ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 9 agosto 2014

de-virilizzare la Liturgia


La discontinuità: cioè la devirilizzazione della Liturgia e del sacerdozio nel N.O.M.



Stavo traducendo il testo che segue, ripreso da Rorate Caeli in quanto interessantissimo; ma vedo che Esistenzialmente periferico ha già fatto un grande lavoro. E dunque ne approfitto e lo pubblico anche qui, con molta gratitudine, con alcune integrazioni iniziali:

1. C'è un grande articolo di don R. G. Cipolla sulla "devirilizzazione" della liturgia Novus Ordo: che non ho il tempo di tradurre, ma di cui prendo appunti qui sotto.

Ciò a cui il cardinale si riferiva risiede nel nucleo stesso della forma Novus Ordo della Messa romana e nei scottanti e profondi problemi che hanno afflitto la Chiesa a partire dall'imposizione del Novus Ordo Missae nel 1970. Si potrebbe essere tentati di cristallizzare la constatazione del card. Heenan come femminilizzazione della liturgia. Ma questo termine sarebbe inadeguato e alla fine ingannevole dato che esiste un aspetto mariano autentico della Liturgia che è senza dubbio femminile. La liturgia porta la Parola di Dio, la liturgia offre il Corpo della Parola all'Adorazione e lo dà come Cibo.

Un prelato famoso per la sua umiltà

Profilo morale del prelato tipico progressista

Immaginiamo un prelato famoso per la sua umiltà. La sua fama è il frutto dei suoi sforzi per produrre questo risultato atteso mediante azioni ben studiato. Egli deve avere ai fotografi di registrare i suoi gesti e dei media di pubblicare le foto di lui in visita un ospedale, entrando in una linea la sua posizione sarebbe normalmente permettergli di evitare, o arrivare a un santuario mariano per recitare il Rosario e altre cose simili calcolato per compiacere il pubblico. Sorride in modo permanente con un grande sorriso rilassato in modo che la gente pensa che lui è felice e simpatico, che riflette il modo giusto di essere cattolici.
Francesco sorridenteLa soluzione perfetta per il prelato progressista: il sorriso perenne
Quando parla, parla della necessità di essere felice, racconta aneddoti sulla sua vita semplice e umile, e racconta come, prima di entrare in seminario, era un giovane uomo come gli altri, rivelando che aveva anche una ragazza e andò a danze . Egli riferisce le cose che sua nonna, madre, padre o insegnante gli ha detto a scuola.Egli fa questo per inviare il messaggio a tutti che lui è un uomo senza pretese di superiorità e che se lui ha una posizione elevata nella Gerarchia della Chiesa, egli la dimentica e non fa uso di essa.

Sport monastico

Pare che la querela sia un nuovo sport “monastico”.  Ma per essere querelati, occorre aver infranto la legge.
Caro don Chisciotte,
Immagina che un fedele presente ad una mia predica decida di rivolgersi ad un avvocato e ad esporre querela perché secondo lui io ho negato oppure espresso malamente un articolo della fede cattolica.
E’ suo diritto – dovere esprimere dissenso, ma l’avvocato gli dirà che ha sbagliato indirizzo. Non è un tribunale della Repubblica cha ha competenza sugli errori dottrinali della religione, ma un tribunale ecclesiastico. Predicare l’errore religioso non è un reato per il codice civile.
La cosa più semplice è consultare sul tema il Catechismo della Chiesa Cattolica. Oppure, e sarebbe la cosa migliore, accettare un pubblico dibattito e come ultima possibilità chiamare il Vescovo in giudizio.

