Il Cardinale Ciappi, il teologo di papi, da Pio XII a Giovanni Paolo II (all’inizio del suo pontificato): “Il Terzo Segreto dice che la grande apostasia nella Chiesa inizia dal suo vertice. La conferma ufficiale del segreto de La Salette (1846): “La Chiesa subirà una terribile crisi. Essa sarà eclissata. Roma (il Vaticano) perderà la fede e diventare la sede dell’Anticristo “.
ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...
sabato 17 dicembre 2011
Finché Chiesa non vi separi
Olanda pansessualista e scristianizzata
La campagna antipedofila nell’Olanda pansessualista e scristianizzata
Presieduta dall’ex ministro di fede protestante Wim Deetman, la Commissione (sei persone in tutto) ha lavorato su archivi ufficiali della chiesa che coprono un arco di tempo molto ampio, dal 1945 a oggi. La conclusione è che circa 800 persone, non soltanto preti ma anche religiosi, suore e dipendenti laici di scuole, istituti religiosi e parrocchie, hanno commesso abusi sessuali su minori.
Sulla base di 1.795 segnalazioni, il numero di abusi si stima – il report parla di stime e non di dati certi – possa oscillare tra i diecimila e i ventimila casi. “Sono soltanto stime” dicono dalla Conferenza episcopale olandese, che però domani ha intenzione di inviare nelle chiese delle sette diocesi del paese i vescovi personalmente, per leggere una lettera “sostanzialmente di scuse”.
TRA ERMENEUTICHE IN CONFLITTO
P. Serafino Lanzetta e l'Anno della Fede a 50 anni dal Concilio. Tra ermeneutiche in conflitto.

Il documento, acquisito anche tra quelli basilari nella colonna di sinistra del Blog, è consultabile attraverso il link. Ritengo sia interessante e utile illustrarne ed estrarne alcuni punti fondamentali, perché oltre ad essere molto centrato sulla problematica dei conflitti di interpretazione dei testi conciliari, ormai non più ignorabili, costituisce un'evoluzione della riflessione sulla vexata questio, consentendone l'ulteriore dipanarsi proprio in vista dell'Anno della Fede indetto da Benedetto XVI per il 2012, collegato - tra l'altro - idealmente con le celebrazioni per il 50 anniversario di apertura della 21ma Assise conciliare.
Schermaglie?
Magistero e Concilio Vaticano II
Il 2 dicembre scorso sull’osservatore Romano appariva un articolo di Fernando Ocariz sull’ adesione al concilio Vaticano II.
Mons. Ocariz ha fatto parte della commissione incaricata dalla Congregazione per la dottrina della fede per i colloqui che si sono svolti durante circa un anno e mezzo con i rappresentanti della Fraternità San Pio X.
Mons. Ocariz ha fatto parte della commissione incaricata dalla Congregazione per la dottrina della fede per i colloqui che si sono svolti durante circa un anno e mezzo con i rappresentanti della Fraternità San Pio X.
Il fatto che l’Osservatore Romano dedichi questo spazio all’argomento, mostra quanto sia attuale il dibattito sul concilio, riaperto dalle recenti pubblicazioni di Mons. Gherardini[1], Roberto de Mattei, Gnocchi e Palmaro e, ultimamente padre Serafino Lanzetta,. Si è toccato un mito e le critiche non vengono più soltanto dalla Fraternità San Pio X ma anche da personalità riconosciute ufficialmente nella Chiesa.
“Basta canzonette in Chiesa!”
“Basta canzonette in Chiesa!”
venerdì 16 dicembre 2011
“Basta canzonette in Chiesa!”. Sono passati più di sei mesi dall’appello di Riccardo Muti, eppure il monito del grande direttore d’orchestra napoletano risuona ancora nelle nostre orecchie e scatena dibattiti. Dalla stampa ai conservatori; dai vecchi ai giovani, fin dentro le parrocchie.
La questione della musica in chiesa è di fondamentale importanza. Perché la musica è espressione della cultura umana, è espressione di chi siamo noi. Di più: è espressione della nostra fede!
