Il “Papa emerito”, il “Vescovo di Roma” e il giudaismo
Mercoledì 20 marzo 2013, presso la Sala Clementina, Papa Bergoglio ha affermato: “Inizio il mio ministero apostolico durante quest’anno, che il mio venerato predecessore, Benedetto XVI, con intuizione veramente ispirata, ha proclamato per la Chiesa cattolica Anno della fede. Con questa iniziativa, che desidero continuare e spero sia di stimolo per il cammino di fede di tutti, egli ha voluto segnare il 50° anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II. [...] Insieme con voi non posso dimenticare quanto quel Concilio abbia significato per il cammino ecumenico. [...] Da parte mia, desidero assicurare, sulla scia dei miei Predecessori, la ferma volontà di proseguire nel cammino del dialogo ecumenico. [...] Ed ora mi rivolgo a voi distinti rappresentanti del popolo ebraico, al quale ci lega uno specialissimo vincolo spirituale, dal momento che, come afferma il Concilio Vaticano II, «la Chiesa di Cristo riconosce che gli inizi della sua fede e della sua elezione si trovano già, secondo il mistero divino della salvezza, nei patriarchi, in Mosè, e nei profeti» (Decr. Nostra aetate, 4). Vi ringrazio della vostra presenza e confido che, con l’aiuto dell’Altissimo, potremo proseguire proficuamente quel fraterno dialogo che il Concilio auspicava (cfr ibid.) e che si è effettivamente realizzato, portando non pochi frutti, specialmente nel corso degli ultimi decenni”.
Come abbiamo già visto in altri studi, il cammino ecumenico voluto da Cristo non è certo l’irenismo e il pancristianesimo [1].
Inoltre la fede di Mosè, di Abramo e dei profeti non ha alcun “specialissimo vincolo spirituale” con gli attuali ebrei talmudisti, ma anzi  è all’opposto [2], come anche la “Stirpe di Abramo” è altro [2].
In occasione della “Pasqua Ebraica”, rivela il sito della Comunità ebraica di Roma, Papa Bergoglio sembra aver inviato una lettera di “buon Pesach”. Si legge, infatti: “gli uffici della segreteria di Stato del Vaticano hanno fatto recapitare una lettera firmata da Papa Francesco al Capo Rabbino della Comunità ebraica di Roma. Bergoglio porge gli auguri di buon Pesach a tutta la Comunità romana”. In un passaggio della lettera, il Papa scrive: “L’Onnipotente, che ha liberato il suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto per guidarlo alla Terra Promessa, continui a liberarvi da ogni male e ad accompagnarvi con la sua benedizione. Vi chiedo di pregare per me, mentre io assicuro la mia preghiera per voi, confidando di poter approfondire i legami di stima e di amicizia reciproca”.
Premettiamo, come già ho scritto in altri studi, che noi cattolici auguriamo tutto il bene spirituale e fisico alle comunità ebraiche del mondo, premettiamo che deploriamo ogni forma di violenza e di discriminazione, nondimeno condanniamo negazionismi di sorta e nazionalsocialismi o stalinismi, e premettiamo che non c’è niente di male nello scambiarsi auguri e messaggi di pace. Dobbiamo tuttavia osservare che Bergoglio sembra sposare la linea della continuità  con le dichiarazioni Dignitatis Humanae e Nostra Aetate.
Dignitatis Humanae è un documento “pastorale” ma dogmaticamente rilevante: 1) per il richiamo esplicito alla Rivelazione a conferma di quanto ivi scritto; 2) per l’universalità/solennità dello stesso, prodotto da un Concilio universale e approvato da un Papa, Paolo VI. Tuttavia Dignitatis Humanae, “vincolata” a Nostra Aetate, pare porsi nella dis-continuità con la Parola di Dio e con la Tradizione [3].
Ma il predecessore di Bergoglio a tal proposito come si è espresso? 
Benedetto XVI all’ingresso della sinagoga di Roma
Benedetto XVI all’ingresso della sinagoga di Roma
Il filone dei cosiddetti “modernisti tradizionali”, cioè fedeli di orientamento “ratzingeriano”, propende sempre più alla creazione di una netta distanza – anche frattura, diciamo – fra Benedetto XVI e Francesco; nelle prassi liturgiche, nel Magistero, nella disciplina, nei modi di fare ed esporsi, sembra sempre che Ratzinger sia “competente” e Bergoglio no. È opportuno ingenerare questi dubbi così escludenti nel già smarrito fedele, quasi si dica “o l’uno o l’altro”? Perché sembra così importante rilevare, per i “modernisti tradizionali”, che vi siano poi tutte queste differenze fra Ratzinger e Bergoglio? E che senso ha, se il Pontefice è tale e non solo “sedente materiale”, essere così critici e intolleranti verso la teologia di Francesco e così accondiscendenti con quella di Benedetto XVI? È davvero così differente la teologia di Bergoglio da quella di Ratzinger, e potrebbe mai esserlo? Si legge: Ratzinger è più “bravo”, ma Bergoglio è più “simpatico” e “povero”. Si possono mai sentire o leggere simili infantilismi?
Leggiamo un breve studio, sapendo di non giudicare l’intimo dell’uomo (cf. Mt VII,1) ma guardando esclusivamente a ciò che egli manifesta pubblicamente e osservando che un Papa o è tale o non lo è, poiché tertium non datur, quindi valuteremo se c’è l’abituale proposito di compiere il Bene-Fine della Chiesa e di Cristo, pur non giungendo a conclusioni (spettanti a terzi preposti).