Poveri noi

L’immenso tesoro del Papa e il custode venuto da Sydney



Lingotti e monete d’oro, banconote di ogni valuta, proprietà immobiliari sterminate: ricchezza accumulata nei secoli da preti, vescovi e cardinali, fino ad assumere proporzioni bibliche. Spulciando una relazione segreta della Cosea, la dissolta Commissione referente sull’organizzazione della struttura economica del Vaticano, “L’Espresso” scopre ad esempio che «le varie istituzioni vaticane gestiscono i propri asset e quelli di terzi a un valore dichiarato di 9-10 miliardi di euro, di cui 8-9 miliardi in titoli e uno di immobiliare». Leggendo il bilancio (mai pubblicato) dell’Apsa, l’ente che amministra il patrimonio della sede apostolica, insieme ad alcune note confidenziali firmate dal neo-presidente dello Ior, Jean-Baptiste de Franssu, «si capisce che parte importante del tesoro è nascosto proprio all’Apsa, che a differenza dello Ior non ha mai reso noti i suoi conti». Dopo che uno dei suoi contabili, monsignor Nunzio Scarano, è stato arrestato per riciclaggio, corruzione e truffa, Papa Bergoglio ha deciso di mettere il naso anche lì.
“L’Espresso” ha trovato anche spese e ricavi di decine di enti pubblicati nel 2013: dalla Segreteria di Stato alle nunziature estere, passando per Radio Vaticana e il Governatorato. E’ evidente, scrive Emiliano Fittipaldi in un reportage ripreso da “Micromega”, che «le spese della curia (case, segretari, viaggi, sicurezza, rappresentanza) sono ancora senza controllo». A Place Vendôme, nel centro di Parigi, una società francese controllata dall’Apsa possiede alcuni tra i più prestigiosi immobili della zona. «La Sopridex Sa ha avuto inquilini famosi (come François Mitterrand) e oggi ha attività iscritte a bilancio che arrivano a 46,8 milioni di euro». Tra i dipendenti, anche «la bellezza di 16 portieri». Ma l’Apsa, continua “L’Espresso”, controlla anche 10 società svizzere, «tra cui la misteriosa Diversa Sa, l’Immobiliere Sur Collonge e l’Immobiliere Florimont». Società che, insieme alla Profima Sa, «gestiscono proprietà e terreni nella confederazione elvetica e in mezzaEuropa». Tutte insieme «valgono 18 milioni».
«Va ricordato che storicamente il bilancio dell’Apsa sottostima, per questioni fiscali, i valori dei palazzi di sua proprietà», spiega a Fittipaldi una qualificata fonte dell’istituto che ha sede nel Palazzo Apostolico. «Inoltre quelle svizzere sono società non consolidate: in pancia potrebbero avere molto più di quanto dichiarato». La Profima è stata aperta a Losanna nel 1926 e fu utilizzata da Pio XI per nascondere all’estero parte dei “risarcimenti” che la Chiesa ottenne grazie ai Patti Lateranensi stipulati con il regime fascista, mentre la holding Diversa «è praticamente sconosciuta». Fondata a Lugano nell’agosto del 1942, mentre si combatteva da Stalingrado ad El Alamein, risulta oggi presieduta da Gilles Crettol, «un avvocato svizzero che gestisce gli interessi del Papa oltralpe: il suo nome spunta in quasi tutte le altre società elvetiche». Fino a qualche tempo fa, il referente italiano era invece Paolo Mennini, ma gli uomini di Papa Francesco hanno deciso di farlo fuori: da qualche settimana, al suo posto, nei Cda delle società svizzere è comparso Franco Dalla Sega, presidente della bazoliana Mittel e «manager di fiducia del nuovo boss delle finanze vaticane, il cardinale George Pell».
Il Vaticano, ricorda “L’Espresso”, possiede società immobiliari anche in Inghilterra: la British Grolux Investments Ltd, fondata nel 1933, «gestisce oggi a Londra attività per la bellezza di 38,8 milioni di euro inclusi negozi di lusso in New Bond Street». Quanto all’Italia, «oltre allo sterminato forziere di Propaganda Fide, ribattezzata Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli (ha un patrimonio stimato, al netto dellacrisiimmobiliare, di circa 7 miliardi), l’Apsa controlla pure le società Sirea e Leonina, che a bilancio valgono oltre 16 milioni». Tra affitti a privati e locazioni commerciali, tutte le sigle che fanno capo all’Apsa hanno ricavato nel 2011 circa 23,5 milioni di euro. «Il bilancio finale dell’Apsa è impressionante», rileva Fittipaldi. «Case e appartamenti sparsi inEuropanel 2013 hanno toccato il valore complessivo di 342 milioni», mentre quello del portafoglio investimenti in euro ha superato quota 475 milioni, «cui bisogna aggiungere titoli per 137 milioni di dollari, 33 milioni di sterline e 17 milioni di franchi svizzeri».
Un “tesoro” che vale complessivamente più di un miliardo, e che oggi gestiscono in tre: il super-consulente Dalla Sega e i due monsignori a capo dell’Apsa, il presidente Domenico Calcagno e il segretario Luigi Mistò. «Se gli immobili dell’Apsa valgono più di quanto riportato in bilancio, anche sull’oro ci sono molte cose che non tornano», aggiunge la fonde de “LEspresso”. Leggendo i dati riservati del 2013, scrive Fittipaldi, si scopre che l’Apsa detiene metalli preziosi per 30,8 milioni di euro, e «alcune stime interne della segreteria di Stato, da prendere con le molle, parlano di un controvalore di 140 miliardi di euro, il doppio di quanto conservato dalla Banca d’Italia». Qualcuno, però, sospetta che parte importante delle riserve auree del Vaticano sia conservata nei forzieri svizzeri e inglesi. «La stima mi sembra eccessiva – chiosa il dirigente Apsa – anche perché parte cospicua del nostro metallo giallo è stato venduto tra gli anni ‘90 e l’inzio del nuovo secolo dal cardinale venezuelano Rosalio Castillo Lara, ex presidente dell’amministrazione».
Oltre all’oro dell’Apsa, il Vaticano controlla anche il patrimonio dello Ior, valutato 6 miliardi di euro. «Non stupisce che sul gruzzolo, dopo l’arrivo del nuovo pontefice, si sia scatenata una battaglia (l’ennesima) per la gestione. Francesco ha innanzitutto spazzato via gli uomini di Tarcisio Bertone che dal 2007 guidavano lo Ior e, attraverso Calcagno, la cassaforte dell’Apsa. Troppi gli scandali della decadente “lobby italiana”: a parte le scorribande di Scarano e le vicende di Bertone (i casi Carige e Lux Vide promettono sviluppi), le inchieste per riciclaggio hanno fatto saltare il direttore dello Ior Paolo Cipriani, il suo vice Massimo Tulli e il tesoriere della banca, mentre presto la prefettura degli Affari economici guidata da Giuseppe Versaldi, amico intimo di Bertone, potrebbe essere soppressa». Per ricostruire un sistema più trasparente, continua “L’Espresso”, Bergoglio ha poi chiamato dall’Australia il cardinale George Pell e lo ha nominato capo di un nuovo dicastero, la Segreteria dell’Economia. Una sorta di super-ministero che controllerà, di fatto, tutti gli enti finanziari dentro le Mura Leonine.
