ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 25 gennaio 2017

E domani?

Lettera di un giovane cattolico perplesso


Mons-Lefebvre_Mons-de-Castro-Mayer
 di Cristiano Lugli
Carissimi amici di Radio Spada,
I pregi dell’essere giovani sono tanti e siamo soliti affermarlo accoratamente. Ancor meglio è essere giovani e cattolici, cosa che, in epoca pre-illuminista, poteva considerarsi cosa normale e tipica di ogni famiglia.
Certo oggi si evidenzia un terzo aspetto nell’essere giovani e perlopiù cattolici, ovvero essere giovani cattolici al giorno d’oggi. Il giochetto di parole derivante da questo terzo aspetto non è casuale, tanto meno irrisorio, ma è segno di una realtà tangibile a tutti. Penso che la differenza di età conti senza dubbio poco, tuttavia essere giovani cattolici al giorno d’oggi ha un non so che di difficile, commisto ad un non so che di altrettanto stimolante. Intanto limitiamoci al primo aspetto.
Penso non sia sbagliato asserire che una persona di vent’anni e poco più, quale il sottoscritto, è nato al cospetto del peggio: una società degradata all’ennesima potenza, una generazione cresciuta senza arte né parte, un’educazione generale soggetta in quasi totale parte allo spirito del mondo ed infine, non per importanza, una Chiesa scarnata della Sua essenza principale.

Spiriti attaccaticci e crudeli

La beata Anna Katharina Emmerick e le visioni dell’Angelo Custode, di San Michele e del demonio

                          

Per molti cattolici, la figura di Anna Katharina Emmerick (1774-1824) beatificata da Giovanni Paolo II nel 2004, è essenzialmente legata al famosissimo film dell’attore regista australiano Mel Gibson “La Passione di Cristo”, la cui sceneggiatura è in buona parte, per gli aspetti non tratti ovviamente dai vangeli canonici, basata sulle visioni attribuite alla monaca agostiniana tedesca. La beata nacque l’8 settembre 1774 da una famiglia di contadini e non potè frequentare regolarmente la scuola, dovendo lavorare nei campi e aiutare in casa. Sin dalla più tenera età ebbe un profondo desiderio di consacrarsi a Dio nella vita religiosa. Come accadeva a quell’epoca, diverse congregazioni di suore la rifiutarono la rifiutarono perché non aveva a disposizione la necessaria dote economica per entrare in monastero. Solo nel 1802 venne finalmente accolta nel monastero delle Agostiniane di Agnetenberg presso Dulmen e l’anno seguente prese i voti religiosi.

Il centro del villaggio


  
 La chiesa torni al centro del villaggio

La ricostruzione delle chiese non può non essere una priorità per l'Ue ed il governo italiano, in gioco c'è l'identità di un continente intero.

Ospite sgradito e tragicamente familiare, il terremoto è tornato a bussare alle porte degli italiani scuotendone le case e – con esse- quella sicurezza sociale che da sempre rappresentano nell’immaginario collettivo. La congiuntura con l’ondata di maltempo, fatalmente, ne ha riproposto il suo carico di morte oltre che di distruzione. La scossa del 18 Gennaio ha ricondotto l’attenzione del Paese sul dramma che dal 24 Agosto scorso sta vivendo quotidianamente la popolazione delle zone colpite: la sepoltura di parenti ed amici, risparmi e ricordi di una vita finiti sotto le macerie, il gelo e gli sciacalli, le pastoie burocratiche e la corsa della solidarietà che rallenta. Un tale disastro naturale, oltre ad aver procurato insanabili sofferenze individuali, rischia di mettere a repentaglio l’esistenza stessa di intere comunità, fiaccate dalla devastazione dei tradizionali contesti aggregativi, dal conseguente stravolgimento del tessuto sociale e dalla necessità di una ricostruzione veloce e non troppo divisiva.