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Per rimanere saldi e non cadere in tentazione, vediamo innanzitutto cosa dice la Fede Cattolica
Gesù  docente, insegna la Parola, la nostra Fede.
Gesù docente, insegna la Parola, la nostra Fede
Gesù disse loro: <<Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato>>” (Mc XVI,15-16).
Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. Chi odia me, odia anche il Padre mio. Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che nessun altro mai ha fatto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio” (Gv XV,22-24).
Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati” (Gv VIII,24).
Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre” (IGv II,23).
Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo” (IGv IV,2-3).
Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l’anticristo! Fate attenzione a voi stessi, perché non abbiate a perdere quello che avete conseguito, ma possiate ricevere una ricompensa piena. Chi va oltre e non si attiene alla dottrina del Cristo, non possiede Dio. Chi si attiene alla dottrina, possiede il Padre e il Figlio. Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo; poiché chi lo saluta partecipa alle sue opere perverse” (IIGv 7-11).
Il significato dei versi su riportati è esplicito, è inerrante, ha un unanime consenso interpretativo, è quindi dogma di Fede; pertanto precisiamo che noi stiamo rigettando assolutamente il sola Scriptura e stiamo invece aderendo pienamente al dogma di Fede Cattolica e Magistero universale.
Leone XIII, Satis Cognitum: “Per questo i padri del concilio Vaticano (Primo) nulla hanno decretato di nuovo, ma solo ebbero in vista l’istituzione  divina, l’antica e costante dottrina della Chiesa e la stessa natura della fede, quando decretarono: «Per fede  divina e cattolica si deve credere tutto ciò che si contiene nella parola di Dio scritta o tramandata, e viene proposto dalla Chiesa o con solenne definizione o con ordinario e universale magistero come verità da Dio rivelata»”.
Concilio Vaticano I: “Infatti ai successori di Pietro è stato promesso lo Spirito santo non perché per sua rivelazione manifestassero una nuova dottrina, ma perché con la sua assistenza custodissero santamente ed esponessero fedelmente la rivelazione trasmessa dagli apostoli, cioè il deposito della fede .
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Ratzinger e il giudaismo
19 aprile 2009. Benedetto XVI col rabbino di New York, Arthur Schneier
19 aprile 2009. Benedetto XVI col rabbino di New York, spett.le dott. Arthur Schneier
Propongo citazioni accuratamente controllate, verificate su più fonti, in pieno contesto (non estrapolate a caso) e non alterate. Se dovessero esserci errori o fraintendimenti, prego voi lettori di inviarmi segnalazioni e domando scusa sin d’ora.
Joseph Ratzinger, 5 Sett. 2000, a Zenit.org, testo tradotto dall’inglese: “Siamo d’accordo che un ebreo, e questo è vero per i credenti di altre religioni, non ha bisogno di conoscere o di riconoscere Cristo come il Figlio di Dio per essere salvato …”. [Sept. 5, 2000 “[W]e are in agreement that a Jew, and this is true for believers of other religions, does not need to know or acknowledge Christ as the Son of God in order to be saved …”].
Noi, invece, dai Vangeli e dal Magistero universale sappiamo certamente che un ebreo o un credente di altre “religioni” non ha bisogno di conoscere Cristo per salvarsi, ma solo in caso di ignoranza invincibile; infatti se costoro in buona fede seguono la legge naturale, probabilmente si salvano per i meriti di Cristo, se morti senza macchia mortale, pur senza conoscerLo e quindi riconoscerLo.
Pio IX nella Quanto conficiamur moerore del 1863 ci dice: “A Noi e a Voi è noto che coloro che versano in una invincibile ignoranza circa la nostra santissima religione, ma che osservano con cura la legge naturale ed i suoi precetti, da Dio scolpiti nei cuori di tutti, che sono disposti ad obbedire a Dio e che conducono una vita onesta e retta, possono, con l’aiuto della luce e della grazia divina, conseguire la vita eterna”. Questa è quell’unica famosa via di salvezza del non credente (che ignora) poiché Dio è misericordioso.
Dire, come ha detto Ratzinger, che un ebreo o un membro di altra “religione” non ha bisogno di riconoscere che Gesù è il figlio di Dio per salvarsi, è ovviamente dottrina non presente nei Vangeli e nel Magistero universale. Infatti, il RICONOSCERE (o non riconoscere) che Egli è Figlio di Dio, avviene DOPO averLo conosciuto. La Fede Cattolica dice che chi NON RICONOSCE Gesù come Figlio di Dio DOPO AVERLO CONOSCIUTO (e quindi non in stato di ignoranza), in nessun modo può salvarsi.
Che il card. Ratzinger intendesse “salvi” anche chi ha conosciuto Gesù e non solo gli ignoranti che non Lo conoscono, è evidente per molti motivi: 1) dal fatto che parla degli ebrei, e gli ebrei conoscono Cristo poiché sono ben informati, specialmente in quella precisa cerchia di uditori “ratzingeriani” ed in quel contesto (alla conferenza stampa della presentazione del documento Dominus Iesus); 2) dal fatto che chiaramente parla sia di chi non Lo conosce, sia di chi non Lo ri-conosce (know or aknowledge dice); 3) dal fatto che anche in altre occasioni ha sostenuto la medesima dottrina, anche DOPO l’elezione al Soglio. Vediamole.