Noto al Papa per le sue doti di economo, dopo aver gestito con buoni risultati una grande diocesi come quella di Sidney, il cardinale Pelle è soprattutto un uomo di comando. Ha subito silurato il presidente dello Ior, Ernst von Freyberg, rottamando le vecchie strutture di governance e accentrando nei suoi uffici i poteri esecutivi: la segreteria di Stato è stata ridimensionata (il successore di Bertone, Pietro Parolin, si occuperà prevalentemente di diplomazia), mentre lo Ior e l’Apsa sono stati commissariati. In Vaticano c’è chi teme ambizioni dell’australiano: «Se Parolin ha sotterrato l’ascia diguerrasolo perché Francesco lo ha ammesso nel C9, il gruppo ristretto di cardinali che devono aiutarlo nella guida della Chiesa, il presidente del Governatorato Giuseppe Bertello sta tentando in tutti i modi di bloccarne l’ascesa». Tra i nuovi potenti, però, a «limitare il raggio d’azione di Pell» ci hanno priovato, «per ora senza successo», solo Oscar Rodriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa e coordinatore del C9, e il cardinale Santos Abril y Castelló, presidente della commissione cardinalizia dello Ior.
In Australia, i cattolici progressisti rimproverano al prelato di Sydney le posizioni ultra-conservatrici e le sparate pubbliche sull’Islam («religione guerresca», piena di «invocazioni alla violenza»). Inoltre, Pell fu scagionato nel 2002 dall’accusa di aver abusato di un ragazzino di 12 anni, mentre nel 2008 un’altra presunta vittima di abusi lo aveva incolpato di aver “coperto” un sacerdote pedofilo. «Lo scorso marzo, infine, il cardinale è stato chiamato a testimoniare di fronte alla Commissione nazionale d’inchiesta sugli abusi contro i minori istituita dal governo di Canberra, in merito a una causa che un altro ex chierichetto, John Ellis, aveva fatto alla Chiesa e allo stesso Pell in seguito a violenze sessuali avvenute tra il 1974 e il 1979». Pell ha chiesto scusa, continua “L’Espresso”, ma in molti sono restati sconcertati per la sua promozione decisa da Bergoglio. «Nella giungla vaticana – aggiunge Fittipaldi – il ranger venuto da Sydney non si muove da solo. Il capo segue i consigli di tre fidati consiglieri: il neo presidente dello Ior, Jean-Baptiste de Franssu, il tycoon maltese Joseph Zahra (entrambi membri del Consiglio dell’Economia, l’altro neonato ufficio economico guidato da Reinhard Marx), e l’amico Danny Casay, manager che ha gestito con lui la diocesi di Sydney».
Gli sconfitti, i vecchi cardinali di curia, li chiamano “la banda dei maltesi”, adombrando il pericolo di conflitti d’interessi: l’unico membro italiano chiamato a far parte del Consiglio dell’Economia, Francesco Vermiglio, ha fondato con l’amico Zahra (patron del colosso finanziario Misco Malta) la Misco Advisory Ltd, «una joint venture per invogliare i nostri connazionali a investire nell’isola, fino a pochi anni fa vero paradiso fiscale». A marzo 2014, inoltre, il figlio di de Franssu, Luis Victor, è stato assunto dalla Promontory, societàUsache da un anno sta spulciando i conti dello Ior. «Ma il numero uno dello Ior pare abbia buoni rapporti anche con alcuni giovani consulenti della McKinsey che hanno lavorato sui bilanci dell’Apsa. Tra loro c’era pure Filippo Sciorilli Borrelli. Classe 1981, è un figlio d’arte: suo padre Ivo è infatti tra gli azionisti di maggioranza di Banca Arner, l’istituto svizzero che ha tra i suoi (pochi) correntisti SilvioBerlusconi». Non c’è nessuna lobby maltese, ha ribattuto Pell, indignato. Tuttavia, ribatte “L’Espresso”, proprio i finanzieri de Franssu e Zahra – titolari di società di investimento – avevano ideato i nuovi assetti del business vaticano, secondo un modello «che rispecchia in gran parte quello annunciato da Pell», ovvero:potereassoluto della Segreteria dell’Economia, Apsa trasformata in Banca centrale e nascita di un nuovo Vatican Asset Management (Vam) per gestire titoli e obbligazioni.
Nelle mire di Pell, aggiunge Fittipaldi, c’è anche un altro patrimonio della Santa Sede: i musei vaticani, tra i più visitati e redditizi al mondo: nel 2011 l’utile netto è stato di 58,7 milioni, e gli incassi (tra biglietti e merchandising) superiori a 91 milioni. Per contro, le spese 2013 della Curia romana ammontano a 77,9 milioni, e l’Apsa ha chiuso il suo bilancio in perdita di 48,4 milioni. «Se l’Obolo di San Pietro grazie alla beneficenza dei fedeli nel 2013 ha portato nelle casse 78 milioni, la mitica Radio Vaticana ha perso, secondo un report interno pubblicato nel 2013 e riferito al 2011, ben 26,6 milioni», scrive Fittipaldi. «Anche la tipografia che stampa “L’Osservatore romano” ha chiuso i conti a meno 5,5 milioni». Un salasso, a cui aggiungere il deficit delle 170 nunziature all’estero (meno 25,1 milioni) e i 5,8 milioni che servono a pagare le 110 guardie svizzere. «Chissà, infine, se la spending review minacciata da Pell peserà anche sulle messe di papa Francesco: nel 2011 l’Ufficio celebrazioni liturgiche ha speso per Ratzinger 1,1 milioni. Viste le dimensioni del tesoro di Dio, si tratta poco più di una mancia».
Lingotti e monete d’oro, banconote di ogni valuta, proprietà immobiliari sterminate: ricchezza accumulata nei secoli da preti, vescovi e cardinali, fino ad assumere proporzioni bibliche. Spulciando una relazione segreta della Cosea, la dissolta Commissione referente sull’organizzazione della struttura economica del Vaticano, “L’Espresso” scopre ad esempio che «le varie istituzioni vaticane gestiscono i propri asset e quelli di terzi a un valore dichiarato di 9-10 miliardi di euro, di cui 8-9 miliardi in titoli e uno di immobiliare». Leggendo il bilancio (mai pubblicato) dell’Apsa, l’ente che amministra il patrimonio della sede apostolica, insieme ad alcune note confidenziali firmate dal neo-presidente dello Ior, Jean-Baptiste de Franssu, «si capisce che parte importante del tesoro è nascosto proprio all’Apsa, che a differenza dello Ior non ha mai reso noti i suoi conti». Dopo che uno dei suoi contabili, monsignor Nunzio Scarano, è stato arrestato per riciclaggio, corruzione e truffa, Papa Bergoglio ha deciso di mettere il naso anche lì.
“L’Espresso” ha trovato anche spese e ricavi di decine di enti pubblicati nel 2013: dalla Segreteria di Stato alle nunziature estere, passando per Papa BergoglioRadio Vaticana e il Governatorato. E’ evidente, scrive Emiliano Fittipaldi in un reportage ripreso da “Micromega”, che «le spese della curia (case, segretari, viaggi, sicurezza, rappresentanza) sono ancora senza controllo». A Place Vendôme, nel centro di Parigi, una società francese controllata dall’Apsa possiede alcuni tra i più prestigiosi immobili della zona. «La Sopridex Sa ha avuto inquilini famosi (come François Mitterrand) e oggi ha attività iscritte a bilancio che arrivano a 46,8 milioni di euro». Tra i dipendenti, anche «la bellezza di 16 portieri». Ma l’Apsa, continua “L’Espresso”, controlla anche 10 società svizzere, «tra cui la misteriosa Diversa Sa, l’Immobiliere Sur Collonge e l’Immobiliere Florimont». Società che, insieme alla Profima Sa, «gestiscono proprietà e terreni nella confederazione elvetica e in mezza Europa». Tutte insieme «valgono 18 milioni».

Chi l' ha vista?

Avete più visto suor Cristina? No?

 Meglio così

Ma che fine ha fatto suor Cristina? All’ora del suo maggior trionfo mi chiedevo: riuscirà suor Cristina Scuccia da Comiso a evangelizzare il mondo dello spettacolo? Le auguravo di sì, anche se qualche addetto ai lavori dello showbiz si domandava se il suo successo mondiale fosse dovuto alle capacità canore o all’abito che portava. Certo, i precedenti non incoraggiavano. Ci fu a suo tempo, fra Cionfoli, terziario francescano, che addirittura calcò le passerelle di Sanremo. Anche allora, sorpresa, interviste, clamore. E lui, ieri come oggi, parlava di «dono», parola-talismano che, ieri come oggi, manda in solluchero i preti e li rende favorevoli senza se e senza ma pure all’espianto degli organi. 

ISRAELITES, ISRAELIS ?

Israeliti, Israeliani ?

Come hanno fatto gli Eletti di Dio a diventare i Suoi nemici?
Perché nei cuori degli uomini l’orgoglio sparge la cecità!

Abbiamo ammesso quindi (CE 368) che gli ordini di Dio Onnipotente di sterminare alcuni popoli nel Vecchio Testamento (ad es. I Sam. XV) furono un atto di giustizia e di misericordia verso gli stessi pagani, ed anche un atto volto ad aiutare gli Israeliti a preparare la culla per il futuro Dio Incarnato, Nostro Signore Gesù Cristo, che sarebbe venuto molti secoli dopo. Culla che gli Israeliti approntarono, in particolare attraverso la Beata Vergine Maria, verso la quale l’intera razza umana ha un debito di gratitudine sconfinato. Se qualcuno di noi può arrivare in Paradiso, è solo attraverso la sua intercessione. 

Fratelli maggiori di chi? *


Parole e opere di Papa Francesco sul dramma cristiano in Irak

Parole e opere di Papa Francesco sul dramma cristiano in Irak


Ieri una prudente dichiarazione letta dal direttore della Sala Stampapadre Lombardi, in cui “a nome del Santo Padre”, lanciava un “appello pressante alla comunità internazionale” affinché agisca per porre fine al “dramma umano” in corso da mesi in Iraq. Nella nota, che non menzionava i miliziani jihadisti, si ricordavano le parole pronunciate da Papa Francesco all’Angelus del 20 luglio scorso, quando il Pontefice aveva esclamato con dolore che “i nostri fratelli sono perseguitati, sono cacciati via, devono lasciare le loro case senza avere la possibilità di portare niente con loro. A queste famiglie e a queste persone voglio esprimere la mia vicinanza e la mia costante preghiera. Carissimi fratelli e sorelle tanto perseguitati, io so quanto soffrite, io so che siete spogliati di tutto. Sono con voi nella fede in Colui che ha vinto il male!”.


venerdì 8 agosto 2014

Manine e manone

Spirito del Concilio e spirito di Assisi: Spirito massonico ?

Nella rubrica “C’era una volta i Francescani dell’Immacolata" e dopo la lettura del articolo di Pucci Cipriani [qui] suRiscossaCristiana.it che mette in evidenza il possibile legame tra commissariamento dei FFI e intervenzioni delle Logge massoniche, proponiamo alla rilettura l’editoriale delle Annales Francescani N.6 [ scaricare qui] del quale p. Paolo Maria Siano FFI  era il direttore. Questo editoriale fu pure l’oggetto di un articolo sul sito di Sandro Magister [leggere qui] nel lontano agosto 2012. Un editoriale dal titolo oggi impossibile: SPIRITO FRANCESCANO, “SPIRITO DEL CONCILIO” E “SPIRITO DI ASSISI” - Vi facciamo notare “en passant” che il sito che inizialmente ospitava gli Annales Francescani non è sopravissuto alla normalizzazione dei FFI [osservate qui] 

Cazzotti papali?

Don Luigi Ciotti schiaffeggia impiegato: non voleva più lavorare in nero…

ROMA – Don Luigi Ciotti ha schiaffeggiato e preso a pedate un suo impiegato, Filippo Lazzara, chevoleva un regolare contratto. Poi colto dal rimorso ha confessato di averlo picchiato e gli ha scritto unalettera di scuse.
Antonio Amorosi su Libero quotidiano  (^) ricostruisce la storia che vede protagonisti Don Ciotti, fondatore di Libera, e un lavoratore siciliano, Filippo Lazzara, “reo” di essersi rifiutato di lavorare a nero:

Appalti in vista?


Papa Francesco appalta Medjugorje ai carismatici?


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Il Papa avrebbe ascoltato con molto interesse, poi ha risposto: «A me quella gestione che c’è a Medjugorje non piace per nulla: troppe le chiacchiere e a me non interessano». Fin qui la parte destruens. Ma è giunto presto a quella costruens, che è anche la più azzardata: «Ma se mi assicurate che vi prenderete a cuore la gestione, di andare lì, fare la messa, le confessioni, e le tante opere di bene, io l’approvo»..

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“Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”

Un cattolico conciliare contestava la fede di un ex comunista 

Raniero La Valle e Claudio Napoleoni, un dibattito rivelatore

di Piero Vassallo

zznplLa decriptazione dei fumosi pensieri soggiacenti all’illusorio entusiasmo destato dalla teologia serpeggiante fra le righe del Vaticano II, può essere facilitata dalla lettura del verbale della  discussione sull’Eucarestia, in cui si cimentarono, il 12 maggio 1988, l’ex direttore dell’Avvenire d’Italia, Raniero La Valle (1931) e il comunista convertito Claudio Napoleoni (1924-1988).
Il testo dell’acceso confronto tra i due parlamentari della sinistra, fu pubblicato nel luglio del 1990, in un supplemento al settimanale Il Sabato, un opuscolo che mi è stato spedito in questi giorni da un dotto e cortese amico, proprietario di un robusto e prezioso archivio.
Napoleoni, il brillante economista, che aveva confessato a Del Noce di aver maturato una completa sfiducia nell’ideologia marxista, prossima a rovesciarsi nell’incubo tecnocratico & finanziario, sosteneva la presenza reale di Cristo nel pane eucaristico mentre La Valle (coerente apologeta delle nuova teologia) obiettava che la presenza “non c’è in questo modo fisicistico [reale] a cui si è voluto ridurre” [dal magistero infallibile].

giovedì 7 agosto 2014

L’abdicazione di chiesa e cultura

E così siamo diventati un campo di concentramento eugenetico chiamato #embrionestaisereno. E’ lontana la formidabile stagione dei “princìpi non negoziabili”, ora la chiesa fugge dalla battaglia e i suoi intellò disertano

di Giuliano Ferrara

zzchfrrQualche anno fa, non molti, era battaglia. Sulla vita, sui figli, sul significato di paternità e maternità, sul criterio della selezione eugenetica o selezione della razza, sul carattere umano, troppo umano, dell’imperfezione genetica, sul diritto sempre periclitante a sapere di chi si sia figli (ma nel caso della madre c’era una certezza classicamente e latinisticamente stabilita: semper certa est). Qualche anno fa, non molti, si discuteva accanitamente, e si votava in Italia in un referendum molto combattuto, sulla natura dell’embrione concepito, sul suo corredo cromosomico, sulla tutela biopolitica degli individui nella loro irripetibile singolarità, fissata nelle costituzioni e nelle coscienze.

Viva chi?

Papa volgare… decalogo volgare

In questo lungo tratto di pontificato del Papa venuto da (o per) la fine del mondo, abbiamo avuto modo di apprezzare la pochezza di questo gesuita che non fa onore al grande Santo di Loyola. Ma ciò che continua a colpire è il fatto che egli riesca sempre meglio a sorprendere, passando da un’affermazione scomposta e anticattolica ad un’altra sgangherata e sovversiva. Non che al peggio ci sia mai fine, ma quanto meno alla decenza ci dovrebbe essere un limite.


Il 7 luglio scorso, papa Bergoglio ha rilasciato un’intervista ad un giornale argentino, pubblicata sul n° del 27 luglio della rivista domenicale “Viva”, che fa parte del “Gruppo Clarin”.
Nessuna meraviglia che questo gruppo sia la versione argentina dell’italiano “Gruppo Editoriale L’Espresso” che pubblica La Repubblica. Evidentemente papa Bergoglio ci tiene ai suoi legami stretti con la stampa sovversiva e anticattolica.

In questa intervista, si trova un illuminante decalogo “per la felicità e la pace”, proposto da papa Bergoglio forse a complemento del “Decalogo” dettato da Dio. È inevitabile pensare che papa Bergoglio sia convinto che i Dieci Comandamenti non siano più sufficienti per l’evolutissimo uomo moderno, ed eccolo quindi pronto a “completarli”… bontà sua!

Riforma del priorato

Diario Vaticano / Riforma del papato, cantiere aperto

Il priore di Bose Enzo Bianchi e l'arcivescovo emerito di San Francisco John R. Quinn danno per certo che Francesco rinnoverà a fondo il ruolo del papa. Ma alcuni atti di questo pontificato contraddicono le loro attese

di Sandro Magister
CITTÀ DEL VATICANO, 7 agosto 2014 –  C'è chi sostiene, anzi, se ne dice certo, che papa Francesco voglia riformare il papato al punto da "destrutturare" il ruolo del romano pontefice così come si è sviluppato nel secondo millennio dell’era cristiana, a partire dalla riforma gregoriana e attraverso il magistero del Concilio di Trento e del Vaticano I.

È quanto sembra ricavarsi da due rilevanti attestazioni che si sono susseguite nelle ultime settimane.

Non tutte le ciambelle gesuitiche riescono col buco

(di Gianpaolo Romanato) Per due secoli furono al centro della scena mondiale. Nelle loro missioni, estese dall’Estremo oriente alle due Americhe, dalle Filippine all’Africa, sperimentarono metodologie che non cessano di appassionare storici e antropologi; dai loro collegi, distribuiti dovunque, nacque la moderna idea della scuola; come teologi, scienziati, astronomi, matematici dominarono la cultura del loro tempo.
Molte città, da Cordoba in Argentina a Breslavia in Polonia, non sarebbero ciò che sono senza il loro lascito architettonico. San Paolo, in Brasile, se la inventarono loro. Stiamo parlando della Compagnia di Gesù, che duecento anni fa, il 7 agosto 1814, Pio VII ripristinò in tutta la cristianità con la bolla Sollicitudo omnium ecclesiarum, dopo che un altro Papa, Clemente XIV, l’aveva soppressa il 21 luglio 1773 con il breve Dominus ac Redemptor.
Due atti pontifici quasi incredibili: con il secondo, infatti, si smentiva il primo, che aveva soppresso un Ordine religioso non in crisi bensì in continua espansione. Ma ci sono altre anomalie che colpiscono in questa vicenda: nei quarantuno anni che intercorrono tra i due interventi romani i gesuiti, pur canonicamente soppressi, erano riusciti a sopravvivere. E a tenerli in vita, mentre tutta l’Europa cattolica li voleva morti, fu lo Stato più anticattolico del continente: la Russia. Una storia paradossale, che merita di essere raccontata.