Un uomo si giudica anche dai suoi nemici





3 BUFALE dette dai giornalisti CONTRO DONALD TRUMP


http://www.pandoratv.it/?p=14108






FUOCOATRUMP

    Salviamo il clandestino Donald ! Scriveva Joseph Conrad che un uomo si giudica anche dai suoi nemici, ed il neo presidente Usa, che di nemici ne ha davvero tanti, sembra meno peggiore di gran parte di loro 

                                                                                                                                                                                                                di Roberto Pecchioli  
                                                                                                      


Chi scrive e chi pubblica queste righe non è un tifoso sfegatato di Donald Trump, né si attende dalla sua presidenza miracoli o rivoluzioni nell’assetto del mondo. Tuttavia, scriveva Joseph Conrad che un uomo si giudica anche dai suoi nemici, ed il neo presidente Usa, che di nemici ne ha davvero tanti, sembra meno peggiore di gran parte di loro, e comunque ha diritto ad essere messo alla prova. I sedicenti nemici dei “pregiudizi”, i sacrestani integerrimi della democrazia hanno emesso la sentenza contro di lui prima e senza processo, senza prove e diritto di replica. Alla larga da questi insopportabili talebani del Bene, del progresso, e dei “diritti”.
Bianco, maschio, eterosessuale.  Per di più credente: ha giurato da presidente degli Stati Uniti su due Bibbie, una delle quali è quella che gli donò la madre più di sessant’anni fa. Mentitore, anche, Donald Trump, archetipo del Male: ha confidato che per un uomo ricco e potente è facile ricevere favori sessuali dalle donne, il che è una vergognosa, millenaria menzogna ! Nel discorso di insediamento ha osato affermare che il potere , suo tramite, ritorna al popolo americano, cui era stato espropriato e che, massimo degli orrori, egli si impegna a difendere i confini, il popolo ed il lavoro degli Usa.

Dimmi specchio delle sue brame..chi é il prossimo?

Il Gran Maestro dei Cavalieri di Malta si dimette dopo una disputa col Vaticano

Colpirne uno per educarne cento

Riportiamo questa notizia ancora indicativa del clima intimidatorio e repressivo che vige in Vaticano ad opera del misericordioso Bergoglio.

Tra i cento da educare ci sono senz'altro certi tradizionalisti che non vedono l'ora di entrare nel circo diretto da Bergoglio a colpi di frusta e di pungoli elettrici.
Questa volta l'ingerenza di Bergoglio è fin troppo sfacciata, visto che i Cavalieri di Malta sono un istituto di laici costituito come Ordine Sovrano che non dipende da nessuno e ancor meno dal Vaticano… figuriamoci cosa potrebbe succedere a certi istituti ecclesiastici formati da chierici, dipendenti per ciò stesso dalle Congregazioni romane.

Meditate gente… meditate!

Mala tempora currunt, sed peiora parantur




Robert Matthew Festing, Principe e Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta durante l’udienza privata in Vaticano il 23 giugno 2016

La Chiesa si sta arrendendo?

NIETZSCHE E L'ULTIMO PAPA

    Inquietante attualità dell’ultimo papa di Nietzsche. In Così parlò Zarathustra pubblicata nel 1885 mette in scena l’incontro fra il suo eroe e uno strano personaggio, un vecchio che gli confessa di essere l’ultimo papa 
di Francesco Lamendola  




Nel sesto episodio della quarta e ultima parte di Così parlò Zarathustra, pubblicata nel 1885, Friedrich Nietzsche mette in scena l’incontro fra il suo eroe e uno strano e patetico personaggio, un vecchio dall’aria malinconica e delusa, che gli confessa di essere l’ultimo papa, e che ormai si è ritirato in solitudine, quando si è reso conto che il suo ruolo era diventato inutile, avendo compreso la verità già annunziata da Zarathustra, ossia che Dio è morto.
L’episodio, intitolato Fuori servizio (Außer Dienst; “a riposo” nella traduzione di Giuseppina Quattrocchi) si presta a molte riflessioni, specialmente in chiave di attualità, e ha un sapore quasi profetico, se si pensa che è stato concepito e scritto circa centotrenta anni prima dell’abdicazione di Benedetto XVI – che alcuni preferiscono chiamare, pudicamente, “rinuncia al ministero petrino - e della elezione di un pontefice come Francesco; e questa è storia dei nostri giorni.
Vale la pena di rileggersi almeno la parte iniziale di questo episodio nella splendida, e ormai classica, traduzione di Liliana Scalero (da: F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra,  a cura di L. Scalero, Milano, Longanesi & C., 1972, vol. 2, pp. 135-139):

