ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 3 gennaio 2020

“Ricorda ciò che ti ha fatto Amalek”..



L’ULTIMO “AMALEK” – PER ORA
Sull’assassinio del generale Suleimani,  un  amico molto laico, che non vuole si faccia il suo nome , mi scrive:
“Permettere la nascita di Israele come “”Stato  degli Ebrei” è  stato un errore che pagheremo caro  perché  ha immesso nei tempi moderni,  e per il  futuro, gli odii, i risentimenti,  i veleni e le tossine di odi plurimillenari: contro”Babilonia”, contro “la Mesopotamia”, contro Roma,  contro il cristianesimo,  contro gli “amaleciti”. Sentimenti terribili, revanscisti e guerrafondai,  alimentati da continue e strumentali falsificazioni della Storia”.
Israele provocherà  più  di una guerra, anche nucleare,  fino a coinvolgerci,  e taglierà  le radici geografiche del cristianesimo, come peraltro ha  cominciato  a fare”

Su radio e Tv,  sento giornalisti chiedere ad “esperti”: come mai l’Iran è così “aggressivo”? Nessuno che ricordi come  il presidente  Trump, ovviamente su istigazione  dei lubavitcher di famiglia,  ha ripudiato la firma Usa dal piano di riduzione dell’arricchimento   del materiale nucleare, che  Teheran  ha firmato   e a cui ha tenuto lealmente fede,  secondo le norme dei trattati internazionali ,  sperando di mettere  la parola fine alle sanzioni.
La violazione  degli usi civili internazionali  l’ha realizzata Washington  –  pacta sunt servanda –    nell’atto,  gettando   nel cesso (della  storia)  il valore della sua firma  sotto i trattati sottoscritti  e  sputandosi  da sulla sua faccia senza vergogna.
E’  una lesione della elementare civiltà,   la cui gravità gangsteristica è  difficilmente capita.   Quando la superpotenza straccia  la sua parola data  – non  ha cercato nemmeno di rinegoziare, ha solo stracciato il trattato   –   vuol dire che  ciò che promette al  mondo – e al debole con cui ha firmato il patto – è  solo la guerra.  La guerra come unica relazione internazionale.
Fa benissimo il piccolo dittatore nord-coreano  a farsi la sua Bomba,  è mera  intelligenza strategica.
Qualche lettore cinico obietterà che  gli  Stati Uniti  hanno  l’abitudine a   questo comportamento, e fa parte della sua natura gangsteristica.  Faccio notare che questi atteggiamenti sono diventati più  frequenti e  senza scrupoli  dal 2001 : a cominciare  dalla parola che violò con i quasi tremila cittadini suoi, che sacrificò  nel falso mega-attentato dell’11 Settembre.
Il motivo fu  cominciare “la  lunga guerra  al terrorismo globale”,  ossia  la devastazione, sovversione, guerra e smembramento dei paesi circonvicini a Israele. II  Piano  Kivunim del 1982. Cosa cui assistiamo da  allora.
L’Iran è l’ultimo dei “sette paesi  da liquidare  in cinque  anni”  di  cui l generale Wesley Clark  fu informato al Pentagono  dopo  l’11  settembre
L’Iran è ultimo e degli”Amalek” che Israele ha destinato alla distruzione.
(Istruitevi sul  “pensiero”   ebraico in questo testo:
“La tradizione ebraica vede in Amalek l’achetipo dell’antiebraismo gratuito e irrazionale di tutte le generazioni, il precursore di quanti, nei secoli a venire, saranno di minaccia all’esistenza di Israele. Tanto è vero che il preciso ammonimento “Ricorda ciò che ti ha fatto Amalek”, ribadito dalla Torah (Deuteronomio 25, 17) è annoverato fra i 613 precetti cui si deve informare la vita di ogni ebreo.  Rashì  [il gran commentatore talmudico Salomon Isaccide) si chiede: in quale particolare momento della storia del popolo ebraico appare Amalek? Egli appare quando il popolo si lascia cogliere dal dubbio in relazione al proprio destino e alla propria identità”.

La bomba concepita per l’Iran


ONORE AL GENIO MILITARE – ASSASSINATO DAI VILI



Believe It Or Not

Ex-Mossad chief Meir Dagan tells CBS News Americans should fight for Israel because Israel is scared to do it alone.

