ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 23 febbraio 2019

Bisogna fermarli!

I GESUITI E IL TAO


                                 

I gesuiti e il Tao: è sempre lo stesso schema. Bisogna fermarli: in che modo i gesuiti, sorti come "truppe scelte" della Chiesa e fedelissime al papa, si sono trasformati nella "mela infetta" che sta inquinando tutto il cesto ?
di Francesco Lamendola  


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Molti si chiedono, ed effettivamente è la domanda del momento per chi abbia a cuore le sorti della Chiesa, in che modo i gesuiti, sorti come truppe scelte della Chiesa e fedelissime al papa, si siano trasformati nella mela infetta che sta inquinando tutto il cesto, e abbiano avuto l’ardire di porre uno dei loro sul seggio di San Pietro, cosa esplicitamente vietata dal loro statuto, cambiando il loro ruolo di fedelissimi del papa in quello di fedelissimi di se stessi e quindi di padroni assoluti della Chiesa. Ora, per spiegare questa metamorfosi, questa deriva, questa mostruosa sostituzione di ruolo e di prospettiva, non basta risalire a Karl Rahner, né a Teilhard e Chardin, e neppure al cardinale Désiré Mercier e alla Scuola di Lovanio; non basta risalire indietro neppure fino al modernismo dei primi anni del ‘900, al gesuita George Tyrrell, per esempio, che ne fu uno dei massimi animatori: bisogna andare molto, ma molto più indietro. 

Una ostinata cattiva diagnosi

Secondo giorno del summit. Con nuove accuse a Bergoglio dalla sua Argentina

                             Firme

Ecco qui di seguito cinque appunti dal taccuino del 22 febbraio, seconda giornata del summit tra papa Francesco e i capofila della gerarchia di tutto il mondo in materia di abusi sessuali sui minori.

La "non soluzione"

La questione pedofilia è la porta degli inferi che preme contro la Chiesa

Non è l’amore verso le vittime, a muovere gli indignati: è l’odio verso il tempio del Dio vivente

Scritte contro i preti sul portale della chiesa di San'Alfonso di Torino nel 2008 (foto LaPResse)
La questione pedofilia è la porta degli inferi che preme contro la Chiesa. Nemmeno vorrei parlarne, dell’incontro in Vaticano sul tema, da tanto mi nausea la genuflessione ecclesiastica al mondo, il tentativo di salvarsi autoaccusandosi, incolpando la condizione clericale anziché la condizione omosessuale. 

Baciami, sciocco..

Uno sbaciucchio di troppo. Hanno beffato Bergoglio.

I gesuiti e il "golpe" nella Chiesa Cattolica.

WOJTYLA E LA DERIVA DEI GESUITI



Quando Giovanni Paolo II commissariava i gesuiti. La loro deriva progressista e modernista e specialmente il loro sostegno alla teologia della liberazione contrastavano in maniera evidente con il Magistero della Chiesa 
di Francesco Lamendola  

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Giovanni Paolo II, come abbiamo ricordato in alcuni precedenti articoli, nel 1981, durante la malattia del generale Pedro Arrupe (che ora la neochiesa vuole beatificare), decise di commissariare i gesuiti e pensò seriamente se non fosse il caso di sopprimere addirittura l’ordine fondato da sant’Ignazio di Loyola. La ragione era che la deriva progressista e modernista dei gesuiti, e specialmente il loro sostegno alla teologia della liberazione in America Latina, contrastavano in maniera evidente con il Magistero della Chiesa ed erano perciò fonte di confusione e turbamento per le anime dei fedeli. Ma c’era anche una ragione più profonda e di tipo più strettamente culturale e intellettuale: i gesuiti, negli ultimi tempi, si erano messi sulla strada di una esegesi biblica e di una interpretazione delle Scritture che tendevano a condividere aspetti sostanziali del modernismo, cioè storicizzavano eccessivamente la Bibbia e pretendevano di leggere la storia sacra con le stesse categorie della storiografia laica, relegando sullo sfondo, fin quasi a metterla fra parentesi, la dimensione della fede. 

Gli effetti disastrosi del rigetto della dottrina tradizionale

Matrimonio: persona sì, personalismo no

https://www.laleggepertutti.it/wp-content/uploads/2017/12/foto-matrimonio.jpg(immagine aggiunta)

Persona est rationalis naturae individua substantia (Severino Boezio).

