ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 8 giugno 2013

Mercenari cercansi


 Cercansi operai "Novus Ordo" per la messe...

Prendo spunto da un articolo pubblicato ieri sul Blog Messa in Latino a proposito di quella che sembrerebbe una buona notizia: vescovi che pregano per domandare vocazioni.

Purtroppo i vescovi domandano al Signore solo vocazioni "Novus Ordo" perché non sono affatto disposti ad accogliere chi è orientato alla liturgia tradizionale in latino, nemmeno alla luce del Summorum Pontificum.
Ha dell'incredibile la capacità episcopale di rifiutare vocazioni (a volte subito, altre volte dopo qualche anno di "prova") perché risultano incompatibili con le Strategie Pastorali.

Breve schema per capire meglio:
  • dietro l'alibi del "ma io ordino per la diocesi" si nasconde il comando perentorio di celebrare ordinariamente in italiano in tutti i posti dove si verrà mandati
  • anche quando un vescovo promettesse ad un futuro prete libertà di celebrare in latino, intende che considera la Messa Tradizionale un hobby per il raro tempo libero, hobby che non deve incidere sul programma dettato dalla curia (esempio: "ma come! invece di presiedere la riunione del consiglio pastorale dell'unità pastorale, stavi a dire Messa in latino?!?!")
  • una vocazione al sacerdozio andrebbe accolta in quanto "vocazione al sacerdozio", non sulla base dell'impiegabilità in qualche incarico, che è un "funzionalismo" aziendale di gestione parrocchie e centri pastorali finalizzato alla promozione del non entusiasmante prodotto "Novus Ordo"
  • infatti se il criterio fosse solo "aziendalistico", le vocazioni "tradizionali" anziché essere allontanate con ogni pilatesco trucchetto verrebbero sfruttate per allargare la clientela e diversificare il catalogo prodotti
  • il problema è dunque la diabolica guerra dei vescovi contro la liturgia tradizionale: l'infinito valore della Messa (per gli ecclesiastici che ancora ci credono) viene riconosciuto solo alla "Novus Ordo", altrimenti, per dare spazio a quell'infinito valore, si darebbe spazio anche alla Messa Tradizionale (figuratevi che nel 2007 Benedetto XVI ha avuto addirittura bisogno di ricordare che la Messa Tradizionale non è mai stata abolita...)
  • il generale va alla guerra con i soldati che si ritrova: se chiede rinforzi e poi per antipatie li rifiuta, che generale è? Se non sa trovare un modo per impiegarli in battaglia, che generale è? Allo stesso modo i vescovi: se pregano per le vocazioni e poi nel migliore dei casi considerano la Messa "Vetus Ordo" un hobby per il raro tempo libero, che vescovi sono? Se si nascondono dietro lo slogan falso e ipocrita del "da noi non la vuole nessuno", che concezione hanno del sacerdozio e della Messa?
  • dunque un vescovo non disposto ad accogliere e valorizzare davvero ogni vocazione (ad esempio: un qualsiasi vescovo italiano), se prega il Signore di mandare più operai nella Sua messe sta pregando contro sé stesso, perché è pronto a rifiutare alcuni dei doni che sta chiedendo al Signore. Che è la stessa cosa della mamma che intende abortire un figlio qualora l'ecografia non rispecchiasse gli standard desiderati.

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