Israel Will Not Attack Iran Because They Fear Will Retaliate - Wants US To Do It For Them. @TruNews

2.352 utenti ne stanno parlando

L’ex capo del Mossad Meir Dagan dice alla CBS News che gli americani dovrebbero combattere l’Iran per Israele perché Israele ha paura di farlo da solo. Israele non attaccherà l’ Iran perché temono  che l’Iran si vendicherà – Vuole che gli Stati Uniti lo facciano per loro. #lawlessIsrael #IranWar @TruNews

L’OPINIONE DI UN ESPERTO MILITARE USA SULLE MOTIVAZIONI DELL’ATTO DI GUERRA CONTRO L’IRAN

Il Colonello Doug Macgregor, già candidato per le posizioni di Segretario alla Difesa USA e Consigliere per la Sicurezza Nazionale durante la prima amministrazione Trump, esprime le sue valutazioni sulle ultime mosse dell’amministrazione Trump.
1) Israele ha cercato disperatamente di forzare una guerra con l’Iran, in parte per salvare il criminale di guerra Benjamin Netanyahu e in parte per continuare la sua strategia di destabilizzazione di lunga data per dividere e conquistare il Medio Oriente.
2) Il principale conflitto di guerra in Iraq venne fatto da Israele e dai curdi, con le forze statunitensi più simili a uno spettacolo di clown di supporto.
3) I “campeggiatori”,dimostranti presso l’ambasciata degli Stati Uniti, per fortuna dispersi ora, avevano lo scopo di ingannare il presidente Trump nel pensare che un assalto all’ambasciata fosse imminente, simile a quello avvenuto in Iran sotto il presidente Carter. Molti di noi hanno contribuito a porre fine a quello spettacolo teatrale.
4) Se Trump ha approvato questo assassinio, è stato ingannato nel pensare che fosse l’equivalente di un assassinio di Bin Laden (non importa se Bin Laden – e ISIS – erano entrambi creati dai sionisti e dalla CIA con finanziamenti e attrezzature del Pentagono) e non gli è stato spiegato che l’assassinio del maggiore generale Qassem Soleimani nel territorio iracheno è equivalente all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando che fu usato come casus belli per la prima guerra mondiale.
5) Trump è circondato da quattro reti patologiche di bugiardi: la classe West Point dell’esercito americano del 1986 (Esper, Pompeo, Urban), i sionisti evangelici cristiani (Pompeo, altri), gli agenti sionisti (Kushner, entrambi) e i sionisti della CIA (Brennan , Haspel, altri). Questo mentre il suo nuovo consigliere per la sicurezza nazionale Robert O’Brien, sta facendo un lavoro straordinariamente buono nell’eliminare i difensori della guerra di Obama e gli agenti delle potenze straniere dal Consiglio di sicurezza nazionale, ma lui potrebbe non avere la sfumatura della storia e le attuali biografie necessarie per proteggere il Presidente di queste quattro reti di bugiardi che favoriscono la guerra con l’Iran ad ogni costo.
6) Sia gli Stati Uniti Mainstream Media (MSM) che i social media (#GoogleGestapo) sono impegnati nei desideri sionisti per la guerra con l’Iran, e attenti a coprire i veri costi delle nostre campagne militari in Medio Oriente, incluso quelli che sono noti come “Fallujah Babies” (bambini nati deformi) – il risultato dell’uranio impoverito utilizzato nella placcatura dell’armatura e proiettili perforanti.


7) Una risposta proporzionale da parte dell’Iran non sarebbe un bombardamento delle forze statunitensi nella regione, ma piuttosto l’assassinio, negli Stati Uniti, di Mark Esper (segretario alla difesa). Lo dico non per incoraggiare una simile reazione, ma per chiarire a tutti coloro che leggono questo articolo che questo è quello che gli Stati Uniti hanno fatto all’Iran, violando al contempo la sovranità irachena in un modo degno della Corte penale internazionale.

