Messa di Beatificazione del 1 maggio 2011.

Fu allora che quelli che avevano pressato dall’interno della Curia per la canonizzazione di Wojtyla fecero girare le voci che hanno creato il “giallo delle testimonianze”. Quando Amato rispose seccamente che invece le testimonianze c’erano, il gioco era stato scoperto. Così, Il Foglio del 6 aprile 2011 era costretto a spiegare che “i cardinali Angelo Sodano e Leonardo Sandri inizialmente non hanno voluto deporre, critici soprattutto per i tempi troppo veloci del processo, salvo poi – lo ha confermato Amato – lasciare una propria deposizione”.

Giovanni Paolo II è beato, e ora si deve scegliere il miracolo da esaminare per la canonizzazione. Eppure, il Pontefice è diventato una strumento di uno strano dibattito, che lo contrappone a Benedetto XVI. Da una parte il defunto Papa, ormai beato, dall’altra Benedetto XVI, accusato in fondo allo stesso modo in cui Giovanni Paolo II era stato attaccato all’inizio del Pontificato.

 - Angela Ambrogetti, Andrea Gagliarducci  - korazym.org -

FEDE E MOSCHETTO, PRELATO PERFETTO

 - CARABINE, MOSCHETTI, FUCILI DI PRECISIONE, DOPPIETTE E PERFINO UNA SMITH &WESSON CALIBRO 357 MAGNUM. TUTTO REGOLARMENTE DICHIARATO, A DIO E ALLA PREFETTURA DI SAVONA - HA UNA INNOCENTE PASSIONE PER LE ARMI IL CARDINAL DOMENICO CALCAGNO, PEZZO GROSSO DEL VATICANO AL QUALE È AFFIDATA LA GUIDA DELL’APSA, L’AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO DELLA SEDE APOSTOLICA…

CARDINALE DOMENICO CALCAGNOCARDINALE DOMENICO CALCAGNO
Marco Preve per "la Repubblica"
IL CARDINALE DOMENICO CALCAGNOIL CARDINALE DOMENICO CALCAGNO
A Savona c´è chi, in gran segreto, lo aveva soprannominato monsignor Rambo. Ma ora che la passione per le armi del cardinal Domenico Calcagno è diventata di dominio pubblico, dal Vaticano filtrano commenti, tanto anonimi, quanto imbarazzati.
Il caso, infatti, coinvolge, uno dei porporati più potenti ed autorevoli, attualmente a capo dell´Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) ed in passato responsabile degli affari economici della Cei, la conferenza dei vescovi.
Accade, infatti, che monsignor Calcagno, 68 anni, occhi placidi e fisico da prete di campagna, sia proprietario di una vera e propria armeria che conta tredici tra fucili e pistole. E non si tratta degli "schioppi" ereditati da qualche parente delle sue campagne d´origine - quelle di Parodi Ligure, in provincia di Alessandria - bensì di molti pezzi da vero intenditore.

Stupirsi?

“Da Roma nessun diktat sui parroci ribelli”

L'arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schönborn
L'ARCIVESCOVO DI VIENNA, IL CARDINALE CHRISTOPH SCHÖNBORN

Per il portavoce del cardinale Schönborn, il Vaticano non ha chiesto di prendere provvedimenti. E sulla vicenda Stangl dice: “Serve una riflessione teologica”



Ai vescovi austriaci non e' arrivato alcun diktat dal Vaticano che ordini di intervenire contro i preti che fanno parte della Pfarrer Initiative. Lo conferma a Vatican Insider Michael Prüller, portavoce dell'arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schönborn, che e' stato informato dei contenuti della lettera arrivata da Roma.

A scrivere di una lettera “esplosiva” che chiedeva di “fare qualcosa” contro i parroci austriaci che hanno lanciato l'Appello alla disobbedienza - preso di petto da papa Benedetto XVI nella sua omelia del Giovedi' Santo - e' stato, alla vigilia di Pasqua, il sito cattolico austriaco Kath.net.

Secondo Prüller, la lettera arrivata nelle settimane scorse da Roma non conterrebbe niente di più del resoconto dell'incontro avuto dai vescovi austriaci in Vaticano sulla questione dei parroci 'ribelli' lo scorso gennaio – un incontro di cui Vatican Insider aveva già riferito.

I nuovi ordini religiosi dei novelli santi (?)

Wojtyla Generation Love Rock
Dopo l'esordio in Polonia e il successo a Madrid arriva a Roma il primo musical sui Papaboys. A sette anni dalla morte di Giovanni Paolo II e a un anno dalla sua beatificazione, arriva in Italia "Wojtyla Generation Love-Rock Musical", l'opera musicale sui “Papaboys” firmata da Raffaele Avallone.