Benedetto XVI, nota al Rabbino Capo di Roma, 16 gennaio 2006 (dichiarazione rilasciata DOPO l’elezione, a conferma che il suo pensiero è lo stesso di prima): “Sua Eminenza, Rabbino Capo, le è stata affidata recentemente la guida spirituale della Comunità Giudaica di Roma; lei si è fatto carico di questa responsabilità, arricchita dalla sua esperienza di accademico e di dottore, che ha condiviso le gioie e le sofferenze di molte persone. Le offro i miei auguri di cuore per la sua missione, e le assicuro la stima cordiale e l’amicizia, da parte mia e dei miei collaboratori.[Address to Chief Rabbi of Rome, Jan. 16, 2006: “Distinguished Chief Rabbi, you were recently entrusted with the spiritual guidance of Rome’s Jewish Community; you have taken on this responsibility enriched by your experience as a scholar and a doctor who has shared in the joys and sufferings of a great many people. I offer you my heartfelt good wishes for your mission, and I assure you of my own and my collaborators’ cordial esteem and friendship”].
Egli non farebbe gli auguri al Rabbino Capo di Roma, come si legge, per l’affidamento della “guida spirituale” della comunità ebraica di Roma, se non credesse che anche il loro cammino spirituale li conduca certamente alla salvezza; se pensasse che il loro cammino spirituale li conduca certamente alla dannazione direbbe altro, ovvero quello che si è detto da Cristo fino a Pio XII. Ratzinger sa bene che l’ebraismo NEGA DI RICONOSCERE CHE GESÙ È IL MESSIA E IL FIGLIO DI DIO. L’ha esplicitamente riconosciuto sopra ed anche in altre occasioni:
In sectio II, A, 7, The Jewish People and their Sacred Scriptures in the Christian Bible states: “… to read the Bible as Judaism does necessarily involves an implicit acceptance of all its presuppositions, that is, the full acceptance of what Judaism is, in particular, the authority of its writings and rabbinic traditions, which exclude faith in Jesus as Messiah and Son of God …”.
Ancora altre conferme:
Joseph Ratzinger, God and the World, 2000, pages 150-151: “… their [the Jews] No to Christ brings the Israelites into conflict with the subsequent acts of God, but at the same time we know that they are assured of the faithfulness of God. They are not excluded from salvation …”.
Chiaramente parla di Israeliti che dicono “No a Cristo” andando in conflitto con i successivi “ATTI di Dio” ma non con Dio stesso; subito dopo conferma che ciò “non li esclude dalla salvezza”.
Ancora:
Hildegard Brem commenta questo passo così: <<Facendo seguito a Romani 11,25, la Chiesa non deve preoccuparsi della conversione dei Giudei, perché occorre aspettare il momento stabilito da Dio, quando la totalità dei gentili avrà raggiunto la salvezza (Rm 11,25). Al contrario, i Giudei sono essi stessi una predica vivente, alla quale la Chiesa deve rimandare, perché richiamano alla mente la passione di Cristo>> … Inoltre abbiamo visto che fa parte del nucleo del messaggio escatologico di Gesù l’annuncio di un tempo dei gentili, durante il quale il Vangelo deve essere portato in tutto il mondo e a tutti gli uomini: solo dopo, la storia può raggiungere la sua meta. Nel frattempo Israele conserva la propria missione. Sta nelle mani di Dio, che al tempo giusto lo salverà <<interamente>>, quando il numero dei pagani sarà completo”. Questo brano tratto dal libro Gesù di Nazareth, del 2011, scritto DOPO la sua elezione (a conferma che la pensa nello stesso modo di quando era teologo cardinale).
Se Ratzinger credesse che gli ebrei che Lo hanno CONOSCIUTO non possono salvarsi senza RICONOSCERE Cristo, non direbbe queste cose. Addirittura sono, secondo lui, una “predica vivente” (cita Hildegard Brem in positivo, non per confutare), a cui la Chiesa deve rimandare! Dice che “conservano la loro missione” e che Israele (quale? qui non si parla di Mosè, Abramo e Cristo, ma di Israele dei talmudisti) si salverà “interamente”. Faccio presente che neanche dei cattolici lo si è mai detto! Non si è mai detto che i cattolici e gli uomini di Chiesa, si salveranno “interamente”, poiché molti cattolici, purtroppo, si dannano. Gli ebrei, invece, che negano Gesù Cristo, Dio li salverà “interamente” secondo lui! È evidente, dal contesto esplicito, che attribuisce la salvezza all’intera attuale confessione israelita.
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Conferme e prassi attuale
Benedetto XVI col rabbino di Roma, Riccardo Di Segni
Benedetto XVI col rabbino di Roma, spett.le dott. Riccardo Di Segni
Inoltre, a conferma di tutto ciò, il card. Bagnasco ribadì pubblicamente che la Chiesa non si impegna per la conversione degli ebrei. Quindi, secondo loro, probabilmente per quasi due millenni la Chiesa ha sbagliato a pregare per la loro (e di altri) conversione nella Santa Messa ed in altre circostanze! Perché se non ha sbagliato (e non ha sbagliato poiché l’ha detto Cristo), gli ebrei effettivamente si dovrebbero convertire, e allora la Chiesa se ne deve occupare e impegnare anche oggi! Se non se ne deve più occupare, vuol dire che si salvano integralmente, che conservano la loro missione, e che non c’è bisogno di fare del missionariato (cf. Mc XVI,15; Mc XIII,10; Mt XXVIII,19; Rm X,14). Allora per centinaia di anni Apostoli, Padri, Papi, Santi, Concilii, TUTTI, hanno sbagliato; nella Messa del triduo pasquale tutti sbagliavano. Ovvio che non è così poiché la Sposa gode di indefettibilità.