Tratto da Veterans Today
Traduzione: Luciano Lago

L’ASSASSINIO DEL GENERALE SOLEIMANI PUÒ DIVENTARE UN BOOMERANG PER GLI USA

di Luciano Lago
La spericolata mossa fatta dall’Amministrazione Trump in Iraq, con l’assassinio del generale Soleimani, non migliorerà la situazione delle dell’influenza USA in Medio Oriente ma anzi potrebbe rappresentare il collasso definitivo della presenza statunitense nella regione.
Se c’è un fatto su cui i vari commentatori del Medio Oriente sono concordi è la ripulsa delle masse delle popolazioni arabe e non arabe in Medio Oriente ed in Asia occidentale della aggressione USA contro l’Iraq e le forze sciite che hanno combattuto i gruppi terroristi sostenuti da USA, Israele ed Arabia Saudita. Una forte ondata di antiamericanismo sta attraversando tutta la regione, dall’Egitto al Pakistan.
Non è un caso che il Congresso degli Stati Uniti sia allarmato e Trump deve già spiegare attraverso le labbra di Nancy Pelosi perché l’attacco in Iraq non sia stato concordato con il Congresso e se la Casa Bianca conosce le conseguenze.
Questo significa che anche Trump non risolve i problemi interni e, se la situazione peggiora, le truppe USA nella regione saranno esposte e anche lui ne sarà vittima, la sua popolarità diminuirà. Al presidente Trump non è bastato stracciare i trattati, da quello sul nucleare iraniano a quelli sul commercio internazionale e tutti gli altri. Non è bastato neppure bombardare sulla base di “False Flag” preconfezionate di inesistente attacco chimico, come le rivelazioni di Wiki Leaks hanno dimostrato sulla vicenda di Douma, in Siria.
Trump vuole assimilare e fare proprio il sistema delle eliminazioni mirate in cui sono specialisti gli israeliani, con i capi di Hamas e con gli scienziati iraniani. Un sistema tipico dei gangster come si dimostrano Trump e i suoi consiglieri.
Anche i tradizionali alleati degli USA in Medio Oriente sono preoccupati – La stessa Israele sta discutendo con urgenza delle possibili conseguenze di questo attacco.
Le ultime speranze di una soluzione al programma nucleare iraniano sono state distrutte da questa azione unilaterale di Washington. L’Iran può forzare la produzione di armi nucleari, anche se Teheran in precedenza non aveva intenzione di farlo, adesso lo richiede la necessità di una difesa valida. Soltanto il possesso di armi nucleari può scoraggiare USA e Israele dall’attaccare l’Iran, come insegna l’esperienza della Nord Corea.
Di conseguenza questi riflessi saranno molto più importanti che non uccidere una personalità importante dell’establishment militare iraniano – questo sembra piuttosto un errore di calcolo. Tutte le comunità sciite (e non solo quelle) stanno insorgendo dall’Iraq al Pakistan, all’Afghanistan ed all’Iran, in protesta rabbiosa contro gli americani.

