ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 25 aprile 2021

Ce lo hanno ripetuto per settantacinque anni

COSA C'E' DA FESTEGGIARE?

    25 aprile: cosa c’è da festeggiare? Libertà e democrazia le parole magiche: mai più dittatura viva la democrazia, viva l’Italietta di oggi piena zeppa di basi militari straniere che dice sempre sì all’Ue della Merkel e di Soros                                                                                              di Francesco Lamendola  

  

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25 aprile 1945: l’Italia insorge e si libera dell’ormai vacillante giogo nazi-fascista; viva la libertà! Libertà portata, a suon di bombe e di stupri di massa, dagli implacabili nemici, pardon, volevamo dire dai generosi liberatori anglo-americani (i francesi non erano che ascari al loro servizio, come gli assassini e stupratori marocchini erano gli ascari dei francesi). E tuttavia libertà e democrazia, le parole magiche venute da oltre Manica e da oltre Atlantico, ma soprattutto dalla City e da Wall Street: mai più il fascismo! Mai più la dittatura! Mai più il razzismo, il nazionalismo, la ridicola pretesa dell’autarchia in un mondo sempre più globalizzato (e americanizzato, e finanziarizzato).  Mai più! Mai più! Mai più!


Ce lo hanno ripetuto per settantacinque anni, ci hanno rintronato le orecchie tutte le volte che il calendario ci ha riportati al 25 aprile. Abbasso il fascismo! Abbasso Mussolini! Ma il fascismo è morto. No che non è morto, ci hanno detto e ripetuto i giornali e i professori di scuola, è sempre vivo e pronto a rialzare la testa, bisogna stare in guardia. Ma Mussolini, almeno lui, è morto e sepolto. E che vuol dire? Abbasso la memoria di Mussolini! Mussolini, chi lo conosce? Sarà venuto giù da Marte, o da Alfa Centauri: certo non era italiano. Dal 25 aprile del 1945 (col preambolo del 25 luglio 1943), nessun italiano era più fascista; anzi nessuno era mai stato fascista. Il Partito Fascista? Mai visto, mai conosciuto! Ma se avevi la tessera, se scrivevi articoli in lode del Duce? Strano; non me ne ricordo. Forse hai le traveggole, caro amico; comunque vacci piano con le insinuazioni, potrei anche querelarti. Non sai che esiste un reato che si chiama apologia del fascismo? Non c’è il reato di apologia del comunismo e se vuoi gridare in piazza: Viva Stalin! Viva Mao!, nessuno ti può fare nulla, sei nel tuo diritto: anche se Stalin ha fatto otto milioni di morti nella sua stessa patria e anche se Mao ne ha fatti forse venti, forse più; mentre il fascismo ne ha condannati a morte 31 in tutto. Trentuno condanne eseguite! Ma che importa? Questi sono dettagli, incidenti di percorso, quisquilie, bazzecole: quel che conta è l’idea. E l’idea è: viva la libertà, viva la democrazia, viva il comunismo, e abbasso, sempre e per sempre, il fascismo! Abbasso il nostro passato! Abbasso quel che siamo stati! Abbasso l’Italia indipendente e sovrana, fiera e cosciente di sé, a testa alta fra le nazioni, forte del suo glorioso passato e delle sue mamme prolifiche; e perfino, guarda un po’, grande potenza (quale era nel 1939, con una flotta di prim’ordine). Evviva l’Italietta di oggi, piena zeppa di basi militari straniere, mille e forse più, con tanto di arsenali nucleari dei quali i nostri governi nulla sanno, né devono sapere; evviva l’Italietta che dice sempre sì agli amici americani, che si tratti di chiudere un occhio sulla strage del Cermis o che si tratti di andare a bombardare Kabul, Belgrado, Baghdad o Tripoli. Evviva l’Italietta che dice sempre sì all’Europa, che fa i sacrifici perché ce lo chiede la Banca Centrale Europea (privatissima), e che stende tappeti rossi per la Merkel e la signora von der Leyen, e soprattutto che accoglie con tutti gli onori del suo rango George Soros, il grande criminale finanziario che ci ha causato una mazzata da un miliardo e 100 milioni dollari, finiti tutti nelle sue capaci tasche nel Mercoledì nero del 16 settembre 1992 (l’annus terribilis per il nostro Paese, già svenduto qualche mese prima da Monti, Draghi e Grillo sul panfilo Britannia).

