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sabato 6 marzo 2021

Iraq Dei?

Bergoglio in visita a Ur

Dal 5 all’8 marzo Papa Francesco visiterà l'Iraq, un viaggio che include un incontro interreligioso nella Piana di Ur, dove visse Abramo. Fu a Ur che Dio lo chiamò per lasciare la Mesopotamia per andare a Canaan. Da Abramo nacquero due razze: i figli di Giacobbe, chiamato anche Israele, e i figli di Ismaele.

La religione degli Ebrei - il giudaismo - rigettò e uccise Nostro Signore Gesù Cristo, il Messia, e si smarrì. San Paolo ci ha insegnato che la promessa che Dio fece ad Abramo, che rappresentava la chiamata della Sinagoga nell’Antico Testamento, fu tolta agli Ebrei e data ai Gentili che entrarono nella Chiesa Cattolica. (cfr. Rm 9, 8, 30-33; 10, 3-7, 20-21; 11, 11-12, 25-28; Gal 3, 8-15; 4, 28-29; 5, 1-6).




La ziggurat du UR, un tempio dedicato al Dio Nanna
dove Bergoglio terrà una cerimonia

Questo stesso insegnamento è stato ripetuto dal magistero cattolico per circa due millenni: la Chiesa fondata da Nostro Signore è diventata la destinataria della promessa fatta agli Ebrei; essa ha sostituito la Sinagoga e, con il passare del tempo, sta portando a compimento quella promessa. Il peccato degli Ebrei, tuttavia, non ha cancellato la loro prima vocazione, che si compirà pienamente quando si convertiranno alla Chiesa Cattolica negli ultimi tempi. (cfr. Rm 11, 25-32)




Una ricostruzione di UR ai tempi di Abramo


Per quanto riguarda i figli di Ismaele, la maggior parte di loro - dopo un percorso turbolento nell’Antico e nel Nuovo Testamento - a partire dal VII secolo divennero musulmani.

Così, Abramo fu il padre delle tre religioni più importanti presenti ai nostri tempi: Il cattolicesimo, l’islamismo e l’ebraismo. Non è necessario sottolineare che queste religioni hanno grandi divergenze dottrinali, anche se tutte e tre professano il monoteismo.

Il modernismo e il progressismo, che si sono fortemente infiltrati nella Chiesa cattolica, hanno cercato di aggirare queste divergenze dottrinali “dimenticandole” ed evidenziando le varie preoccupazioni sociali che queste religioni condividono, come la preoccupazione per la pace, la giustizia sociale e l’equilibrio ecologico.

Questo inganno non è molto diverso da quello di una prostituta che cerca di sedurre un uomo con il suo fascino e di inebriarlo con il vino per poterlo attirare nella sua attività spudorata. San Giovanni nell’Apocalisse descrive questa tattica come quella della Grande Meretrice che verrà a sedurre tutte le potenze della terra. (cfr. Apoc 17,1-2)




La Roma apostata offre la tolleranza religiona a tutti.
E’ questo il significato del vino della grande meretrice?


Se la Roma progressista di oggi sia questa meretrice è cosa aperta alla discussione. Quello che non si può negare è che il Vaticano post-conciliare ha fatto esattamente questo: ha cercato di “dimenticare” le gravi divergenze dottrinali con le altre religioni predicando la tolleranza reciproca per sedurle e farle entrare in una Panreligione, che avrebbe benedetto e aiutato l’Unico Ordine Mondiale.

Dal momento che il Progressismo si è impadronito di quasi tutte le posizioni e gli uffici della Chiesa, questi ultimi 56 anni postconciliari hanno spinto continuamente in questa direzione. Ma, le manovre ecumeniche - con gli Scismatici e i Protestanti - e gli schemi di Dialogo Interreligioso - con gli Ebrei e i Musulmani - si sono ridotti a poco più che sterili incontri di baci reciproci. Per cercare di portare avanti i loro piani, gli ultimi sei Papi progressisti di tanto in tanto hanno compiuto gesti teatrali e roboanti. Per esempio:

Paolo VI, nel marzo 1966, ha dato l’anello papale a Ramsey, capo della setta anglicana, come segno della comunione delle religioni che rappresentano

Paolo VI, nel dicembre 1975, ha baciato i piedi del metropolita scismatico Melitone di Calcedonia;

Giovanni Paolo II, nell’aprile 1986, ha visitato la sinagoga di Roma;

Giovanni Paolo II, nell’ottobre 1986, ha riunito tutte le false religioni ad Assisi.

In occasione del passaggio del millennio, Papa Wojtyla ha cercato di imporre altre due azioni spettacolari che non sono giunti a compimento: un martirologio comune con gli Scismatici e i Protestanti e una visita a Ur per fare una proclamazione simbolica di unità tra cattolici, ebrei e musulmani. Una reazione silenziosa ma forte di settori della Curia romana e altre circostanze gli impedirono di raggiungere questi obiettivi.

Ora Francesco sta cercando di realizzare la stessa agenda.




Membri della setta monofisita copta sono stati rapiti dai terroristi dell’ISIS e massacrati


Nel maggio 2017 e ora nel febbraio 2021 Francesco ha insistito sull’idea che i 21 copti eretici vittime dell’ISIS, mostrate in un video che è diventato emblematico, sarebbero martiri sia del monofisismo che del cattolicesimo. Con questo appello emotivo, Francesco tenta di dar corpo alla vecchia agenda wojtyliana per un martirologio comune, finora rimasta impantanata.

Poi, sta anche lavorando duramente per realizzare l’altro punto dell’agenda progressista che il Papa polacco non ha potuto realizzare: l’incontro interreligioso a Ur.