Chiarire il giusto significato del termine persona, nell’attuale temperie culturale ed ecclesiale, è di vitale importanza. Per sgombrare il campo dagli equivoci, occorre anzitutto rilevare che, in ambito teologico, questa parola viene usata in senso analogico; essa non può quindi essere intesa allo stesso modo per parlare della persona umana e delle Persone della Santissima Trinità. Nel secondo caso, infatti, il termine designa pure relazioni che hanno una sussistenza ontologica (le famose relazioni sussistenti della teologia scolastica): sono tre soggetti inseparabili che sussistono eternamente in virtù dell’incessante dono della natura divina, che inizia dal Padre quale principio, si compie nel Figlio quale termine che a sua volta lo rende e si realizza nello Spirito Santo quale dono in atto. È evidente che tale accezione sia ammissibile unicamente in Dio, che è puro spirito e la cui natura è assolutamente semplice, ciò che rende possibile la comunicazione totale di sé tra le Persone divine.

venerdì 22 febbraio 2019

Quanto sta avvenendo in questi "ultimi tempi"

"In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede", un'interessante ipotesi: la Madonna alludeva al dogma eucaristico?

Cosa la Madonna intendesse esattamente con “dogma della fede” non ci è (ancora) dato di comprendere con certezza assoluta, anche se - considerando quanto sta avvenendo in questi "ultimi tempi" - si intuisce che Ella facesse riferimento al dogma della Presenza reale di Nostro Signore Gesù Cristo nella SS. Eucaristia.

La Gospa non ha più le cimici?

I veggenti, l'amico prete sotto processo per violenza sessuale aggravata e la Gospa che non li ha mai messi in guardia...

di Marco Corvaglia
Foto1
Foto2
























Nella prima foto, don Michele Barone accanto a Mirjana che - a suo dire - sta parlando con la Madonna. Nella seconda, Mirjana, finita l'"apparizione", si appoggia affettuosamente a don Michele Barone.

Barcolla ma non molla

Il partito dei catto-Spadaro è già morto in Abruzzo

Barcollo ma non mollo. Potrebbe essere sintetizzato così, con questo motto d’altri tempi, lo stato di salute del costituendo partito cattolico di impronta dossettiana, che ormai da qualche mese è nei disegni delle altissime gerarchie ecclesiastiche e dell’associazionismo che piace alla gente che piace. “Non mollo” perché, com’è evidente dal walzer di interviste ed editoriali, invero un po’ autoreferenziali, che rimbalzano sulle colonne della stampa d’area, il progetto è vivo e vegeto, ancorché dissimulato dietro la nuova parola d’ordine dell’ecclesiasticamente corretto: la sinodalità. “Barcollo” perché, nella disattenzione degli osservatori (romani e non) in tutt’altre faccende affaccendati,questo embrione di presenza politica ha già avuto il suo battesimo territoriale prim’ancora di venire alla luce, e i risultati sono stati non proprio lusinghieri. Se non un aborto spontaneo, poco ci manca.

Morale ed etica

ABUSI. SPALLONE: DALLA CINTOLA IN GIÙ. ETICA, MORALITÀ E CHIESA.



Cari amici di Stilum Curiae, l’avvocato Giorgio Spallone ci ha inviato una riflessione legata sia al singolare mediatico evento che si sta svolgendo in Vaticano, dove si parla di protezione di minori (20 per cento dei casi) ma non dell’80 per cento – almeno, c’è chi dice 90 per cento – di abusi legati all’omosessualità) che a una recente esternazione dell’arcivescovo di Bologna, il super progressista sant’egidiano Matteo Zuppi su etica e moralità. E sempre parlando di questo summit, e di credibilità della Chiesa, vi consiglio di leggere su La Nuova Bussola Quotidiana le rivelazioni – documentate da tanto di fotografie – del caso di Gustavo Zanchetta, l’Assessore all’APSA per volontà pontificia. Vi ricordate che il povero Direttore ad interim della Sala Stampa Vaticana è stato costretto a dire che di un “caso Zanchetta” in Vaticano si è saputo solo qualche mese fa? Leggete l’articolo e chiedetevi quanta credibilità e fiducia possa ispirare questa gestione della Chiesa. Dio ci aiuti.

Contra factum..!

Franco sul Corriere della sera: la gestione opaca di Bergoglio


Ormai tutta la stampa ha un’idea diffusa: nell’epoca Bergoglio si parla tanto di “tolleranza zero” verso ecclesiastici colpevoli di abusi, ma le parole sono contraddette dai fatti.

