ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 21 ottobre 2015

La prima gallina che canta..!

Dopo le notizie sulla presunta malattia del Papa, l'Osservatore Romano ammette il complotto anti-Bergoglio


La “nostalgia” del Papa infermo è l’unica, vera sindrome inguaribile, magari non maligna ma di sicuro maliziosa, che emerge da una radiografia multistrato, condotta in profondità fra le righe, e pieghe, dello “scoop” che ha turbato all’alba il risveglio dei vescovi, per riassopirsi e spegnersi all’ora della siesta pomeridiana: la quale peraltro, sulle sponde vaticane del Tevere, rimane in ogni caso un must irrinunciabile, anche in tempi di Sinodo e turbolenze epocali.

Non c’è nessuna “ombra” nel cervello, e nella mente, di Bergoglio, lucido e determinato, nonché in salute nel portare avanti la propria rivoluzione, ma solo il rimpianto dei tempi che furono da parte di un ceto ecclesiastico che, “all’ombra” dei papi anziani, era de facto avvezzo a governare, in autonomia e per lunghi periodi, una delle maggiori potenze del pianeta, tra cerchi magici ed eminenze grigie.

Rondini e lupi d'autunno?

I lupi vestiti da pecora minacciano di strage il gregge


(di Mauro Faverzani) Son troppi ormai i fermenti sospetti e le strane manovre che si scorgono oltre i sorrisi di circostanza al Sinodo. Molti commentatori hanno già notato come, al di là delle questioni di dottrina e di contenuto, vi siano anche problemi di metodo e di forma, tutt’altro che secondari. Disagi e malumori – a dir poco – sono emersi con evidenza nella famosa lettera dei 13 cardinali a papa Francesco con tutto quel che ne è seguito.
Così un evento, presentato sin dall’inizio con l’abito bello della democrazia e della collegialità, si è rivelato, in realtà, facile preda di gestioni arbitrarie da parte di “regie” più o meno occulte, di cui una ben triste anteprima si ebbe già lo scorso 25 maggio coi 50 “illuminati” ritrovatisi a porte chiuse presso l’Università Gregoriana di Roma, proprio per ordire trame presinodali e disegnare nuovi scenari.

"Ad hoc"

Napier, la voce della verità sulla lettera dei tredici cardinali


C'è voluto questo arcivescovo sudafricano per chiarire pubblicamente le vere ragioni della lettera, di cui è uno dei firmatari. Tutto nasce nel sinodo del 2014 e nelle manovre di alcuni per forzarne gli esiti. Ecco testuali le sue parole

di Sandro Magister


ROMA, 21 ottobre 2015 – Già quattro giorni prima che la lettera dei tredici cardinali a Francesco diventasse di dominio pubblico, veniva additato tra i "cospiratori" che volevano sabotare il sinodo e colpire lo stesso papa:

> La lettera dei tredici cardinali. Un antefatto chiave

E dopo la pubblicazione della lettera, l'aggressione contro di lui e gli altri firmatari è continuata con ancor più virulenza, con il fattivo sostegno dei gestori vaticani dell'informazione sinodale.

Finché è venuto il giorno, ieri, martedì 20 ottobre, in cui il cardinale Wilfrid Fox Napier, arcivescovo di Durban, Sudafrica, ha finalmente potuto dire la sua verità, sul sinodo e sulla lettera dei tredici al papa, nella cornice ufficiale della quotidiana conferenza stampa moderata da padre Federico Lombardi:

Di collasso in collasso..

Chi ha capito di più la lettera dei tredici cardinali? Un grande teologo valdese



riforma
È Fulvio Ferrario, professore di dogmatica presso la facoltà valdese di teologia di Roma, docente invitato presso l'istituto di studi ecumenici "San Bernardino" di Venezia, direttore della rivista teologica "Protestantesimo" e autore di molti saggi, tra i quali un eccellente "La teologia del Novecento", edito da Carocci e presentato a suo tempo in questo servizio di www.chiesa:
Sull'ultimo numero del settimanale dei valdesi "Riforma", il professor Ferrario dedica l'intero editoriale di prima pagina alla lettera dei tredici cardinali al papa. E precisamente alla questione sollevata nel suo ultimo capoverso, che egli cita e poi commenta.
L'incontro/scontro tra la Chiesa e il mondo è al centro della sua riflessione da protestante, come lo è anche del sinodo.
Un editoriale tutto da leggere. Eccolo.

