ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 13 novembre 2013

Licet?

Il diritto dei fedeli di avere un po’ di chiarezza dai Pastori

Peccatori sì, corrotti no”. Che vuol dire? 

Udienza generale di Papa Francesco
Sono sicuro che ci saranno (o forse ci sono già state, e mi è sfuggito) persone ben più autorevoli di me che saranno in grado di spiegare le ultime affermazioni del Papa su peccatori e corrotti. Io non ci ho capito nulla. Non sono un teologo e evito scrupolosamente di avventurarmi su strade che non sono le mie. Sono però un cattolico, un peccatore, che vorrebbe reclamare (sommessamente) almeno un diritto: quello di avere Pastori che dicano parole chiare e inequivocabili. Se non da loro, da chi devo aspettarmi una guida?

Leggo in questi giorni che ci sono i peccatori, che si salvano se riconoscono di essere peccatori e si pentono. E fin qui riesco a capire: è quello che la Chiesa mi ha sempre insegnato, magari con l’aggiunta che per essere perdonati è necessario accostarsi alla Confessione e ricevere l’assoluzione. Poi scopro all’improvviso che ci sono anche i corrotti e i corruttori, che poi sono le due facce della stessa medaglia, e che questi sono inguaribili, sono una vera schifezza, sicché si può anche coniare uno slogan che riscuote subito un gran successo: “Peccatori sì, corrotti no”.
Già qui inizio a sentirmi un po’ smarrito, perché se la corruzione è un peccato, ne deduco che il corrotto è un peccatore, e quindi come tale dovrebbe rientrare nella categoria di coloro che devono pentirsi e chiedere al confessore l’assoluzione. Oppure la corruzione è una nuova categoria, un super-peccato inemendabile?
Ma non ci è stato sempre insegnato che tutti i peccati saranno perdonati, salvo uno: “Ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non riceverà perdono in eterno, essendo colpevole di eterno peccato” (Mc, 3, 29)?
Certo, è comprensibile anche a me il severo rimprovero a quei cristiani che fanno anche la carità, ma magari la fanno con danaro ottenuto con la corruzione, oppure danno ai propri figli cibo e agi guadagnati con la corruzione. Tutto chiaro e comprensibile.
Però, a parte la distinzione tra peccato e corruzione, che mi resta oscura, c’è un’altra faccenda che mi turba, e non poco.
Abbiamo già sentito dire che non si può essere “ossessionati” (testuale) da aborto, eutanasia, e così via, anche perché la Dottrina della Chiesa su queste faccende è chiara. Ottimo. Ma sotto questa ottica, non dovremmo parlare più di nulla e ci basterebbe un prontuario da leggere alla bisogna. Invece siamo peccatori e abbiamo bisogno della parola dei Pastori e dell’azione salvifica dei Sacramenti.
Ora, in questi tempi grami che stiamo vivendo l’Italia e il mondo stanno cavalcando allegramente verso la dissoluzione. Quell’aborto, da cui non si deve essere ossessionati, miete quotidianamente vittime, nell’indifferenza più totale. La famiglia sta diventando un bel ricordo del passato: basta leggere le statistiche su unioni di fatto, separazioni, divorzi. Già, ma abbiamo la legge sul divorzio, mentre la dottrina della Chiesa sul matrimonio è ben chiaro. Non facciamoci ossessionare.
Tra poco il Parlamento approverà in via definitiva la legge che farà degli omosessuali una categoria speciale, degna (chissà perché) di una tutela specifica. Dei super-cittadini. Una legge che introdurrà l’aberrante concetto dell’uguaglianza tra ciò che è naturale e ciò che è contro-natura, ma nel contempo tapperà la bocca a chi voglia difendere l’ordine naturale del Creato e la famiglia. Già, ma chi sono io per giudicare un “gay” (sarebbe meglio dire “un omosessuale”)? Quindi, non giudichiamo.
In questi giorni si sta ampiamente parlando delle linee-guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’educazione sessuale dei giovani, partendo dai bimbi in età da scuola materna. Queste linee-guida prevedono insegnamenti teorici e pratici su materie di alto valore morale, come la masturbazione, i rapporti sessuali extra matrimoniali e naturalmente l’omosessualità.
Aspettiamo le prossime cose che ci toccherà sentire. La fantasia del male non ha limiti.
Insomma, in parole povere chi detiene il potere sta progettando il colpo finale per distruggere la civiltà (già rovinata non poco), ergersi a creatore di un ordine nuovo che contraddice l’ordine voluto da Dio e perseguitare – come del resto già avviene in “civilissime” nazioni, chi manifesti il minimo dissenso. L’uomo nuovo progettato dai folli che hanno in mano le leve del potere e che già hanno gettato tante nazioni nella miseria non avrà più bisogno di Dio, perché si sarà autoeletto creatore e giudice.
Di fronte a queste mostruosità non abbiamo sentito alzarsi la voce forte e chiara di chi dovrebbe esserci guida e Padre. Solo qualche isolato Vescovo ha parlato con chiarezza.
Ma il Papa, che è anche Primate d’Italia, perché non ci ha ancora detto con chiarezza che bisogna fermare la corsa folle verso l’abisso?
Con tutto il più devoto rispetto per il Vicario di Cristo, posso dire tutto il mio smarrimento di fronte al silenzio su queste cose? Posso sommessamente ricordare che, se è vero che sono falsi cristiani coloro che si comportano formalmente bene verso la Chiesa, ma sono corrotti, sono altrettanto falsi cristiani coloro che magari vanno regolarmente alla Santa Messa o dirigono qualche bella comunità pacifista ed ecumenica, e poi votano in Parlamento leggi anti-cristiane e liberticide?
La corruzione è una cosa bruttissima, chi lo nega? Ma è davvero il principale problema? E quando saranno del tutto corrotti gli animi, quando saremo una società marcia con matrimoni omosessuali, adozioni omosessuali, aborto ancora di più a gogò, quando la nuova religione di stato (del resto già auspicata dal ministro francese dell’Istruzione) avrà sostituito l’unica vera Fede, avremo forse cancellato la corruzione “economica”? Nessuno più prenderà tangenti? E allora saremo tutti salvi? Ma chi ci salverà, se avremo ormai messo nel cassetto la Fede cattolica?
Ci saranno, lo dicevo in apertura, voci ben più autorevoli della mia che spiegheranno bene le parole del Papa. Certo, è un po’ strano che a volte servano lunghe pagine per spiegare ciò che dice il Pastore che dovrebbe darci parole chiare e inequivocabili.
Intanto abbiamo il plauso della stampa di regime, da Repubblica, al Corrierone, al Fatto, a La Stampa. Sono un po’ conservatore e il plauso del mondo mi lascia sempre un po’ perplesso.
Sono un povero cattolico che vorrebbe salvarsi l’anima. Non mi permetto di ergermi a giudice di quanto dice il Papa. Però reclamo il mio diritto di sentirmi smarrito. Questo è lecito, o no?

di Paolo Deotto

1 commento:

  1. uh; non mi ero accorto che dopo la morte di S.S. Pio XII vi fosse un altro Papa. Guardo e non ne vedo manco mezz'etto. Com'è che si chiamerebbe questo nuovo Pontefice?

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