"La congiura del silenzio"

VIDEO: L'ERESIA AL POTERE


Un video verità. L'intervista completa a Monsignor Antonio Livi per capire cosa sia diventata la Chiesa oggi: "Un piano ben orchestrato". La riforma in chiave Luterana del Cattolicesimo, l’elezione "orchestrata" dalla mafia di San Gallo di Bergoglio  
  

Un piano ben orchestrato. La riforma in chiave Luterana del Cattolicesimo per cui hanno orchestrato l’elezione di Bergoglio: è la mafia di San Gallo di Kasper (allievo di Rahner) Daneels e Marx.


Vedi il sito di Mons. Antonio Livi: http://www.fidesetratio.it/chi-siamo-.html

Fonte: mandarancio rosso - Pubblicato  il 19 Maggio 2018 e del 21 Febbraio 2019

L’eresia al potere: "La congiura del silenzio"
Intervista completa a Monsignor Antonio Livi contro Bergoglio e concilio vaticano II

Argentini si resta..?

IL REPORT SUL VESCOVO ARGENTINO
Foto hot, il Vaticano sapeva di Zanchetta, ma lo ha promosso

Dall'Argentina arriva un report di cinque preti da cui si evince che il Vaticano e il Pontefice sin dal 2015 erano a conoscenza del caso del vescovo Zanchetta su cui oggi pende una pesante accusa di abusi. Fotografie imbarazzanti con seminaristi. Ciononostante, un mese dopo la rinuncia, è stato nominato in un importante incarico amministrativo Vaticano. Ma ancora pochi giorni fa si è continuato a dire che le segnalazioni arrivarono solo nell'autunno scorso. 




Un quotidiano argentino, “El Tribuno” il primo che aveva fatto esplodere il caso Zanchetta, ha pubblicato ieri documenti che dimostrano come vescovi, il cardinale Primate di Argentina, il Nunzio il Vaticano e il Pontefice in persona sin dal 2015 fossero a conoscenza del caso del vescovo sui cui oggi pende una pesante accusa di abusi. Il caso nei giorni scorsi è arrivato in tribunale, con la denuncia penale sporta da vittime dell’ex vescovo di Oran. Dalle fotografie di una relazione del 2016, firmata da cinque sacerdoti, di cui tre ex vicari diocesani, appare chiaro che Gustavo Zanchetta era accusato non solo di avere sul suo cellulare foto oscene di sesso omosessuale, ma di molestie ai seminaristi, di non aver registrato la vendita di una proprietà importante della diocesi e di cattiva gestione sia delle finanze che del personale di Oran.

21 passi nel delirio?

SUMMIT VATICANO
Abusi, 21 passi per fermarli. Ma il problema resta lontano

Nel primo giorno del Summit sulla protezione dei minori nella Chiesa il Papa condivide con l'assise convocata in Vaticano 21 punti per affrontare il problema degli abusi. Ma tra valutazioni psicologiche, programmi di formazione e discernimento sui casi denunciati resta lontano il problema legato all'omosessualità, che invece viene ribadito da più parti. Il caso del cardinale O'Malley, volto simbolo della lotta alla pedofilia, ma messo ai margini dell'assise romana. 




Si è concluso in Vaticano il primo giorno del Summit sulla protezione dei minori nella Chiesa. L'evento, dopo il momento di preghiera e le brevi testimonianze di alcune vittime, è stato aperto dal discorso introduttivo di Francesco. In esso, il papa ha accennato alle linee-guida formulate dalle diverse Commissioni e Conferenze Episcopali e fornite ai partecipanti come strumento d'indirizzo nel corso dei lavori. Si tratta di una sorta di elenco formato da 21 punti, da lui condivisi, in cui vengono avanzate delle proposte come quella di "dotarsi di strutture di ascolto, composte da persone preparate ed esperte, dove si esercita un primo discernimento dei casi delle presunte vittime" o quella di "stabilire protocolli specifici per la gestione delle accuse contro i Vescovi".

giovedì 21 febbraio 2019

«Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre» (Lc 22,53)

LA GRANDE APOSTASIA


L’ora della "grande apostasia" è venuta: chi ci metterà in guardia contro questo pericolo? Satana si sta servendo della filologia e della "superbia" intellettuale dei teologi per stravolgere la verità della divina "Rivelazione" 
di Francesco Lamendola  

 0 950 prete piove

Come si assiste in questi ultimi anni, nell’ambito cattolico, a un vero e proprio diluvio di parole nuove, o di parole vecchie ma usate in modo assolutamente nuovo, come misericordia, accoglienza, inclusione, discernimento, dialogo, così da qualche anno si assiste all’uscita di scena, ovvero alla scomparsa, di parole che un tempo si sentivano nominare e che quanti avevano a cuore le sorti della Chiesa non mancavano mai di menzionare, per ricordare a tutti i fedeli l’estrema importanza, nel bene come nel male, di certe realtà.

