Fatima e Vaticano: segreti e misteri. Parte 1

nel labirinto oscuro di Fatima

Credete davvero che tutto questo sia solo un racconto?



Era una notte buia e tempestosa. Salviati, guardando l’orologio, non potè fare a meno di compatire i poveri disgraziati che in quel momento guidavano sul Grande Raccordo Anulare. I suoi ospiti sarebbero sicuramente arrivati in ritardo, parola che a Roma può designare un lasso di tempo dai venti ai centoventi minuti prima di upgradarsi alla versione 2.0 detta sòla. Nell’attesa sfogliò di nuovo, oziosamente, il libro che per quella sera sarebbe stato l’oggetto di discussione del Club; rilesse le pagine a cui aveva fatto le orecchie, le frasi sottolineate, i commenti inclementi che aveva glossato. Infine chiuse il volume e guardò la copertina.
Il quarto segreto di Fatima, di Antonio Socci. L’angelica statua teneva le mani giunte, guardando al cielo, sotto un cielo azzurro e sereno tranne che per una singola nuvola. Sembrava un’immagine moderatamente pia, senza pretese di chissà che simbologia.
Il citofono suonò. Simplicio era arrivato e aveva anche portato il suo amico, Sagredo. Li fece entrare e si accomodarono in soggiorno, tanto più comodo quanto più fuori infuriava la tempesta autunnale, preludio dell’inverno gelido e feroce che stava per abbattersi su Roma. L’inverno, pensò Salviati, al posto della primavera… nessuno si aspettava l’inverno…
Simplicio aveva portato la sua copia del libro. Sagredo, che non lo aveva letto, aveva però un taccuino di appunti intonso e vorace. Toccava a Salviati, in quanto padrone di casa, aprire la discussione.
-       SALVIATI: Possiamo cominciare. Stasera il Club è ridotto al minimo, perché siamo solo due membri. Tutti gli altri avevano quarto-segreto-di-fatima_1impegni irrinunciabili, chi per lavoro, chi precettato dalla morosa. Alla prossima riunione sarà loro imposto il flagello per penitenza…
La faccia ingenuamente sconvolta di Sagredo meritò una risata da parte degli altri due.
-       SALVIATI: Stavo scherzando, naturalmente. Siamo cattolici, di area diciamo tradizionalista, ma in queste riunioni non pratichiamo la pubblica mortificazione. Forse è meglio premettere quache spiegazione a beneficio del nostro ospite. Sagredo, cosa ti ha detto Simplicio del nostro piccolo hobby?
-       SAGREDO: Non molto. Mi ha spiegato che siete cattolici e vi riunite a discutere dei libri che leggete.
-       SALVIATI: Messa così sembriamo un Club del libro qualunque. Forse lo siamo, difatti ci chiamiamo così senza tante pretese, ma la cosa è un po’ più articolata. Il nostro modus operandi è questo: ci riuniamo periodicamente per discutere, non di un libro qualunque, ma di un libro che sia in qualche modo controverso, che ha suscitato forti differenze di vedute tra di noi. A questi incontri portiamo sempre un ospite, un neofita che non ha letto il libro, che ogni membro cerca di convincere della propria interpretazione. Alla fine della serata il neofita fa da giudice e stabilisce quale lettura trova più convincente.
-       SAGREDO: Ma il fatto di non avere letto il libro non costituisce un ostacolo a un giusto giudizio?
-       SALVIATI: Sicuramente, ma è bilanciato dal fatto di avere la mente vergine da pregiudizi, o almeno così si spera. Inoltre, il neofita si impegna a leggere a sua volta il libro, in modo da confermare o emendare il suo verdetto.
-       SAGREDO: Va bene. Però potrei anche avere un giudizio del tutto diverso dal vostro, perché voi siete cattolici, io no. La religione mi interessa e mi incuriosisce, ma la guardo da una distanza di sicurezza: io sono e voglio restare un laico, un non credente.
