ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 2 febbraio 2019

Una zingarata?

PICCOLO PROBLEMINO

https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2015/03/preti_6751.jpg(immagine aggiunta)
La neochiesa conciliare ha un PICCOLO PROBLEMINO: i pretazzi porcelloni non possono essere spretati perché succederebbe un patatrac di dimensioni mostruose:
  • tante parrocchie resterebbero improvvisamente scoperte (OH MY GOD, una cosa del genere è già sufficiente a far venire i brividi di terrore alle loro eccellenze monsignori vescovi);
  • tanti pretuncoli dalla coscienza sporca troverebbero modo di vendicarsi (nei tribunali, sui media, nel consiglio presbiterale, ecc.) quantomeno perché finora l'avevano passata liscia e trovano ovviamente allarmante il possibile inizio di una stagione di punizioni (la vendicatività di un prete è superata solo da quella di un vescovo, e quella di un vescovo è superata solo da quella delle curie);
  • tanti vescovi (in carica e dimessi) verrebbero riconosciuti come conniventi o almeno incapaci di gestire il proprio clero (dev'essere una moda tutta postconciliare: persino quel Gran Bergoglione sapeva del frocio McCarrick e non ha fatto nulla). Tutto questo avviene perché hanno l'invincibile timore di passare per quelli che preferiscono punire i malfattori piuttosto che aprire una piattaforma di dialogo con loro...
La radice di quel PICCOLO PROBLEMINO sta nel fatto che da almeno un paio di generazioni (diciamo piuttosto dal Conciliabolo Vaticanosecondo) viene portato al sacerdozio non il candidato che desidera santificare sé stesso e il prossimo (cosa che diffonderebbe pericolosamente la liturgia tridentina), ma l'insipido clown del circo parrocchiale campione del politicamente corretto e che abbia un minimo di attitudine managerial-dialogante.

Il corpo di quel PICCOLO PROBLEMINO consiste nell'accanimento clericale a nascondere la polvere sotto il tappeto, sperando che non se ne accorga neppure Nostro Signore. Anche la moragliesca rivoluzione delle parrocchie recentemente iniziata sembra essere la solita gattopardata. Ma credete forse che essere vescovo consiste nel fare il pranzo coi poveri, la letterina pastoralina, l'incontrino con il rabbino, gli auguri per il Ramadàn, e la predichetta sul Vangelo del giorno in attesa della berretta cardinalizia?

I frutti di quel PICCOLO PROBLEMINO sono in questo stillicidio di scandali (una cosa che rallegrerà ogni Massoneria): mentre il Titanic affonda, gli ufficiali di bordo comandano di procurarsi qualche secchio senza farsi notare...

Oggi abbiamo il caso Moraglia, che alcuni ritengono un buon vescovo. Sarà magari buono a distribuire prediche. Magari dice pure tutte le preghiere e non mangia carne il venerdì, chissà. Sarà pure che la curia (in quanto tale è proverbialmente vendicativa) potrebbe averlo scavalcato prendendo iniziativa con quel ridicolo annunciar querele (e telecamere e identificazione impronte digitali e tutto il resto del vocabolario di Sherlock Holmes urlato col sangue agli occhi) e avendo come immediato risultato quello di confermarci che le accuse del volantino sono fondate. Ma se sua eccellenza è un cattolico che ci tiene alla sua anima, dovrebbe immediatamente dimettersi, poiché:
  • se "non sapeva", significa che non governava (le notizie nei corridoi di curia corrono velocissime, e non c'è bisogno di istruire un processone per discernere quali sono quelle ragionevolmente fondate e da attenzionare subito); e se per accorgersene ha dovuto aspettare l'affissione dei volantini, significa che era incapace di governare la diocesi; dunque dovrebbe dare le dimissioni per "obbligare" il Vaticano a munire la diocesi di un vescovo con più polso (ah, ah, ah!) e per evitare di sovraccaricare la propria anima di altre grosse responsabilità;
  • se "sapeva", significa che ha governato male; se un prete si lascia guidare dai desiderata del suo basso ventre andava massacrato senza pietà.
    BUT PORCA PUTTANA, quando vescovi e curie vogliono perseguitare qualche prete usano un milione di modi efficacissimi e collaudatissimi per rovinargli la salute mentale e fisica (ed economica e tutto il resto, specialmente se il soggetto propende verso la Tradizione): non ditemi che l'unica soluzione verso un pedo-prete o un frocio-prete o un avido parassita è sempre il dargli una vacanzina e un trasferimentino. Non ditemi che è tanto tanto difficile somministrare una brutale sospensione a divinis a un soggetto indegno. Non ditemi che è impossibile ridurre allo stato laicale un prete che perde il pelo ma non il vizio;
  • e perfino nell'improbabile ipotesi che il volantino sia una zingarata andava data una risposta immediata, pubblica, forte, sfruttando il volantino come alibi per bastonare i furbacchioni (curie e vescovi sono già espertissimi in simili manovre... quando si tratta di bastonare gratuitamente i sospetti tradizionalisti). Ma questo lo poteva fare solo un vescovo capace di governare la diocesi e che se ne infischi dei titoli di giornale e che abbia davvero a cuore la giustizia di Dio e la salute spirituale del proprio gregge...
Quanto detto vale evidentemente anche per gli altri vescovi, specialmente quelli che per il momento non si ritrovano uno scandalo sui giornali.

Prevedo che Moraglia non si dimetterà (diventando così ancor più un utile idiota di certe lobby), e che il pugno di ferro verrà utilizzato solo contro il cattolico denunciante, e che i pretonzoli potranno continuare a trastullarsi. La neochiesa conciliare, in quanto nemica della vita e della fede, continua alacremente a suicidarsi:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/31/venezia-volantini-anonimi-in-piazza-san-marco-preti-accusati-di-pedofilia-chiesa-di-essere-omertosa-curia-denunciamo/4937770/


https://letturine.blogspot.com/2019/02/piccolo-problemino.html

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