E’ particolarmente significativo l’insegnamento che traiamo da Romani X, 14 “Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi?”. Romani X in rif. a Mc XVI,15; Mc XIII,10; Mt XXVIII,19
I Vangeli ci insegnano che Cristo prega per la fede di Pietro (in quella specifica occasione Gesù prega SOLO per la fede di Pietro e non degli altri Apostoli), affinché non manchi propriamente in lui, allo scopo (troppo importante) che fosse fede “immobilmente fermata in tutti i fedeli”; Cristo prega per quella pietra che “doveva confermare gli altri e reggere tutta la fabbrica”, “Pietro è posto da Cristo a maestro di tutti che a lui sono soggettati. Dunque in lui la fede e il magistero della verità è assicurato a tutta la chiesa” [La vita di Gesù Cristo, e la sua religione, Volume 4, p. 92]. Si legge: “Simone, Simone, ecco SATANA VI HA CERCATO per vagliarvi come il grano; MA IO HO PREGATO PER TE, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli” (Lc XXII,31-32).
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Benedetto XVI con Peter Seewald  "Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa, i segni dei tempi"
Benedetto XVI con lo spett.le dott. Peter Seewald. ”Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa, i segni dei tempi”
Benedetto XVI, Luce del Mondo, 2010: “Nell’annuncio della fede cristiana deve essere centrale questo nuovo intrecciarsi, amorevole e comprensivo, di Israele e Chiesa, basato sul rispetto del modo di essere di ognuno e della RISPETTIVA MISSIONE … E’ giusto chiamare gli ebrei nostri <<Padri nella fede>>. E forse quest’espressione descrive con maggiore chiarezza il rapporto dei cristiani con essi”.
Ancora a conferma che gli ebrei conservano la loro “missione”. Abbiamo visto che Ratzinger, sia prima sia dopo l’elezione, crede che gli ebrei e i membri di altre “religioni”, anche se hanno conosciuto (know) Cristo e quindi non sono più ignoranti (che ignorano), si salvino anche senza riconoscerLo (aknowledge) come Messia e Figlio di Dio. Che non è necessario riconoscerLo come tale per essere salvati.
Non è possibile negare che Ratzinger la pensi così, perché l’ha detto e l’ha scritto più volte (avrà riletto i suoi libri prima di mandarli in stampa), sia da cardinale, sia da Papa, altrimenti se lo negassimo peccheremmo, diremmo una grave bugia. E Dio non vuole mai il peccato.
Inoltre Ratzinger chiama gli ebrei di oggi nostri “Padri nella fede”, ma noi sappiamo che solo alcuni ebrei dell’Antico Testamento sono nostri padri nella fede (Abramo, Mosé, ecc…), NON tutti e non quelli che DOPO hanno RIFIUTATO il Messia (e quindi hanno rifiutato le parole di Mosé e Abramo) e adottato il Talmud, libro gnostico, integrandolo all’Antico Testamento! Questi non sono nostri “Padri nella fede”, ce l’ha insegnato Gesù e lo abbiamo appreso dai Vangeli e dal Magistero universale.
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Le 2 tesi
Pio XII e Benedetto XVI
Pio XII e Benedetto XVI
Ora, qui ci sono due tesi: – una (quella di Ratzinger) dice che non è necessario riconoscere Cristo come Figlio di Dio per la salvezza … che non solo chi è ignorante, ma che gli ebrei (e i membri di altre “religioni”) che non riconoscono Cristo come Figlio di Dio (anche dopo averLo conosciuto) si salvano integralmente; – l’altra tesi (contenuta anche nei Vangeli e nel Magistero universale) dice che se non Lo riconoscono, dopo averLo conosciuto, si dannano.
La seconda tesi è la Fede Cattolica. L’altra, la prima, se le cose stanno così, è evidentemente la fede di Ratzinger e di pochi altri.
Non c’è nessuna differenza tra un uomo che, ad esempio, NON CREDE ALL’EUCARESTIA O ALLA TRINITÀ, e uno che NON CREDE CHE CHI NON RICONOSCE IL CRISTO, PUR CONOSCENDOLO, SI DANNA. Sono tutti dogmi esplicitamente presenti nella Rivelazione e nel Magistero universale. Chi li nega, sta proferendo un’eresia. Uso questa parola perentoria (sta proferendo un’eresia) non rivolgendomi direttamente a Ratzinger, ci mancherebbe, ma estrapolandola dal Magistero della Chiesa e da numerosi commentatori del passato che così si sono sempre espressi in casi identici (così faro anche a seguire), poiché non sono fazioso e quindi non è giusto e cristiano che Ratzinger sia commentato differentemente rispetto al resto del genere umano; altrimenti sarei probabilmente un “razzista” o un fazioso e noi sappiamo che è peccato.
San Pio X, autore anche del Catechismo Maggiore
San Pio X, autore anche del Catechismo Maggiore
SAN PIO X, CATECHISMO MAGGIORE: 224. Chi sono quelli che non appartengono alla comunione dei santi? Non appartengono alla comunione dei santi nell’altra vita i dannati e in questa coloro che si trovano fuori della vera Chiesa. – 225. Chi sono quelli che si trovano fuori della vera Chiesa? Si trovano fuori della vera Chiesa gli infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati. – 227. Chi sono gli ebrei? Gli ebrei sono quelli che professano la legge di Mosè; non hanno ricevuto il battesimo e non credono in Gesù Cristo.
Ora, domanda: come faccio io a negare che Ratzinger, anche se solo come dottore privato e in documenti non ex cathedra, abbia pronunciato e scritto con pertinacia frasi che escludono dalla comunione dei santi senza andare contro la Fede Cattolica? Non posso negarlo! Se lo nego, pecco contro la Fede Cattolica stessa.