-       SALVIATI: Anche noi. Siamo più vicini di quanto sembri. Laico è una parola con troppi significati: qua siamo tutti laici, non vedo tonsure. Inoltre anche io e Simplicio, in quanto cattolici, siamo per forza non credenti: infatti non crediamo in tutto ciò che è incompatibile con la fede cattolica…
-       SIMPLICIO: Propongo di terminare la premessa e passare subito alla discussione.
-       SALVIATI: Hai ragione, SImplicio. Ebbene, il libro che discuteremo stasera è Il quarto segreto di Fatima, di Antonio Socci. Edito nel 2008 dalla RCS.
-       SIMPLICIO: Chissà perché proprio la RCS e non Piemme, con la quale Socci aveva pubblicato i precedenti libri.
-       SALVIATI: Simplicio, inizi subito con la dietrologia?
-       SAGREDO: Scusate, ma che differenza c’è?
-       SALVIATI: Piemme è una casa editrice di area cattolica, proprietà della Mondadori. RCS è Rizzoli Corriere della Sera, pubblica di
tutto, compresi i libri successivi di Socci. Penso che Simplicio volesse chiedersi che interesse avevano “i padroni del vapore”, o come
I pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta
I pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta
li vogliamo chiamare, a fare uscire questo libro così problematico, così visceralmente cattolico eppure al tempo stesso così potenzialmente dirompente per la cattolicità. Ma queste sono minuzie, forse non c’è nessun perché con la P maiuscola, forse semplicemente Socci ha legittimamente scelto l’editore che pagava meglio e dava più garanzie di pubblicità al libro. E figurati se coloro che siedono in quei piani altissimi prestano attenzione a ogni singolo libro stampato dalle case editrici che possiedono. Il problema della mentalità dietrologica è che spesso s’immagina segreti e misteri anche dove non ce ne sono…
-       SIMPLICIO: Benissimo, parliamo del libro allora, parliamo del segreto. Qui i segreti ci sono, è assodato.
-       SAGREDO: Anzitutto vorrei capire il titolo. Come ho detto io non sono cattolico, ma vivendo in Italia un po’ di cose di chiesa le sappiamo tutti. Io sapevo che i cosiddetti segreti di Fatima sono solo tre, l’ultimo è stato tenuto nascosto per molto tempo dal Vaticano. Solo quando si era già verificato, la Chiesa ha deciso di divulgarlo. Comodo, comodo …
-       SALVIATI: Vuoi dire, comodo, rivelare una profezia a posteriori?
-       SAGREDO: Esatto, un atteggiamento – senza offesa – un po’ disonesto. Come facciamo a sapere che il segreto era proprio quello, che la Chiesa non si è inventata lì per lì un testo qualunque? Dovevano dirlo prima, allora forse mi avrebbero convinto. Scusate, non voglio fare polemica, ma voglio farvi capire cosa sembra questa storia a chi come me non è credente, insomma, non cattolico.
-       SIMPLICIO: Non c’è bisogno che ti scusi, Sagredo. La regola qui è che si parla liberamente, si dice e si contraddice, e nessuno si deve offendere. E comunque, non sorprenderti, le tue perplessità non sono lontane da quelle di alcuni cattolici, come Socci, o il sottoscritto…
-       SALVIATI: Insomma, Simplicio, facciamola breve, tu credi a quello che dice questo libro.
