ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 31 maggio 2014

IL MAGISTERO E L’AUTORITA’ DELLA CHIESA E DEL PAPA

parte prima
Premessa

Mentre scorrevo gli articoli ultimamente pubblicati, ho individuato alcuni spropositi sostenuti anche da brillanti scrittori in ambito tradizionalista come Arnaldo Vidigal Xavier da Silveira e altri al suo seguito in merito alla corretta interpretazione del magistero ecclesiastico e petrino, ultimamente anche Mons. Richard Williamson ha sostenuto tesi non teologicamente fondate, riguardo alle canonizzazioni di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II.
A seguito della convocazione del Vaticano II, sono stati emanati gli atti del concilio e tutta una serie di documenti pontifici e di encicliche che più o meno contengono elementi che si allontanano dalla costante dottrina cattolica esposta dal magistero precedente al concilio. 

L’uomo per Iddio o Dio per l’uomo?

 La questione antropologica



Con questo articolo, con l’aiuto di Dio e invocando la sua benedizione, inizia sul Settimanale di Padre Pio, una rubrica dedicata all’approfondimento del Magistero autentico e infallibile della Chiesa sui temi in cui esso, come è noto, non solo è competente in via autoritativa ed esclusiva, ma su cui può anche definire delle verità certe e indiscusse che debbono essere ritenute da tutti i fedeli per poter essere non solo cattolici di nome (come molti...) ma, mutuando un’espressione giovannea, “coi fatti e nella verità”: i temi della Fede e della Morale. 

Frate veleno

Lo stile di padre Alfonso Bruno



A padre Alfonso Bruno, liquidatore dei Francescani dell’Immacolata, è piaciuto il mio articolo dal titolo: Tranquillo, il papa c’è, ma non sei tu.
Sono contento.
Ha voluto commentarlo così (su mediatrice.net e sulla pagina ufficiale dei Francescani dell’Immacolata):

Con il recente articolo “Il Papa c’è, ma non sei tu” di Antonio Righi , “Libertà & Persona” sembra acquistare una nuova forma e una nuova sostanza dopo che da mesi aveva assunto il ruolo di trash blog dove confluivano tutte le critiche pretestuose al commissariamento dei Francescani dell’Immacolata…
Vigilius, Peregrinus, Pacomius, sono solo alcuni pseudonimi di vili ex studenti barbuti o sbarbatelli FI, insieme ai loro ex professori in pensione anticipata, apparsi con cinico sarcasmo su Libertà & Persona.

La Chiesa-miraggio.

Sotto il sole di satana

 Sviati dalla chimera di voler scoprire i mezzi agevoli ed infallibili per realizzare finalmente l'unità religiosa del genere umano, alcuni prelati che occupano le cariche più importanti lavorano ad inventare una Chiesa senza frontiere, nella quale tutti gli uomini, dispensati in anticipo dal rinunciare al mondo e a Satana, non tarderebbero a ritrovarsi nella libertà e nella fraternità. 
Dogmi, riti, gerarchia, persino ascesi, se ci si tiene, tutto sussisterebbe della Chiesa precedente, ma tutto sprovvisto delle dovute protezioni volute dal Signore e precisate dalla Tradizione e, per ciò stesso, tutto privato della linfa cattolica, cioè della grazia e della santità. 
Gli adepti delle confessioni religiose più eteroclite e anche coloro che rifiutano ogni confessione religiosa, non avrebbero allora difficoltà ad entrare in questa Chiesa, ma entrerebbero agevolmente in una Chiesa-miraggio. 

I guasti dello spirito umbro da Assisi in poi

Passa dall’Umbria il rapporto tra Renzi e il Vaticano

Passa dall’Umbria il rapporto fra il premier Matteo Renzi e il Vaticano.
vaticanoPassa per il tramite del vescovo della diocesi di Spoleto- Norcia Renato Boccardo, amico di vecchia data del leader del Partito Democratico. Un’amicizia che è nata negli anni un cui Boccardo era la guida spirituale dell’Agesci e Renzi stava negli scout. Prima di essere nominato vescovo della diocesi umbra monsignor Boccardo ha svolto un’intensa attività diplomatica presso la segreteria di stato vaticana al fianco del cardinale Angelo Sodano.
Boccardo ha curato personalmente l’organizzazione delle Giornate mondiali della Gioventù e molti dei viaggi di Giovanni Paolo II.

Piccoli bergogli di zizzania germogliano

Chi sono io per giudicare?