Oggi, 25 aprile 2021, viene messo in scena il solito rito, con il solito copione immarcescibile e con le solite formule vuote e banali: un po’ più triste, se possibile, delle altre volte, con le mascherine e il distanziamento, segno evidente che una Nuova Religione si è imposta, quella del Vaccino, perfino più forte di quella della Liberazione. Le solite autorità faranno i soliti discorsetti, sempre più insulsi, e sempre più fuori dalla realtà; deporranno le solite corone di fiori sui soliti monumenti; e gli eredi degli assassini della guerra civile, quelli che ammazzavano bambine di tredici anni, come Giuseppina Ghersi, e seminaristi di quattordici, come Rolando Rivi, sfileranno con le loro bandiere insanguinate e sfoggeranno le loro medaglie al valore. La polizia municipale non starà tanto a cavillare sul distanziamento, e si può star certi che a nessuno di essi verrà recapitata la multa per la mancata osservanza delle norme sanitarie anti-Covid-19, come invece accade a quelli che si avventurano in piazza per protestare contro i tredici mesi di assassinio (il)legale dell’Italia, della libertà italiana e dell’economia italiana. Mai come quest’anno, però, il rito apparirà in tutto il suo lugubre squallore, addirittura più simile a una cerimonia funebre che a una festosa ricorrenza civile. E per una buonissima ragione, in effetti: va di scena il funerale dell’Italia. Tradita, venduta e assassinata da quelli che la governano, per i classici trenta denari, per le solite misere poltrone, per i soliti miseri quattrini. Potranno farsi le ville e il panfilo e la crociera di lusso alle Maldive: ma intanto hanno ammazzato l’Italia, hanno assassinato il popolo lavoratore e teoricamente “sovrano”. Quello che avevano giurato di servire, e sulla cui Costituzione avevano preso l’impegno solenne di vigilare. Invece si sono mostrati per quello che sono: dei vilissimi mercenari; degni, o indegni eredi, fate voi, dei padri della Patria del 1945: quel miscuglio di vecchi arnesi del liberalismo clientelare e ammuffito ante 1922, di espatriati nelle comode università americane e magari nei servizi segreti britannici, passati poi a riscuotere il premio del loro tradimento, quello dell’8 settembre 1943. Ai quali si aggiungevano, sì, due forze nuove, i cattolici e i comunisti; questi ultimi con le braccia grondanti di sangue fraterno sino ai gomiti, non solo per le decine di migliaia di ammazzati e d’infoibati a guerra ormai finita, ma anche per la mattanza di capi partigiani non comunisti che, a “liberazione” avvenuta, non servivano più, anzi erano d’intralcio: valga per tutti l’eccidio di Porzus, ma ci furono decine e centinaia di Porzus in tutto il Nord Italia. Peccatucci d’intemperanza subito dimenticati e amnistiati, materialmente di Palmiro Togliatti (che ebbe l’improntitudine di far passare l’amnistia come rivolta ai fascisti, che dopo il 25 aprile erano stati vittime di massacri selvaggi), e moralmente dalla ineffabile coppia Dossetti-Lazzati, e di quel malefico catto-comunismo che tanto male ha fatto all’Italia, specie nella tristissima fase declinante della Seconda Repubblica e fino ai giorni nostri. Col PD ancor pieno zeppo di sedicenti cattolici che approvano tutte le leggi più mostruosamente anticattoliche e antiumane, dall’aborto all’eutanasia, per non sfigurare accanto ai loro compagni di provata fede laicista e materialista.