Musicofili e artisti della musica spingono nella direzione indicata dal maestro; molti altri, invece, contestano questa concezione e continuano a suonar “canzonette” liturgiche. Ognuno ha la “sua” verità, il “suo” gusto: evviva il relativismo! Forse, però, trattandosi di materia ecclesiastica, ci si dovrebbe comportare meno da “cattolici adulti” e lasciarsi guidare. Non dimentichiamo (qualcuno l’ha fatto) che la Chiesa Cattolica è guidata dal successore di Pietro. Che dice il Papa in tal senso? Ebbene, innumerevoli sono state le circostanze in cui Benedetto XVI ha espresso il suo “parere” (nel 2009 è stato pubblicato un libro con i suoi interventi sulla musica). E ogni volta che il Papa parla della musica, un altro termine, come fosse inscindibilmente legato, emerge: cuore! “La musica del cuore”, “L’orecchio del cuore”, “La musica che fa vibrare le corde del cuore”. In questo breve pensiero ad alta voce, chi vuole capire e seguire questo Papa, è arrivato ad un bivio: o pensa che Benedetto XVI ci stia parlando del “cuore romantico” e allora giudica a seconda del numero di stelline che appare nei suoi occhi ogni volta che ascolta qualcosa, oppure che il Papa si riferisca al “cuore biblico”: in questo caso, più che stelline, lacrime e sorrisi, ci aiuta molto San Paolo quando, nella Lettera ai Romani (2, 14-15), scrive:
“Quando i pagani, che non hanno la legge, per natura agiscono secondo la legge, essi, pur non avendo legge, sono legge a se stessi; essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori”. Attenzione alla trappola relativistica: la legge del cuore è universale. È uguale per ogni uomo!
Ecco: dovremmo dare un giudizio solo partendo da questo criterio.
Adesso propongo un raffronto partendo proprio dalle parole di Muti, perché come è vero che il cuore è universale e anche vero che esso va educato!
‘‘La storia della musica deve molto alla Chiesa e non mi riferisco solo al periodo gregoriano che è strepitoso, ma anche ai giorni nostri. Ora io non capisco le chiese, tra l’altro quasi tutte fornite di organi strepitosi, dove invece si suonano le canzonette. Probabilmente questo è stato apprezzato all’inizio come un modo di avvicinare i giovani, ma è un modo semplicistico e senza rispetto del livello di intelligenza delle persone. Perché allora mettere quattro o cinque ragazzi di buona volontà a strimpellare delle chitarre o degli strumenti a plettro con testi che non commento? E poi - continua Muti riferendosi proprio al “cuore” - se si sente l’Ave Verum di Mozart in chiesa, sicuramente anche la persona più semplice, più lontana dalla musica può essere trasportata in una dimensione spirituale. Ma se sente invece canzonette è come stare in un altro posto’’.
ESEMPIO 1
La questione della musica in chiesa è di fondamentale importanza. Perché la musica è espressione della cultura umana, è espressione di chi siamo noi. Di più: è espressione della nostra fede!
Musicofili e artisti della musica spingono nella direzione indicata dal maestro; molti altri, invece, contestano questa concezione e continuano a suonar “canzonette” liturgiche. Ognuno ha la “sua” verità, il “suo” gusto: evviva il relativismo! Forse, però, trattandosi di materia ecclesiastica, ci si dovrebbe comportare meno da “cattolici adulti” e lasciarsi guidare. Non dimentichiamo (qualcuno l’ha fatto) che la Chiesa Cattolica è guidata dal successore di Pietro. Che dice il Papa in tal senso? Ebbene, innumerevoli sono state le circostanze in cui Benedetto XVI ha espresso il suo “parere” (nel 2009 è stato pubblicato un libro con i suoi interventi sulla musica). E ogni volta che il Papa parla della musica, un altro termine, come fosse inscindibilmente legato, emerge: cuore! “La musica del cuore”, “L’orecchio del cuore”, “La musica che fa vibrare le corde del cuore”. In questo breve pensiero ad alta voce, chi vuole capire e seguire questo Papa, è arrivato ad un bivio: o pensa che Benedetto XVI ci stia parlando del “cuore romantico” e allora giudica a seconda del numero di stelline che appare nei suoi occhi ogni volta che ascolta qualcosa, oppure che il Papa si riferisca al “cuore biblico”: in questo caso, più che stelline, lacrime e sorrisi, ci aiuta molto San Paolo quando, nella Lettera ai Romani (2, 14-15), scrive:
“Quando i pagani, che non hanno la legge, per natura agiscono secondo la legge, essi, pur non avendo legge, sono legge a se stessi; essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori”. Attenzione alla trappola relativistica: la legge del cuore è universale. È uguale per ogni uomo!