TEOLOGIA E ORTODOSSIA


Un numero della rivista Concilium per discutere (molto criticamente) di ortodossia
L’idea di questo numero di Concilium è affascinante: suggerisce l’ipotesi che l’ortodossia non sia necessaria. 
A partire dalla famosa frase di Papa Francesco sull’omosessualità: chi sono io per giudicare una persona, pronunciata in aereo di ritorno dal Brasile. I vari saggi del fascicolo percorrono in lungo e largo l’idea dell’ortodossia come si è stabilita nel corso di due millenni di cristianesimo e la necessità di fare spazio a qualcosa di radicalmente diverso.

Tango?

papato non rinunciabile

ORA PERFINO IL “CORRIERE” E MESSORI SCOPRONO CHE CI SONO DUE PAPI. RIPETENDO QUELLO CHE AVEVAMO SCRITTO NOI TRE MESI FA. MA FINGONO DI NON SAPERNE LE CONSEGUENZE (RITIRANO LA MANO DOPO AVER LANCIATO IL SASSO)

Ieri una pagina del “Corriere della sera” a firma Vittorio Messori (col titolo: “Ecco perché abbiamo davvero due papi”), ci ha fatto una rivelazione clamorosa: Benedetto XVI, rinunciando al suo mandato con certe particolari espressioni, ha lasciato “solo il suo potere di governo e di comando sulla Chiesa”. 

venerdì 30 maggio 2014

Dalla balena bianca, alla bandiera bianca (e rossa di vergogna no?)

Nel corso della presentazione alla Stampa estera del libro di Massimo Franco “Il Vaticano secondo Francesco”, Romano Prodi ha rilevato che le decisioni politiche su vita e famiglia non hanno dato risultati: bisogna richiamare i valori cristiani di fondo senza usare ’ i bastoni della legge e dell’imposizione’. All’uscita è poi tornato sul ‘Family day’ del 2007: “Una strumentalizzazione vergognosa, l’hanno fatto per far cadere il governo, nessuno era interessato alla famiglia”.

Kasperate fratres

Mito e realtà delle seconde nozze tra gli ortodossi

È opinione diffusa che le Chiese orientali ammettano un nuovo matrimonio dopo il divorzio e diano la comunione ai risposati. Ma non è così, spiega Nicola Bux. Solo il primo matrimonio è celebrato come un vero sacramento

di Sandro Magister
ROMA, 30 maggio 2014 – Sull'aereo di ritorno dalla Terra Santa, a papa Francesco è stato chiesto se "la Chiesa cattolica potrà imparare qualcosa dalle Chiese ortodosse" riguardo ai preti sposati e all'accettazione delle seconde nozze per i divorziati.

Sull'uno e sull'altro di questi punti il papa ha risposto in modo elusivo. Tutti però ricordano che cosa disse a proposito delle seconde nozze in una precedente intervista in aereo, nel viaggio di ritorno da Rio de Janeiro:

"Una parentesi: gli ortodossi seguono la teologia dell’economia, come la chiamano, e danno una seconda possibilità [di matrimonio], lo permettono. Credo che questo problema – chiudo la parentesi – si debba studiare nella cornice della pastorale matrimoniale".

A questa prassi delle Chiese d'oriente ha fatto riferimento anche il cardinale Walter Kasper nella sua relazione introduttiva al concistoro dello scorso febbraio, nella quale focalizzò la discussione in vista del sinodo sulla famiglia sulla questione della comunione ai divorziati risposati.
L'idea corrente è che nelle Chiese ortodosse si celebrino sacramentalmente le seconde e anche le terze nozze e si dia la comunione ai divorziati risposati.

Quando in realtà le cose non stanno affatto così.

Il BiPapa

Una Chiesa, due papi. Benedetto ha rinunciato a metà, chi è il vero pontefice?

ROMA - Una Chiesa, due papi: Benedetto rinuncia a metà, diarchia con Francesco. Esiste da un paio di millenni una Santa Romana Chiesa che, per la prima volta, conta due papi, due guide spirituali appaiate sullo stesso soglio pontificio. Ritornava sulla questione Alberto Messori sul Corriere della Sera (“Ratzinger non si è ritirato a vita privata. Ecco perché abbiamo davvero due Papi”), cui ha subito replicato oggi Antonio Socci su Libero Quotidiano.

La religione in pensione..!

