ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 17 novembre 2017

Francesc-fake


LA FAKENEWS DEL PAPA E LA LEGGE SUL FINE VITA. IL CASO BRANDI IN PARLAMENTO. LA VITTORIA DEL BUS DELLA LIBERTÀ. 

Questa mattina devo esprimere tutta la mia solidarietà ai colleghi vaticanisti. Capisco la loro sofferenza. Come ben scrive Giovanni Tridente, “Oggi è il trionfo del titolismo”. Parliamo ovviamente della notizia del messaggio del Pontefice in tema di accanimento terapeutica ed eutanasia. E della cosiddetta “apertura” del Pontefice alla legge sul fine vita. Va da sé che nel messaggio, preparato, come è ben probabile, con l’ausilio della Pontificia Accademia per la Vita, come quasi sempre accade in queste occasioni, di legge non si parla. E il “no” all’accanimento terapeutico, non è esattamente una notizia fresca: risale al 1958, proclamato da quel sinistrorso radicaleggiante di papa Pacelli, e ribadito, senza soluzione di continuità da quei bombaroli di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Dio solleva luci profetiche?Metteranno i ray-ban!

Un teologo anglicano: "Il Papa non è cattolico"


A questo punto della Débâcle Bergogliana, il fatto che Francesco rappresenti una minaccia per l'integrità della Fede è divenuto così evidente nel commento mainstream, che persino un teologo anglicano, scrivendo su First Things, ha lanciato l'allarme.

«Il papa è cattolico? Per almeno un secolo, questo è stato il modo in cui noi anglicani abbiamo scherzato su tutto ciò che sembrava fin troppo ovvio», scrive Gerald McDermott, titolare della cattedra di Teologia alla Beeson Divinity School. Ma continua: «Ora dobbiamo chiederci seriamente se il Papa non sia un protestante liberale».

giovedì 16 novembre 2017

“Il tempo della Vergine”


                        PROSPETTIVE SULL’AVVENIRE 

Proponiamo ai nostri lettori un articolo del filosofo francese Jean Guitton del 1976, che ci sembra di straordinaria attualità per la tematica trattata: l’intervento della Vergine Santissima nella storia dell’umanità; allora come oggi, nel centenario delle apparizioni di Fatima, appare chiaro come la Madre di Dio non faccia mai mancare la Sua intercessione per ricondurre l’umanità tra le braccia salvifiche del Redentore. 

L’attuale incertezza sull’avvenire dell’umanità proietta la sua speranza e la sua ombra anche sul pensiero cristiano. Agli inizi della Chiesa, la fine dei tempi era sembrata molto prossima. Il secolo XIX, pieno di speranza nel progresso umano, credeva in un avvenire indefinito, sempre perfettibile. L’idea della fine dei tempi sembrava una paura infantile. Le ultime guerre, la bomba atomica, l’accelerazione e la convergenza dei processi distruttivi hanno mutato le nostre prospettive. Non sappiamo più se la fine dei tempi è tanto lontana, come la si riteneva all’inizio del secolo scorso. Non sappiamo se il progresso accelerato delle tecniche non avvicinerà la fine, invece di allontanarla quasi indefinitivamente. Questa ambivalenza costituisce il fondo della nostra attuale inquietudine; essa colora i nostri pensieri nascosti, è tanto più forte quanto più la respingiamo. Essa colora anche la coscienza che noi prendiamo dalla fede. Questa fede, ormai, la pensiamo e la viviamo in una prospettiva che si è soliti chiamare escatologica; siamo più attenti di una volta all’idea che le cose del tempo sono ombre e figure, e che un avvenimento finale potrebbe essere assai prossimo.
         Se nel 1975, dopo il Vaticano II, si riflette sulla “medaglia”, sulla “rue du Bac”, sul posto dell’intercessione della Vergine nell’economia della fede, non ci si trova nella identica situazione spirituale del 1940. Ho fatto un’ esperienza curiosa. Ho riletto l’opera sulla Vergine Maria da me scritta tra il 1940 e il 1945 che presentava alcune considerazioni sul rapporto della Vergine Maria con la fine dei tempi: queste pagine erano scritte prima di Hiroshima. Sono alquanto invecchiate. Ora accentuerò ancor di più la visione allora esposta (insieme a molti mistici) sul rapporto della
Vergine con l’escatologia.
         Uno dei temi di Grignion de Montfort era che la devozione alla Vergine sarebbe cresciuta verso la fine dei tempi, che il progresso di questo culto sarebbe un segno dell’avvicinarsi della conclusione della storia umana.

"Noi dobbiamo dare retta ai Cristiani’

MONACO BUDDISTA RISORGE, AFFERMA CHE GESU' E' L'UNICA VERITA' E VEDE BUDDHA TRA LE FIAMME DELL'INFERNO!!