Ecco: dovremmo dare un giudizio solo partendo da questo criterio.
Adesso propongo un raffronto partendo proprio dalle parole di Muti, perché come è vero che il cuore è universale e anche vero che esso va educato!
‘‘La storia della musica deve molto alla Chiesa e non mi riferisco solo al periodo gregoriano che è strepitoso, ma anche ai giorni nostri. Ora io non capisco le chiese, tra l’altro quasi tutte fornite di organi strepitosi, dove invece si suonano le canzonette. Probabilmente questo è stato apprezzato all’inizio come un modo di avvicinare i giovani, ma è un modo semplicistico e senza rispetto del livello di intelligenza delle persone. Perché allora mettere quattro o cinque ragazzi di buona volontà a strimpellare delle chitarre o degli strumenti a plettro con testi che non commento? E poi - continua Muti riferendosi proprio al “cuore” - se si sente l’Ave Verum di Mozart in chiesa, sicuramente anche la persona più semplice, più lontana dalla musica può essere trasportata in una dimensione spirituale. Ma se sente invece canzonette è come stare in un altro posto’’.
ESEMPIO 1
La svista (?) di Famiglia Cristiana
La svista di Famiglia Cristiana
Autore: Amato, Gianfranco Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
venerdì 16 dicembre 2011
Il settimanale cattolico Famiglia Cristiana ha assegnato il riconoscimento speciale di “Italiano dell'anno” al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Con il massimo rispetto dovuto alla più alta carica dello Stato, absit injuria verbis, mi permetto di nutrire serie perplessità su tale scelta.
Che Napolitano venga incoronato King George dal New York Times, o eletto uomo dell’anno dalla versione italiana della rivista mensile Wired, nota come la “Bibbia di Internet”, appare questione pacifica e indiscutibile. Che lo faccia un settimanale che ama definirsi cattolico, appare invece assolutamente discutibile. Diciamo che si è trattato di una colossale topica. Così la percepiscono, almeno, tutti quegli italiani, e non sono pochi, che non hanno dimenticato l’ombra che grava sull’attuale Presidenza a causa della tristissima vicenda umana di Eluana Englaro.
Mi duole interpretare il ruolo antipatico del rabat-joie e guastare la festa, ma la coscienza impone che la verità non possa essere sottaciuta.
Che Napolitano venga incoronato King George dal New York Times, o eletto uomo dell’anno dalla versione italiana della rivista mensile Wired, nota come la “Bibbia di Internet”, appare questione pacifica e indiscutibile. Che lo faccia un settimanale che ama definirsi cattolico, appare invece assolutamente discutibile. Diciamo che si è trattato di una colossale topica. Così la percepiscono, almeno, tutti quegli italiani, e non sono pochi, che non hanno dimenticato l’ombra che grava sull’attuale Presidenza a causa della tristissima vicenda umana di Eluana Englaro.
Mi duole interpretare il ruolo antipatico del rabat-joie e guastare la festa, ma la coscienza impone che la verità non possa essere sottaciuta.
venerdì 16 dicembre 2011
Accendiamo?
Un cero per Ravasi
E’ furbo, bisogna ammetterlo. Non perché smussi la collaborazione al Sole con la fotina vintage che propone il collettino ammodo, ma soprattutto perché sceglie bene la frase di apertura:
È molto più importante accendere una piccola candela che maledire l’oscurità
(Confucio)
(Confucio)
E così, proprio mentre sceglie che il motto rappresentativo di un cardinale non debba esser tratto, non dico dagli ipsissima verba di Cristo, ma almeno da “La Parola”; con la medesima frasettina à la Battiato si schermisce. Sembra mi dica: “guai a te che sai solo brontolare, io invece… accendo piccole candele”.
Bravo, ma non si preoccupi, gliela accendo anche io la candela: a padre Pio, che ha sofferto plausibilmente anche per lei (padre Pio, francamente meglio di Confucio, come anima vittima in espiazione della tenebrosa e maledetta crisi ecclesiale novecentesca).
Bravo, ma non si preoccupi, gliela accendo anche io la candela: a padre Pio, che ha sofferto plausibilmente anche per lei (padre Pio, francamente meglio di Confucio, come anima vittima in espiazione della tenebrosa e maledetta crisi ecclesiale novecentesca).
Vabbè, tempo perso. Qui di anime vittime rimaniamo solo noi, vittime della cardinalite. Già che ci siamo, un auspicio: a quando il duetto Ravasi – Kristeva versione hyper-ecumenica?
http://satiricus.wordpress.com/2011/12/16/un-cero-per-ravasi/E ora non manca che Martini Papa!
La cura di Monti: salassi alle famiglie, devozione al Vaticano
I mercati esultano per la manovra ammazza-popolo varata dal governo non-eletto. Trenta miliardi di euro lordi – di cui 12-13 miliardi di tagli alla spesa ed il resto spremuto, nel triennio 2012-14, dalle tasche dei contribuenti – per salvare la moneta unica europea. Altrimenti “l’Italia rischia di macchiarsi della responsabilità di contribuire a far andare in senso negativo l’economia europea” ha detto il premier – che rinuncerà allo stipendio da presidente del Consiglio e ministro dell’Economia (tanto ha quello da neo-senatore a vita: 25mila euro al mese, in aggiunta ad altri redditi). Banche entusiaste della norma relativa alle garanzie di Stato su passività e bond. Lo spread crolla sotto ai quattrocento punti.
A piangere – lacrime da coccodrillo del ministro Elsa Fornero a parte – sono invece pensionati e lavoratori del Belpaese, sulle cui spalle gravano tutti i sacrifici.
L’ex consulente di Goldman Sachs, ex presidente europeo della Commissione Trilaterale – una delle massime organizzazioni neoliberiste mondiali – nonché ex membro dell’oscuro gruppo Bilderberg, ha precisato che l’esecutivo i disagi ha “avuto grande cura nel distribuirli nel modo che ci è parso equo”.
brutte notizie per i devoti di san Simonino
Ai giudici del processo per la morte di Simonino, interessati a conoscere i motivi per cui essi portavano nel fodero, appeso al fianco, due coltelli, sia Samuele sia Mosè «il Vecchio» spiegavano, senza dare segni d'insofferenza, quello che ai loro occhi era di lapalissiana evidenza. Un coltello serviva a tagliare la carne commestibile, mentre l'altro era riservato ai latticini. Proprio nelle acque della forra, che attraversava la canova di Samuele, il 23 marzo, vigilia della Pasqua del 1475, anno del giubileo, veniva trovato il corpo martoriato di Simonino, un bambino di due anni, figlio del conciapelli Andrea Lomferdorm. Dal tragico ritrovamento partiva l'inchiesta, che avrebbe portato all'incriminazione degli ebrei di Trento come sospetti del rapimento e dell'uccisione del bambino, al loro interrogatorio nel Castello del Buonconsiglio e alla loro condanna, dopo che avevano confessato sotto tortura di essere stati i responsabili del triste maleficio.
(citato da: Ariel Toaff, Pasque di sangue. Ebrei d'Europa e omicidi rituali, edizioni Il Mulino, 2007).
La cappella in cui fu martirizzato san Simonino da Trento (festa liturgica il 24 marzo) è stata recentemente venduta ai diretti interessati; la sua prossima inaugurazione sarà un "evento di portata internazionale":
http://www.associazionelatorre.com/2011/11/sacrilegio-a-trento-la-chiesa-di-s-simonino-diverra-sinagoga/
(citato da: Ariel Toaff, Pasque di sangue. Ebrei d'Europa e omicidi rituali, edizioni Il Mulino, 2007).