La scomunica di Noi siamo chiesa, un problemino anche per Schönborn

Di chiedere perdono, Martha Heizer non ha la minima intenzione. La fondatrice e leader austriaca del Movimento progressista Noi siamo chiesa, scomunicata perché da tre anni ormai era solita celebrare assieme al marito “messe private” alla presenza di parenti, amici e parrocchiani, non ha voluto neppure accettare dalle mani del vescovo di Innsbruck il decreto che la condanna per aver aver commesso ciò che rientra nella categoria dei delicta graviora. Se all’inizio la professoressa di Religione in pensione si era detta scioccata per la decisione delle autorità romane, ora sullo scoramento prevale la rabbia.

Commissariata anche lei..!

BUENAS NOCHES, CRISTINA! - BERGOGLIO HA GIÀ SCELTO IL SUO FAVORITO PER LA PRESIDENZA ARGENTINA: È DANIEL SCIOLI, GOVERNATORE DI BUENOS AIRES...

DAGOREPORTdaniel scioli e cristina kirchner Non ci sono solo l'attico di Bertone e i soldi alla Lux di Bernabei a preoccupare papa Bergoglio. Da alcune settimane Francesco sta tenendo d'occhio la situazione politica dell'Argentina dove in autunno si voterà per la successione di Cristina Kirchner, la presidentessa al botulino,che governa da dicembre 2007 e non potrà partecipare alla competizio...
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/buenas-noches-cristina-bergoglio-ha-gia-scelto-suo-favorito-78115.htm

BERGOGLIO HA GIÀ SCELTO IL SUO FAVORITO PER LA PRESIDENZA ARGENTINA: È DANIEL SCIOLI

    daniel scioli e cristina kirchner
    DAGOREPORT
    Non ci sono solo l'attico di Bertone e i soldi alla Lux di Bernabei a preoccupare papa Bergoglio. Da alcune settimane Francesco sta tenendo d'occhio la situazione politica dell'Argentina dove in autunno si voterà per la successione di Cristina Kirchner, la presidentessa al botulino,che governa da dicembre 2007 e non potrà partecipare alla competizione.

    giovedì 29 maggio 2014

    L’ATEISMO CONCILIARE

    Per secoli  la dottrina cattolica venne insegnata come irreformabile. E tutto ciò per una sola, semplicissima ragione: perché la si sapeva di origine divina e non umana. Ma ora quel tempo è alle nostre spalle, e nessuno – dico nessuno – osa negarlo. Per usare il linguaggio degli antropologi, si potrebbe dire che la dottrina cattolica, per secoli e secoli, è stata tabù. Ma oggi, quasi si trattasse di superstiziose credenze di popoli primitivi, quel tabù non ha più nessun credito, meno che mai presso il moderno clero. Quindi, lo si può toccare, ritoccare, riformare come e quanto si vuole, a proprio piacimento; e lo si può perché, a differenza di ciò che si attardano a immaginare le sciocche credenze primitive, si ritiene che nessuna divinità vi sia posta a guardia.
    Già da questo si dovrebbe comprendere come il Concilio Vaticano II, riformando di fatto il dogma cattolico ad uso e consumo dell’uomo moderno, ha inteso deliberatamente sfidare la stessa autorità di Dio.

    Un baciamano di troppo

    Il ruolo unico e irripetibile del Papa, istituito da Cristo stesso. L’equivoco sempre più profondo del rapporto con gli Ebrei. Una legittima aspirazione alla pace può avere come prezzo la confusione dei fedeli?

    di Paolo Deotto

    zzzzzzvdr bcmnScrivo queste riflessioni come semplice fedele, come cattolico che, non foss’altro per ragioni anagrafiche, ha fatto in tempo a studiare il catechismo sul serio, né mi permetto di “giudicare il Papa”. Ma posso ben giudicare determinati gesti.
    Il baciamano da sempre è un gesto di sottomissione, di riconoscimento dell’autorità superiore della persona a cui baciamo la mano. Sorvolo sul baciamano che si usava un tempo fare alle signore e che alcuni, per fortuna, ancora usano. Il baciamano che alcuni inveterati cattolici tradizionalisti, come il sottoscritto, fanno al prete, è un segno di rispetto per quelle mani consacrate. Così, per inciso, mi è capitato più d’una volta di incontrare preti che hanno ritratto la mano, quasi con fastidio per il gesto evidentemente non gradito. Glissons.

    A ciascuno il suo priore .. o priora..