Rifiutare Gesù; o accettare Gesù

VIGANÒ SCRIVE AL PAPA E AI VESCOVI RIUNITI IN VATICANO. ENGLISH TEXT TOO.


Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un messaggio che l’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha scritto indirizzandolo al Pontefice e ai vescovi riuniti nel vertice in Vaticano nella giornata in cui si ricorda San Pietro Damiano, un grande santo che si batte contro l’omosessualità e la simonia nella Chiesa.

La liturgia del politically correct

L'assuefazione dei fedeli all'eterodossia moderna
Un reclamo e una risposta






Lo scorso novembre abbiamo pubblicato una segnalazione pervenutaci da un amico che si era recato a Messa, il 1 novemvre 2018, nella parrochia di San Paolo, in via Acquarone a Genova: La Messa personalizzata del parroco


























In seguito a tale segnalazione abbiamo ricevuto una protesta da un fedele della parrocchia, che si esprimeva con una certa supponente superiorità tale da indurci a registrare il messaggio, ma a non dargli seguito… non possiamo stare dietro a tutti i reclami che pretendono solo di trovare presso di noi una gratuita pubblicità

Ultimamente ci è giunto un altro reclamo, avanzato da una fedele della stessa parrocchia a suo nome e, a suo dire, a nome di altri fedeli.
Tale reclamo è a suo modo articolato e circostanziato, ma più in particolare è indicativo dello stato d'animo “religioso” che caratterizza tanti cattolici moderni, convinti di far parte in una Chiesa senza macchia e senza paura, suscettibile di essere solo lodata e condivisa.

La festa.. alla Cattedra di Pietro

IL SINODO DELL’IPOCRISIA




Roma, 19 febbraio 2019, in silenzio e in preghiera per sollecitare i vescovi riuniti a Roma sugli abusi sessuali a rompere il silenzio complice
(Stilum Curiae)


Come se non bastasse la grancassa mediatica delle lobby a martellare fino alla nausea sulla questione degli abusi sessuali, a tal punto da creare nell’opinione pubblica l’idea che, alla fine, si possono anche accettare come “eccezione alla regola”, anche il Vaticano, per non essere da meno, organizza un Sinodo di Vescovi da tutto il mondo il 21 febbraio sullo stesso maniacale e vecchio argomento, quasi fosse un vanto per la Chiesa, mentre ne è la sua vergogna resa volutamente pubblica dallo stesso Vaticano per dare la possibilità di continuare a sputare sulla Chiesa cattolica. In pratica la Chiesa che denigra sé stessa e si offre per essere sputacchiata dai suoi nemici interni ed esterni.

La coincidenza

21 febbraio, festa di san Pier Damiani, un profeta per la Chiesa d’oggi


Incredibile ma vero. Proprio oggi, 21 febbraio, nel giorno in cui papa Francesco inaugura il summit sugli abusi sessuali con i capofila della gerarchia cattolica mondiale, la Chiesa festeggia la memoria liturgica di san Pier Damiani, grande riformatore del secolo XI, poi proclamato dottore della Chiesa, autore di un libro dal titolo emblematico: “Liber Gomorrhianus”.
La coincidenza, pur involontaria, non poteva essere più appropriata. Perché in quel libro, redatto in forma di lettera, san Pier Damiani lanciava un drammatico appello al papa e ai vescovi del suo tempo affinché liberassero la Chiesa dalla “sozzura sodomitica che si insinua come un cancro nell’ordine ecclesiastico, anzi, come una bestia assetata di sangue infuria nell’ovile di Cristo”. Sodoma e Gomorra, nel libro della Genesi, sono le due città che Dio distrusse col fuoco a motivo dei loro peccati di sesso contro natura.

Si parla molto di trasparenza, ah ah..

Abusi sessuali, un vertice con troppe censure e ambiguità

Si apre stamattina in Vaticano il vertice sugli abusi sessuali nella Chiesa che sta suscitando molte attese. Ma malgrado la retorica della “tolleranza zero” e della “trasparenza”, non c’è proprio aria di andare al fondo della questione. Intanto è "scomparso" anche il cardinale O'Malley che, formalmente, è ancora a capo della Pontificia Commissione per la tutela dei minori. Non è nel comitato organizzatore né risulta fra i relatori, un segnale molto negativo.

