ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 19 luglio 2018

Cosa significhi infinita misericordia e infinita giustizia di Dio

Le confessioni di "Mamma Natuzza": «Ho visto i morti, ecco come sarà l’aldilà e cosa si fa»...


Molti anni fa discorrevo con un noto sacerdote carismatico che aveva fondato un gruppo ecclesiale riconosciuto da alcuni Vescovi. Iniziammo a parlare di Natuzza Evolo e, con mia grande sorpresa, il sacerdote affermò che, secondo lui, Natuzza faceva dello spiritismo a buon mercato. Rimasi molto contrariato da questa affermazione, per una forma di rispetto non risposi al famoso sacerdote ma, nel mio cuore, subito pensai che tale grave affermazione nasceva da una forma non nobile di invidia verso una povera donna analfabeta alla quale migliaia di persone si rivolgevano ogni mese ottenendone sempre un sollievo nell’anima e nel corpo. Con gli anni cercai di studiare il rapporto di Natuzza con i defunti e mi resi completamente conto che la mistica calabrese non andava assolutamente considerata come una “medium”. Infatti, Natuzza non invoca i defunti chiedendo loro di venire da lei e …… le anime dei morti le compaiono non per sua decisione e volontà, ma unicamente per volontà delle anime stesse grazie ovviamente al permesso divino.

"Dove vai Chiesa?

QUO VADIS DOMINE? DOVE VAI?

San Pietro domandò a Gesù: "Quo vadis, Domine?" ma, oggi è Gesù che ci chiede: "Tu uomo dove vai, dove credi di andare?" e le stesse domande le farà alla Sua Chiesa: "Dove vai Chiesa? stai seguendo la strada che ho tracciato?" 
di Francesco Lamendola  

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È noto l’episodio – narrato da Henryk Sienkiewicz nel suo celebre romanzo - di san Pietro che, imboccando la via Appia per sfuggire alla persecuzione anticristiana di Nerone, incontra Gesù che gli viene incontro, diretto verso Roma, e al quale, sbigottito, domanda: Quo vadis, Doimine?, dove vai, Signore?; anche perché, sul luogo dell’evento, è stata poi costruita una chiesa, tuttora esistente, quasi all’incrocio con la Via Ardeatina. Ma forse dovremmo riflettere che quella stessa domanda saremo noi a riceverla, un giorno, dal nostro Signore; anzi, se aprissimo un poco i nostri orecchi, e smettessimo di ascoltare gl’inutili rumori di fondo che riempiono la nostra vita, probabilmente la sentiremmo spesso, quella domanda, ogni giorno, ogni ora: Dove vai? Dove stai andando?, che forse, se ascoltata meglio, suonerebbe come un: Dove credi di andare?

New trolls:dalla delusione si è passati alla costernazione.

"Humanae vitae". Così è nata e guai a chi la tocca

Il lavorio che è in corso per demolire "Humanae vitae" – l'enciclica di Paolo VI del 1968 che ha detto no ai contraccettivi artificiali – ha trovato in questi giorni un inatteso inciampo in un libro che ricostruisce la genesi di quel testo, grazie all'accesso, per la prima volta, ai documenti segreti che la riguardano, autorizzato da papa Francesco in persona:
L'inciampo è tanto più serio in quanto i fautori di un "cambio di paradigma", cioè di una liberalizzazione dei contraccettivi – dal cardinale Walter Kasper al teologo Maurizio Chiodi, autore dell'ormai celebre conferenza nella Pontificia Università Gregoriana che ha dato il "la" alla campagna, con l'apparente approvazione di papa Francesco –, si aspettavano proprio da questo libro non un ostacolo ma un ulteriore sostegno alle loro tesi.

Barconi pieni di badanti?

PEZZO GROSSO COMMENTA LE BADANTI DI SANT’EGIDIO. ASSOLUTAMENTE IMPERDIBILE.


Abbiamo ricevuto una telefonata accorata da parte di Pezzo Grosso. La voce era alterata, non siamo riusciti a capire se dal pianto o dal riso, o forse da tutti e due: piangeva dal ridere e rideva per non piangere. Ci ha annunciato un messaggio scritto e ci ha pregato praticamente in ginocchio (non c’era il video telefono, ma l’abbiamo capito) di pubblicarlo, anche se era il secondo in questa settimana, ed egli sa che cerchiamo di non infittire la presenza dei collaboratori. Quando è arrivato l’articolo, abbiamo dovuto dargli ragione: assolutamente imperdibile. Stiamo ancora ridendo.

Deliciae generis humani



Roma, 21 giu – Dovrebbe essere ormai chiaro come il sole. L’obiettivo del capitalismo globalizzato è terzomondizzare l’Europa, deportando masse di nuovi schiavi con cui abbassare i salari e generalizzare la miseria delle classi subalterne. Il turbomondialismo non vuole integrare i migranti, che anzi considera alla stregua di nuovi schiavi privi di dignità. Vuole, au contraire, rendere noi come i migranti: apolidi, sradicati, deterritorializzati e senza diritti. In una parola vuole generalizzare il profilo dell’homo migrans, apolide dell’esistenza. Ma, si sa, ogni neolingua che si rispetti chiama le cose con i nomi invertiti: pace la guerra, libertà la schiavitù e… immigrazione la deportazione neoimperialistica. Gli stolti araldi del progressismo acefalo senza coscienza infelice vogliono accogliere e integrare: senza curarsi del fatto che l’immigrazione di massa è un colpo di pistola in fronte alla classe lavoratrice (sia migrante sia stanziale), costretta a subire concorrenza al ribasso. E dire che basterebbe aver letto Carlo Marx per saperlo. Ma le sinistre, si sa, l’hanno abbandonato per la Boldrini e per Saviano, deliciae generis humani.

