ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 21 luglio 2017

Il “calcagno insidiato”

« L’interferenza » provvidenziale della stirpe-discendenza della Donna: la testimonianza di San Massimiliano (parte prima)

San Massimiliano Kolbe, forte del dato della Tradizione, vede nel “calcagno insidiato” dal nemico (cf Gen 3, 15) i consacrati alla Vergine che ingaggiano la battaglia decisiva contro il « mistero di iniquità ». Essi saranno come « l’appendice di Maria » nel tempo della grande guerra spirituale…
images (2)Considerati sinteticamente gli elementi fondamentali della Consacrazione, entriamo ora nello spazio privilegiato della Profezia per ricevere le luci diafane da essa offerte per una più attuale comprensione  di questa devozione provvidenzale alla luce dei nostri tempi.
Il Trattato della Vera Devozione del Montfort inizia con un solenne “introito”: « È per mezzo della Santa Vergine Maria che Gesù Cristo è venuto al mondo ed è ancora per mezzo di Lei che deve regnare nel mondo » (1).
Sulla scia di questa affermazione, san Luigi enuclea il principio fondamentale della soteriologia mariana che sottostà all’avvento dei « Tempi di Maria »: « Per mezzo di Maria cominciò la salvezza del mondo, e per mezzo di Maria deve essere compiuta » (2).

La sacerdotessa



LA BONINO PARLA IN CHIESA. LA PROTESTA DI MOLTI CATTOLICI. CI SARÀ UN SIT-IN DAVANTI ALLA CURIA. E IL VESCOVO?

Qualche giorno fa, grazie al coraggioso scrittore Danilo Quinto abbiamo diffuso la notizia che Emma Bonino avrebbe parlato in una Chiesa di Biella su invito del parroco, e, pare,con l’avallo del vescovo diocesano. Emma Bonino parlerà di immigrazione. Emma Bonino è una persona che ha, oggettivamente, sulla coscienza una quantità straordinaria di aborti. Praticati personalmente – famosa la sua foto con la pompa da bicicletta – e indirettamente; si è spesa per l’aborto (e per una serie di altre cause etiche contrarie a ciò che la Chiesa sostiene e difende) come poche altre persone in questo Paese. Non ha mai dato il benché minimo segno di pentimento, o di dubbio su tutto questo.
Invitarla a parlare in una chiesa, anche se di un altro tema (peraltro collegato al primo: il famoso “bisogno” di migranti sbandierato da alcuni, lei compresa, deriva anche dal vuoto lasciato dai sei milioni di bambini soppressi negli ultimi decenni) è al minimo un’imprudenza. Il Papa ha definito l’aborto “un crimine orrendo”. E si invita a parlare in Chiesa, anche se di altro, uno che lo ha praticato e lo difende? Ma esistono ancora logica, buon senso e un minimo di coerenza nella Chiesa?

Dio è stato sconfitto?

ARRIVA IN LIBRERIA “LA RINUNCIA”, PAMPHLET POLITICO E POLEMICO SULLA CHIESA CON 2 PAPI

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Arriva in libreria «La Rinuncia», pamphlet politico e polemico sulla Chiesa con due papi. «La Rinuncia. Dio è stato sconfitto?», questo il titolo completo dell’ultimo libro di Fabrizio Grasso Due recenti dichiarazioni, la prima del filosofo ed ex presidente del Senato Marcello Pera in un’intervista, la seconda contenuta nel messaggio di cordoglio del papa emerito Benedetto XVI per la morte del cardinale Joachim Meisner, rimettono inevitabilmente la Rinuncia del 2013 al centro del dibattito dentro e fuori la Chiesa. «Questo Papa ha preso il cristianesimo e lo ha volto in politica» ha dichiarato Pera a Il Mattino. «Il Signore non abbandona mai la sua Chiesa, anche se a volte la barca si è riempita d’acqua fino quasi a capovolgersi» ha scritto Ratzinger pochi giorni dopo.

Maschera di ferro o cintura di castità?


Quella foto del padre Sosa

    Forse avrete visto la foto che mostra il padre Arturo Sosa, generale dei gesuiti, mentre prega in un tempio buddista, circondato da monaci. L’immagine è stata pubblicata con compiacimento dai gesuiti stessi, accompagnata da un commento nel quale si spiega che il padre Sosa è «el primer Superior Jesuita en bautizarse budista», ovvero il primo superiore gesuita che si è battezzato buddista.
La foto in questi giorni sta circolando in tutto il mondo, suscitando, a seconda dei casi, soddisfazione oppure sconcerto, tristezza o addirittura sgomento. Ognuno è libero di giudicare come vuole.
Io credo, in ogni caso, che i nostri amici buddisti vadano ringraziati per questa foto che ci hanno regalato. Dirò perché, ma prima qualche nota a margine.