La fallacia umanistica al posto della verità rivelata



Sul saggio di Danilo Quinto, “Disorientamento Pastorale” – Recensione di don Antonio Livi


(MB. Danilo Quinto è stato per un ventennio  militante radicale, collaboratore di primo piano di Marco Pannella, tesoriere del Partito Radicale per il quale ha raccolto decine di milioni di euro. Nel 2003,la conversione alla fede cristiana.   Contro di lui si scatena il potere :  e viene isolato,   ridotto in povertà,   gli vengono negati i diritti per il lavoro prestato per vent’anni come dirigente, viene perseguitato  anche giudiziariamente – perché invece di tacere,  dice e della “ideologia di morte e dissoluzione”  bandita da Marco Pannella, le sopraffazioni, gli abusi, la violenza ideologica e morale cui ha assistito.  Il vuoto che si fa’ attorno a lui –  anche nel mondo politico dove le sua capacità di raccoglitore di fondi e la sua intelligenza strategica dovrebbero aprirgli le porte, e persino nel mondo cattolico – la dicono lunga sulla dimensione del potere  radicale in Italia, che supera enormemente l’elettorato del partitino.
Ed ora, ecco il peggio: il neoconvertito Danilo Quinto, invece di trovare nella Chiesa  la casa  avita, trova  “l’ospedale da campo”, aperto a tutti i venti, pullolante di infezioni e di miasmi,  di Francesco  –  quel Papa  che dichiara la Bonino “grande italiana” e  di un Vaticano che loda “la eredità umana e spirituale importante”  di Pannella;  un  ospedale da campo dove non si può vivere, se non si è molto, ma molto malati  di tutti i virus ideologici alla moda  – precisamente  quelli  da cui Danilo è risanato.
Invece di scoraggiarsi e perdere la fede, Danilo Quinto scrive  e scrive: scrive  e grida addolorato  su questa Gerarchia malata, protesta il suo sgomento di averla trovata “Ancilla Hominis” invece che Ancilla Domini, o come in questo ultimo libro, di averla trovata a insegnare “la fallacia umanistica   al posto della verità rivelata” di cui lui (e noi) ha sete.
E’ il sottotitolo del suo  ultimo saggio: Danilo Quinto, Disorientamento pastorale, Casa Editrice Leonardo da Vinci,265 pagine, 20  euro.  I  titoli dei capitoli sono per sé eloquenti: Una fabbrica di impedimento ai sacramenti? – Ignorare il dogma –   La glorificazione dell’eresia – la misericordia ad etti – Perché rendere omaggio a peccatori impenitenti? E  anzitutto: Si possono criticare le scelte pastorali del Papa?
Sì, si può, dice nella  introduzione il teologo e amico  monsignor Antonio Livi; si deve, di fronte al disorientamento pastorale” prodotto da Bergoglio. Qui di seguito, la recensione che d  don Livi ha scritto per il nostro sito)


LʼAnticristo non esiste, è solo frutto di fantasia ?

LʼAnticristo alla luce delle Scritture e dei segni dei tempi
Lʼanticristo rappresentato, nellʼaffresco del Signorelli, come straordinariamente somigliante al Cristo.

«Simone, Simone, ecco satana vi ha reclamato per vagliarvi come il grano. Ma Io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22, 31-32).
LʼAnticristo. Era da tempo che non se ne parlava più come di una persona. Alì Agca ne ha evocato la presenza, ha detto che lʼAnticristo è vivo, che la gerarchia romana lo conosce: se ne parli, lo si additi, «cosicché lʼumanità possa ravvedersi ed affrontare meglio questo periodo della fine del mondo». Le parole del vecchio lupo turco, grigio di nome ed ormai anche di fatto, sono di quelle che nel bene o nel male lasciano il segno. È stata la morte di Suor Lucia di Fatima ad armare la penna di Alì, che in perfetto italiano, in una “lettera aperta al Vaticano”, ha esordito, bruciante: «Io esprimo il mio cordoglio per la morte della suora Lucia di Fatima. Il segreto di Fatima è collegato anche alla fine del mondo». La notizia, pubblicata in Italia il 20 febbraio, è rimbalzata immediatamente in tuttʼEuropa, provocando inevitabili malumori.