SAN PIO X, CATECHISMO MAGGIORE: 226. Chi sono gli eretici? Gli eretici sono i battezzati che ricusano con pertinacia di credere qualche verità rivelata da Dio e insegnata come di fede dalla Chiesa cattolica.
Se Ratzinger nega un dogma di fede, come sta facendo in suoi vari scritti (citati in precedenza) ed anche in testi da Benedetto XVI (idem), non posso credere che egli sia ignorante e non conosca le definizioni della Chiesa cattolica, e non può certamente trattarsi di dichiarazione eretica solo materiale (per ignoranza), ma è dichiarazione eretica formale. A parer mio dovrebbe chiarire questa sua personale credenza anti-cattolica pubblicamente; sono certo che offrirebbe un buon servizio al Popolo di Dio, dimostrando il proposito di compiere il Bene-Fine della Chiesa e di Cristo. Salvo che lui non conosca un “altro vangelo” :) che noi ignoriamo ed un altro “magistero universale” :) :) ;)
Particolarmente significativo a tal proposito è Giacomo II,10-11 “Poiché chiunque osservi tutta la legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo, diventa colpevole di tutto; infatti colui che ha detto: Non commettere adulterio, ha detto anche: Non uccidere”.
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Ora voglio fare un  “esperimento” per eliminare il dubbio atroce che Ratzinger ci ha inculcato
Olio su tela SCHIAVO DEL DUBBIO di Alfredo Perrotti
Olio su tela SCHIAVO DEL DUBBIO di Alfredo Perrotti
Provo a pensare che quelle dichiarazioni non siano eretiche. Che le cose che ha detto e dice non siano eresie. Bene, se quelle non sono eresie, posso credergli senza paura, posso stare tranquillo e imitarlo, come dovrei essere sereno e accettare come “buone” anche altre dichiarazioni precedenti e medesime di Paolo VI e di Giovanni Paolo II – e quest’ultimo a breve sarà canonizzato.
Diciamo che voglio credergli e mi sento vincolato finanche nell’obbedienza, quindi voglio credere al fatto che anche gli attuali ebrei sono “nostri padri nella fede”, che “gli ebrei si salvano pur non riconoscendo Cristo ma avendoLo conosciuto”, che ciò vale anche per chi è “in altre confessioni religiose”. Così facendo dovrei credere che non è necessario riconoscere Gesù come Figlio di Dio per essere salvato. Dovrei credere che anche chi non Lo riconosce come tale si salva. Che tutti gli ebrei si salveranno “interamente”, ecc … Ma se lo faccio, ed è dottrina certa, divento eretico (indipendentemente da Ratzinger), poiché “ricuso con pertinacia di credere qualche verità rivelata da Dio e insegnata come di fede dalla Chiesa cattolica” (v. Primo Comandamento).
Escludiamo un attimo Ratzinger dal discorso. Prendiamo SOLO LE COSE CHE HA DETTO e applichiamole a noi stessi. Se io le credo (o se le crede un qualunque altro uomo) pecco contro la Fede Cattolica. Vado contro Gesù, contro Eugenio IV, il Concilio di Firenze, il Catechismo Tridentino, Pio IX, San Pio X, Gregorio XVI, ecc; Vado contro il Simbolo Atanasiano, contro la Scrittura, contro la Fede Divina e Cattolica … Divento eretico e quindi non posso per nulla credere a ciò che oggi dice. Sarei “escluso dalla comunione dei santi”, ed io non lo voglio poiché è mia intenzione godere in eterno della visione beatifica in comunione con i santi e con gli angeli.
Però, ovviamente, constato purtroppo che Ratzinger ci crede, sia prima, sia dopo l’elezione, poiché a memoria d’uomo non risultano ufficiali smentite a quei suoi scritti. Se io ci credo, però, sono eretico, quindi le rifiuto e mi attengo alla Fede Cattolica.
Se lui ci crede? Come faccio a non pensare che sia eretico? Non sono io che lo dico, ma è lui che si esclude dalla comunione dei santi con quelle dichiarazioni , come abbiamo visto in Catechismo Maggiore di San Pio X e con Giacomo II. Allora ci posso credere anche io? Ma divento eretico e quindi non ci credo. Ma allora lo è anche lui? Non lo è? Allora io ci posso credere. Invece no… E così via, in una contraddizione in termini che non avrà mai fine, perché è appunto tale: una contraddizione in termini. Quello che è, in molti documenti di sicuro il Concilio Vaticano II, poiché oggi, a distanza di quasi cinquanta anni dalla sua conclusione, ancora Papi, teologi, vescovi e cardinali si “accapigliano” in dibattiti e documenti, molti dei quali servono a spiegare le interpretazioni delle interpretazioni dei documenti del Concilio Vaticano II. Ci troviamo oggettivamente di fronte ad una marea di contraddizioni in termini che conducono al DUBBIO. 
La contraddizione in termini nasce GIÀ dalla seguente dichiarazione che analizzeremo e studieremo in altri articoli, e si propaga fino ad oggi: “Dato il carattere pastorale del Concilio (V2), esso ha evitato di pronunciare in modo straordinario dogmi dotati della nota di infallibilità [...] ma esso ha tuttavia munito i suoi insegnamenti dell’autorità del supremo magistero ordinario”.
Ma la nostra fede non doveva essere SEMPLICE e per i semplici? Così lo è stata per quasi 2000 anni, oggi è diversa!!!