                            Una delle vittime durante una manifestazione a San Pietro

Quando lo scorso 12 settembre papa Francesco ha annunciato che l’incontro dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo sul tema degli abusi dei minori sarebbe iniziato oggi, 21 febbraio, sicuramente non si sarà accorto che questa data coincide con la memoria di san Pier Damiani. Il monaco e dottore della Chiesa, vissuto nell’XI secolo, è famoso per il suo Liber Gomorrhianus (Libro di Gomorra); sottotitolo di una edizione moderna: “Omosessualità ecclesiastica e riforma della Chiesa” (clicca qui).

È una coincidenza molto significativa, ancor più se si considera che quel libro era indirizzato al papa Leone IX, perché intervenisse in maniera drastica contro questa «turpe pratica». «Nelle nostre regioni – scriveva san Pier Damiani - cresce un vizio assai scellerato e obbrobrioso. Se la mano della severa punizione non lo affronterà al più presto, certamente la spada del furore divino infierirà terribilmente, minacciando la sventura di molti. Ah, mi vergogno a dirlo! (…) La sozzura sodomitica si insinua come un cancro nell’ordine ecclesiastico, anzi, come una bestia assetata di sangue infuria nell’ovile di Cristo con libera audacia». Seppure il linguaggio crudo mal si adatta ai nostri tempi, il giudizio e l’avvertimento riguardano la Chiesa di ogni epoca.

È in fondo lo stesso tipo di messaggio contenuto nella lettera aperta pubblicata ieri dei cardinali Raymond L. Burke e Walter Brandmüller i quali - nel denunciare «l’agenda omosessuale» diffusa nella Chiesa e «promossa da reti organizzate e protetta da un clima di complicità e omertà» - ricordano ai loro confratelli vescovi che la radice di questa crisi morale «che corrompe certi ambienti della Chiesa» sta «in quell’atmosfera di materialismo, di relativismo e di edonismo, in cui l’esistenza di una legge morale assoluta, cioè senza eccezioni, è messa apertamente in discussione». In altre parole la vera colpa del clero «sta nell’essersi allontanato dalla verità del Vangelo», è una crisi di fede.

Non sembra però che finora questo messaggio abbia fatto breccia nella cabina di regia del vertice che inizia oggi. La linea è dettata: «Il problema è il clericalismo», e da qui non ci si sposta. Di positivo c’è l’ascolto delle vittime degli abusi, che tutti possano rendersi conto dei danni che questi abusi comportano, che tutti tocchino con mano le conseguenze di questi crimini e delle complicità di chi, pur sapendo, non interviene. Ma malgrado la retorica della “tolleranza zero” e della “trasparenza”, non c’è proprio aria di andare al fondo della questione, alle radici del problema. Vediamo brevemente alcuni di questi elementi critici, che non fanno ben sperare:

Il tema omosessualità è rigorosamente lasciato fuori dalla porta. Non è certo l’unico problema, ma se l’80% e oltre degli abusi sono in realtà atti omosessuali una qualche domanda bisognerà pur farsela se si vuole davvero risolvere la questione. È quello che ha detto il cardinale Müller nell’intervista che ci ha dato alcune settimane fa, ma è anche una semplice questione di buon senso. Non si tratta di marchiare le persone che hanno tendenze omosessuali o di lanciare una caccia alle streghe. Piuttosto è necessario che si ribadisca il giudizio sull’omosessualità, viste le spinte e le pressioni che puntano a una revisione del Catechismo (vedi la vicenda Avvenire). Questa ostinazione a non voler affrontare il tema lancia un sinistro segnale di ambiguità.

A questo proposito, non è certo un buon segno che alla conferenza stampa di presentazione del vertice, lunedì il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, abbia clamorosamente contraddetto il Catechismo, come ha giustamente sottolineato Costanza Miriano. «Gli abusi non hanno a che fare con un particolare orientamento sessuale», ha risposto a una delle domande che gli sono state fatte sull’argomento. Ma questo è già una inaccettabile assunzione del linguaggio Lgbt, che al sesso biologico sostituisce i vari orientamenti che ognuno liberamente sceglie. In realtà il progetto creatore di Dio prevede solo maschi e femmine, tra loro complementari; orientamenti diversi da questo costituiscono un “disordine”, che non potrà mai diventare “ordine” anche se lo decidesse la maggioranza del popolo.

