"Amoris laetitia". Consigli minimi per non perdere la strada
Li formula il cardinale Ennio Antonelli, che chiede però anche "ulteriori indicazioni da parte della competente autorità". Per ovviare a "rischi e abusi sia tra i pastori che tra i fedeli"
di Sandro Magister
di Sandro Magister
ROMA, 6 luglio 2016 – Da qualche settimana circola senza far rumore uno scritto del cardinale Ennio Antonelli a commento dell'esortazione apostolica postsinodale "Amoris laetitia".
Il cardinale Antonelli, 79 anni, è un'autorità in materia. È stato presidente per cinque anni del pontificio consiglio per la famiglia e ha anche accumulato una notevole esperienza pastorale. È stato arcivescovo prima di Perugia e poi di Firenze, oltre che segretario per sei anni della conferenza episcopale italiana. Ha una solida formazione teologica e appartiene al movimento dei Focolari.
Eppure, nonostante queste sue credenziali, non fu chiamato da papa Francesco a prendere parte al sinodo sulla famiglia, né alla prima né alla seconda sessione.
Ma ciò non gli ha impedito di partecipare attivamente alla discussione, in particolare con un libretto pubblicato nel giugno di un anno fa e ampiamente citato in questo servizio di www.chiesa:

