ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 18 gennaio 2017

Come si invertirà la rotta?

Il futuro della Chiesa: tra la Emmerich, mons. Fellay e i dubia

Non possiamo non guardare l’attuale scenario ecclesiale che con gli stessi occhi colmi di preoccupazione con cui nelle sue visioni contemplava i nostri giorni la ⇒Beata Catherine Emmerich, nel lontano 1820: “Vidi che tutto ciò che riguardava il Protestantesimo stava gradualmente prendendo il sopravvento e la religione Cattolica stava precipitando in una completa decadenza”.
Le profezie della beata offrono un ritratto puntuale e chiaro dello spaccato di storia di Chiesa che stiamo vivendo, o meglio patendo: “grande miseria” spirituale, “follia”, “malvagità”, “confusione” e “una totale cecità”. 
Questa è la “strana”, “grande” e “stravagante” Chiesa di Francesco,  “di umana creazione”, che ha una “tremenda influenza sulla gente” e in cui “tutti devono essere ammessi”! 
Come negarlo? 
Magari lo stesso Cardinal Müller arriverá a censurare o sbugiardare la Santa, come quando qualche sera fa ha pensato di pronunciare pubblicamente una solenne bugia: “Non c’è alcun pericolo per la Fede [in Amoris Laetitia]!”

La neochiesa celebra le sue esequie sorridendo festosa

Milano kaputt. Cronache dell’ennesimo tradimento 

Niente di nuovo. Inizia oggi la settimana “per l’unità dei cristiani” e con tragica monotonia la neochiesa celebra le sue esequie sorridendo festosa. Ma non ha il diritto di trascinare i fedeli all’inferno. E poi, mi scuserete, ma c’è anche una questione personale.

di Paolo Deotto


È vero, mi si potrebbe obiettare: “Ma di che ti meravigli? Era già tutto previsto e programmato. Tu stesso hai scritto due articoli su questo”.
Vero, verissimo. Ho già scritto due articoli sulla “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani “ (clicca qui e qui) e quindi non ho nulla da aggiungere sulla sostanza. La cronaca del tradimento, accuratamente preparato da Roma con tanto di “istruzioni per l’uso” è monotona e prevedibile. Il conducator ordina, i sottoposti obbediscono.

Il sociologo cieco predica ai sordi


"La convergenza tra il Papa e chi la pensa come Caffarra è impossibile"


Girotondo d'idee sull'intervista concessa al Foglio dall'arcivescovo emerito di Bologna. Parlano Massimo Introvigne, Robert Royal, Roland Noè


Roma. “L’intervista al cardinale Carlo Caffarra conferma la sua capacità di porre questioni teologiche, e nello stesso tempo filosofiche, con un rigore e una raffinatezza che hanno pochi eguali nella chiesa e anche nella cultura italiana di oggi. Sul rischio culturale di una dittatura del relativismo, di cui Caffarra parlò ancora prima di Benedetto XVI, come non dargli ragione?”, dice al Foglio Massimo Introvigne, sociologo e direttore del Cesnur (Centro studi sulle nuove religioni), commentando la conversazione con l’arcivescovo emerito di Bologna pubblicata sabato scorso da questo giornale.

Nonostante lo stridore di denti

Ancora sulla FSSPX



Un lettore, che dichiara di trovarsi in genere in sintonia con quanto vado sostenendo in questo blog, mi ha scritto per esprimere il suo dissenso a proposito delle idee da me espresse nel post del 4 gennaio scorso (“Modi diversi di vivere la tradizione”). E mi sottopone una serie di domande piuttosto impegnative:

Ignoranza invincibile


L’Arcidiocesi di Pescara pone i protestanti in cattedra                                           

(di Mauro Faverzani) Ci fu un tempo in cui ai buoni Cattolici di qualsiasi età le parrocchie si preoccupavano d’insegnare la retta Dottrina. Ci fu un tempo in cui si apprendevano dal Catechismo almeno i fondamenti della propria fede. Ed il Catechismo, quello detto di san Pio X, era molto chiaro: «Gli eretici sono i battezzati che si ostinano a non credere qualche verità rivelata da Dio e insegnata dalla Chiesa, per esempio, i protestanti» (n. 127) ed ancora: «Superstizione è l’uso di riti sconvenienti, vani o proibiti dalla Chiesa» (n. 172).
Oggi non è più così. Oggi, nella nuova “Chiesa della misericordia”, sulle questioni religiose regna un’ignoranza invincibile, il rispetto umano ha sostituito il timor di Dio, l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso han sostituito l’annuncio, persino i pastori non son più gli stessi – in genere i buoni, vecchi parroci –, bensì quelli protestanti ed ai battezzati si preferisce insegnare Lutero.