Matteo X,16 “Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”. IICorinzi 1:12 “Questo infatti è il nostro vanto: la testimonianza della coscienza di esserci comportati nel mondo, e particolarmente verso di voi, con la santità e sincerità che vengono da Dio”.
In rif. parallelo leggiamo Atti XX,29-31: “Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge;  perfino di mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare dottrine perverse per attirare discepoli dietro di sé. Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato di esortare fra le lacrime ciascuno di voi”.
Adesso fate una PROVA: senza citare l’autore, recatevi presso un qualsiasi prete che ancora ha memoria dei 10 COMANDAMENTI e ditegli: Padre, uno che conosco (e non è una bugia) ha scritto che “un ebreo, e questo è vero per i credenti di altre religioni, non ha bisogno di conoscere o di riconoscere Cristo come il Figlio di Dio per essere salvato e vedete cosa vi dice. Come minimo vi cercherà di educare e vi sconsiglierà certe letture. Poi, per non barare, gli direte chi è l’autore. Cambierà espressione, inventerà scuse, rimarrà zitto! Provare per credere.
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Alcune obiezioni
Benedetto XVI con lo spett.le Presidente del Congresso Mondiale Ebraico, Ronald Lauder
Benedetto XVI con lo spett.le Presidente
del Congresso Mondiale Ebraico, Ronald Lauder
OBIEZIONE A: Nessuno può dire chi si è dannato e chi si è salvato, altrimenti ci facciamo giudici al posto di Dio. A questo evidentemente si riferisce Ratzinger con le sue dichiarazioni.
RISPOSTA: Quindi Gesù e la Chiesa per quasi 2000 anni … Eugenio IV, il Concilio di Firenze, il Catechismo Tridentino, San Pio X, Pio IX, Gregorio XVI, il Simbolo Atanasiano, la Scrittura, ecc … hanno sbagliato e si sono messi al posto di Dio? Certo che NON hanno sbagliato. Certo che nessuno può mettersi al posto di Dio. Certo che l’ultima parola spetta a Dio. Infatti Dio ha già parlato per bocca della Chiesa, per quasi duemila anni: se uno non riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, pur conoscendoLo, si danna (violazione anche del Primo dei Comandamenti DIO TRINITA’). La cosa vale con qualsiasi altro peccato. Altrimenti ci metteremmo al posto di Dio pure quando diciamo che “se uno è adultero, si danna”, che “se uno è omicida, si danna”, che “se uno pratica la sodomia, si danna”. Ecc … Invece no, perché è Dio stesso che ha detto che se un uomo compie quegli specifici peccati, e tanti altri, si danna e lo ha fatto già con il Decalogo. E la Chiesa l’ha sempre insegnato e spiegato in tal senso, dogmaticamente. Quello che non possiamo fare, per non metterci al posto di Dio, è sapere con certezza i NOMI e COGNOMI di coloro che si sono dannati! Perché anche se un ebreo che non riconosceva Gesù muore, non possiamo sapere se era invincibilmente ignorante oppure no. Non possiamo sapere se si è contrito del suo peccato un istante prima di morire oppure no. Quindi non possiamo sapere, con certezza, se si è dannato o se si è salvato. Rimane comunque il dover rimediare allo scandalo eventuale. Così come se un uomo muore in adulterio, non possiamo sapere se si è salvato o se si è dannato, perché non possiamo sapere se l’istante prima di morire ha avuto una vera contrizione del suo peccato, rimediando comunque anche allo scandalo. Se pretendessimo di fare l’elenco con i nomi e cognomi dei dannati e dei salvati ci metteremmo al posto di Dio. Ma possiamo e DOBBIAMO dire che “se uno muore in adulterio, si danna”. Possiamo e DOBBIAMO dire, per Fede Cattolica, che “se uno muore senza riconoscere Gesù come Figlio di Dio, pur avendoLo conosciuto, si danna”. Ecc …
OBIEZIONE B: Ratzinger si riferisce a quelli che muoiono pentiti.
RISPOSTA: Non è vero, lo abbiamo visto prima elencando le citazioni precise dai suoi testi. Altrimenti non avrebbe detto che Israele si salverà “interamente”. Che “conserva la sua missione”. Che “sta nelle mani di Dio”. Che “non ha bisogno di (conoscere) riconoscere Gesù come Figlio di Dio per essere salvato”, ecc … Non avrebbe fatto gli auguri al gran rabbino di Roma per la sua “missione spirituale”. Non avrebbe fatto intendere che la Chiesa non deve convertirli e non avrebbe taciuto davanti a questa prassi così consolidata della sua chiesa e nei suoi gerarchi. Avrebbe detto che se non riconoscono il Figlio di Dio non si salvano, si dannano, salvo che, prima di morire, non si pentano e Lo riconoscano, rimediando anche allo scandalo eventuale.
È assolutamente offensivo e razzista pensare che fino a qualche anno fa gli uomini dovevano vivere nell’osservanza dei Comandamenti per salvarsi, spesso morendo Martiri, ed oggi non più, possono “relativizzare” i Comandamenti e il Canone. Sappiamo anche che la Chiesa non fa discriminazioni, “Tutti voi infatti siete figli di Dio per la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. E se appartenete a Cristo [LO RICONOSCETE], allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa (Gal. III,26-29).
Sia chiaro, io non ho nulla contro gli ebrei, qui si parla di Dottrina Cattolica e non di persone, “stirpi”, soggetti o individui. Ben venga se si convertono e si salvano! Prego, come ha fatto la Chiesa per quasi duemila anni, anche per la loro conversione, cosa che l’attuale Chiesa sembra non fare più ed anzi ne allontana la pratica. Al posto di un giudeo io mi offenderei con questa probabile “nuova chiesa” per averli esclusi dalle intenzioni nella preghiera cattolica.