Non solo si vuole evitare di definire la questione omosessualità, anche per quel che riguarda la vocazione sacerdotale, ma questa “neutralità” fa chiaramente il gioco di chi vuole usare di questa occasione per legittimare l’omosessualità. Il caso Avvenire ne è un esempio, le parole di Cupich un altro esempio; il lancio del libro Sodoma, un altro ancora. E certamente ne sentiremo ancora nei prossimi giorni. Il ritornello è: per i sacerdoti non è importante l’orientamento sessuale, ma che si resti fedeli alla castità. Pazientare un po’ di tempo, almeno fino a quando faremo saltare anche il celibato sacerdotale: allora ognuno potrà sposarsi secondo il proprio orientamento.

La “scomparsa” del cardinale O’Malley. Formalmente l’arcivescovo di Boston, cardinale Sean Patrick O’Malley, è ancora il presidente della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, ma il suo nome non compare né nel comitato organizzatore né fra i relatori del vertice. Come mai? Probabilmente è la “vendetta” del Papa per la sua presa di distanza sul caso abusi in Cile. Quando nella conferenza stampa in aereo di ritorno dal Cile, il Papa difese a spada tratta il vescovo Barros, tacciando di pettegolezzi le denunce delle vittime, O’Malley non nascose il suo disappunto. Nel giro di pochi giorni papa Francesco dovette fare pubblica ammenda per i suoi giudizi temerari, ma da allora l’arcivescovo di Boston è praticamente scomparso. Come è nel suo stile, il Papa non lo ha destituito, semplicemente lo aggira dando ad altri il suo compito. E infatti ha nominato il cardinale Cupich nel comitato organizzatore.

Ancora a proposito di Cupich, non si può non restare sconcertati da certe nomine. Si è deciso di far pagare all’ex cardinale McCarrick il conto per tutti, ma i suoi “protetti” continuano a fare carriera come se niente fosse. Cupich è un esempio, ma recentemente proprio nei giorni della sentenza che ha ridotto McCarrick allo stato laicale, il cardinale Kevin Farrell, che con McCarrick ha convissuto quattro anni, è stato addirittura nominato Camerlengo di santa Romana Chiesa, ovvero colui che prende possesso dei palazzi apostolici alla morte del Papa e organizza il conclave per eleggere il successore.

Si parla molto di trasparenza, ma dal Vaticano non sta certo arrivando l’esempio. Sul caso McCarrick è arrivato lo stop direttamente dal Papa a una inchiesta a 360 gradi per capire quale rete di coperture e complicità abbia permesso all’ex cardinale di vivere per molti anni una doppia vita facendo una brillante carriera ecclesiastica. Al proposito ci sono ancora le domande poste al Papa da monsignor Carlo Maria Viganò che aspettano una risposta. E il Papa è anche investito direttamente da queste situazioni in Argentina: prima il caso del prete abusatore don Julio Cesar Grassi, condannato dalla giustizia civile a 15 anni di carcere; secondo le accuse l’allora arcivescovo Bergoglio cercò in tutti i modi di evitargli la condanna. Ora sta scoppiando il caso di monsignor Zanchetta, nominato vescovo da papa Francesco, travolto dalle accuse in patria e quindi chiamato a importanti incarichi nella Curia romana per evitargli il processo. Troppe nubi che si addensano proprio sulla testa del Papa e che necessiterebbero un chiarimento, necessiterebbero quella trasparenza che tanto si invoca ma che qui latita.

Riccardo Cascioli

AVVENIRE E LA GAY CONNECTION, di Tommaso Scandroglio
- BURKE E BRANDMULLER: VESCOVI, FERMATE LA DERIVA OMOSESSUALISTA 

http://www.lanuovabq.it/it/abusi-sessuali-un-vertice-con-troppe-censure-e-ambiguita

Scorciatoie intorno alla conversione?

AVVENIRE SULL'OMOSESSUALITA'
Avvenire e i gay, la dottrina recente meglio della vecchia

La strategia di Avvenire sull'omosessualità da sdoganare è mutuata dal pacchetto Office di Microsoft: più è recente, meglio è. Infatti si cita Amoris Laetitia e tutto il resto, Catechismo compreso, è anticaglia. L'importante è sfumare e dissimulare. Per scovare nel male il bene.