Ma perché indugiare su queste vecchie storie? Parliamo del presente. Parliamo di Bibbiano, di cui nessuno parla più, di cui si sono scordati tutti quanti. Bibbiano non riguarda solo Bibbiano, né solo l’Emilia: c’erano e ci sono decine di Bibbiano in tutta Italia, perfetta espressione di questa Italia, falsamente liberata e falsamente democratica, di questa Seconda Repubblica, falsamente ripulita dai politici corrotti (Tangentopoli) e totalmente abbandonata nelle mani degli speculatori finanziari stranieri, ben decisi a stroncare la fantastica rimonta che il nostro Paese aveva avuto la colpa di aver fatto nel dopoguerra, raggiungendo la posizione di quarta potenza economica mondiale. Parliamo di Bibbiano perché dietro Bibbiano c’è tutto un sistema di potere e di sottopotere, di amministrazioni pubbliche di sinistra e di servizi socio-sanitari dominati dalla sinistra: dominati politicamente, ideologicamente, materialmente e spiritualmente. E dietro Bibbiano c’è anche l’ombra del Forteto, e indirettamente della “lezione” di don Milani; c’è l’ombra del catto-comunismo, c’è l’odio per la donna come madre, c’è l’odio per la famiglia naturale, per la famiglia sana, specialmente per la famiglia cristiana; e inoltre l’odio per la famiglia povera, perché questi signori della sinistra, questi psichiatri banditeschi, queste assistenti sociali criminali e mentalmente deviate, odiano tutto ciò che è sano, vitale, normale, prolifico; amano le famiglie senza figli, o le “famiglie” omosessuali create con figli comprati con la pratica dell’utero in affitto. È una sinistra che non è più sinistra (se mai lo è stata: Mussolini era di sinistra; ma questo come spiegarlo a quei sepolcri imbiancati?), che è passata armi e bagagli dall’ultracomunismo all’ultracapitalismo, che va a braccetto con Soros e simpatizza con Bill Gates, che ama i ricchi e odia e detesta i poveri, e perciò vuol togliere i figli alle famiglie povere e darli in affido alle “famiglie” ricche e diverse, qualunque cosa s’intenda per diverso. L’importante è che non siano formate da un uomo e una donna, o che non siano di sentimenti tradizionali, che non abbiano addosso l’odore del lavoro e della povertà, per quanto dignitosa. La povertà a quei signori fa schifo: loro sono abituati agli attici a New York o a Londra, e da New York e da Londra inondano l’Italia di belle parole e di frasi fatte, mettono in commercio i loro libri, si concedono in collegamento televisivo alle maggiori reti, e predicano agli italioti poveri e distrutti dalla falsa emergenza sanitaria che devono smetterla di essere esclusivisti e razzisti, devono accogliere i migranti, devono regalare loro la seconda casa, devono essere più buoni, più inclusivi, meno egoisti (che tanto la pizza non gliela ruba nessuno), meno pieni di pregiudizi. E tutto questo perché i signori della sinistra hanno, e hanno sempre avuto in testa, l’idea dell’Uomo Nuovo, ossia di un uomo da rifare totalmente, partendo da Rousseau e arrivando al transumano del Nuovo Ordine Mondiale, quello teorizzato da Klaus Schwab al Forum Economico di Davos, e attuato da uomini come Anthony Fauci per conto dei superoligarchi della grande finanza. I quali, come sempre, stanno un passo indietro, nell’ombra, non mostrano la faccia e lasciano che ad andare avanti siano i loro proconsoli e i loro aguzzini.

