Siamo
chiari: il Vaticano II non è affatto intoccabile, perché, appunto, non
essendo dogmatico, ma solo pastorale, non impegna l’infallibilità.
Basti
osservare la qualificazione – “nota teologica” – dei Documenti
conciliari, si vedrà che alla dottrina del Vaticano II spetta solo la
“nota teologica”, e quindi è una dottrina nella quale il Magistero non
impegna altro che la sua autorità. Ne consegue che “se un Decreto, per
qualcuna, è valutato certamente falso, opposto ad un ragione così solida
da non essere vinta dalla forza dell’autorità sacra che dovrebbe
richiedere una obbedienza ragionevole, gli sarà lecito dissentire”.