Campagna di vaccinazione

Appello alla preghiera

perché Papa Francesco confermi la prassi immutabile della Chiesa
riguardo alla verità dell’indissolubilità del matrimonio


Dopo la pubblicazione dell’Esortazione Apostolica Amoris laetitia in alcune chiese particolari sono state pubblicate norme applicative e interpretazioni, secondo le quali i divorziati che hanno contratto un matrimonio civilmente con un nuovo partner, nonostante il vincolo sacramentale che continua a legarli ai loro legittimi coniugi, possono essere ammessi ai sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia senza adempiere il dovere Divinamente stabilito di interrompere la violazione del loro vincolo matrimoniale sacramentale.

La convivenza more uxorio con una persona che non è il legittimo coniuge, rappresenta allo stesso tempo un’offesa all’Alleanza della salvezza, di cui il Matrimonio sacramentale è segno (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 2384), e un’offesa al carattere nuziale del mistero eucaristico stesso. Papa Benedetto XVI ha rilevato una tale correlazione: “L’Eucaristia corrobora in modo inesauribile l’unità e l’amore indissolubili di ogni Matrimonio cristiano. In esso, in forza del sacramento, il vincolo coniugale è intrinsecamente connesso all’unità eucaristica tra Cristo sposo e la Chiesa sposa(cfr. Ef 5,31-32)” (Esortazione Apostolica Sacramentum caritatis, 27).

Instaurare omnia in Christo?

Dopo l’Amoris laetitia, confessori e pastori senza via d’uscita


(di Cristina Siccardi) Nell’era in cui il Papa dice «chi sono io per giudicare?» è diventato difficile e talvolta impossibile, per parroci e sacerdoti coscienziosi, espletare il sacramento della confessione in serenità. Se Roma non trasmette l’abc del comportamento etico cattolico, i sacerdoti sono in grande difficoltà con i loro fedeli.
Il Cattolicesimo è profondamente in pericolo, vittima di un’aggressione cieca e lesiva di insegnamenti che vanno contro la fede. L’autodemolizione fa passi da gigante. Monsignor George Wadih Bacouni, Vescovo melkita di Haifa e co-presidente dell’Assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa è assai preoccupato: «Anche da noi le nuove generazioni si stanno allontanando dalla Chiesa», ad allontanare i giovani dalla Chiesa sono, secondo il Vescovo melkita, anche «l’errata comprensione del concetto di laicità e gli scandali di alcuni uomini di chiesa, riferibili non ad abusi sessuali ma ad una testimonianza di vita poco confacente alla vita sacerdotale e religiosa» (Agenzia SIR, 16 gennaio 2017).

martedì 17 gennaio 2017

il “secolo di Maria”


Il venerabile Pio XII, il Papa di Fatima


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Nel 2017 non ricorre solo il centenario delle apparizioni mariane di Fatima, ma anche quello della consacrazione episcopale dell’allora mons. Eugenio Pacelli, avvenuta proprio il 13 maggio, lo stesso giorno della prima apparizione della Santissima Vergine ai tre Pastorelli. Divenuto, il 2 marzo del 1939, il 260° Successore del beato Apostolo Pietro col nome di Pio XII, egli fu il primo vero “papa di Fatima”.

«La Beata Vergine, la Madonna del Rosario venerata a Fatima, la Santa Madre di Dio che portò la vittoria a Lepanto, vi assisterà con la Sua potenza» (S. S. Pio XII, enciclica Saeculo Exeunte)
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Antefatti
Tutto ebbe inizio nel 1917. La Prima Guerra Mondiale stava infuriando da diversi anni ormai, senza mostrare alcun segno di una imminente e pacifica conclusione, perciò Papa Benedetto XV si rivolse con una supplica alla Beata Vergine Maria, per mezzo della Quale tutte le grazie vengono dispensate. Egli chiese urgentemente a tutti i Cristiani di implorare la Beata Vergine Maria per ottenere la pace nel mondo, e di affidare questo compito solenne a Lei solamente.