Come stupirsi se l’Italia, in mano a una genia di corrotti, di mercenari, di traditori, sta andando a picco come il Titanic, e non da oggi o da ieri, ma da almeno trent’anni? Come stupirsi se da quarta potenza economica mondiale siamo diventati un Paese di straccioni, derisi e umiliati da tutti, perfino da staterelli/paradisi fiscali come l’Olanda e il Lussemburgo, perfino dall’Austria, che ci guardano dall’alto in basso e la cui opinione pubblica chiede ai propri governanti: Neanche un euro agli italiani, mi raccomando? Insomma, come stupirci se siamo diventati i lebbrosi, i pezzenti, gli accattoni di turno, oltretutto colpevoli della nostra miseria perché notoriamente spendaccioni e disonesti, pur avendo una classe di statisti di livello europeo, se non mondiale, perché uomini come Monti e Draghi non si trovano mica sotto i sassi del torrente, sono vere gemme nel panorama politico-finanziario internazionale, e ci li invidiano tutti per la loro bravura e la loro incorruttibilità? Eh sì: così stanno le cose. Come sempre, i poveri sono colpevoli della loro povertà, i traditi sono colpevoli delle loro corna e le vittime sono colpevoli della loro onestà. In un mondo di farabutti, essere onesti è un crimine E il popolo italiano, nonostante tutto, nonostante settant’anni e passa di governanti servi dello straniero, e da trent’anni servi come nemmeno quelli dei primi quarant’anni avrebbero mai immaginato di poterlo essere, vale a dire così servi che più servi non si può, il popolo italiano è ancora fondamentalmente sano. O almeno lo era fino a tredici mesi fa: fino a quando i demoni della grande finanza decisero di far scoppiare la bomba Covid-19, proclamarono la pandemia, ordinarono ai loro mass-media di terrorizzare la gente, e ai politici-aguzzini di distruggere le libertà e l’economia, specialmente il ceto medio. Ceto medio vuol dire piccola borghesia, e piccola borghesia vuol dire le sane famiglie di sempre, marito e moglie con due o tre figli, coi loro valori cristiani e la loro etica del lavoro, del risparmio e dell’onestà. Tutta roba vecchia, tutta zavorra sulla via del Great Reset, del Transumanesimo e del Nuovo Ordine Mondiale. Via, via rutti questa zavorra. Così hanno deciso in alto loco, così vogliono i superoligarchi: e subito Bergoglio, Ravasi, Paglia e compagnia bella a reggere loro il gioco, a proclamare il dovere di vaccinarsi, a chiudere le chiese, a lasciare i fedeli senza i conforti religiosi; perfino i morenti senza l’estrema unzione. Clero semplicemente codardo? Sì, anche codardo; ma peggio che codardo: clero asservito al diavolo. La sua non è più la Sposa di Cristo, è la Sinagoga di Satana; e loro stessi non sono più pastori del gregge di Cristo, ma figli del Diavolo, secondo le parole precise di Gesù: Voi che avete per padre il diavolo e fate e opere del diavolo (Gv 8,44). Infatti, stanno facendo le opere del diavolo. In cima alla tenebrosa piramide c’è lui, sempre lui, l’antico avversario. È un fenomeno mondiale; ma noi parliamo per il nostro povero Pese, la culla del cattolicesimo, già quinta potenza economica mondiale; noi parliamo per la nostra povera Italia, che ne abbiano già abbastanza; agli altri Paesi penseranno i loro cittadini. E quel che possiamo e che dobbiamo dire, in questa ennesima ricorrenza del 25 aprile, così squallida, così diversa da tutte le altre - perché ormai anche i cani hanno sentito dire che il mondo di prima non ritornerà mai più, qualcuno ha deciso che deve esserci un Grande Azzeramento - è questo: nulla di buono si può costruire sulla menzogna. Se siamo scesi tanto in basso e abbiamo toccato il fondo così miseramente è per aver tollerato decenni di menzogne e sistematica falsificazione della nostra identità e del nostro passato. Quei signori vogliono azzerare identità e storia, vogliono far di noi degli atomi uniformi, intercambiabili , perfettamente addestrati come i cani di Pavlov. E per far ciò hanno bisogno di uccidere in noi il desiderio della verità, il bisogno della bellezza, l’aspirazione al bene. Devono renderci simili a loro; e cominciano da qui, da questo vaccino fatto coi feti abortiti, per sporcarci moralmente e degradarci ai nostri stessi occhi, macchiandoci di un’infamia imperdonabile: la nostra (presunta) salvezza contro delle vite innocenti. 

 

25 aprile: cosa c’è da festeggiare? 

di Francesco Lamendola

 

 

Del 25 Aprile 2021

 http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/contro-informazione/le-grandi-menzogne-editoriali/10090-cosa-c-e-da-festeggiare

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