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Chiudo con il dogma, del Magistero vincolante e con alcune citazioni di Fede cattolica
LA SACRA BIBBIA, Salani Editore 1958, introduzioni e note di Giuseppe Ricciotti
LA SACRA BIBBIA, Salani Editore 1958, introduzioni e note di Giuseppe Ricciotti
SIMBOLO ATANASIANO: Chiunque voglia salvarsi deve anzitutto possedere la Fede Cattolica. Colui che non la conserva integra ed inviolata perirà senza dubbio in eterno. La Fede Cattolica è questa: che veneriamo un unico Dio nella Trinità e la Trinità nell’unità. Senza confondere le persone e senza separare la sostanza … Chi dunque vuole salvarsi, pensi in tal modo della Trinità. Ma per l’eterna salvezza è necessario credere fedelmente anche all’Incarnazione del Signore nostro Gesù Cristo. La retta fede vuole, infatti, che crediamo e confessiamo che il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio di Dio, è Dio e uomo … Questa è la Fede Cattolica, e non potrà essere salvo se non colui che l’abbraccerà fedelmente e fermamente.
CONCILIO DI FIRENZE: In sesto luogo, diamo agli ambasciatori la norma sintetica di fede composta dal beato Atanasio, il cui contenuto è questo [E, segue il simbolo Atanasiano, che inizia con le parole Chiunque vuole salvarsi...]
CONCILIO DI FIRENZE: La sacrosanta Chiesa romana … Crede fermamente, confessa e predica che nessuno di quelli che sono fuori della Chiesa cattolica, non solo pagani, ma anche Giudei o eretici e scismatici, possano acquistar la vita eterna, ma che andranno nel fuoco eterno, preparato per il demonio e per i suoi angeli , se prima della fine della vita non saranno stati aggregati ad essa; e che è tanto importante l’unità del corpo della Chiesa, che solo a quelli che rimangono in essa giovano per la salvezza i sacramenti ecclesiastici, i digiuni e le altre opere di pietà, e gli esercizi della milizia cristiana procurano i premi eterni. Nessuno per quante elemosine abbia potuto fare, e perfino se avesse versato il sangue per il nome di Cristo si può salvare, qualora non rimanga nel seno e nell’unità della Chiesa cattolica (Bolla di unione dei copti, sessione 11).
CONCILIO DI FIRENZE: La sacrosanta Chiesa romana … Crede fermamente, conferma e insegna che le prescrizioni legali dell’antico Testamento, cioè della legge mosaica, che si dividono in cerimonie, santi sacrifici e sacramenti proprio perché istituite per significare qualche cosa di futuro, benché fossero adeguate al culto divino in quella età, venuto, però, nostro signore Gesù Cristo, da esse significato, SONO CESSATE e sono cominciata i sacramenti della nuova alleanza. Chiunque avesse riposto in quelle la sua speranza e si fosse assoggettato ad esse anche dopo la passione, quasi fossero necessarie alla salvezza e la fede nel Cristo non potesse salvare senza di esse, pecca mortalmente. Non nega, tuttavia, che dalla passione di Cristo fino alla promulgazione evangelica, esse potessero osservarsi, senza pensare con ciò minimamente che fossero necessarie alla salvezza. Ma da quando è stato predicato il Vangelo, esse non possono più osservarsi [GLI EBREI INVECE LE OSSERVANO ANCORA OGGI], pena la perdita della salvezza eterna. Essa, quindi, dichiara apertamente che, da quel tempo, tutti quelli che osservano la circoncisione, il sabato e le altre prescrizioni legali, sono fuori della fede di Cristo, e non possono partecipare della salvezza eterna, i meno che non si ricredano finalmente dei loro errori. Ancora, comanda assolutamente a tutti quelli che si gloriano del nome di cristiani, che si deve cessare dal praticare la circoncisione sia prima che dopo il battesimo perché, che v si confidi o meno, non si può in nessun modo praticarla senza perdere la salvezza eterna.
St. Vincent Ferrer: One who dies a Jew will be damned.
St. Basil the Great: If someone should kill the beloved son of a man, and then stretch forth their hands still stained with blood to the afflicted father, asking for fellowship, would not the blood of his son, visible on the hand of his murderer, provoke him to just anger instead? And such are the prayers of the Jews, for when they stretch forth their hands in prayer, they only remind God-the-Father of their sin against His Son. And at every stretching-forth of their hands, they only make it obvious that they are stained with the blood of Christ. For they who persevere in their blindness inherit the blood-guilt of their fathers; for they cried out: “His blood be upon us, and upon our children (Matthew XXVII,25).
CATECHISMO TRIDENTINO, n° 173: Gli scrittori ecclesiastici sono concordi nel ritenere che tutti gli aspiranti alla salvezza eterna cominciarono a essere vincolati dal precetto del Battesimo nell’istante in cui, dopo la risurrezione, il Signore comandò agli Apostoli: “Andate a istruire tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt XXVIII,19). Ciò risulta dalla testimonianza autorevole del principe degli Apostoli: “Ci rigenerò in una speranza viva, con la resurrezione di Gesù Cristo dai morti” (1Pt I,3). Si può arguire pure da san Paolo: “Diede se stesso per lei [ossia per la Chiesa], per santificarla, purificandola in un lavacro d’acqua, con la parola” (Ef V,26). L’uno e l’altro Apostolo infatti fissano l’obbligo del Battesimo al tempo che seguì la morte del Signore. Perciò appare ragionevole riferire al periodo che doveva seguire la passione, le parole stesse del Salvatore: “Chi non rinascerà per acqua e Spirito Santo, non può entrare nel regno di Dio” (Gv III,5).