-       SIMPLICIO: Esatto. E ancora di più, credo che questo libro sia particolarmente importante oggi, in questa fase convulsa della storia della Chiesa, con un Papa Emerito che ha rinunziato e un Papa regnante, Vescovo di Roma…
-       SALVIATI: Non anticipiamo i tempi, o confonderemo il nostro ospite, che ha bisogno di una spiegazione semplice. Eccola. I segreti sono davvero tre, ma Socci sostiene che il Vaticano abbia nascosto metà del terzo, divulgando l’altra metà e spacciandola per l’intero. Così abbiamo una parte di terzo segreto non svelato, che possiamo chiamare “quarto” segreto per distinguerlo dalla parte rivelata del terzo. Ma in origine il terzo segreto, così com’è stato rivelato dalla Madonna, è un tutto unico, e la parte rivelata non si capisce appieno senza quella non rivelata. Almeno secondo Socci, e chi gli dà credito… cosa c’è, Simplicio?FatimaPastorelli
-       SIMPICIO: (sorridendo) E se ci fosse anche un QUINTO segreto?
-       SALVIATI: (perplesso) stai scherzando, vero?
-       SIMPLICIO: Forse. Ne riparleremo alla fine.
-       SALVIATI: (scuotendo la testa) già l’argomento è difficile e delicato, poi facciamo pure dello spirito…
-       SAGREDO: Scusate, prima di parlare del “quarto” segreto, o terzo a metà, o quel che è, mi sarebbe utile sapere cosa dicono gli altri. Ricordo che c’entrava l’attentato a Giovanni Paolo II, ma non so altro.
-       SALVIATI: Giusto. Sagredo, quando voliamo troppo alto, richiamaci a terra. Riassumo brevemente. Nel 1917 la Madonna appare per sei volte, il 13 di ogni mese, a tre bambini di un paese portoghese. Nell’ultima volta, 13 ottobre, avviene il famoso miracolo del Sole. Durante le apparizioni, i bambini ricevono dalla Madonna un messaggio, diviso in tre parti. Due dei bambini muoiono poco dopo di malattia, la terza, Lucia, diventa suora ed entra in convento. Nel 1941, Lucia mette per iscritto in una serie di memorie le prime due parti del messaggio. La prima consiste nella visione dei dannati, l’esistenza dell’inferno…
-       SIMPLICIO: Che dunque non è vuoto, come vuole qualcuno…
-       SALVIATI: La seconda parte consiste nello scoppio della seconda guerra mondiale, e nelle terribili conseguenze che avrebbe avuto la diffusione del comunismo. Non è un caso che la Madonna apparve nel 1917, l’anno della Rivoluzione d’Ottobre. Con questo secondo segreto Maria chiede, leggo direttamente… “la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa”.
-       SIMPLICIO: Qui c’è una cosa interessante che riporta Socci, e cioè che inizialmente il Vaticano aveva pubblicato una versione
Il giorno del "Terzo Segreto". Bertone e Ratzinger, pochi anni dopo destinati a reggere le sorti della Chiesa
Il giorno del “Terzo Segreto”. Bertone e Ratzinger, pochi anni dopo destinati a reggere le sorti della Chiesa
taroccata di questa parte del messaggio.
-       SAGREDO: Come? Che significa “taroccata”??
-       SIMPLICIO: Esattamente quello che significa. Padre da Fonseca, gesuita portoghese del Pontificio istituto biblico di Roma, pubblica nell’aprile del 1942 il libro Meraviglie di Fatima, stampato nella Città del Vaticano. Nel libro è rivelato il secondo messaggio, ma non si parla degli errori della Russia: si dice semplicemente “propaganda empia”. Inoltre, al posto di conversione “della Russia”, si dice conversione “del mondo”. Insomma ogni riferimento negativo alla Russia è stato censurato.
-       SAGREDO: Scusate, a me che non credo, questa cosa sembra allucinante. Se uno pensa di aver ricevuto un messaggio da Dio, dovrebbe riportare le parole esatte, o no? Ma si può censurare Dio???