Un ottimo compendio per comprendere come alcuni, in casa cattolica, vogliano sdoganare l’omosessualità è dato dall’articolo, a firma di Luciano Moia pubblicato martedì scorso su Avvenire, dal titolo “Omosessualità e pedofilia. Spunti per capire”. In questo pezzo, scritto alla vigilia del Summit vaticano dedicato agli abusi su minori, viene condensata buona parte della strategia per far digerire l’omosessualità al cattolico della Domenica.

Vatic-ani di tutto il mondo uniti?

Il frate domenicano: “Non sopporto i sacerdoti che fanno ‘coming-out’ come gay e insistono che il sacerdozio è una sorta di gabbia. Nessuno vi ha costretti a diventare preti”

Foto: padre James Martin S.J.
Foto: padre James Martin S.J.
di Annarosa Rossetto
Ieri è uscito un articolo di Rod Dreher in cui analizza un pezzo del New York Times sulla condizione di sofferenza in cui vivrebbero i preti omosessuali “non dichiarati” nella Chiesa Cattolica. Il titolo è illuminante:  “’Non è un armadio*. È una gabbia” Sottotitolo: “I preti cattolici gay parlano chiaro: La crisi sulla sessualità nella Chiesa cattolica va oltre l’abuso. Va nel cuore del sacerdozio, in un armadio che intrappola migliaia di uomini.” (*essere nell’armadio = modo tipico della cultura gay per definire le persone con attrazione per lo stesso sesso che non si sono dichiarati tali pubblicamente)

mercoledì 20 febbraio 2019

“I pastori del gregge non fanno il loro dovere"

Grande biblista Spadafora svela il mistero delle Tre Fontane: perchè Pio XII si interessò subito alle rivelazioni ricevute da Cornacchiola?...



Nel 1984 monsignor Francesco Spadafora ha pubblicato un bellissimo libretto (164 pagine, 11 cm x 18 cm) intitolato Tre Fontane presso l’Editore Giovanni Volpe di Roma.

Abbiamo già visto [qui] il contenuto delle circa sessanta rivelazioni private, che la Madonna ha fatto a Bruno Cornacchiola dal 1947 al 2001, citando il libro di Saverio Gaeta Il Veggente. Il segreto delle tre fontane (Milano, Salani, 2016), il quale ha potuto consultare i quaderni lasciati dal Cornacchiola alla Associazione da lui fondata (SACRI)[1].

Lo sciagurato obiettivo

LA STRATEGIA DEI GESUITI


Perché i gesuiti vogliono distruggere la Chiesa. I Gesuiti oggi al vertice della Chiesa seguono una strategia perfettamente lucida e coerente che si può riassumere in una formula lapidaria "disorientare, spaccare e distruggere" 
di Francesco Lamendola  

 http://www.accademianuovaitalia.it/images/gif/chiesa/0--19-vatican-massonery.gif 

Da molto tempo andiamo sostenendo, e cerchiamo di dimostrare, che quanto accade al presente nella Chiesa cattolica non è assolutamente frutto di tendenze spontanee, per quanto erronee o aberranti; e, soprattutto, non è frutto del caso; che il signor Bergoglio non agisce per niente d’impulso, in maniera umorale, e che le sue sparate, le sue eresie, le sue bestemmie, non scaturiscono (soltanto) da un io ipertrofico e narcisista, smanioso di essere sempre al centro e di ricevere attenzione; che i gesuiti, i quali dal conclave del 1958 hanno posto la loro ipoteca sul vertice della Chiesa, e dal 2013 l’hanno di fatto commissariata, non agiscono in maniera estemporanea e velleitaria, ma seguono una strategia perfettamente lucida e coerente, che rende ragione di ogni apparente stranezza e di ogni supposta ambiguità.  

Una «responsabilità» storica e culturale

Gli Ebrei sono «deicidi»?




Pubblichiamo questo articolo sia per l’importanza dell’argomento in sé, sia per l’argomentazione, che è svolta bene e conduce coerentemente all’unica risposta ammissibile per la domanda posta: gli Ebrei sono moralmente e culturalmente «deicidi».
Ora, dal momento che tale argomentazione presenta tre aspetti problematici, abbiamo ritenuto opportuno far seguire all’articolo alcune nostre osservazioni.

Pro surdo caecisque



IN SILENZIO PER ABBATTERE IL MURO DEL SILENZIO. GLI INTERVENTI ALLA STAMPA ESTERA.