PIO IX, QUANTO CONFICIAMUR MOERORE: E a questo punto, Diletti Figli Nostri e Venerabili Fratelli, ancora dobbiamo ricordare e biasimare il gravissimo errore in cui sono miseramente caduti alcuni cattolici. Credono infatti che, vivendo nell’errore, lontani dalla vera fede e dall’unità cattolica, possano pervenire alla vita eterna. Ciò è radicalmente contrario alla Dottrina Cattolica … Parimenti è notissimo il dogma cattolico secondo il quale fuori dalla Chiesa Cattolica nessuno può salvarsi e chi è ribelle all’autorità e alle decisioni della Chiesa, chi è ostinatamente separato dalla unità della Chiesa stessa e dal Romano Pontefice, Successore di Pietro, cui è stata affidata dal Salvatore la custodia della vigna , non può ottenere la salvezza eterna. Infatti le parole di Cristo Nostro Signore sono perfettamente chiare: “Chi non ascolta la Chiesa, sia per te come un pagano o come un pubblicano” (Mt XVIII,17). “Chi ascolta voi ascolta me; chi disprezza voi disprezza me, e chi disprezza me disprezza Colui che mi ha mandato” (Lc X,16). “Colui che non mi crederà sarà condannato” (Mc XVI,16). “Colui che non crede è già giudicato” (Gv III,18). “Colui che non è con me è contro di me, e colui che non accumula con me, dissipa” (Lc XI,23). Allo stesso modo l’Apostolo Paolo dice che questi uomini sono “corrotti e condannati dal loro proprio giudizio” (Tt III,11) e il Principe degli Apostoli li dice “maestri mendaci che introducono sette di perdizione, rinnegano il Signore, attirano su di sé una rapida rovina”.
GREGORIO XVI, SUMMO IUGITER: Noi dunque che, seppure indegnamente, per disposizione di Dio occupiamo l’eccelsa cattedra di Pietro, tenendo fisso lo sguardo sulle direttive opportunamente emanate dai Nostri Predecessori, non abbiamo potuto, Venerabili Fratelli, non rattristarci fortemente per le molteplici e sicure notizie portate dalle vostre Diocesi (e pure da diverse altre località), secondo le quali abbiamo appreso che molti membri … vanno disseminando teorie contrarie alla verità cattolica: infatti osano affermare, come Ci è stato riferito, che … Vi sono infine alcuni fra loro che si sforzano di persuadere se stessi e gli altri che l’uomo può salvarsi non solo nella Religione cattolica, ma anche chi muore nell’eresia professata può raggiungere la vita eterna … Voi non ignorate, Venerabili Fratelli, con quanta viva e indefettibile diligenza i Nostri antenati abbiano cercato di inculcare proprio ciò che questi osano negare: quell’articolo di Fede che tratta della necessità della Fede cattolica e dell’unità per conseguire la salvezza. Si riferiscono a questo principio quelle parole dell’insigne discepolo degli Apostoli, Sant’Ignazio martire, nella lettera agli abitanti di Filadelfia: “Non lasciatevi trarre in inganno, fratelli: se qualcuno segue chi attua uno scisma, non potrà ottenere l’eredità del Regno di Dio”. Anche Sant’Agostino e gli altri Vescovi dell’Africa, riuniti nel Concilio di Cirta (Costantina) nel 412, davano al riguardo ampie spiegazioni: “Chiunque si sarà separato da questa Chiesa cattolica, pur ritenendo di vivere in modo irreprensibile, per questa sola colpa di essere separato dalla comunione con Cristo non avrà la vita, ma lo sdegno di Dio incombe su di lui”. Pur tralasciando altri passi, in numero pressoché infinito, degli antichi Padri, tesseremo le lodi di quell’insigne Nostro Predecessore, San Gregorio Magno, che afferma a chiare lettere come proprio quella fosse la dottrina della Chiesa cattolica. Dice infatti: “La santa Chiesa universale proclama che Dio non può essere debitamente adorato se non all’interno di essa. Pertanto chi se ne trova fuori non potrà assolutamente salvarsi”. Si trovano inoltre solenni documenti della Chiesa, con cui si annuncia lo stesso dogma. Nel decreto della Fede, promulgato dal Nostro Predecessore Innocenzo III, con l’assenso del Concilio Ecumenico Lateranense IV, si leggono queste parole: “Una sola, in verità, è l’universale Chiesa dei fedeli; fuori di essa nessuno può in alcun modo salvarsi”. Lo stesso dogma infine si riscontra espressamente nelle professioni di Fede proposte dalla Sede Apostolica, sia in quella in uso in tutte le Chiese latine, sia nelle rimanenti due: quella usata dai Greci e l’altra da tutti i rimanenti cattolici orientali .
Benedetto XVI in sinagoga
Benedetto XVI in sinagoga
Leggeremo prossimamente altri studi sulla teologia di Ratzinger: il suo pensiero sul giudaismo, sull’Eucaristia, sul Primato di Pietro, su Lutero, sulla Penitenza (oggi riconciliazione), sul Battesimo, sul Concilio di Trento, sul preservativo, sull’inferno, sull’ecumenismo, sulla Chiesa (che sussiste in), ecc …
Carlo Di Pietro
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