Non tenendo conto della cosiddetta pandemia di cui si è molto interessato, Francesco volerà in Iraq per avere solo qualche incontro con le autorità. Probabilmente saranno presenti poche o nessuna persona. Francesco ha persino chiesto alle persone “assediate” che presumibilmente si sarebbero presentate, di non uscire per salutarlo e rallegrarsi con lui lungo il suo cammino. La rivista America riporta che ha detto: “Se vado e molte persone vengono a salutarmi e questo provoca un contagio, non voglio questo”.

Stando così le cose, perché allora il viaggio?

In una lunga intervista alla stessa rivista, il card. Leonardi Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, parla degli obiettivi di Francesco per questo viaggio e afferma che “porterà un proclama di pace e una tabella di marcia concreta per il futuro delle relazioni interreligiose e per il futuro del mondo”.




La visita di Francesco a Ur sarà solo una ripetizione di Abu Dhabi?


Il Cardinale continua dicendo che “la visita di Papa Francesco ha un valore costitutivo per il futuro del mondo, un progetto, un messaggio al quale ci si può aggrappare per uscire dal decadimento del mondo attuale, con tutte le sue disuguaglianze, ingiustizie, povertà, discriminazioni e così via. È la tabella di marcia per il futuro dell’umanità”.

Dato che negli ultimi due anni Papa Francesco ha ripetuto ogni giorno le stesse cose fino alla nausea, non vedo la necessità che vada a Ur a ripetere la stessa storia, a meno che non abbia intenzione di fare un altro gesto spettacolare. Per esempio, eseguire una rievocazione simbolica di Abramo che lascia Ur come metafora di una simbolica “chiamata divina” per il “nuovo mondo post-covid”, che lasci il capitalismo ed entri nella “terra promessa” di un “nuovo sistema inclusivo” sotto l’egida del partito comunista cinese.

Se questa pantomima avesse davvero luogo, quale sarebbe il suo effetto pratico? Non vedo come potrebbe aggiungere qualcosa a ciò che ha già scritto in Fratelli tutti e nel Documento di Abu Dhabi.

Ma, davanti agli occhi di Dio, sarebbe un’altra grande offesa aggiunta alla lunga lista realizzata dai Papi conciliari. Una presa in giro dell’autentica chiamata di Dio ad Abramo, che aveva in germine (nel suo seme) la venuta del Messia e la Redenzione dell’umanità.

di Atila Sinke Guimarães



Pubblicato sul sito Tradition in action



“Chi manovra Bergoglio ha già designato chi prenderà il suo posto”

Non    so   commentare,  e non ne ho voglia,   “Francesco in Irak”. Su Bergoglio  ha scritto  tutto ciò che serve  Aldo Maria Valli, vir probatus, che,  padre di sei figli, ha pagato un prezzo elevato di emarginazione professionale da  famoso vaticanista della Rai che era, a giornalista sportivo in attesa di maturare la  pensione  –   per  aver affermato, invece che le viscide adulazioni evidentemente  richieste per   essere “vaticanisti”,  la verità:  ossia che attraverso il pertugio del Concilio “l’uomo è  stato  al posto di Dio”,  una  dalla Verità che  “è per sua natura  immorale”  (cardinal Newman).

Io, quasi ottantenne e sterile,  non sono all’altezza di commentare da cristiano che può rovesciarsi anche in bene, per quelle sorprese che ci si attende ormai da Dio (che scrive su righe storte).    A questo proposito,   mi è  stato segnalato  un  passo della ultima lettera di monsignor Viganò intitolata su Draghi:

Viganò: “chi manovra Bergoglio ha già designato chi prenderà il suo posto” 

“…Potremmo vedere un istruttivo parallelo di questa situazione nello speculare ruolo che il gesuita Jorge Mario Bergoglio si è visto assegnare dalla cosiddetta Mafia di San Gallo: anche l’Argentino, fino ad allora quasi sconosciuto, è stato eletto Papa per demolire le ultime vestigia della Chiesa Cattolica; e come Conte, anche Bergoglio crede di essere l’autore di un cambiamento radicale ed irreversibile, pensando di passare alla storia mentre chi lo manovra ha già designato chi prenderà il suo posto. Anche in questo caso la vanità, l’egocentrismo, anzi il delirio di onnipotenza del personaggio gli impediscono di comprendere di essere usato e che l’appoggio di cui oggi beneficia si tramuterà in spietato cinismo non appena i suoi disastri saranno abilmente enfatizzati dai media. L’uno e l’altro hanno un simile destino, né farà eccezione Joe Biden, la cui Vicepresidente Kamala Harris attende con impazienza il momento in cui il copione prevederà l’estromissione del corrotto democratico col pretesto della sua salute mentale e fisica…”

https://www.marcotosatti.com/2021/03/04/vigano-draghi-rappresenta-la-quintessenza-del-nuovo-ordine-mondiale/

La cosa più buffa è che l’amico che mi segnala il passo, dagli USA, mi chiede: Sai chi sarà il designato?  Il che significa che egli crede che  l’Onnisciente  esista  (il che è un bene),  ma che  abiti a Corsico (ossia lontanissimo dal centro degli eventi),   abbia 77 anni e sia  alle prese con un disturbo neurologico che gli rende difficile persino scrivere senza refusi. Il che è palesemente un errore  da cui sento il dovere di correggerlo. Posso solo dire che questi potenti che si credono vincitori sono “pula al vento”  come dice un Salmo.

Sui testi di Aldo  Maria   Valli  da rileggere  ovviamente c’è

Roma senza Papa

Ma anche  l’intervista che gli ha fatto Libero

Pietro ci sei, o non ci sei? Reazioni all’articolo di Aldo Maria Valli “Roma senza papa”

E questa più antica, sul prezzo che  ha pagato:

“Sradicato ma non rassegnato”.




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