-       SIMPLICIO: Evidentemente sì, secondo chi aveva scritto quel libro, e chi gli aveva dato il nihil obstat. Se lo Spirito Santo non condivide la politica diplomatica del Vaticano, peggio per lo Spirito Santo. Del resto, a proposito di mancate condanne del comunismo, durante il Concilio…
-       SALVIATI: Non usciamo dal seminato. Il fatto è che nel 1941 si era in guerra e la Russia era da poco diventata un’alleata preziosa contro il nazismo. Divulgare la notizia che Dio aveva messo il mondo in guardia dalla Russia, e ne aveva condannato gli errori, avrebbe impedito od almeno ostacolato la collaborazione strategica con Stalin, con esiti imprevedibili. Del resto lo stesso Socci ci dice che pochi mesi dopo, il 13 ottobre 1942, lo scrittore portoghese José Galamba de Oliveira nel libro “Giacinta”, prefato da Mons. De Silva vescovo di Fatima, riportò le parole esatte della Madonna. La censura, se vogliamo chiamarla così, non ebbe lunga vita.
-       SIMPLICIO: Tu vuoi minimizzare, ma io ci vedo poco da minimizzare. Il fatto è grave comunque, ed è l’inizio del balletto del Vaticano sulla questione Russia-mondo…
-       SAGREDO: Che balletto?
-       SIMPLICIO: La Madonna aveva chiesto la consacrazione della Russia. Ebbene, questa consacrazione non è mai stata fatta. Sono BenedettoXVI_Fatima_Medjugorjestate invece fatte delle generiche consacrazioni del mondo, per evitare che il marxismo, poverino, si offendesse… con la scusa che tanto, nel mondo c’è anche la Russia, il maggiore contiene il minore, perciò tutto a posto.
-       SALVIATI: Simplicio, la questione è un po’ più complicata, non banalizziamola. La prima delle consacrazioni “del mondo” fu fatta da Pio XII, il 31 ottobre del 1942, in un discorso in lingua portoghese alla radio. Anche Socci è comprensivo verso Pio XII, perché in una nota del libro ricorda in quel momento il Papa era strattonato a destra e a manca. Il fascismo premeva per una condanna della Russia, che avrebbe fatto passare nell’interpretazione pubblica come un giudizio favorevole sull’Asse, come se Pio XII stesse benedicendo il nazifascismo. Per lo stesso motivo gli Alleati non volevano quella condanna. Il Papa sapeva che ogni sua parola sarebbe stata strumentalizzata, sradicata dal contesto, rigirata per fargli dire quel che non voleva dire… nihil novi sub sole… e che anche solo una sillaba sbagliata avrebbe significato la morte di migliaia d’innocenti. Perciò scelse la prudenza. Anche Dio, secondo suor Lucia, approvò.
-       SIMPLICIO: Insomma. Dio, dice Suor Lucia, ne fu parzialmente soddisfatto, parzialmente: avrebbe posto fine alla guerra, ma la Russia non si sarebbe convertita. Socci elenca una serie di fatti bellici avvenuti di lì a poco, El Alamein, Stalingrado, e ci vede la mano di Dio…
-       SAGREDO: Bah. Io ci vedo solo la mano dell’uomo, di tanti uomini che hanno dato la vita per fermare la guerra. Se la fine della guerra è stata merito di Dio, perché non è intevenuto prima? Comodo dire, quando succede qualcosa di bello, “l’ha voluto Dio!”. E quando succede qualcosa di brutto? Perché Dio vuole il male, o comunque lo permette?
-       SALVIATI: Obiezioni comprensibili. Ma una discussione sulla teodicea eccede i limiti della nostra discussione.
-       SAGREDO: Va bene, sarà per un’altra volta. Comunque. Chi ha fatto le altre consacrazioni?
-       SALVIATI: L’ultima in ordine di tempo è quella di pochi giorni fa, fatta da Papa Francesco, ma ne parleremo dopo…
-       SIMPLICIO: (sospirando) Francesco, Francesco…
-       SALVIATI: Le più note sono quelle di Giovanni Paolo II. In realtà ci sono anche, ma sono meno conosciute, una consacrazione
fatta da Paolo VI a chiusura dellla III sessione del Concilio, e un’altra nel cinquantenario di Fatima; tuttavia Socci di queste non parla.