    La scomunica di Noi siamo chiesa, un problemino anche per Schönborn

    Di chiedere perdono, Martha Heizer non ha la minima intenzione. La fondatrice e leader austriaca del Movimento progressista Noi siamo chiesa, scomunicata perché da tre anni ormai era solita celebrare assieme al marito “messe private” alla presenza di parenti, amici e parrocchiani, non ha voluto neppure accettare dalle mani del vescovo di Innsbruck il decreto che la condanna per aver aver commesso ciò che rientra nella categoria dei delicta graviora.

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    La priorità e il sesso..( o sasso?)

    Enzino e il sesso


    Come ben sappiamo Bianchi Enzo è il tuttologo. Lui sa tutto di tutto e lo esprime con suadente
     fascinosa oratoria, con voce ruggente esprimendo contenuti non di rado simili a belati.
    Mancava nella nostra galleria una raccolta del suo sterminato sapere sempre profetico su un 
    argomento "caldo". Il sesso.
    Grazie ad un nostro valido e giovane collaboratore, del quale abbiamo già pubblicato alcuni 
    interessanti scritti, riproponiamo qui una interessante raccolto in merito a quest'enzino che non ti
     aspetti.
    Don Chisciotte.
    di  Gabriel L. -dottore in filologia moderna-

    L’ENZO CHE NON TI ASPETTI…

    Vedi Enzo Bianchi col suo sguardo severo e impassibile e ti immagini quale gran moralista dovrà essere,
    visto che si presenta pure come un monaco ; un temibile fustigatore dei vizi e un acceso avvocato 
    della dottrina morale cattolica, specie di quella sessuale. Più o meno è questa l’impressione.
    È davvero esatto un simile pregiudizio?

    Non placet

    I “preti” che parlano solo di divorzio e altri sassolini che il Papa s’è tolto

    Non è piaciuto al Papa che “tante persone, anche di chiesa, preti” abbiano  detto pubblicamente che il Sinodo straordinario sulla famiglia del prossimo ottobre è stato convocato per “dare la comunione ai divorziati”. Questi preti “sono andati proprio lì, a quel punto. E ho sentito come se tutto si riducesse a una casistica”, ha aggiunto il Pontefice gesuita. Francesco ha voluto chiarire la questione durante la conferenza stampa a bordo dell’aereo che lo riportava a Roma dopo il viaggio di tre giorni in Terra Santa. Bergoglio si riferiva a quei cardinali che s’erano mostrati perplessi per la “teologia in ginocchio” del cardinale Walter Kasper, che tra i molti interrogativi posti nella sua lunga relazione presentata agli eminentissimi convenuti a Roma, s’era domandato quale fosse la ragione per negare la comunione ai divorziati risposati se la chiesa, per loro, aveva già permesso la comunione spirituale. Teologi e matrimonialisti avevano ricordato che sul tema aveva chiaramente parlato san Giovanni Paolo II con la Familiaris Consortio e il cardinale Carlo Caffarra, su questo giornale, sottolineava che “la ragione per cui la chiesa non ammette i divorziati risposati all’eucaristia non è perché la chiesa presuma che tutti coloro che vivono in queste condizioni siano in peccato mortale”. Semmai, lo fa perché “il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quella unione di amore fra Cristo e la chiesa significata e attuata dall’eucaristia”. E sulla stessa linea avevano parlato anche i cardinali Velasio De Paolis, Raymond Leo Burke e Walter Brandmüller, per non parlare di quanto detto e ripetuto più volte in modo netto dal prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, il confermato (da Francesco) ed elevato alla porpora Gerhard Ludwig Müller. Proprio quest’ultimo aveva ricordato che “se il matrimonio è indissolubile come insegna la dottrina cattolica, esso non può essere sciolto”. C’è ben poco, dunque, da discutere, anche perché “al mistero di Dio appartengono, oltre alla misericordia, anche la santità e la giustizia; se si nascondono questi attributi di Dio e non si prende sul serio la realtà del peccato, non si può nemmeno mediare alle persone la sua misericordia”. E il Papa non vuole che il dibattito sinodale si fossilizzi solo sulla questione che comunque sembra essere la più divisiva: “Il problema della pastorale della famiglia è molto, molto, molto ampio. E si deve studiare caso per caso. Bisogna studiare le procedure di nullità matrimoniale, la fede con la quale una persona va al matrimonio e chiarire che i divorziati non sono scomunicati, e tante volte sono trattati come scomunicati”. Certo, ha aggiunto Francesco, il tema dei divorziati risposati sarà affrontato, “ma nell’insieme”.
    Tra le diverse domande che i giornalisti a bordo hanno rivolto al Papa, c’è stata anche quella relativa alla possibilità di rivedere le norme ecclesiastiche che regolano il celibato sacerdotale, tema tornato all’ordine del giorno dopo la lettera che ventisei compagne di preti hanno inviato al Papa chiedendogli un’udienza privata affinché “il grido rimasto per troppo tempo inespresso venga accolto e compreso”. Francesco ha ricordato che “non essendo un dogma di fede, la porta è sempre aperta” per rivedere il celibato dei presbiteri: “E’ una regola di vita che io apprezzo tanto e credo sia un dono per la chiesa”. Se in futuro si decidesse di cambiare la norma, non sarebbe tuttavia un dramma. Dopotutto, “la chiesa cattolica ha i preti sposati, no? I cattolici greci, i cattolici copti? Ci sono, nel rito orientale, i preti sposati”. Nessuna svolta, però, è dietro l’angolo: “Abbiamo cose più forti da intraprendere”, ha aggiunto il Papa, aggiungendo che il tema non è all’ordine del giorno neppure nelle conversazioni con “il fratello Bartolomeo”, patriarca ecumenico di Costantinopoli.
    A un mese dalla duplice canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II e in attesa della beatificazione già programmata per il 19 ottobre di Paolo VI, Francesco ha anche spiegato perché per Pio XII l’iter vada più a rilento: “La causa è aperta e io mi sono informato. Ma non c’è ancora nessun miracolo, e se non ci sono miracoli non può andare avanti. E’ ferma lì. Dobbiamo aspettare la realtà, e poi pensare di prendere delle decisioni. Ma la verità è questa: non c’è nessun miracolo ed è necessario almeno uno per la beatificazione. E io non posso pensare se lo farò beato o no”.

