ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 4 marzo 2020

Mentalmente disarmati

L'EUROPA VA IN GUERRA! - L'esercito europeo contro la Turchia


Per contrastare l'avanzata turca di Erdogan, l'Unione Europea ha dato vita alla più possente armata che si sia mai vista nella Storia. Combattenti spietati e unità d'élite in grado di far trionfare Bruxelles su ogni nemico! Per i mercati e lo Spread: alla guerra!

Matteo Brandi

https://www.youtube.com/watch?time_continue=48&v=LJm1CtkZqDk&feature=emb_logo

CORONAVIRUS: "IL CIGNO NERO"

                                
    Oggi non siamo preparati in quanto mentalmente disarmati. Il resto lo fa la natura, con le sue rivincite e la sua imprevedibilità che batte in un attimo statistiche, algoritmi, modelli matematici dell’orgoglioso homo tecnologicus 
di Roberto Pecchioli  

SCARICATO encefalogramma

  

Il cigno nero è una fortunata metafora descritta nel libro omonimo del 2007, all’alba della crisi economica e finanziaria che stava per scuotere il mondo. L’autore del saggio, Nassim Nicholas Taleb, analista finanziario libanese trapiantato negli Usa, teorizzò che talora, nel corso della storia, eventi del tutto imprevisti o sottovalutati assumono un rilievo enorme. Sono, appunto, i cigni neri, esemplari rarissimi in una specie dal piumaggio candido.
Il coronavirus, o virus Covid19, può effettivamente convertirsi in cigno nero per il futuro prossimo della Cina e forse della globalizzazione. E’ il secondo contagio proveniente dall’impero del Dragone in poco più di quindici anni – il primo fu la Sars, l’influenza aviaria- a dimostrazione che l’impressionante avanzata scientifica, tecnica ed economica cinese mantiene buchi neri molto pericolosi, anche a credere alla zoppicante versione ufficiale secondo cui il virus si sarebbe sviluppato in un mercato all’aperto di animali vivi. In attesa di verificare sulla nostra pelle le conseguenze di Covid19, con il suo carico di infettati e deceduti, è già possibile svolgere qualche considerazione di carattere geopolitico, oltreché commentare i primi, frammentari bilanci relativi ai costi economici. La Cina è da quasi un ventennio “la fabbrica del mondo”; gli eventi che la riguardano, in tempi di globalizzazione, si ripercuotono in tempo reale sulla vita e gli interessi dell’intero pianeta. 
I precedenti storici di pandemie devastanti non mancano. Durante la guerra del Peloponneso tra le città elleniche, nel V secolo prima di Cristo, si abbatté sulla Grecia un contagio misterioso e fulmineo, descritto da Tucidide nelle Storie. Chiamato semplicemente “nòsos”, la malattia, falciò in breve buona parte della popolazione, specie nell’Attica, attorno ad Atene. La politica di Pericle, uomo politico ateniese, era quella dell’accoglienza: c’era bisogno di uomini e commerci per la guerra. La pandemia travolse tutti, fuorché Sparta, lontana dalle rotte marittime e assai restia ad aprirsi a uomini e merci. Attorno alla metà del Trecento, una terribile pestilenza uccise in pochi anni addirittura un terzo della popolazione europea. Ne è testimonianza letteraria il Decameron di Giovanni Boccaccio, il cui espediente narrativo è la fuga in campagna di un gruppo di giovani fiorentini per sfuggire alla peste.  

http://www.accademianuovaitalia.it/images/0-0-2020NUOVI/000-CORONAVIRUS_2.jpg
 Oggi non siamo preparati in quanto mentalmente disarmati!

Nel caso del Coronavirus, il solo esponente politico che abbia pronunciato parole all’altezza della storia è Giulio Tremonti. Esiste una relazione tra la globalizzazione, la rapidità dello sviluppo del contagio e le conseguenze economiche. Innanzitutto, l’irruzione dell’Asia ai vertici dell’economia, dell’industria e del consumo è un fatto storico di portata paragonabile alla scoperta dell’America alla fine del XV secolo. La globalizzazione, processo concreto di espansione alla totalità del globo dell’economia di mercato basata sullo scambio illimitato con i postulati produttivi indicati da David Ricardo – specializzazione, delocalizzazione, bassi salari – ha imposto per oltre un ventennio un mondo artificiale, fantasmagorico e felice, sovrapposto a quello reale. Fine della storia e una nuova geografia con baricentro a oriente.
Giulio Tremonti avverte: il corona virus segna il ritorno della natura, il passaggio dall’artificiale al reale. Il mondo senza frontiere non è più un bel sogno, una nuvola rosa planetaria, ma contiene elementi da incubo, fa riaffiorare paure ancestrali che parevano rimosse, vinte da una scienza e da una tecnologia onnipotenti. La globalizzazione è anzitutto, con la terminologia marxiana, la struttura che sostiene una sovrastruttura ideologica- il globalismo mercatista- fondata sull’esaltazione della “società aperta” (Karl Popper).  L’imperativo categorico è la circolazione vorticosa e continua di merci, capitali e soprattutto degli uomini, la forza-lavoro, l’esercito di riserva che abbassa i costi e destabilizza le comunità.
Queste considerazioni non sono teorie astratte, ma spiegano lo choc immediato di queste settimane, oltre il numero di casi conclamati e dei decessi provocati dal virus. L’ossessione della porte aperte, il ripudio delle frontiere, l’erosione degli Stati nazionali – i soli a poter agire nell’ emergenza, con potere di decisione nelle condizioni di eccezione, come sapeva Carl Schmitt –fanno parte delle concause metastoriche del contagio. L’impotenza che ci pervade affonda le radici anche nell’indiscutibilità della narrazione globalista: non siamo preparati in quanto mentalmente disarmati. Il resto lo fa la natura, con le sue rivincite e la sua imprevedibilità che batte in un attimo statistiche, algoritmi, modelli matematici dell’orgoglioso homo tecnologicus.

CORONAVIRUS. IL CIGNO NERO DELLA GLOBALIZZAZIONE?

VIDEO: "VERITA' E RELATIVISMO"

                                    
    Un video di Francesco Lamendola consigliato da Marco Cosmo del 10° Toro. La verità è morta nella "dittatura della menzogna": senza la verità tutto precipita nel caos, nell’anarchismo stabilito per decreto. Come il relativismo è stato eretto a sistema 

Un grandissimo Francesco Lamendola, sempre più in forma. La verità è morta nella "dittatura della menzogna": senza la verità tutto precipita nel caos, nell’anarchismo stabilito per decreto. Come il relativismo è stato eretto a sistema, reso dogma e santificato come garanzia di libertà. La dittatura dei fatti è l’impero del caos: se la verità non esiste, o non è umanamente raggiungibile, chi ci garantirà contro l’illusorietà dei fatti? Non c’è niente che irriti i "vili" quanto lo spettacolo di un "coraggioso", che ha lottato da solo e senza domandare il loro aiuto.

Verità e relativismo. (consigliato dal Decimo Toro) 
Fonte: Il Decimo Toro del 03 Marzo 2020

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