La cappella in cui fu martirizzato san Simonino da Trento (festa liturgica il 24 marzo) è stata recentemente venduta ai diretti interessati; la sua prossima inaugurazione sarà un "evento di portata internazionale":
http://www.associazionelatorre.com/2011/11/sacrilegio-a-trento-la-chiesa-di-s-simonino-diverra-sinagoga/
giovedì 15 dicembre 2011
Demente o dèmone?
“Gesù Cristo” ti chiede il contatto facebook. Poi scopri che è un demente
una specie di riflessione sulle vane parole
e sul secondo comandamento: Non nominare il nome di Dio invano
Su facebook capita che “Gesù Cristo” ti chieda il contatto. Poi scopri che è solo un demente. Il dovere di essere cattolici “adulti”, cioè seri. Ciò che è buono per Maria de Filippi non lo è sempre per Maria di Nazareth. Quando Gesù disse “siate come bambini”, non intendeva dire deficienti. Se le ossessioni para-religiose sono solo para-noia. Un devozionista spinto mi fa l’esorcismo maggiore di Leone XIII: online. Pregando, chiudetevi nella vostra stanza, invece di esibirvi
Piccoli neoDC spingono..
Lo scoop del “Corriere”: il nuovo partito “federato” dal ministro Riccardi
Nonostante tutto, l’elettorato italiano continua a essere saldamente bipolare. Lo confermano le indagini dell’IPSOS di Nando Pagnoncelli, condotte su un amplissimo campione di cittadini e presentate due giorni fa a Roma alla Fondazione Achille Grandi.
La prova è che è aumentato grandemente negli ultimi tempi lo scontento nei confronti dei partiti. Ma tale scontento non premia affatto il cosiddetto terzo polo, centrista, che nelle intenzioni di voto resta inchiodato sotto il 10 per cento. Semplicemente fa crescere il numero di chi si estrania dal voto.
Eppure, a dispetto di questo incrollabile sentimento bipolare dell’elettorato, le manovre per creare al centro dello schieramento una nuova terza forza cattolica “aperta ai laici” proseguono febbrili. E sono uscite in questi stessi giorni platealmente allo scoperto.
Come già a Todi, nella cabina di comando di questa manovra ci sono il neoministro Andrea Riccardi e il “Corriere della Sera”.
La croce misteriosa
Ecco la croce: in Duomo viene esposta per un giorno, poi nascosta
Fatta togliere dal vescovo
di Andrea Zambrano
REGGIO EMILIA (15 dicembre 2011) - Se fossimo in un romanzo di Dan Brown saremmo al capitolo della croce misteriosa nei sotterranei della Cattedrale. Gli ingredienti ci sono tutti: il mistero sulla sua esistenza, il dubbio sulla sua esposizione, il dilemma sul suo significato simbolico. Dopo le polemiche emerse a seguito della pubblicazione del bozzetto della croce di Nagasawa, il vescovo Adriano Caprioli aveva deciso che non fosse opportuno esporre la croce dell’artista giapponese. Anche perché completamente avversa alle prescrizioni del Messale. Ma evidentemente qualche “disubbidiente” monsignore di curia aveva la smania di esporla a tutti i costi e così l’opera, una barca da cui si innalza un alberello di palma, il tutto riflesso specularmente per rendere la forma di croce latina, ha fatto la sua comparsa il 19 di novembre in Cattedrale, quando il tempio era rimasto chiuso per le prove generali dell’inaugurazione del giorno dopo. Ne è nato un tira e molla abbastanza sconveniente. “La mettiamo”. “No, non la mettiamo”. Al che, il vescovo, come Alessandro Magno ha tagliato il nodo di Gordio sedando la lite da sagrestia: “Basta, la croce non si esporrà”. Così è stata smontata, tra i mugugni di qualcuno e ora è nascosta, appunto, e qui entra in scena Dan Brown, da qualche parte nel palazzo vescovile.