    Tertium adveniens?

    Ratzinger non si è ritirato a vita privata. Ecco perché abbiamo davvero due Papi   
    Corriere della Sera 
     
    (Vittorio Messori) «Carissimi Fratelli, vi ho oggi convocati anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver a lungo esaminato la mia coscienza davanti a Dio, ben consapevole della gravità dell’atto, in piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di vescovo di Roma, successore di San Pietro…».
    Del tutto impreviste, dette in latino, a voce bassa, quelle parole furono come una frustata che fece in pochi minuti il giro del globo. E questo anche in Paesi non a maggioranza cattolica e nemmeno cristiana, ma dove si comprese subito la novità storica dell’evento. Non si dimentichi che — stando anche solo alle parole recenti del protestante Obama, dell’ortodosso Putin, dell’anglicano Cameron — il Pontefice romano sarebbe oggi la più alta autorità morale del pianeta.

    Il vento di Pechino..

    ..soffia sulle Francescane dell’Immacolata

    suore francescane dell'immacolata(di Mauro Faverzani) Dunque, per ordine del Card. João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli istituti di Vita Consacrata, è suor Fernanda Barbiero, dell’Istituto Suore Maestre S. Dorotea, la nuova “visitatrice” alias “normalizzatrice” delle Francescane dell’Immacolata.
    Scelta già di suo piuttosto bizzarra, non avendo neppure, la neo-commissaria, alcunché in comune col loro carisma: quanto meno col ramo maschile della Famiglia religiosa fondata da Padre Manelli si ebbe l’accortezza di scegliere un Cappuccino, Padre Fidenzio Volpi. Il ruolo di suor Barbiero è paragonabile a quello della medicina somministrata ad un paziente sano: non se ne capisce il motivo. Oltre al rischio di provocar danni: ogni farmaco ha infatti sempre le sue controindicazioni, spesso pesanti, quando dato senza ragioni.

    mercoledì 28 maggio 2014

    San Paolo si era sbagliato?

    Diocesi di Padova, avanguardia delle nuove scale di valori e dei nuovi modelli di vita. San Paolo si era sbagliato?

    La Chiesa, già Mater et Magistra, dopo essersi ritirata in un discreto part time di fronte alle “sfide” del nostro tempo, si è fatta finalmente e oculatamente discepola .… i nostri esperti di scienze umane rompono il ghiaccio… per porre “per la prima volta in modo esplicito” il tema delle relazioni omosessuali, che vanno lette finalmente secondo una visione antropologica del tutto nuova.