Cadon le maschere, ridono i buffoni

LA MASCHERA E' CADUTA

Da tempo cominciavano a lasciar cadere la maschera: dovevamo essere più attenti.Oggi è una gara per allontanarsi da ciò che è sempre stato il Magistero e per costruire una nuova chiesa che con l’antica non ha nulla a che fare 
di Francesco Lamendola  


Da qualche anno a questa parte, specialmente a partire dall’elezione alla cattedra di Pietro del papa attuale, molti di noi sono rimasti dapprima sconcertati, indi turbati, infine sconvolti, dalla piega rapidissima e inattesa che ha preso la Chiesa cattolica, nelle parole e negli atti di parecchi cardinali, arcivescovi e vescovi, di alcune migliaia di sacerdoti, e di un congruo numero di teologi, per non parlare dei credenti laici, impegnati in una gara forsennata per allontanarsi da ciò che è sempre stato il Magistero e per costruire una nuova chiesa che, con l’antica, la vera e la sola, sembra non avere più nulla, o quasi nulla, a che fare. Eppure, la verità è che c’erano stati, e da tempo, dei segnali, degli indizi, delle avvisaglie; e che, se fossimo stati un poco più attenti, un po’ meno fiduciosi, o, per meglio dire, un po’ meno ingenui, avremmo potuto e dovuto coglierli, preparandoci, anche psicologicamente, oltre che spiritualmente e intellettualmente, alla bufera che stava per scatenarsi. 

Sankt Gallen Club, o “mafia”

Il lassismo anni '70 è al potere nella Chiesa
Preti omosessuali, contraccezione nelle famiglie: tutto questo è stato tollerato a partire dagli anni '70 da ecclesiastici formati nel lassismo e permissivismo tipico degli anni '60. Così quando sono arrivati Giovanni Paolo II e Benedetto XVI si sono formate le opposizioni che poi hanno portato alla cosiddetta mafia di San Gallo. Un saggio di Christine Vollmer.

Caporale dietro la collina

Generale Sosa, problemi col I comandamento? La preghiera buddista e il vizietto del sincretismo
Sbuca dalla Cambogia la foto del padre generale dei Gesuiti in preghiera con un gruppo di buddisti. L'episodio si aggiunge ad una lunga serie di prelati impegnati in culti non cristiani con la scusa del dialogo. E' uno dei risvolti del relativismo religioso che rischia di sfociare nell'idolatria e nella messa in discussione del I comandamento. Infatti già l'allora cardinal Ratzinger metteva in guardia dal pericolo di "orientare all'indietro nella storia delle vie a Dio".

giovedì 20 luglio 2017

La pedagogia di Dio

LA SOFFERENZA DELL'INNOCENTE   

La sofferenza dell’innocente è scandalo per il mondo, mistero di grazia per il cristiano. La sofferenza è parte della vita terrena preparazione della vita eterna che va accettata nella maniera più nobile e consapevole
di Francesco Lamendola  




La sofferenza degli innocenti! Ci può essere uno scandalo più grande di questo? Da sempre, il fatto che le creature innocenti debbano soffrire per le colpe altrui, per la malvagità altrui, è parso lo scandalo supremo alle anime esigenti e generose, ma superbe, che pretendono di capire anche ciò che è più grande della mente umana. Infatti, se a soffrire fossero solo i colpevoli, la cosa non farebbe scandalo, sarebbe accettata, e la mente non vi troverebbe nulla che contraddica il comune senso della giustizia. Ma la sofferenza di una persona buona; ma la sofferenza di un bambino, di una bambina! Che male possono aver fatto, per meritarsi un simile castigo? Inutile dire che coloro i quali si pongono, sdegnati, simili interrogativi, e poi, con i pugni stretti, ne domandano conto a Dio, mettendo anche questo sul conto della sua mancata Provvidenza, non sono neppure attraversati dal sospetto che la sofferenza, dopotutto, potrebbe anche non essere quel che sembra:  potrebbe anche non essere un castigo, ma una grazia; e, soprattutto, potrebbe produrre qualcosa di assai diverso da quel che immaginano loro: non rabbia, dolore e frustrazione, ma un profondo senso di pace, una maggiore confidenza in Dio, un abbandono totale alla sua volontà. Specialmente se la sofferenza  non è vissuta e subita passivamente, ma accettata con piena consapevolezza; di più: se essa, come accade nella vita dei santi, è addirittura ricercata, come mezzo di unione con Dio e purificazione spirituale, e come strumento di bene per il prossimo.