REGGIO EMILIA (15 dicembre 2011) - Se fossimo in un romanzo di Dan Brown saremmo al capitolo della croce misteriosa nei sotterranei della Cattedrale. Gli ingredienti ci sono tutti: il mistero sulla sua esistenza, il dubbio sulla sua esposizione, il dilemma sul suo significato simbolico. Dopo le polemiche emerse a seguito della pubblicazione del bozzetto della croce di Nagasawa, il vescovo Adriano Caprioli aveva deciso che non fosse opportuno esporre la croce dell’artista giapponese. Anche perché completamente avversa alle prescrizioni del Messale. Ma evidentemente qualche “disubbidiente” monsignore di curia aveva la smania di esporla a tutti i costi e così l’opera, una barca da cui si innalza un alberello di palma, il tutto riflesso specularmente per rendere la forma di croce latina, ha fatto la sua comparsa il 19 di novembre in Cattedrale, quando il tempio era rimasto chiuso per le prove generali dell’inaugurazione del giorno dopo. Ne è nato un tira e molla abbastanza sconveniente. “La mettiamo”. “No, non la mettiamo”. Al che, il vescovo, come Alessandro Magno ha tagliato il nodo di Gordio sedando la lite da sagrestia: “Basta, la croce non si esporrà”. Così è stata smontata, tra i mugugni di qualcuno e ora è nascosta, appunto, e qui entra in scena Dan Brown, da qualche parte nel palazzo vescovile.
In attesa del 13/5/2017
articolo di Vittorio Messori
tratto da Il Corriere della Sera
Anche il Corriere ha ricordato, con una pagina intera, i vent'anni da quanto successe in una dacia a Viskuli, nella foresta di Pushcha, in Bielorussia. I primi presidenti eletti democraticamente dalle tre repubbliche slave dell'Urss - Russia, Ucraina, Bielorussia - firmarono il documento che sanciva «la cessazione dell'Unione Sovietica in quanto entità statale» e lo smembramento del primo Stato comunista della storia. Una decisione imprevista, non soltanto dai soliti «esperti», ma anche dagli stessi protagonisti dell'incontro. Ciò che si voleva non era la fine dell'Urss ma un patto federale rinnovato. E invece, pochi giorni dopo, la notte di Natale, la bandiera rossa con la falce e martello era ammainata per sempre dalla cupola più alta del Cremlino e al suo posto risaliva il tricolore dell'impero di Pietro il Grande. La firma del russo Eltsin, dell'ucraino Kravchuk e del bielorusso Shushkevic sul documento in cui la seconda potenza mondiale decideva di suicidarsi fu apposta l'8 dicembre del 1991. Era il giorno della ricorrenza liturgica dell'Immacolata Concezione.
Come impedire ai credenti di pensare alle parole della Signora di Fatima, parole pronunciate nel 1917, in perfetta coincidenza con la presa del potere da parte di Lenin? «La Russia spanderà i suoi errori nel mondo, provocando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, intere nazioni saranno annientate». Ma, aveva concluso l'Apparizione davanti ai tre bambini che ignoravano persino la parola Russia, «ma alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà». La fine annunciata nel 1917 dall'Immacolata giungeva, non solo nel «suo» giorno, ma alla vigilia dei 70 anni dalla fondazione ufficiale dell'Urss. Qui i credenti potevano pensare al Salmo 90: «Settanta sono gli anni dell'uomo...». E settanta pure la massima durata delle opere dell'uomo, se fondate sulla persecuzione di ogni religione. E che dire del simbolismo, sin troppo esplicito, di quella bandiera del primo Stato ufficialmente ateo della storia ammainata dal Cremlino, davanti alle televisioni del mondo, nel giorno in cui il calendario gregoriano, seguito dalla maggioranza dei cristiani, celebra la nascita di Cristo?