    Sulla scia del teologo Trentin, anzitutto queste debbono essere subito promosse sul campo e inserite nelle “nuove scale di valori”; in compagnia di quali altri non è dato sapere.
     di Patrizia Fermani

    zzclwnL’attesa ormai spasmodica per il nuovo Sinodo sulla famiglia rischia di smorzare persino l’interesse per i Mondiali di calcio che, dopo la storica testata di Zidane, non sembrano poter offrire emozioni adeguate.
    Si scommette ancora su celibato e donne vescovo. Fra le prime ordinate di queste, date le passioni culinarie del Vescovo di Roma, si dà in pole position suor Germana, seguita a ruota da Lucetta Scaraffia in attesa di divorzio breve da Galli della Loggia.

    Svendita

    Pietro e il risiko dei patriarchi


    Il Papa pronto a cedere quote del primato petrino, Mosca non sente

    Si rivolgeva a Bartolomeo, Francesco, quando domenica sera nella penombra della basilica del Santo Sepolcro riconosceva che “resta da percorrere ancora altra strada per raggiungere quella pienezza di comunione che possa esprimersi anche nella condivisione della stessa mensa eucaristica”. Ma lo sguardo, più che a Costantinopoli, era rivolto a Mosca, la grande assente alla celebrazione ecumenica di Gerusalemme e la più decisa a negare qualunque forma di primato alla chiesa di Roma. Fin dalle prime settimane di pontificato, il Papa ha inserito tra le priorità della propria agenda il recupero dei rapporti con la Russia ortodossa, l’ostacolo più alto per ritrovare la piena comunione. Così, la dichiarazione congiunta con Bartolomeo I sottoscritta l’altra sera assume i contorni di un “nuovo, necessario passo sul cammino verso l’unità alla quale soltanto lo Spirito Santo può guidarci: quella della comunione nella legittima diversità”. Niente di più, se non l’impegno a riprendere il filo della discussione teologica tra cattolici e ortodossi, ferma al Documento di Ravenna del 2007 sulla comunione ecclesiale, la conciliarità e l’autorità che riconosce al Pontefice un ruolo di primus inter pares tra i patriarchi cristiani. Soluzione neppure presa in considerazione, però, dal Patriarca Kirill, che rifiuta di discutere anche la concessione di un primato meramente onorifico al vescovo di Roma.

    Continua l''ora dei "santi (...) stellari" ,veloci, veloci.. prima che si dimetta..


    Arcivescovo di Olinda invia la richiesta a Roma per la canonizzazione di Mons. Helder Camara

    'Jornal do Brasil' aveva già anticipato l'iniziativa  arcivescovo di Olinda e Recife, Dom Fernando Saburido, ha annunciato Martedì che invierà una lettera alla Congregazione per le Cause dei Santi a Roma, spingendo l'inizio del processo di canonizzazione Dom Helder Camara, arcivescovo emerito di Olinda e Recife, che morì nel 1999. Nel documento, c'è un breve conto dei dati biografici di Dom Helder.DOPO Aver Ricevuto Una risposta positiva, l'Arcivescovo Saburido in Grado di APRIRE il processo e annunciare l'INSTALLAZIONE del Tribunale ecclesiastico. Una formato commissione storica dovrebbe in Che Essere la modalità di Ricerca Professionale e raccogliere Scritti Dom Hélder, nonche Documenti alla relatività domanda , COMPRESA la Commissione Verità. L'Arcivescovo di Olinda e Recife Che ha l'Attende solista approvazione della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile spiegato (cattolica) Nel Nord-Est la Lettera di INVIARE. Beatificazione Di La mons. Helder era già stato I anticipato Dal  Brasile Journal :

    Non stupisce nemmeno più

    Evemero e la memoria del principe. Qualche riflessione sul senso delle recenti canonizzazioni.

    La mano del Papa è benedicente non sventolata
    (notare la posizione delle dita: v.antiche icone)
    In un recente articolo [qui] Danilo Quinto ci ricorda che la beatificazione di Paolo VI è la chiusura del cerchio, sviluppando una riflessione sulla interpretazione veritativa di Benedetto XVI sul relativismo morale e religioso.
    Lo richiamo all'attenzione; ma riprendo di seguito un testo pubblicato ieri da Vigiliae Alexandrinae [qui], che ci fornisce elementi inediti e intriganti sulle recenti canonizzazioni e implicazioni relative, per discuterne insieme.
    Stupisce - ormai solo fino ad un certo punto, conoscendo l'arbitrio che regna sovrano sul soglio petrino - la recente dichiarazione di Bergoglio ai giornalisti, tornando dalla Terra Santa: Pio XII non può essere beatificato perché, il Papa dixit, non c`è un miracolo: "Io non posso pensare se lo farò beato o no" [qui]. Però, che Giovanni XXIII sia stato da lui santificato senza un miracolo non sembra dover essere sottolineato.