Opus Mariae



HIROSHIMA: quando la Madonna di Fatima salvò una comunità religiosa dalla bomba atomica


Quando nel 1945 fu sganciata la bomba atomica su Hiroshima, una piccola comunità di 8 gesuiti, situata in una canonica distante solo 8 isolati dallo scoppio della bomba, rimase illesa insieme alla casa, mentre non scampa alcuna persona nel raggio di 1,5 km dal centro dell’esplosione. 200 scienziati indagarono sul perchè nessuno dei 4 padri rimase contaminato dalle radiazioni, e perchè la loro casa parrocchiale, era ancora in piedi, mentre tutte le altre intorno erano state distrutte e bruciate. Questi sono i nomi dei 4 sacerdoti gesuiti sopravvissuti: Fr. Hubert Schiffer, Fr. Hugo Lassalle, Fr. Wilhelm Kleinsorge, Fr. Cieslik (degl’altri 4 non è rimasta notizia storica).
Padre Paul Ruge (O.F.M.I.), nel 1970, incontro padre Schiffer e alle tante domande sugli avvenimenti di Hiroshima si sentì così rispondere: Noi crediamo che siamo sopravvissuti perché come missionari abbiamo voluto vivere il messaggio della Madonna di Fatima e perciò abbiamo pregato tutti i giorni il Santo Rosario.

Gospa's friends?

Il ricercatore Piergiorgio Caria spiega i pittogrammi sui campi di grano 


  1. CRISTO E I CERCHI NEL GRANO Intervista a Piergiorgio Caria

    Una eccezionale intervista a Piergiorgio Caria sul tema del ritorno di Cristo visto attraverso le evidenze dei Crop Circles, i Cerchi nel

Chi crede che siano islamisti? forse al Foglio o in Vaticano

IRAQ

Patriarca di Baghdad: 100mila cristiani in fuga dalla piana di Ninive, catastrofe umanitaria
Joseph Mahmoud

I miliziani dell’Isis hanno attaccato villaggi a maggioranza cristiana, fra cui la cittadina di Qaraqosh, la più importante del nord. Appello di Mar Sako, che parla di “rischio genocidio”. Chiese profanate e manoscritti antichi distrutti. Il “vuoto di potere” a Baghdad funzionale alle mire espansioniste degli islamisti. 

Baghdad (AsiaNews) - "Nella notte fra il 6 e il 7 agosto i miliziani dell'Isis hanno attaccato con colpi di mortaio molti dei villaggi della piana di Ninive, e ora hanno assunto il controllo dell'area. I cristiani, 100mila circa, in preda all'orrore e al panico hanno abbandonato i loro villaggi e le loro case, con niente in mano se non i vestiti che avevano indosso".

Aggiornare Dio?

Dio non gioca a dadi, ma pure gli smartphone gli stanno un po’ sulle palle


Dio, non avendo la necessità di essere tecnologico (sta comunque sempre un passo avanti), non deve avere in molta simpatia lo smartphone. E peraltro, sapendo già cosa gli devono chiedere e cosa accadrà (è una sua specialità), giustamente in gran conto non deve tenere neanche le email.

mercoledì 6 agosto 2014

Fuochino..fuochino..(il Fuocone resta là^)

“La Mano della Gran Loggia dietro il Kommissariamento dei Frati Francescani dell’Immacolata?”

Una dichiarazione dell’ex Vice Sindaco fiorentino Giovanni Pallanti.

di Pucci Cipriani
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 da sinistra: Giovanni Pallanti, P. Serafino M. Lanzetta, P. Paolo M. Siano
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Firenze è, da sempre, la Capitale della Massoneria…non c’è quartiere, rione o “parrocchia” dove non sorga una Loggia Massonica . Diceva il gesuita p. Florido Giantulli S.J. che ” non esiste un’associazione, laica o cattolica che sia, dove non ci sia la ‘longa manus’ della Loggia”…Del resto lo studioso gesuita, autore, tra l’altro, del famoso saggio “L’Essenza della Massoneria italiana : il naturalismo”, edito a Firenze nel 1973 con doppio Imprimatur (del Generale dei Gesuiti e della Curia di Firenze), pagò quei suoi studi “contro” la Setta Massonica subendo la sorte (Pio IX docet) riservata agli scrittori antimassonici e cioè di essere inserito, egli stesso, naturalmente post mortem, tra i “massoni coperti”…segno evidente che il personaggio faceva paura, eccome…

Opus Schei

L’etica di “Opus Goldman Sachs Dei”

Il diavolo e l’acqua santa. Il denaro sterco del demonio. Gli pseudo opposti che si incontrano e si suggeriscono regole di comportamento. Con tanti saluti alla nuova linea della Chiesa attenta alla povertà con la quale Francesco I ha voluto caratterizzare il suo Pontificato. La Pontificia Università Santa Croce, che dipende dall’Opus Dei, ha deciso che i suoi studenti, futuri sacerdoti, debbano conoscere l’economia e la finanza, per comprendere meglio il senso del proprio apostolato e dove esso debba indirizzarsi nel sociale. Fino a qui, niente di trascendentale. Non si vive di solo spirito e poi, come si dice in certi ambienti, il cibo materiale deve poter trasformarsi in cibo spirituale.

