ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 12 maggio 2015

Mammana & Papano

La “mammana” radicale Emma Bonino diventa un “Nuovo Padre della Chiesa” 

L’aver incontrato e “salutato calorosamente” la Bonino , insieme ai bambini delle scuole, è stata una pagina nera per la Chiesa italiana… e mancanza di carità cristiana e pietà per la stessa Bonino, che avrebbe bisogno di incoraggiamento sulla strada del pentimento e di tante preghiere.

di Pucci Cipriani
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zzzzbnnppDecine di migliaia di occhi sono puntati sulla finestra di Piazza San Pietro dalla quale, ogni domenica, il Papa, che ha la residenza a Santa Marta, si affaccia per recitare l’Angelus. Sotto un sole che acceca e scotta, molti fanciulli – numerose sono le famiglie di “conigli” accorse a Roma per la Marcia per la Vita – sulle spalle del babbo si godono, dall’alto, lo spettacolo di una piazza viva e colorata che definirei, pascolianamente, come i deschi di un tempo : “fioriti d’occhi di bambini”.
Ecco, arriva – stavo quasi per dire solennemente – il “Bianco Padre” che, mentre si leva uno scrosciante applauso dalla grande folla “pro life”, recita il “Regina Coeli” e poi snocciola una lunga teoria di saluti ad associazioni, confraternite, gruppi di pellegrini, guardie giurate e forestali ma…sembra dimenticarsi di quella che, ormai, da cinque anni, è divenuta la più grande manifestazione pubblica del mondo cattolico (o meglio di quello che resta del mondo cattolico) ovvero la V Edizione della Marcia per la Vita contro ogni compromesso. C’è ormai tra quelle migliaia di persone che hanno voluto essere presenti all’Angelus delle 12 (la Marcia parte alle 14 da via della Conciliazione) un senso di delusione, un’avvertita amarezza. E a quei bambini che ancora tengono fissi i loro occhi alla finestra e domandano : “Ma quando ci saluta il Papa”…si risponde con imbarazzo: “Mah! Vedrai…chi sa, lui ha tanto da fare…può darsi che, senza volere, se ne sia scordato”. Ma alla fine eccolo, sembra essersi ricordato che doveva salutare anche loro, quelli che si ostinano a credere e a difendere i “valori non negoziabili” , quei “tradizionalisti” che lui, il Papa della “Chiesa povera”, considera come persone che “mancano di misericordia e che hanno trasformato le parole evangeliche in pietre da tirare in capo alla gente”.
Sì, eccoli lì quelli che mancano di misericordia: quel ragazzone con due bambini per mano, il terzo sulle spalle e la moglie che insegue il quarto, e quell’altro, intento, con la moglie, a cambiare il pannolino all’ultimo “coniglio” nato, e quell’altro ancora, giovanissimo, privo di Misericordia, che alla moglie con il pancione, offre un bicchiere di acqua minerale tolta dallo zaino e divenuta ormai calda, o, infine, quello in là con gli anni e claudicante, a braccetto di una attempata signora, che, ogni tanto, sembra voler venerare, avvolgendola con un dolce sorriso quasi a dirle: “Siamo stati insieme una vita, dando la vita a tanti altri figli, e il Signore ci ha fatto la grazia di poter terminare insieme il pellegrinaggio terreno…”
Ma finalmente parlerà il Papa, finalmente dissiperà quelle nubi nere, fatte di chiacchiericci e malevolenze di persone troppo attaccate al passato e che non sanno stare dietro alle “periferie esistenziali”, e il Santo Padre, sulla scia degli altri pontefici, parlerà dell’importanza della famiglia, dell’indissolubilità del matrimonio,del diritto naturale, della difesa della vita fino alla morte naturale, quindi contro ogni pratica eutanasica…
E il Papa sembra non deludere le aspettative; dopo aver ricordato il bel gesto delle Guardie Forestali che hanno voluto rimboscare non so quale zona del Meridione, esclama (come si può leggere sul Sito della Santa Sede) : “Saluto…  quanti hanno preso parte all’iniziativa per la vita svoltasi questa mattina a Roma (in effetti la Marcia – nemmeno nominata – si sarebbe tenuta il pomeriggio – n.p.c)”… e giù applausi, grida entusiaste di “Viva il Papa”… E allora Bergoglio, dopo una breve pausa, continua : “E’ importante collaborare insieme per difendere e promuovere la vita”. Fine della trasmissione e Bergoglio, tutto sorridente, augura a quelle persone – venute qui, a proprie spese, un po’ da tutto il mondo e che avrebbero, forse, cantato volentieri insieme il Salve Regina –  un caloroso Buon appetito ben conscio dell’antico adagio pagano per cui, prima dell’ “intellegere” o dell'”orare” viene il più umano e ‘brancaleonico’ “manducare”.
E poi : “i simboli, le bandiere, gli striscioni, i cartelli,  sono il simbolo di vita di un popolo che non si arrende, che combatte e che vincerà . Giovanna D’Arco diceva che a noi è chiesto solo di combattere: è Dio che da’ la vittoria”.