Fatima. Quel giorno fatale
Fatima. Quel giorno fatale
Invece parla molto di quelle di Woytila. Il 13 maggio del 1981… notare bene il giorno 13, un giorno che ricorre spesso in questa storia… Alì Agca spara al Papa. Neanche un mese dopo, il 7 giugno, il Papa consacra il mondo alla Madonna…
-       SIMPLICIO: Però, una precisazione. Vorrei puntualizzare che qui Giovanni Paolo II, come faceva anche Paolo VI, dice “affida” invece di “consacra”.
-       SAGREDO: E che differenza c’è?
-       SIMPLICIO: Affidare va bene per tutti, affido la lettera al postico, affido i miei risparmi alla banca, affido un sacco di roba a un sacco di gente… consacrare, invece… Il punto è che, proprio per la parzialità dell’atto di Pio XII, la fine della II guerra mondiale non risolve i problemi. Inizia la guerra fredda, il mondo continuerà a stare sotto la minaccia della guerra atomica, e il comunismo “spargerà i suoi errori per il mondo”. E anche se non c’erano più le contingenze belliche del 1942, permanevano una quantità enorme di resistenze ad accontentare la Madonna. C’erano quelli che erano contrari a provocare l’Unione Sovietica. Ma c’erano anche i teologi che non volevano offendere gli ortodossi pregando per la conversione della Russia, come se gli ortodossi avessero bisogno di convertirsi… o peggio, che non volevano sentir parlare di consacrazione perché questa parola implica uno statuto speciale della Madonna, e ciò offenderebbe i protestanti, e perciò vogliono la parola “affida” che è meno impegnativa, meno teologica, meno mariana.
-       SAGREDO: Trovo molto strano che voi cattolici abbiate paura delle proteste dei protestanti. Quelli protestano per forza, sennò che protestanti sono. Sarebbe come se l’allenatore del Torino avesse paura di schierare per il derby la formazione che c’ha in testa, sennò Tutto Sport gli fa i titoli contro. Così quelli non si offendono, però lui poi perde la partita. Scusate, faccio un esempio scemo, ma è per capire.
-       SIMPLICIO: Purtroppo l’esempio non è così scemo. Anzi mi sembra adattissimo. Ma insomma la storia del secondo segreto è
Giovanni Paolo II e la statua della Madonna di Fatima
Giovanni Paolo II e la statua della Madonna di Fatima
questa: la Madonna non è mai stata accontentata, perché le ragioni del cosiddetto ecumenismo hanno prevalso sulle ragioni di Dio. Come dice Socci citando Henri de Lubac, dopo il concilio c’è stata “la vittoria del protestantesimo all’interno del cattolicesimo”. La consacrazione, diceva la Madonna, doveva essere collegiale. Non solo il Papa, ma il Papa e tutti i vescovi, uniti e sottomessi a Pietro. Ma questo Giovanni Paolo II sapeva di non poterlo fare, perché la maggior parte dei teologi e dei vescovi non lo avrebbe seguito. Socci suggerisce che fosse sua intenzione fare la consacrazione della Russia, nei termini esatti in cui la Madonna l’aveva richiesta, però lo trattenne sempre la paura di provocare uno scisma formale nella Chiesa. A questo siamo arrivati dopo decenni di devastazione postconciliare: davvero, come se l’allenatore avesse paura a fare a la formazione che ha in testa, perché poi magari i giocatori non lo seguono e si mettono in campo come gli pare… e non manca chi indossa la maglia di una squadra, però durante la partita passa la palla a quelli dell’altra…
-       SALVIATI: Comunque, il 25 marzo 1984 Giovanni Paolo II ha fatto l’ultima consacrazione del mondo alla Madonna. E stavolta ha usato davvero la parola consacrazione, e ha anche fatto un’allusione alla Russia. Almeno secondo Socci. “In modo speciale Ti affidiamo e consacriamo quegli uomini e quelle nazioni che di questo affidamento e di questa Consacrazione hanno particolare bisogno…” Il massimo che potesse concretamente ottenere, viste le circostanze storiche.