Basiti?

Il sinodo della commozione o della profanazione ? di Antonio Socci
Ieri ho ricevuto questo messaggio mail:
“DUNQUE, LA PROFANAZIONE DELL’EUCARISTIA COMPIUTA DA UN RAGAZZO CHE SI IMPOSSESSA DELL’OSTIA CONSACRATA, LA SPEZZA E NE CONSEGNA LA META’ AL PADRE DIVORZIATO, VIENE PORTATA AD ESEMPIO DA UN PADRE SINODALE. MA DOVE VOGLIONO ARRIVARE QUESTI?”

Sono basito anche io perché – stando a quanto è stato detto in conferenza stampa dai bergogliani – questo racconto, fatto da un vescovo (!!!) al Sinodo, avrebbe “commosso” molti padre sinodali.

Tradurre ( o tradire) la Tradizione?

Non si riduca la dottrina a disciplina medievale, al Sinodo serve profezia

Nel Sinodo che si è aperto lo scorso 4 ottobre sta avvenendo un passaggio decisivo per la chiesa postconciliare

Foto LaPresse
Nel Sinodo che si è aperto lo scorso 4 ottobre sta avvenendo un passaggio decisivo per la chiesa postconciliare: esso riguarda non lo scontro tra chi è favorevole e chi è contrario al matrimonio indissolubile, ma piuttosto la questione di come si possa e si debba assicurare alla indissolubilità una disciplina ecclesiale adeguata. Il problema è invece: “Come si traduce la dottrina in una disciplina”? Su questa traduzione le idee sono legittimamente diverse.

Io, speriamo che me la cavo..

La battaglia nella chiesa di Francesco

Il cardinale George Pell spiega perché dietro il Sinodo si scontrano ancora due grandi visioni teologiche: la dottrina Kasper contro quella Ratzinger. Il posizionamento del Papa tra stagioni da chiudere e “specialisti del logos”

Papa Francesco (foto LaPresse)
George Pell, cardinale, ha risposto così alla domanda del Figaro sul Sinodo dei vescovi: “Assistiamo alla terza battaglia teologica simbolica tra due teologi tedeschi e dunque due visioni, quella di Kasper e quella di Ratzinger. Questo scontro dura da parecchio. Papa Francesco incoraggia certamente la discussione, ma spero che presto questa stagione si chiuda e che da questo Sinodo emerga la chiarezza”. Pell, australiano massiccio e sanguigno, è stato chiamato, preso anche lui dalla fine del mondo, a un posto eminente di governo della chiesa da Francesco, ma è convinto che il Sinodo non abbia nemmeno l’autorità per decidere che, nonostante il vangelo, il sacramento del matrimonio può essere obliterato offrendo la consacrazione di rito a un divorzio seguito da seconde nozze civili. Per questo il cardinale ha messo in guardia il Papa con la famosa lettera pubblicata da Sandro Magister: guarda, fratello, che i revisionisti della dottrina ti vogliono consegnare una soluzione precostituita, e questo non va bene. Da quale parte militi Pell, nello scontro che “dura da parecchio”, è chiaro.

martedì 20 ottobre 2015

Gesù non teme di affrontare la battaglia

LE OMELIE DI PADRE BROWN
9 ottobre 2015
Prima lettura: Gioele 1,13-15; 2,1-2 Il giorno del Signore, giorno di tenebra e di caligine.

 Salmo 9

 Vangelo: Lc 11,15-26 Se io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

Questo brano – come altri tratti dal Vangelo di Luca – è un brano drammatico, perché Gesù non teme di affrontare il nocciolo della questione, cioè la battaglia mortale tra lo spirito della vita e lo spirito che è contro Dio, il demonio.

Battaglia nella quale siamo in mezzo anche noi. In questi giorni, in queste ore, dobbiamo decidere da che parte stare: o con Gesù o contro di Lui. Non si può trovare una via di mezzo, è illusoria la mediazione.