La bandiera dell’Unione europea, dodici stelle d’oro su sfondo azzurro, fu disegnata dal belga Arsène Heitz e venne adottata l’8 dicembre 1955
Come è giusto - nella prospettiva del Dio biblico che si rivela e al contempo si cela, lasciando alla libertà dell'uomo la scelta tra l'accoglienza e il rifiuto - com'è giusto, dunque, se i credenti vedono qui dei «segni», per gli increduli ci sono solo coincidenze. Coincidenze che, però, sembrano attirate da quell'enigmatico 8 di dicembre. Si veda quell'altra storia davvero singolare della bandiera europea. Il Consiglio d'Europa indisse nel 1950 un concorso internazionale per un vessillo del Continente. Parteciparono centinaia di artisti e di grafici ma i bozzetti, i più numerosi, che contenevano una croce furono bocciati dai socialisti e dai laicisti in genere. Soltanto nel 1955 la commissione, presieduta da Paul Lévy, un ebreo, si decise per una bandiera azzurra con al centro 12 stelle d'oro disposte in cerchio. L'idea piacque, tanto che nel 1986 lo stendardo fu adottato come ufficiale anche dallaComunità Europea, cambiando solo in argento l'oro delle stelle. Ci fu sconcerto, però, e rammarico, in molti, quando si conobbe il retroscena: l'autore era Arsène Heitz, un grafico belga poco noto, devoto mariano fervente. L'azzurro è il colore della Vergine e le stelle sono quelle che circondano il capo della Donna dell'Apocalisse in cui la Tradizione riconosce Maria. Quanto al dodici, è quello delle dodici tribù di Israele, dei dodici apostoli e delle dodici stelle che stanno sulla Medaglia Miracolosa voluta nel 1830 dalla Vergine stessa e che Heitz portava sempre al collo, da buon devoto. Ma c'è di più, visto che per la firma solenne del documento che adottava la bandiera, nel 1955, si cercò una data che convenisse a tutti i politici che venivano a Strasburgo dall'Europa intera. Nessuno, al Consiglio, si accorse che il giorno prescelto non era come gli altri, per i credenti: era, infatti, pure qui, l'8 dicembre. E la Medaglia che era servita da modello al grafico porta incisa una invocazione proprio all'Immacolata Concezione.
I sovietici lasciarono Vienna dopo 10 anni di occupazione il 13 maggio 1955 riconoscendo l’indipendenza dell’Austria
Vediamo un altro caso, tra i molti possibili, di coincidenza per alcuni, di segno per altri. Un caso in cui la storia dell'Urss si intreccia ancora una volta con Fatima. Nel 1945 Mosca aveva ottenuto la zona più importante, quella di Vienna, delle quattro in cui era stata divisa l'Austria dagli alleati. Il ministro degli Esteri sovietico, Molotov, disse e ripetè che Mosca mai si sarebbe ritirata da ciò che aveva occupato e tutti si aspettavano che, come a Praga, i comunisti organizzassero un colpo di Stato per andare da soli al potere nell'intera Austria. Le stesse cancellerie occidentali sembravano rassegnate. Ma non si rassegnò un francescano, padre Petrus che, tornato dalla prigionia proprio in Urss, andò in pellegrinaggio nel santuario nazionale austriaco, a Mariazell. Lì fu sorpreso da una voce interiore che gli disse: «Pregate tutti il Rosario e la vostra Patria sarà salva». Buon organizzatore, padre Petrus promosse una «Crociata nazionale del Rosario», nello spirito esplicito di Fatima, che in breve tempo raccolse milioni di austriaci, compreso lo stesso Cancelliere, Leopold Figl. Giorno e notte, grandi masse si riunivano nelle città e nelle campagne, recitando la corona e Vienna era percorsa da imponenti processioni, sorvegliate con ostilità, nel suo settore, dall'Armata Rossa. Gli anni passarono senza che l'occupazione cessasse, per l'ostinazione russa, ma il popolo non si stancava di pregare.
Il 25 dicembre 1991 la bandiera rossa con la falce e martello fu ammainata per sempre dalla cupola più alta del Cremlino
Ed ecco che, nel 1955, l'Urss comunicò di essere disposta a ridare all'Austria l'indipendenza, in cambio della neutralità. I governi occidentali furono colti di sorpresa da una decisione inaspettata e unica, sia prima che dopo: mai, come aveva ricordato Molotov, mai, l'Urss accettò di ritirarsi spontaneamente da un Paese occupato. Ma non si sorpresero coloro che da anni pregavano per la «Crociata del Rosario»: in effetti la Conferenza internazionale che portò in due giorni al Trattato sulla fine dell'occupazione fu inaugurata, con la dovuta solennità, nell'ex palazzo imperiale di Vienna il 13 maggio. L'anniversario, cioè, della prima apparizione di Fatima.