I percorsi del cattolicesimo in disarmo

L'AVVENTURA DI UN CRISTIANO


L’avventura di un povero cristiano. Perchè Zanotelli, Nogaro e Ciotti hanno il desiderio di "dissoluzione della fede" che è uno dei capisaldi dell’identità nazionale italiana ed europea nonché la ragione delle loro scelte di vita 
di Roberto Pecchioli  

 0 300 palloncini vaticano

L’avventura di un povero cristiano fu l’ultima opera letteraria di Ignazio Silone, l’autore di Fontamara. Uscita con grande successo nel fatidico 1968, racconta i convulsi mesi romani e napoletani di Pietro di Morrone, il monaco asceso al papato nel 1294 con il nome di Celestino V dopo lotte intestine di una chiesa corrotta, tornato dopo pochi mesi al suo eremo tra le montagne della Maiella a seguito dell’abdicazione che Dante chiamò “il gran rifiuto”. Silone intese rappresentare nel suo conterraneo abruzzese l’opposizione tra il singolo e la Chiesa, più ancora la divaricazione irriducibile tra l’uomo onesto e il potere.
Avventura quotidiana di poveri cristiani è diventata seguire i percorsi del cattolicesimo in disarmo. Credevamo che nulla potesse più stupirci di quanto esce dalla bocca di esponenti della gerarchia, ma ci sbagliavamo. Nelle ultime settimane hanno suscitato nuovo turbamento e rinnovato sconcerto due episodi significativi. Il primo è la telefonata tra Gianni Vattimo, filosofo marxista, conclamato omosessuale, alfiere del nichilismo postmoderno nell’insidiosa forma del cosiddetto pensiero debole, e l’inquilino di Santa Marta Jorge Mario Bergoglio. Tra i due, il cui approccio è stato forse favorito dalla comune condizione di coscritti della classe 1936, il più concreto è stato il pensatore torinese, il quale, stando alle ricostruzioni, avrebbe proposto al successore di Pietro di mettersi a capo di una sorta di internazionale contro lo strapotere del denaro. Vasto programma, lodevole e largamente condivisibile, ma certamente distante dalla missione religiosa.

mercoledì 18 luglio 2018

«Anche i migliori si lasceranno ingannare»...

Marienfried e le seduzioni di Satana, un misterioso messaggio da decifrare: «anche i migliori si lasceranno ingannare»...


IL MESSAGGIO MARIANO DI MARIENFRIED ALLA LUCE DELL'APOCALISSE

Marienfried, si può dire, il Cielo ha offerto un prezioso completamento di quelle prime luci profetiche che cominciarono a brillare nel 1830, nella cappella delle Figlie della Carità a Rue du Bac su tematiche decisive e avvincenti. Un’analisi di questo messaggio alla luce della rivelazione biblica contenuta nell’Apocalisse è possibile ed opportuna

L’aspetto più peculiare dal punto di vista simbolico, nel messaggio di Marienfried riguarda, a mio parere, da una parte lo svelamento del ruolo del calcagno della « Donna » nella battaglia degli ultimi tempi contro satana e, dall’altra, il significato del « sigillo del Dio vivente » ma su questi temi abbiamo già abbondantemente fermato l’attenzione [qui e qui].

Vorrei invece fare, a questo punto, un cenno a qualche altro punto del messaggio che potrebbe sembrare accidentale ma che a mio modesto parere è di non poco interesse per illuminare il senso di ciò che di drammatico stiamo vivendo nei nostri tempi empi ed apocalittici. Anche in questo caso il messaggio dell’Immacolata a Marienfried offre delle sfumature ermeneutiche molto preziose.

Il nuovo Vangelo del terzo millennio

MASCHERA DELLA MISERICORDIA


La misericordia come maschera del disprezzo di sé. L’uomo dalle idee moderne questa scimmia orgogliosa è terribilmente scontento di sé (Nietzsche). "Misericordia" il nuovo libro "vangelo" del subdolo e in malafede Walter Kasper 
di Francesco Lamendola  

0 TAVOLATA NEGHER 400  

Si sente un gran parlare di misericordia, di compassione, di accoglienza, di solidarietà, d’inclusione e altre commoventi e zuccherose espressioni dello stesso genere: sono entrate a far parte del vocabolario e della mappa concettuale (o pseudo concettuale) di cui qualsiasi persona che aspiri ad essere socialmente accettata deve provvedersi largamente, come il viandante che riempie di vettovaglie la bisaccia per affrontare il suo viaggio. Deve provvedersene il cattolico così come il laico, il sacerdote come il sindaco, il vescovo come l’insegnante. Per la prima volta nella storia della nostra società, laici e cattolici si trovano accomunati da queste espressioni e da questi valori; per la prima volta accade che li si trovi, ospiti fissi, sulle colonne di Repubblica e nelle omelie quotidiane da Casa Santa Marta, nei servizi del telegiornale e nei foglietti distribuiti nelle parrocchie e nelle chiese. Le adoperano gli intellettuali di sinistra e i cardinali, ne fanno sfoggio gli animatori dei boy scout e gli opinionisti politically correct, e i loro discorsi sono assolutamente intercambiabili. Miracolo: per la prima volta nella storia i preti e i mangiapreti, gli abortisti e gli antiabortisti, i radicali e i clericali, si esprimono con lo stesso linguaggio e fanno appello agli stessi sentimenti, e puntano ai medesimi obiettivi; includere, accogliere, ospitare, sostenere, mostrare compassione e, appunto, misericordia.