Parole che hanno entusiasmato il “Popolo pro life”… peccato che a pronunciarle non sia stato Bergoglio ma la dott.ssa Virginia Nunziante, sulle cui spalle pesa l’organizzazione di questo evento che vuol essere :” il nostro rifiuto categorico di ogni compromesso (che) non riguarda – è sempre Virginia Coda Nunziante che parla – solo l’aborto, ma si estende ad ogni forma di violazione della legge morale, perché questa legge morale, la legge divina e naturale, non conosce eccezioni, è assoluta, in quanto inscritta nella coscienza di ogni essere umano.” 
zzzzbnngvnParole e concetti che ribadiscono, oltre ad una battaglia non compromissoria, l’attaccamento e la Fedeltà alla dottrina, alla Fede e alla Chiesa di sempre… troppo perché le televisioni, che nelle quattro edizioni precedenti della Marcia ne avevano dato notizia a ogni telegiornale, questa volta possano parlarne, ignorando le oltre quarantamila presenze, le adesioni di decine di vescovi e cardinali di tutta Europa – il Cardinal Burke ha marciato per la vita, attraverso le vie del centro di Roma, mescolato alle altre migliaia di persone – la presenza di delegazioni che venivano da tutto il mondo e soprattutto l’entusiasmo di tanti, tanti giovani, uomini e donne, che avranno reso amari i sonni e i pasti (nonostante il bergoglioniano “buon appetito”) ai tanti Giuda normalisti(molti dei quali provenienti dall’associazione neomodernista AC con il gonfalone bianco e l’uccello nero) che, non contenti di aver attivamente contribuito alla distruzione dell’Ordine dei Frati Francescani dell’Immacolata, per tutto l’anno, hanno remato contro la Marcia… accecati dal’invidia e abbagliati da “miraggi” di posti (che mai avranno) in Parlamento.
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Ma il Papa dei poveri, il “vescovo di Roma” e delle periferie esistenziali, il cappellano dei Rom, l’amico e il confidente di Marco Pannella e di Eugenio Scalfari, il Papa che viene “dalla fine del mondo” e che non ha trovato il tempo di incontrare Padre Manelli e i promotori della Marcia per la Vita,il Vicario, che a Cristo, il quale gli ha dato le chiavi della Chiesa e la facoltà di rimettere i peccati, risponde salomonicamente : “Chi sono io per giudicare?” tanto per non deludere il Mondo, che fa? Prende e riceve in Vaticano Emma Bonino (clicca qui per sapere chi è Emma Bonino), quella stessa mammana che si vantò di aver ucciso oltre10.000 bambini aspirandoli, dalla pancia materna, con una pompa da bicicletta, inserendo il “prodotto” dell’aborto in un vaso di marmellata. Quella stessa Bonino, oggi malata terminale, a causa di un tumore, che avrebbe bisogno di ben altra misericordia… quella di un sacerdote, meglio se il Papa, che la esortasse – insieme al suo socio Pannella – a pentirsi dei peccati e a salvarsi, così, l’anima rinnegando quella cultura antiumana, promossa dalle organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite e il Parlamento Europeo, che arriva fino all’affermazione della teoria del gender che vuole annullare le differenze sessuali tra maschio e femmina.
L’aver invitato la leader radicale (“All’incontro in aula Paolo VI presente anche Emma Bonino, salutata calorosamente dal Pontefice” scrive entusiasticamente “La Croce” in prima pagina di oggi 12 maggio 2015) che non ha mai rinnegato le sue battaglie di morte ma che, anzi, rivendica la legalizzazione dell’eutanasia, la liberalizzazione dell’uso delle droghe e il divieto dell’obiezione di coscienza dei medici nell’applicazione della infame 194, oltre al divieto del seppellimento nei cimiteri dei “bimbi non nati”, significa non aver carità cristiana e pietà per la stessa Bonino che, ripetiamo, avrebbe bisogno di incoraggiamento sulla strada del pentimento e di tante preghiere.
L’aver incontrato e “salutato calorosamente” la Bonino , insieme ai bambini delle scuole, è stata una pagina nera per la Chiesa italiana.

1 commento:

  1. Sembra quasi che questi signori prolife abbiano come loro obiettivo il riconoscimento del loro lodevolissimo impegno da parte del Papa.Da parte di un signore che un giorno sì e l’altro pure attenta allaFede,dall’adesione alla quale dipende la Vita intesa nella sua pienezza.Mi chiedo cosa cambierebbe se anche il Papa li avesse salutati con più enfasi ma poi fosse tranquillamente tornato a seminare confusione come del resto, a modo loro, hanno contribuito a fare i suoi “augusti” predecessori(da GiovanniXXIII), all’interno della Chiesa un giorno sì e l’altro pure! Il male va estirpato alla radice.L’aborto è un delitto abominevole ma è la più terribile delle conseguenze di una capillare e avanzatissima Apostasia. Se non si riconoscono i diritti di Dio innanzitutto, l’uomo e la sua dignità sarà sempre alla mercé di uomini che si sono autoproclamati dio al posto dell’unico immenso Signore dell’Universo. Non basta impegnarsi in simili meravigliose iniziative.Occorre difendere la Verità…

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