    "ma de che stamo a parlà"

    Gerusalemme, incendio doloso nella Chiesa della messa del Papa

    IL GIALLO/ Mistero su un incendio di origine dolosa divampato lunedì sera nell'abbazia della Dormizione di Gerusalemme. Pochissimi minuti prima Papa Francesco aveva celebrato la messa proprio lì. "E' stato un attentato, poteva andare a fuoco tutta la chiesa". Dubbi sulla matrice: attacco sionista o guerra intestina all'abbazia?

    A loro insaputa..

    Getty Images/ANDREAS SOLARO/Stringer

    Per i cardinali Scajola era il “politico dei cattolici”

    In una intercettazione l’ex ministro dice di avere l’appoggio di due cardinali e un vescovo

    Pronto Adamo?...tuu.tuu.tuu, l'utente non è collegato

    La saggezza di Bergoglio,la limitatezza di Dio
    e la deficienza dei Vangeli

    Gerusalemme, lunedì, 26 maggio 2014
    Visita al memoriale di Yad Vashem – Discorso del Santo Padre Francesco

     
    «“Adamo, dove sei?” (cfr Gen 3,9). 
Dove sei, uomo? Dove sei finito?
In questo luogo, memoriale della Shoah, sentiamo risuonare questa domanda di Dio: “Adamo, dove sei?”.
 In questa domanda c’è tutto il dolore del Padre che ha perso il figlio. 
Il Padre conosceva il rischio della libertà; sapeva che il figlio avrebbe potuto perdersi… ma forse nemmeno il Padre poteva immaginare una tale caduta, un tale abisso! 
Quel grido: “Dove sei?”, qui, di fronte alla tragedia incommensurabile dell’Olocausto, risuona come una voce che si perde in un abisso senza fondo…»

    Repetita non iuvant neoconciliaribus

    Le differenze fra la Chiesa -Cattolica-e-le-chiese-ortodosse.

    Il Cristianesimo ortodosso (“ortodossia” significa “corretta opinione”) si chiama così perché convinto di applicare la vera volontà di Gesù Cristo. Esso si esprime in comunità autocefale (cioè aventi in sé il proprio capo), che solitamente vengono erette al rango di patriarcato. Queste comunità sono in comunione fra loro, ma agiscono indipendentemente le une dalle altre. Vi sono poi alcune comunità autonome e semiautonome che hanno un notevole grado di autogoverno, ma non possono definirsi di governo proprio nel vero senso della parola, perché l’elezione del loro primate viene formalmente approvata dal sinodo della “chiesa” autocefala da cui dipendono.

    All’interno dell’Ortodossia vi sono varie controversie giurisdizionali, e ciò per diversi motivi. In alcuni casi le questioni si legano all’autodeterminazione nazionale di un popolo, come nel caso delle “chiese” ucraina, montenegrina e macedone, le quali non sono in comunione con le principali chiese ortodosse.

    Le comunità ortodosse più importanti sono quelle greca, russa, serba, bulgara e rumena. Complessivamente l’Ortodossia è per dimensioni la terza maggiore confessione cristiana, contando circa 250 milioni di fedeli, sia in Oriente che in Occidente.

    martedì 27 maggio 2014

    Un concilio per l’unità della Chiesa?

