ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 30 luglio 2016

«Si sta preparando qualcosa di grave contro coloro che seguono Cristo »



Libertà e martirio


Una libertà selvaggia, priva di un orientamento dettato dalla verità oggettiva, che l’intelletto ha il compito di indagare e accogliere; una fratellanza velleitaria, priva di un contenuto basato sulla legge naturale, che la coscienza porta inscritta in sé; un’uguaglianza ideologica, priva di un fondamento metafisico immutabile, che la ragione è in grado di riconoscere a prescindere dalle mode culturali. Aggiungete a questo l’influsso del protestantesimo – esaltato dalla nouvelle théologie e considerato equivalente al cattolicesimo – con il suo sola Scriptura (interpretata mediante lettura privata, in chiave esistenziale e individualistica, fuori del solco di Tradizione e Magistero), il suo sola gratia (compresa come favore arbitrario ed estrinseco, anziché come comunicazione soprannaturale di Dio che richiede la cooperazione umana) e il suo sola fides (concepita come fatto meramente soggettivo, piuttosto che come adesione ragionevole alla verità rivelata, resa possibile dalla corrispondente virtù teologale)… e otterrete il disastro in cui siamo coinvolti.



Nella patria delle idee chiare e distinte, della dea ragione e della rivoluzione permanente prosegue una lotta senza quartiere al cristianesimo e alla Chiesa. Dopo averle alienato milioni di lavoratori con l’assurda ideologia marxista, ora usa l’Islam, accolto a braccia aperte sul suo suolo. Stupidità, impotenza, miopia? No, ma strategia studiata dai poteri occulti che tirano i fili ai burattini della politica, come il primo ministro della République che ha minacciato la guerra civile nel caso in cui la “destra xenofoba” avesse vinto le elezioni. Oibò! La democrazia può essere soltanto di sinistra? Ma non si accorgono della propria ridicolaggine? Oppure sono così succubi dei loro consulenti di immagine da ripetere a pappagallo qualsiasi suggerimento? Probabilmente l’una e l’altra cosa. Il problema è che la realtà sul terreno è ben più drammatica. L’effetto-emulazione può infatti spingere migliaia di giovani musulmani frustrati o depressi, manipolati dalla propaganda terroristica che dilaga impunemente sulla Rete, ad atti di violenza che è praticamente impossibile prevenire.


Vien da pensare che i francesi stiano raccogliendo i frutti dei loro stessi princìpi, ovvero di quel laicismo estremo che penalizza severamente i cattolici, ma che ai seguaci di Maometto non fa neanche un baffo. Preti e vescovi, però, non sono stati da meno, con la loro ostentata amicizia per gli islamici e l’irrazionale senso di colpa per la storia e la cultura cristiane. Dall’altro lato, in realtà, non hanno la minima intenzione di fare amicizia con noi: hanno ordine da Allah di sottometterci tutti – con le buone o con le cattive – e questo è esattamente quel che da quattordici secoli si industriano a fare con grande impegno. I più aperti e disponibili, fra loro, sono generalmente i meno osservanti; se i loro capi vengono ai nostri incontri interreligiosi, credete ci sia da fidarsi di chi considera non solo lecito, ma perfino virtuoso ingannare gli infedeli? Ma le idee contano più della realtà dei fatti – e più dei dogmi della fede, se in nome dell’accoglienza si arriva a dare ai musulmani anche la santa Comunione.