           MARCO  TOSATTI

Dopo l’esordio in Polonia e il successo a Madrid arriva a Roma il primo musical sui Papaboys. A sette anni dalla morte di Giovanni Paolo II e a un anno dalla sua beatificazione, arriva in Italia "Wojtyla Generation Love-Rock Musical", l’opera musicale sui “Papaboys” firmata da Raffaele Avallone. Il musical andrà in scena a Roma al Teatro Orione dal 4 al 6 maggio prossimi, e successivamente in tour nei più prestigiosi teatri italiani.

Dopo una prima rappresentazione come concerto nel 2009 in occasione dei festeggiamenti per Papa Wojtyla in Polonia, dove ha ottenuto 15 minuti di standing ovation, Wojtyla Generation Love-Rock Musical ha debuttato lo scorso agosto a Madrid durante le Giornate Mondiali della Gioventù davanti a migliaia di persone riscuotendo un grande successo e apprezzamenti molto favorevoli anche dalla stampa non cattolica.

Figli di Maria?


MEDJUGORJE: LA CURIA EPISCOPALE DI MOSTAR, LE MENZOGNE DEL "MISTERO DI MEDJUGORJE" E LE OFFESE DEL VATICANISTA TORNIELLI ALLA MEMORIA DI ŽANIĆ


Pontifex.RomaVečernji list nel giugno 2011 ha edito un libro scritto da quattro giornalisti: Ž. Ivković, R. Bubalo, Z. Despot e S. Hančić, intitolato "Il mistero di Međugorje. 30 anni del fenomeno. Per la prima volta: I documenti della polizia segreta iugoslava". Alla vigilia dell'uscita del libro, il 17 giugno, uno degli autori ne ha scritto una pubblicità nello stesso giornale. Il libro ha avuto eco anche nel sito internet del vaticanista italiano A. Tornielli, il 9 e il 20 settembre 2011. [1] Gli ha risposto, in internet, lo psicologo canadese L. Bélanger, il 19, 20 e 21 settembre di quest'anno. Tornielli scrive che dal documento dell'Udba (Ured državne bezbednosti - Ufficio della sicurezza statale) denominato "Crnica", del 1987, risulta che lo strumento principale sembra sia stato "il vescovo Žanić, il quale all'inizio si è mostrato aperto alla possibilità che si trattasse di un evento soprannaturale, ma più tardi è diventato il nemico più deciso", e che .. continua su

martedì 10 aprile 2012

Voce di Padre Pio

MaeAmada: Voce di Padre Pio
 Media qualità ·  Modem

Fisica e Resurrezione

In occasione della Pasqua ripubblico un post su Fisica e Resurrezione.

Tempo fa  ho letto con  interesse un libro,  “La Fisica del Cristianesimo” di Frank Tipler (1). Tipler è l' enunciatore del ‘Principio Antropico’ ed è  professore di Fisica Matematica  alla Tulane University di New Orleans. Ha composto opere specialistiche, ha pubblicato articoli di ricerca in prestigiose riviste scientifiche e ha scritto molti libri di divulgazione. In un primo momento era scettico nei confronti della religione ma nel tempo si è sempre più avvicinato ad essa, soprattutto alla Religione Cristiana nella sua espressione Cattolica.
In questo libro, è tanto convinto di aver trovato le prove della veridicità del Cristianesimo da mettermi alle volte  un po’ in imbarazzo. In esso  si  trovano infatti affermazioni stupefacenti: con alcune di esse concordo, con altre per il momento  non saprei dire perché un po' ardite e forse troppo avanzate per i nostri tempi.
Tipler in uno dei capitoli del suo libro dà una spiegazione di come potrebbe essere avvenuta la Resurrezione di Gesù Cristo in accordo con  le leggi della Fisica...

Mt. 24,4....

Apparizioni straordinarie: 5. La Madonna fa gli straordinari in Italia


Statua della Madonna
Lapresse

COMO – Como, Velletri, Foggia, Bergamo e Placanica. Cosa hanno in comune questi centri? Apparentemente poco o niente. E invece un elemento che li lega esiste: le apparizioni mariane. In tutti questi luoghi la Madonna è infatti solita manifestarsi ai fedeli. Che la Vergine Maria si manifesti ad uno o più fedeli sarebbe già di per sé un evento straordinario ma, contando le apparizioni mariane, straordinario è in questo caso anche il numero delle apparizioni stesse. Una Madonna che quindi fa gli “straordinari”, segno per i credenti forse di una necessità sempre maggiore di indicare la retta via.