-       SIMPLICIO: Troppo poco, troppo poco.
-       SALVIATI: Sei troppo esigente. Quando manca il necessario, l’insufficiente diventa sufficiente. E sempre Socci vuole suggerire che l’atto abbia prodotto comunque i suoi frutti: dopo due mesi, un incidente mise fuori uso il potenziale militare sovietico, l’esplosione dell’arsenale di Severomorsk nel Mare del Nord, che controllava l’Atlantico. L’URSS vide sfumare ogni possibilità di vittoria militare e rinunciò all’opzione bellica. Così non restava che la riforma del sistema politico sovietico. Un anno dopo la Consacrazione, muore Konstantin Černenko, segretario del PCUS, e viene eletto Michail Gorbačëv. Il resto lo conosciamo, penso.
-       SAGREDO: Beh, ma è davvero stupefacente.
-       SALVIATI: Vuoi dire che lo trovi plausibile?!
-       SAGREDO: Voglio dire che è stupefacente che Socci abbia davvero la faccia tosta di dire, cioè “suggerire” o quel che è, che la guerra fredda sia finita per una cerimonia in piazza san pietro. Tutta la complessità di una situazione geopolitica di scala mondiale ridotta a un paio di parametri per poter dire “è stato Dio, è stato Dio”. Ma come fa l’esplosione di un singolo arsenale a mettere in crisi un intero piano bellico? E i russi non avevano una riserva? Se erano così stupidi allora il miracolo non è che la guerra fredda sia finita, ma che sia cominciata.
Salviati e Simplicio non riuscirono a trattenere una risata.
Il card. Bertone e suor Lucia
Il card. Bertone e suor Lucia
-       SALVIATI: Sì, può darsi, anche Socci più avanti nel libro dice che si possono dare molte cause per la fine della guerra fredda. Ma per i cattolici la mano di Dio può agire ovunque nella storia, in modi misteriosi.
-       SAGREDO: Contenti voi. Però se ricordo bene stiamo parlando ancora del secondo segreto. Cosa c’entra col terzo, o quarto che dir si voglia?
-       SALVIATI: C’entra. Anzitutto, con esso Socci già ci introduce a una nota polemica con il Vaticano, con la penetrazione, perfino nella roccaforte della cattolicità, di un tipo di pensiero che si sta rapidamente allontanando dal cattolicesimo. In questo si inserisce la polemica dell’autore con il cardinale Tarcisio Bertone, che nel libro è descritto con toni, diciamo, astiosi…
-       SIMPLICIO: Bertone è dipinto come un bugiardo, un manipolatore di testi, e chi più ne ha più ne metta.
-       SALVIATI: Il che mi sembra eccessivo e ingiusto. Spesso Socci si appiglia a frasi di Bertone e ci ricama sopra, “ma allora cosa voleva dire? Non significa forse che…” eccetera eccetera. Lascia un’impressione sgradevole, untuosa, come se a tutti i costi volesse cavare fuori con le pinze, dalle parole dell’avversario, il significato che ci vuole mettere lui. Secondo me quella è la parte più debole del libro.