Il martirio in terra gallica comincerà ora ad aprire gli occhi delle menti e a dissipare la nebbia dei buoni pensieri o fornirà ulteriore conferma all’ideologia del dialogo a oltranza? Una certa visione autolesionista della vita cristiana, oggi purtroppo dominante, impone di spalancare le braccia a chi ti viene incontro con un coltello puntato. Gesù – sostengono – avrebbe fatto e insegnato questo: per mandarci tutti al macello? o per riconciliarci con il Padre mediante il Suo sacrificio redentore? Se è vero che la Sua Sposa deve seguirlo sulla stessa via e che la Passione deve compiersi nel Suo Corpo mistico, a questo hanno sempre alacremente provveduto i suoi nemici, senza bisogno di andarsela a cercare. Oltretutto c’è una differenza sostanziale tra l’autoannientamento e l’offerta riparatrice di sé, ma la seconda opzione è ormai incomprensibile alla mentalità del cattolico medio. La carità virile che tutto sopporta in vista della conversione del peccatore e dell’errante (ma che non per questo gli si immola senza scopo) è stata rimpiazzata da un’imbelle acquiescenza al male e a chi lo opera. Sarebbe questo l’insegnamento di Cristo? Via, almeno un po’ di rispetto per il Figlio di Dio e nostro crocifisso Salvatore.


Ma come possono i musulmani – ammesso e non concesso che lo vogliano – rispettare la nostra religione, se noi siamo i primi a disprezzarla, se non altro presentandola come qualcosa di ridicolo e degno di biasimo? Il semplice fatto che li rincorriamo con tanto affanno è per loro una prova della superiorità della loro credenza e un invito a sottometterci. Dopo aver respinto per secoli reiterate e sanguinose invasioni, ora andiamo a prenderli in mare e li riforniamo di vitto, alloggio, telefono e paga perché bivacchino nelle nostre piazze, rompendo ogni tanto la noia con una lite, uno stupro o – magari – uno sgozzamento in chiesa… Una volta consumato il primo, la strada è aperta. Non è questione di politica, ma di buon senso. Abbiamo la virilità e il coraggio di opporci al suicidio dell’Europa, manifestando pubblicamente la nostra fede con processioni riparatrici che impetrino protezione dal Cielo, visto che sulla terra non ci difende nessuno?


San Pio V, san Lorenzo da Brindisi, i beati Innocenzo XI, Marco d’Aviano e Charles de Foucauld (che previde le conseguenze nefaste della mancata cristianizzazione del Maghreb) siano nostri intercessori e ispiratori; ci ottengano guide politiche e spirituali capaci di fermare l’invasione e di restituirci la libertà che, in nome della libertà, ci è stata tolta. O dobbiamo aspettare l’occupazione da Oriente? Potrebbe essere risolutiva, ma non certo indolore. Tenendo conto del nazionalismo russo, più che acceso anche a livello religioso, non ci sarebbe da divertirsi; ma almeno – se non se ne va da sé prima che arrivino – potrebbero sloggiare l’intruso che, con l’aria di uno scolaretto, continua a ripetere la baggianata che tutte le religioni vogliono la pace, mentre sono i soldi e il potere ad alimentare la violenza. Sembra di sentire un vetero-marxista; se almeno desse un nome ai poteri occulti che stanno usando l’estremismo islamico per provocare il caos… ma non può permetterselo, è anche lui sul loro libro-paga.


«Sono anni che noi vescovi del Medio Oriente mettiamo in guardia quei poteri occidentali che, pur di perseguire i propri interessi, non esitano ad appoggiare i gruppi di invasati che perseguono l’ideologia jihadista» (mons. Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino, alla Radio Vaticana, 27 luglio 2016).


«Ma perché gli uomini responsabili non vedono l’invasione dell’Islam in Europa? Qual è il fine di queste invasioni? Non si ricordano più di Lepanto? Oppure hanno dimenticato l’assedio di Vienna? Non si può vedere un’invasione pacifica quando uccidono nel loro Paese islamico coloro che si dichiarano cristiani o si convertono a Cristo». «Si sta preparando qualcosa di grave contro coloro che seguono Cristo: altro che olocausto, saranno schiacciati e scacciati per colpa di coloro che hanno occhi e non vedono, orecchie e non sentono, bocca e non parlano e lasciano fare al male di fare il male» (Bruno Cornacchiola, 17 febbraio 1999; 16 dicembre 1995).
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