Una resa incondizionata al mondo


INSTAURARE omnia in Christo


1. Precisazione terminologica preliminare. È opportuno, prima di entrate nel merito della questione, chiarire il significato delle parole, poiché – particolarmente nel notro tempo – esse non «dicono» quasi mai le medesime cose. Il termine «mondo» non è usato, nel titolo, con significato metafisico, vale a dire come ordine delle cose create, ma con significato morale, cioè come prodotto delle scelte dell’uomo suggerite dal Maligno. Si tratta di quel «mondo» che ha odiato Gesù Cristo e che continua, in mille modi, a odiare i suoi seguaci e al quale san Giacomo raccomanda di non conformarsi. Nessun pessimismo «teoretico», quindi. Nessun dualismo manicheo. Il «mondo» non è la creazione (che è buona, cioè positiva); non è la storia, tutta la storia. Esso è la zizzania che cresce, fino al tempo della mietitura, con il grano. Fa parte dell’esperienza umana, ma non è la verità dell’uomo e sull’uomo.

A quando la Gospa su Facebook?

MIRACOLI DELLA FEDE

Medjugorje, i fedeli: "Ecco la Madonna" 






Medjugorje, i fedeli: "Ecco la Madonna"

Sembra non si riesca a far a meno di Medjugorje in questi giorni. Prima la ministra Marianna Madia che ricorda la sua villeggiatura nella località bosniaca come la più bella esperienza della sua vita, ora questo. Si perchè pare che i fedeli in pellegrinaggio in questi mesi siano stati i pochi fortunati ad avvistare la Vergine Maria. Non solo: l'hanno pure filmata. Nel video pubblicato da un fedele in data 24 giungo per uno strano effetto della luce o per un miracolo di nostro Signore la Madonna appare, tra le urla dei fedeli increduli.

Se non parlano di teologia ce la possono fare..

Adelante compañeros! Fresco di perdono, padre D’Escoto picchia su Wojtyla


Miguel d’Escoto Brockmann (foto LaPresse)
In Vaticano dicono che la decisione del Papa di revocare la sospensione a divinis a padre Miguel d’Escoto Brockmann è un mero “atto di misericordia” e che neppure lontanamente deve sfiorare l’idea che di mezzo ci siano la dottrina o la politica: “E’ una questione disciplinare”, e non vi è dunque alcuna riabilitazione della Teologia della liberazione in chiave marxista combattuta e sconfessata da Giovanni Paolo II e dal suo prefetto per la Dottrina della fede, Joseph Ratzinger. Superati gli ottant’anni d’età, l’ex ministro degli Esteri del governo sandinista del Nicaragua guidato da Daniel Ortega aveva preso carta e penna e implorato Francesco di concedergli il permesso “di celebrare nuovamente l’eucaristia prima di morire”. Il Papa, letta la richiesta, ha “dato il suo assenso” – come riportava lunedì la Radio Vaticana – e ha lasciato al superiore generale dell’Istituto di cui D’Escoto fa parte, la congregazione di Maryknoll, il compito di “seguire il confratello nel processo di reintegrazione al ministero sacerdotale”.

Nella surreale stagione perdonistica

L'arte sacra esiste ancora. E vince anche dei premi

Dopo aver firmato un grande ciclo pittorico religioso, Gasparro ottiene il "Pio Alferano" col ritratto di Pio VII, il Papa che scomunicò Napoleone












Anche Gasparro è un pittore ma innanzitutto è un credente: con coerenza rara ovunque e figuriamoci in un mondo cattolico mai così pullulante di mangiaostie a tradimento, nel maggio scorso, quando il Premio Pio Alferano gli ha commissionato un lavoro su Gioacchino Murat, ha deciso di rischiare il fuori tema e quindi la bocciatura, rifiutandosi di illustrare pedissequamente il titolo della mostra che alla commissione sarebbe seguita, «Murat è vivo».

Strano caso ?

Lo strano caso del Dottor “scuola cattolica”
e di Mister “lesbica”

Dopo le bolle di sapone del caso dell’insegnante “lesbica” di Trento – lo scriviamo con tutta la cautela e la riserva del caso… non si sa mai! – presentato come un fuoco pirotecnico dalla stampa rigorosamente “libera” e orgogliosamente “laica”, siamo allibiti di fronte alla crescente pavidità del mondo cattolico moderno e di fronte alle mancate correzioni del vescovo di Trento dopo la pubblicazione “urbi et orbi” della sua dichiarazione: «Non ci deve essere nessun tipo di discriminazione di tipo sessuale».

Questione di fede nell' €?

Niente “effetto Francesco” in Germania: nel dopo Ratzinger è fuga di fedeli dalla Chiesa cattolica

Nel solo 2013 i cattolici sono scesi di 179mila unità, mentre l’anno prima avevano lasciato la chiesa cattolica 118mila persone. Il calo si era molto attenuato negli anni del pontificato del tedesco Joseph Ratzinger. I vescovi: “Colpa degli scandali”. In realtà, molte persone lasciano perché non vogliono più pagare l’esosa tassa ecclesiastica.


Niente “effetto Francesco” in Germania: nel dopo Ratzinger è fuga di fedeli dalla Chiesa cattolica.
È fuga dalla Chiesa cattolica in Germania. Neppure quello che alcuni studiosi hanno definito “effetto papa Francesco”, che avrebbe creato un rinnovato entusiasmo in molti Paesi, riesce a contrastare l’abbandono di migliaia di fedeli ogni anno. Curiosamente, invece, il calo si era molto attenuato negli anni del pontificato del tedesco Joseph Ratzinger.