Proteste di massa contro gli USA


L’azione degli USA rientra nella tipica abitudine americana di personalizzare un problema: «Saddam (Milošević, Janukowytsch, Gheddafi, Bin Laden, ecc.) Questi personaggi, indicati come nemici, devono essere prima demonizzati e poi eliminati e tutto viene decisnegli uffici del Pentagono. Tuttavia questa è una la logica che è molto più propria di uno spettacolo in stile Hollywood , che non della politica internazionale.
Si tratta di una scenografia che è stata alimentata dalla propaganda e non ha mai funzionato come ci si aspettava , adesso però potrebbe avere riflessi micidiali su coloro che hanno organizzato lo spettacolo e terminare come un boomerang.
Oggi Gli Stati Uniti Hanno Dichiarato Guerra A Iran E Iraq (Sull’assassinio Di Qassim Soleimani)
Oggi gli Stati Uniti hanno dichiarato guerra a Iran e Iraq
E la guerra è ciò che avranno.
Oggi, un drone o elicottero statunitense ha ucciso il maggiore generale Qassim Soleimani, il famoso comandante della forza iraniana Quds (“Gerusalemme”), mentre lasciava l’aeroporto di Baghdad dove era appena arrivato. Aveva programmato di partecipare al funerale dei 31 soldati iracheni che gli Stati Uniti avevano ucciso il 29 dicembre al confine siriano-iracheno vicino ad Al-Qaim.
La forza di Quds è il braccio esterno del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane. Soleiman era responsabile di tutte le relazioni tra l’Iran e movimenti politici e militanti al di fuori dell’Iran. Hajji Qassim ha consigliato gli Hisbullah libanese durante la guerra del 2006 contro Israele. Il suo sostegno ai gruppi iracheni ha permesso loro di cacciare gli invasori statunitensi fuori dall’Iraq. Era l’uomo responsabile della sconfitta lo Stato islamico in Iraq e Siria. Nel 2015 Soleimani si è recato a Mosca e ha convinto la Russia a intervenire in Siria. Il suo sostegno agli Houthi nello Yemen ha permesso loro di resistere agli aggressori sauditi.
Soleimani era arrivato a Baghdad su un normale volo dal Libano. Non ha viaggiato in segreto. E’ stato prelevato all’aeroporto da Abu Mahdi al-Muhandes, il vice comandante di al-Hashd al-Shaabi, una forza di sicurezza irachena ufficiale sotto il comando del Primo Ministro iracheno. Le due auto in cui viaggiavano sono state colpite durante l’attacco degli Stati Uniti. Sono morti con loro anche gli autisti e le loro guardie.
Gli Stati Uniti hanno creato due martiri che ora diventeranno i modelli e gli idoli per decine di milioni di giovani in Medio Oriente.
Gli Houthi in Yemen, Hezbollah in Libano, la Jihad islamica in Palestina, le forze paramilitari in Siria, Iraq e altrove hanno beneficiato del consiglio e del sostegno di Soleimani. Prenderanno tutti provvedimenti per vendicarlo.
Moqtada al-Sadr, il clericale sciita ribelle che comanda milioni di seguaci in Iraq, ha dato l’ordine di riattivare il suo ramo militare “Jaish al-Imam al-Mahdi”. Tra il 2004 e il 2008 le forze del Mahdi hanno combattuto l’occupazione americana dell’Iraq. Lo faranno di nuovo.
L’assassinio diretto di un comandante del peso di Soleimani richiede una reazione iraniana di almeno dimensioni simili. Tutti i generali o alti politici statunitensi che viaggiano in Medio Oriente o altrove dovranno ora guardarsi le spalle. Non ci sarà sicurezza per loro ovunque.
Nessun politico iracheno sarà in grado di discutere per mantenere le forze statunitensi nel paese. Il primo ministro iracheno Abdel Mahdi ha chiesto una riunione di emergenza del parlamento per chiedere il ritiro di tutte le truppe statunitensi:
“L’assassinio mirato di un comandante iracheno è una violazione dell’accordo. Può scatenare una guerra in Iraq e nella regione. È una chiara violazione delle condizioni della presenza americana in Iraq. Chiedo al parlamento di prendere le misure necessarie passi “.
Il Consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran sta incontrando il leader supremo Ali Khamenei per “studiare le opzioni di risposta”. Esistono molte opzioni di questo tipo. Gli Stati Uniti hanno forze di stanza in molti paesi intorno all’Iran. D’ora in poi nessuno di loro sarà al sicuro.
L’ayatollah Ali Khamenei, ha rilasciato una dichiarazione in cui chiedeva tre giorni di lutto pubblico e poi ritorsioni.
“La sua partenza per Dio non pone fine al suo cammino o alla sua missione”, afferma la dichiarazione, “ma una forte vendetta attende i criminali che hanno il sangue e il sangue degli altri martiri ieri sera nelle loro mani”.
L’Iran legherà la sua risposta al calendario politico. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump entrerà nella sua campagna di rielezione con truppe statunitensi sotto minaccia ovunque. Possiamo aspettarci che incidenti come l’attentato alla caserma di Beirut si ripetano quando è più vulnerabile.
Trump imparerà che uccidere il nemico è la parte facile di una guerra. Le difficoltà vengono dopo che è successo.
Nel 2018 Soleimani ha risposto pubblicamente a un tweet in cui Trump aveva minacciato l’Iran:
“Sig. Trump, il giocatore d’azzardo! […] Sei ben consapevole del nostro potere e delle nostre capacità nella regione. Sai quanto siamo potenti nella guerra asimmetrica. Vieni, ti stiamo aspettando. Siamo i veri uomini sulla scena, per quanto ti riguarda. Sai che una guerra significherebbe la perdita di tutte le tue capacità. Puoi iniziare la guerra, ma saremo noi a determinarne la fine. “
Da maggio 2019 gli Stati Uniti hanno dispiegato almeno 14.800 soldati aggiuntivi in ​​Medio Oriente. Negli ultimi tre giorni sono seguiti elementi aerotrasportati e forze speciali. Gli Stati Uniti hanno chiaramente pianificato un’escalation.
Soleimani sarà sostituito dal generale di brigata Ismail Ghani, un veterano della guerra Iran-Iraq che da decenni è attivo nella Forza Quds e ha combattuto contro l’ISIS in Siria. È un ufficiale di uguale statura e capacità.
Le politiche e il sostegno dell’Iran ai gruppi stranieri si intensificheranno. Gli Stati Uniti non hanno vinto nulla con il loro attacco ma sentiranno le conseguenze per i decenni a venire. D’ora in poi la sua posizione in Medio Oriente sarà fortemente limitata. Altri si trasferiranno per prendere il suo posto.
Fonte: www.moonofalabama.org
Link: https://www.moonofalabama.org/2020/01/us-will-come-to-regret-its-assassination-of-qassim-soleimani.html#more
3.01.2019
Raid Americano A Bagdad, Ucciso Il Generale Iraniano Soleimani. La Guerra Asimmetrica Diventa Personale