-       SIMPLICIO: Bertone, in una conferenza stampa del 26 giugno 2000, disse che la Madonna aveva chiesto la consacrazione del mondo. Questo è falso, come si vede leggendo il testo del segreto. Inoltre, in un’intervista del 29 agosto 2006, quando Lucia era già morta, le attribuì un verbale in cui la suora si sarebbe dichiarata soddisfatta dalla consacrazione (ma Bertone dice affidamento) del 1984. Questo contraddice completamente tutte le precedenti dichiarazioni di suor Lucia. E la monopolizzazione dei dialoghi con la suora, la mancanza di registrazioni audiovisive, le contraddizioni… Bertone ha giocato un ruolo di primo piano nel braccio di ferro, durato decenni, tra il Vaticano e suor Lucia. Questo braccio di ferro verteva da una parte sull’interpretazione del secondo segreto, dall’altra sul contenuto del terzo. Il Vaticano voleva che Lucia approvasse, desse l’interpretazione autentica, alla versione “edulcorata” di Fatima. Io la penso come Socci.
-       SALVIATI: L’avevamo capito. Ma ora andiamo avanti. Parlando delle interpretazioni del secondo segreto abbiamo precorso i tempi, ma torniamo al 1941, quando suor Lucia scrive le prime due parti del segreto. A dicembre Lucia riscrive le due parti, ma con una variante: ora il secondo segreto si conclude con queste parole della Madonna: “In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, etc.”.
-       SAGREDO: Come, “etc.”?
-       SALVIATI: Vedo che hai colto al volo il problema. Lucia lascia un eccetera, perché quello è il collegamento tra il secondo e il terzo segreto. Ma il terzo non vuole sciverlo. Dalle testimonianze che Socci riporta, per Lucia si trattava di qualcosa di spaventoso, che la atterriva. Solo nel 1944 lo mise per iscritto, a seguito di un’apparizione successiva di Maria, che la esortò a vincere la propria paura. Lucia scrisse, mise i fogli in una busta, e chiuse la busta scrivendoci sopra: da non divulgare prima del 1960. Questo è acclarato, lo conferma anche Bertone.
-       SAGREDO: Perché non doveva essere divulgato prima? cosa sarebbe successo nel 1960?
-       SALVIATI: Lucia disse che era stata la Madonna a indicarle quella data. Ma non ha detto il perché. Si può pensare che nel 1960 le condizioni storiche sarebbero state diverse e la divulgazione del segreto non avrebbe avuto gli stessi effetti. Inoltre, vorrei far notare a Simplicio, e questo deve ammetterlo anche lui, che a rigore la Santa Sede, secretando il testo fino al 2000, non ha disobbedito all’indicazione sulla busta. Non c’era scritto che doveva essere pubblicato “nel” 1960, ma “non prima”. E così è andata. Ma naturalmente Simplicio, che crede a tutto quello che scrive Socci, ha un’idea diversa…
-       SIMPLICIO: La data del 1960 si spiega molto semplicemente. Nel 1959 Giovanni XXIII, a pochi mesi dall’elezione, dichiara di
Anni '20-'30, ricognizione del corpo di Giacinta, sepolta in una tomba nella terra. E' evidente la mummificazione naturale
Anni ’20-’30, ricognizione del corpo di Giacinta, sepolta in una tomba nella terra. E’ evidente la mummificazione naturale
voler aprire il Concilio Vaticano II. Nel 1960 viene nominata la commissione preparatoria, decisi gli argomenti, insomma la macchina si mette in moto. Nel 1962 il concilio è uffialmente aperto. Il resto è storia, la crisi di fede è sotto gli occhi di tutti. Se si tiene presente questo, si può fare un’ipotesi solida sul senso dell’ultima frase del secondo segreto: in Portogallo si conserverà la fede… in tanti altri posti, invece, no. La Madonna voleva mettere in guardia da tutti quei facili ottimismi sulla “nuova pentecoste”, sì sì, l’abbiamo visto. Come ha detto anche Paolo VI, ci aspettavamo la primavera, invece…
Salviati sospirò.
