ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 9 ottobre 2013

Destinate ad aumentare..

  1. Papa Bergoglio:alcune perplessita'
Che il Papa non abbia studiato il diritto, non sia stato laureato in teologia e non sappia affatto cantare ha suscitato sorpresa, ma che abbia dichiarato d’avere il “problema psichiatrico” della propria incapacità nell’abitare in un proprio appartamento che l’avrebbe messo al riparo da distrazioni e avrebbe facilitato il rapporto coi suoi indispensabili quotidiani collaboratori per l’espletamento di questioni difficili da studiare e risolvere per dare l’atteso indirizzo ai propri uffici, questo ha suscitato perplessità. Quasi che egli abbia una autocostruzione psicologica incompleta e difettosa, tale da temere silenzio, solitudine, raccoglimento, tale da aver bisogno di continuo e mutevole rapporto con persone estranee al proprio specifico lavoro riflessivo.
Eppure come religioso gesuita ha certamente dovuto sottostare per molti anni alle regole del silenzio personale e comunitario, della riservatezza nella propria stanza, del prolungato studio. Come, dunque, spiegare questa sua odierna refrattarietà “psichiatrica” alla riservatezza?
Che il Papa mostri rispetto per il personale sforzo di coscienza d’una persona che rettifica proprie tendenze sessuali disordinate, pur conformanti all’ordine divino, è un buon esempio, ma è forse buon esempio di governo di esporre questa persona in luogo d’autorità? E come è possibile che il Papa ignori che a persone così “sofferenti” si apre tuttavia la porta dell’ordine sacro? Anzi: com’è possibile la sua noncuranza dell’apertura dei seminari alla psicanalisi e, quindi, al primato dell’inconscio e della libido?
Che il Papa abbia espresso la consapevolezza dell’attuale fallimento della pastorale matrimoniale è cosa degna e giusta, ma che si sia mostrato possibilista per la soluzione adottata dagli Orientali di concedere ai divorziati il permesso d’un nuovo matrimonio, scavalcando il principio di fede divina dell’indissolubilità del vero matrimonio sacramento, questo ha suscitato grande stupore.
Non si può che restare perplessi quando al fallimento d’una pastorale si aggiunge la disponibilità ad un permissivismo estraneo alla fede divina.
Che il Papa esalti (sia pure in termini estremamente generici) il compito della Madre di Gesù nella Chiesa è consolante, ma che vi connetta un’asserita mancanza della “teologia della Donna” nella Chiesa è sbalorditivo: è fin troppo evidente che il nesso tra la Nuova Eva e la Donna cristiana va stabilito sull’analogia degli attributi mariologici ben studiati fino al tempo di Pio XII: corredenzione e mediazione. Non si può che restare perplessi quando si vuol fondare una teologia mariana e femminile mantenendo la recente volontà d’oscurare i privilegi mariologici, essenziali per capire la vita del Corpo Mistico, i soli capaci d’illuminare dall’alto (non dal sesso) la vocazione della donna nella Chiesa.
Ennio Innocenti


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