Cari amici di Stilum Curiae, ieri si è svolta a piazza San Silvestro, a Roma, la manifestazione silenziosa di cento laici di tutto il mondo che sono rimasti in piedi in preghiera nel cuore della capitale, vicino alla chiesa dove è custodita una reliquia di San Giovanni, che non ebbe paura di perdere la sua vita per la verità. “In silenzio per abbattere il muro del silenzio” era il senso della manifestazione, e il silenzio è quello di troppi pastori che vedono che cosa stia accadendo nella Chiesa, e tacciono. Subito dopo nella sede della Stampa Estera si è svolta una conferenza stampa a cui hanno partecipato personalità laiche di diversi Paesi. Pensiamo di fare cosa gradita pubblicando i testi dei loro interventi introduttivi.

Bed & Breakfast?

Da B&B un appello necessario e doveroso

Non c'è dubbio che l'«operazione Verità» a cui si appellano i cardinali Burke e Brandmuller sarebbe l'unica cosa necessaria oggi; eppure ciò che accadde nel 2002 dovrebbe servire sempre da monito.

«Candido, compassionevole e impegnato per una radicale riforma»; alfiere della «politica della “tolleranza zero” nei confronti dei preti che molestano minorenni»; finalmente «una faccia pubblica attraente» per la Chiesa americana; «nemmeno scalfito dagli scandali sessuali». Difficile evitare di farsi qualche domanda quando si scopre che questa descrizione riguarda l’allora cardinale Theodore E. McCarrick: è il Washington Post del 28 aprile 2002, un lungo articolo dedicato tutto a lui, «l’uomo del momento in Vaticano», come recita il titolo.

martedì 19 febbraio 2019

Una maledizione e una benedizione

L'UOMO CHE CONFIDA NELL'UOMO


"Maledetto l’uomo che confida nell’uomo". Quel signore abusivo, eletto in circostanze più che dubbie, non parla come un papa dovrebbe parlare, ma neppure come dovrebbe parlare un qualsiasi cattolico che sia degno di questo nome 
di Francesco Lamendola  

 0 FULMINE VATIKAN 18
  
La liturgia della santa Messa di ieri, domenica 17 febbraio 2019, ripropone ai fedeli un passo del Libro del profeta Geremia (17, 5-8):

Maledetto l'uomo che confida nell'uomo,
e pone nella carne il suo sostegno,
allontanando il suo cuore dal Signore.
Sarà come un tamarisco nella steppa;
non vedrà venire il bene,
dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.
Benedetto l'uomo che confida nel Signore
e il Signore è la sua fiducia.
È come un albero piantato lungo un corso d'acqua,
verso la corrente stende le radici;
non teme quando viene il caldo,
le sue foglie rimangono verdi,
nell'anno della siccità non si dà pena,
non smette di produrre frutti.

Quando tutto sembra più buio l’alba è all’orizzonte.

Abusi. Che cosa aspettarsi dal summit in Vaticano?

In vista del summit mondiale in programma in Vaticano dal 21 al 24 febbraio sul tema della tutela dei minori nella Chiesa, il National Catholic Register ospita una serie di interventi che si interrogano su che cosa ci si può aspettare dall’iniziativa. Dopo aver  proposto il testo dell’ex nunzio negli Stati Uniti Carlo Maria Viganò, ecco oggi quello di Janet Smith, teologa morale nel Seminario del Sacro Cuore a Detroit.

Al peggio non c’è limite..

Farrell nominato camerlengo: un segnale inquietante

Camerlengo è il titolo utilizzato nell’ordinamento della Chiesa cattolica per indicare alcune eminenti figure del clero. Il camerlengo per antonomasia è il cardinale Camerlengo di Santa Romana Chiesa, che oltre a presiedere l’amministrazione finanziaria della Santa Sede mediante la Camera Apostolica, ha il principale compito di presiedere la sede vacante.  Il cardinale camerlengo di Santa Romana Chiesa ricopre fondamentalmente due incarichi: in primo luogo, quando il pontefice è in viaggio, o assente, amministra i beni temporali. Alla morte del pontefice (o in caso di rinuncia), come incarico speciale, presiede invece il periodo della cosiddetta Sede vacante. È coadiuvato da un Vice Camerlengo, generalmente non cardinale, ma insignito del carattere arcivescovile. In caso di morte del pontefice, il suo primo compito consiste nel verificare che il papa sia realmente morto. Successivamente il camerlengo pone i sigilli allo studio e alla camera da letto del papa e dà comunicazione del decesso al mondo.