Fratelli maggiormente distratti
Che distratto il N.Y.Times... | |
Qualche giorno fa abbiamo riportato la notizia, data dal New York Post, di uno scandalo di abusi sessuali su minori che ha sconvolto la comunità ebraica ortodossa di New York. Oggi traduciamo e riportiamo quello che scrive sull'argomento un sito americano, “TheMediaReport.com” che osserva il comportamento dei media di oltreoceano. | |
Marco Tosatti Qualche giorno fa abbiamo riportato la notizia, data dal New York Post, di uno scandalo di abusi sessuali su minori che ha sconvolto la comunità ebraica ortodossa di New York. Oggi traduciamo e riportiamo quello che scrive sull’argomento un sito americano, “TheMediaReport.com” che osserva il comportamento dei media di oltreoceano. |
mercoledì 14 dicembre 2011
Il Papa ci pensa su
Il Papa ci pensa su
Comunione ai divorziati? C’è un documento segreto
Jacques Fesch
14 dicembre 2011 | Autore: Alberto Medici
Un bravo prete (se ne trovano, se ne trovano) commentando la predica dei lavoratori dell’ultima ora (quelli a cui il padrone della vigna dà la stessa paga data a quelli che lavoravano dalla mattina) ha evocato un’immagine che mi è rimasta impressa. Ha detto: “non pensate a Dio non come ad una mamma gatta che, quando arriva il pericolo prende il cucciolo in bocca e lo porta in salvo; ma come alla mamma gorilla, che in caso di pericolo urla al cucciolo il quale le si attacca al collo, e, una volta che il cucciolo le si è attaccato al collo, lo porta in salvo.” Aggiungendo quindi: “Dio vuole la nostra partecipazione, non ci fa violenza; quando noi mettiamo del nostro, qualcosina, anche poco, poi lui mette il resto“. E così, anche ai lavoratori dell’ultima ora viene data la ricompensa piena, non un premio di serie B.
Pensando ai lavoratori dell’ultima ora, a tutti viene in mente il buon ladrone, al quale Gesù disse: “Tu oggi sarai in Paradiso con me” (e tenete conto che il Paradiso apriva proprio quel giorno, quindi quel delinquente, meritorio di morte per la giustizia degli uomini, c’è entrato fra i primi). Ma io voglio citare un altro esempio di “lavoratore dell’ultima ora”: Jacques Fesch, ragazzo francese classe 1930, una vita sbandata, matrimonio fallito alle spalle e omicida già poco più che ventenne. Ascoltate la sua storia nei video sotto.
E la cosa che più mi ha colpito, ascoltando questa storia, è stata la pochezza della conversione, cioè il minimo appiglio che è bastato a Dio per tirar su dall’abisso Jacques: è bastato un grido improvviso di disperazione, e all’interno di quel grido le parole “Mon Dieu!”: e Dio ha risposto.
Non ha aspettato settimane di digiuno, novene di preghiere, no: alla prima richiesta: ha risposto.
Buona visione.
En passant..
"La Sindone non è un falso"
Una nuova ricerca dell'Enea sul sacro Lino custodito a Torino
MARCO TOSATTIROMAL’Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha pubblicato un rapporto sui cinque anni di esperimenti svolti nel centro Enea di Frascati sulla “colorazione simil-sindonica di tessuti di lino tramite radiazione nel lontano ultravioletto”. In parole povere: si è cercato di capire come si è impressa sul telo di lino della Sindone di Torino l’immagine così particolare che ne costituisce il fascino, e il più grande e radicale interrogativo, di “individuare i processi fisici e chimici in grado di generare una colorazione simile a quella dell’immagine sindonica”.
Nell’articolo linkato si trova lo sviluppo della ricerca. Gli scienziati (Di Lazzaro, Murra, Santoni, Nichelatti e Baldacchini) partono dall’ultimo (e unico) esame completo interdisciplinare del lenzuolo, compiuto nel 1978 dalla squadra degli scienziati americani dello STURP (Shroud of Turin Reasearch Project). Una base di partenza di cui troppo spesso chi scrive e discetta di Sindone preferisce non tenere conto, a dispetto dell’evidenza dei dati, verificati da un accurato controllo su riviste “peer rewieved”, cioè approvate da altri scienziati in modo oggettivo e indipendente.
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