ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 26 maggio 2012

"INGENTE MOLE DI DOCUMENTI" O SOLO FILES?



Risguardo della copertina di "Sua Santità"
di Francesco Colafemmina

Nei risguardi del volume "Sua Santità" di Gianluigi Nuzzi ci sono delle immagini dei documenti "rubati" dal Vaticano. E' opportuno guardarle con attenzione...

Queste non sono fotocopie bensì fotografie di documenti. Lo si comprende bene dalle sfumature di colore fra le varie carte, ma soprattutto dalla riproduzione delle foto allegate al rapporto sull'incidente che ha visto quali protagonisti alcuni uomini della Gendarmeria la cui vettura fu ritrovata crivellata di colpi appena fuori il ristorante nel quale stavano cenando con alcuni funzionari dell'Interpol tre anni fa.

Nel documento del 2009 sull'incontro con Napolitano si nota persino la punzonatura arrugginita!
Risguardo della quarta di copertina
Le foto viste da vicino
Questo vuol dire che "l'ingente mole" di documenti ritrovati nella dimora del maggiordomo del Papa sarebbe costituita da files fotografici dei documenti riservati. E bisognerebbe capire dove si trovassero questi files al momento della perquisizione: in una chiavetta usb, su un pc, su una microscheda di una macchina fotografica digitale. Non solo, bisognerebbe provare, poniamo il caso, che siano stati ritrovati in una chiavetta usb, che tale chiavetta sia sempre stata di proprietà di Paolo Gabriele. 
Che buona parte dei documenti provenga dalla segreteria del Papa è evidente, ma molti - ripeto - devono provenire dalla Segreteria di Stato, e comunque sono stati fotografati dopo esser stati visionati dal Papa (come recita il timbro apposto su di essi). Legittimo concentrarsi sulla famiglia pontificia, dunque. Ma si può immaginare che il cameriere del Papa abbia sistematicamente fotografato documenti riservati per almeno tre anni nella segreteria del Papa senza che nessuno si accorgesse mai di nulla? Tutto è possibile, certo. Oggi tuttavia, Franco Bechis, afferma su Libero quanto segue: "I documenti segreti del Vaticano sono usciti anche dall'appartamento papale, dove in pochissimi avevano accesso (ma fra i pochi molti della stessa Gendarmeria, e non è poco)." Il maggiordomo del Papa avrà forse delle responsabilità - tutte da provare - nonostante sia stato già sottoposto alla gogna mediatica in spregio di qualsiasi forma di garantismo e carità cristiana; ad ogni modo è evidente che si tratterebbe di un "pesce piccolo". Sono chiaramente in gioco interessi ben più grossi. 
Per ora non dobbiamo dunque immaginare che in casa di Gabriele siano stati ritrovati faldoni di fotocopie, bensì con tutta probabilità dei files (altrimenti il mistero si infittirebbe ancor più). Ma i files sono quanto di più volatile vi possa essere, possono passare da una mano all'altra, e starsene nascosti in schede larghe pochi pollici. Il Vaticano dovrebbe fare chiarezza su tutta questa vicenda sempre più fangosa e densa di coni d'ombra che tanto ricorda il ben più drammatico caso Estermann del 1998.

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