     Domande sul Vaticano II 

    Il teologo padre Serafino Lanzetta dei Francescani dell’Immacolata appartiene al ristretto numero delle lucide e robuste intelligenze, che nonostante tutto sono attive nella Chiesa cattolica.

    zultmlnzDi padre Lanzetta, Cantagalli, editore in Siena, propone un esauriente/avvincente saggio, che commenta e aggiorna le domande (e i dubbi) sul Vaticano II a suo tempo formulati da teologi ora fedeli alla Tradizione ora associati alla scolastica  dei modernizzanti.
    di Piero Vassallo
    .
    Il dubbio che regge e alimenta i pensieri sulle debolezze nascoste fra le trionfali righe dei documenti elaborati dai padri del Vaticano II, ha origine dall’infondata e fuorviante convinzione circa l’attitudine degli eredi del pensiero moderno a correggere i loro errori, un’illusione condivisa perfino da Giovanni XXIII e da lui dichiarata nell’orazione inauguraleGaudet Mater Ecclesia.
    Quale misura dell’elettrizzante intensità dell’originario abbaglio, padre Lanzetta cita la pungente riflessione del card. Leo Scheffeczyk (1920-2005) sulla cecità  della maggioranza conciliare davanti alla svolta nichilista, attuata dagli esponenti delle avanguardie attive oltre la modernità (francofortesi, esistenzialisti atei, surrealisti, esoteristi ecc.) .
    Dall’erroneo giudizio sul pensiero alla ribalta nella seconda metà del xx secolo discese un’impostazione irrealistica del confronto tra la Chiesa e il mondo e una infondata fiducia nella presunta autocritica degli erranti.

    QUELL’ASSE BANCARIO GENOVA-VATICANO

    - ANCHE PAPA FRANCESCO HA “INDAGATO” SU CARIGE E LO IOR – DALLE INTERCETTAZIONI UN INQUIETANTE INTRECCIO DI RAPPORTI: “C’AVEVAMO DIPENDENTI DENTRO 28 PERSONE, FIGLI,
    FRATELLI, PADRI O AMANTI DI MAGISTRATI LIGURI”

    Secondo l'ex presidente di carige berneschi, alla fine del 2013 il papa chiama i tre vescovi del ponente ligure per chiarire l'intreccio tra la fondazione e lo Ior (che sarebbe dovuto diventare socio forte dell'istituto di credito ma non l'ha mai fatto)…

    Ancora un segno.. capirà?

    Betlemme in fuoco e fumo

    ΣΗΜΕΙΟ ΤΩΝ ΚΑΙΡΩΝ: ΦΩΤΟ ΑΠΟ ΤΗΝ ΠΥΡΚΑΓΙΑ ΣΤΟ ΙΕΡΟ ΣΠΗΛΑΙΟ ΤΗΣ ΓΕΝΝΗΣΕΩΣ ΤΟΥ ΚΥΡΙΟΥ.


    L' incendio è scoppiato nella Grotta della Natività a Betlemme la notte scorsa (26-27 MAGGIO), e dopo la visita di Francesco e del suo seguito. In luogo santo è stato visitato in tutta fretta questa mattina Martedì 27/5/2014, dall'arcivescovo ortodosso Giordano, Teofilatto, il Governatore della polizia Sacra Città Maj Mohammed Abu al - Thebs e ispettore competente per l'esplorazione delle ragioni che hanno causato l'incendio. Le indagini sono in corso.Secondo alcune informazioni non ufficiali, l'incendio scatenato da corto circuito o una candela. Danni gravi sono stati subiti dalla grotta. Sono bruciate le pareti, e le foto e le immagini della Grotta della Natività sono scoraggianti. Questo incidente viene a sigillare il brutto clima che regnava nei circoli dei cristiani ortodossi in città, che hanno protestato vivamente per la visita di Papa Francesco. La disapprovazione dei cristiani arabi è causata dalla corona di fiori presso la tomba del fondatore del sionismo, Theodor Herzl al cimitero nazionale. E 'la prima volta che un papa ha fatto questo, e i palestinesi sono stati avvertiti di non partecipare.

    La sposa dietro l’altare

    Buchi, magagne e incertezze nella lettera inviata al Papa dalle amanti dei preti (adottate da internet)

    Una raccomandata al Papa, una firma, qualche numero telefonico, ventisei nomi di battesimo, un indirizzo mail che definire improbabile è usare un eufemismo, un numero di telefono che squilla a vuoto. E’ tutto quello che si sa dell’ormai celebre lettera che un gruppo di signore, da tutte le parti d’Italia “e non solo”, ha spedito a Santa Marta per supplicare Francesco di archiviare per sempre il celibato sacerdotale. Parlano chiaro e vanno dritte al cuore della questione: “Ognuna di noi sta vivendo, ha vissuto o vorrebbe vivere una relazione d’amore con un sacerdote di cui è innamorata”.

    Insomma, caro Papa, la si faccia per sempre finita con più d’un millennio di tradizione che vuole il celibato sacerdotale fondato sull’affezione totale a Cristo.