Amici e fratelli, una "divagazione" che non sono solito fare ma mi ha molto colpito questa storia. Fa profondamete riflettere, soprattuto in questo mese di Novembre in cui la Chiesa dovrebbe essere occupata nella meditazione sulle realtà eterne (Novissimi) e che noi stiamo cercando di fare con l'aiuto delle ottime meditazioni quotidiane del padre Stefano Manelli. Lo offro alla lettura di tutti voi:

"Nel 1998 morì un monaco Buddista. Alcuni giorni dopo, si tenne il suo funerale durante il quale doveva essere cremato. Dall’odore, era ovvio che il suo corpo aveva già cominciato a decomporsi – egli era molto chiaramente morto!", secondo il rapporto dell’agenzia missionaria Asian Minorities Outreach: "Noi abbiamo cercato di verificare questa notizia che ci è giunta da diverse fonti, ed ora siamo convinti che essa è esatta", scrivono. "Centinaia di monaci e parenti del morto parteciparono al funerale. Proprio quando il corpo stava per essere bruciato, il monaco morto improvvisamente si mise a sedere, gridando: ‘E’ tutta una menzogna! Io ho visto i nostri antenati bruciare ed essere torturati in una sorta di fuoco. Io ho visto anche Buddha e molti altri santi uomini Buddisti. Essi erano tutti in un mare di fuoco! Noi dobbiamo dare retta ai Cristiani’ - continuò vigorosamente il protagonista - 'loro sono i soli che conoscono la verità!'

Dagli amici mi guardi Iddio..


Amichevole critica alle tesi di Rocco Buttiglione               


(di Roberto de Mattei) Conosco Rocco Buttiglione da più di quarant’anni. Siamo stati entrambi assistenti del prof. Augusto Del Noce (1910-1989) pressola Facoltà di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza di Roma, ma fin da allora le nostre posizioni divergevano, soprattutto per quanto riguarda il giudizio sulla modernità. Buttiglione considerava compatibile con il Cristianesimo il processo storico inaugurato dalla Rivoluzione francese, io lo consideravo incompatibile.

Le idee riformate


I francobolli vaticani di ieri e di oggi   
               
(di Cristina Siccardi) Sul portale della Cattedrale di Ognissanti di Wittenberg, Lutero affisse le sue 95 tesi contro la Chiesa di Roma, era il 31 ottobre del 1517: vigilia del giorno di tutti i Santi, quei Santi che egli rinnegò con protervia e crudeltà indicibili, così come abolì, con sistemi di stampo totalitario, ogni devozione a Maria Vergine.
Nel 1851, sul timpano di quel portale, venne collocato un mosaico, elementare (per sovvenire alle forme povere e popolari dell’arte luterana) opera di August von Kloeber. Sullo sfondo si profila la città di Wittenberg, mentre in primo piano è posto Cristo in Croce, alla sua destra e in ginocchio Martin Lutero, con la Bibbia tradotta in tedesco; alla sua sinistra e in ginocchio Filippo Melantone con la Confessio Augustana (prima esposizione ufficiale dei princìpi del Protestantesimo, redatta nel 1530 da Melantone stesso per essere presentata alla Dieta di Augusta).

Sensibilità episcopale «new generation»


Su Rivista del Clero il Vescovo “stile don Milani”

(di Mauro Faverzani) A mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola, don Lorenzo Milani piace. E tanto. Al punto da dedicarvi un lungo saggio, apparso sul numero di settembre della Rivista del Clero Italiano, per spiegare il ministero episcopale alla luce del pensiero del parroco di Barbiana.
Se ne ricava la figura di un Vescovo estremamente contraddittorio: da una parte pronto alle ampie convergenze, attento al «tutto» ovvero all’«intero corpo della Chiesa» e non autoreferenziale; dall’altra invece non un «padre universale», bensì un «cuore singolare», capace di «un amore speciale verso alcune creature».
E verso le altre? Che ne è del «tutto»?

La fuffa dell’anno


Sinodo dei giovani secondo Romano Amerio   


“Se non lo trovi nella Summa, cercalo in Iota Unum”. Non mi ricordo chi lo dicesse, ma credo sia un consiglio che non si discute: si applica. Lo applico all’argomento fuffa dell’anno, la preparazione al Sinodo dei Giovani. E inizio pure a chiedermi cosa c’entri e come mai si affianchi questo nuovo evento ecclesiale con le tristi iniziative antiliturgiche a antidogmatiche in auge, generalmente sussumibili nell’etichetta ‘luteranizzazione della Chiesa e demolizione della medesima’. Forse che i giovani sono il grimaldello da agitare contro la tradizione?