-       SALVIATI: Simplicio, ne abbiamo parlato tante volte, e non mi dilungherò, immagino il nostro ospite abbia dei limiti di sopportazione. Dire semplicemente che c’è stato il concilio e perciò la crisi di fede è un terribile post hoc ergo propter hoc. La crisi affonda le sue radici in una vasta congerie di motivi, la complessità del mondo moderno, per dirne una. Non ti è mai venuta in mente la possibilità che il concilio potrebbe aver attenuato una crisi che, in sua assenza, si sarebbe manifestata in modo ancor più virulento?
-       SIMPLICIO: Mi sembra semplicemente…
-       SAGREDO: Per favore, per favore…
-       SALVIATI: Hai ragione, Sagredo. Andiamo al dunque. Lucia consegna la busta al suo vescovo. Questi, nel 1957, annuncia che nel 1960 divulgherà il segreto. Immediata la reazione della Santa Sede: ordina che la busta sia consegnata all’Archivio del S. Uffizio, vincola al silenzio coloro che sanno. Questo per decisione di Giovanni XXIII, verso il quale Socci non nasconde la bassissima stima che prova. Ne dice peste e corna, lo descrive come un papa che aveva più fiducia nella propria diplomazia che nell’aiuto del cielo. Comunque, comincia così quella mitologia del terzo segreto che nei decenni ha dato luogo alle interpretazioni più disparate, più allucinanti. Tutto s’è detto, guerra termonucleare, fine del mondo, mi è capitato di leggere un fumetto di X Files in cui c’entravano pure gli alieni…
-       SAGREDO: Ma poi il segreto è stato rivelato.
-       SALVIATI: Sì, nel 2000. È la visione del papa che cammina in una città, viene ferito e martirizzato. Non mi perdo nei dettagli, si
Febbraio 2005: muore l'ultima testimone di Fatima, suor Lucia. Due mesi dopo la seguirà nella tomba Giovanni Paolo II
Febbraio 2005: muore l’ultima testimone di Fatima, suor Lucia. Due mesi dopo la seguirà nella tomba Giovanni Paolo II
trova su internet, ma la Santa Sede ha dichiarato che la visione si è realizzata. È proprio l’attentato subito da Giovanni Paolo II nel 1981. Questo ci fa capire anche perché, dopo l’attentato, il Papa pensasse subito a Fatima e volesse compiere prima possibile la consacrazione, o affidamento che dir si voglia. Questa, almeno, è la versione della Chiesa. Ma Socci ha una versione diversa, che immagino Simplicio sarà contento di esporre.
-       SIMPLICIO: Esatto. Socci contesta, a mio avviso a ragione, questa ricostruzione. Tanto per cominciare, la versione pubblicata del terzo segreto non contiene la frase sul Portogallo. Dov’è finita?
-       SALVIATI: Argomentazione debolissima. Non la contiene perché faceva parte dell’altro segreto, il secondo.
-       SIMPLICIO: Il messaggio è in sé unico, la divisione in tre parti è convenzionale. Da lì cominciava il terzo.
-       SAGREDO: Secondo o terzo, cosa ci interessa?
-       SIMPLICIO: Interessa perché resta monco il discorso sulla fede. La visione di Lucia non parla affatto dell’argomento. Allora non
Consummatum est!
Consummatum est!
si capisce il senso di quell’etc. Si capisce solo se si suppone che dopo la frase sul Portogallo venga un altro discorso, che si interpone tra il secondo segreto e la versione pubblicata del terzo. Tale interposizione mancante è precisamente ciò che Socci chiama quarto segreto.
-       SALVIATI: E tutto questo Socci lo deduce da quell’etc.? Onestamente, un po’ poco.
-       SIMPLICIO: Ci sono anche altri fattori. Frasi di suor Lucia, di Giovanni Paolo II…
-       SALVIATI: Interpretate in un modo che definire tirato è un eufemismo generoso…

A seguire la seconda e ultima parte:

Il mistero della doppia busta; Il dialetto portoghese; “Abracundunho”; L’ipotesi di Socci sull’antipapa e… Il Quinto Segreto.

 di Claudio L.



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