L’Ammiraglio Yamamoto, capo di SM giapponese, fu deliberatamente ucciso dagli americani (24 aerei abbatterono il suo dopo aver decifrato l’itinerario) durante la guerra, perché ritenuto – con ragione- una mente strategica superiore.
Gli inglesi attentarono – senza successo- alla vita di Rommel e – con successo- a quella di Heidrich perché stava implementando un piano di riforma dell’Abweher che li avrebbe messi in crisi.
Ieri all’aeroporto di Bagdad gli USA hanno ucciso il generale Kassem Suleimani incaricato iraniano del dossier iracheno, in rappresaglia per l’attacco all’ambasciata USA di Bagdad.
L’aggressione fu motivata da un bombardamento USA che ha ucciso 25 miliziani e anche questa era una rappresaglia per la morte di un contractor americano colpito da un missile.
Suleimani divenne noto quando iniziò a collaborare con gli USA contro il Daesch e impressiono tutti per il carisma e la capacità di comando dimostrata nei confronti dei miliziani sciiti che furono decisivi per sradicare i jihadisti sunniti.
La prima conseguenza a lungo termine é che nessuno vorrà più negoziare/ cooperare con gli Stati Uniti per non farsi identificare.
A breve termine vedremo come l’Iran – e gli amici di Suleimani – reagiranno in questa gara di ripicche chiamata escalation. Sceglieranno il terreno (Libano, Israele, Arabia Saudita? ) e il momento.
Di recente, gli Stati Uniti minacciarono di morte il dittatore nord coreano.
Siamo insomma agli omicidi mirati in una macabra gara d’imitazione del nemico: i terroristi aspirano a costituire reparti in uniforme con gerarchie riconosciute e gli Stati mirano a compiere azioni terroristiche e dinamitarde. Quando non si hanno idee, si imita l’avversario.
Le Convenzioni di Ginevra sulle regole di guerra e trattamento dei prigionieri sono diventate « pezzi di carta ».
Il tribunale penale internazionale, vanto della diplomazia italiana, serve a inquisire piccoli capi tribù, ma ogniqualvolta cerca di inquisire per crimini di guerra paesi e uomini influenti ( Stati Uniti, Israele, Tony Blair) ecco che il Bolton di turno minaccia di arrestare gli inquirenti.
É un altro calcolo sbagliato.
I paesi poveri ed emergenti hanno una arma imparabile: gli attentatori suicidi. Suleimani era il braccio armato di Rouhani ( ossia l’ala moderata) e ne risulterà indebolito.
L’Iran stava cercando un modus vivendi con Trump. Ora cercherà vendetta è questa sarà affidata a elementi radicali.

Antonio De Martini
Fonte: www.facebook.com
Link: https://www.facebook.com/antonio.demartini.589/posts/1961169860695462
3.01.2020

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