ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 28 maggio 2014

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La saggezza di Bergoglio,la limitatezza di Dio
e la deficienza dei Vangeli

Gerusalemme, lunedì, 26 maggio 2014
Visita al memoriale di Yad Vashem – Discorso del Santo Padre Francesco

 
«“Adamo, dove sei?” (cfr Gen 3,9). 
Dove sei, uomo? Dove sei finito?
In questo luogo, memoriale della Shoah, sentiamo risuonare questa domanda di Dio: “Adamo, dove sei?”.
 In questa domanda c’è tutto il dolore del Padre che ha perso il figlio. 
Il Padre conosceva il rischio della libertà; sapeva che il figlio avrebbe potuto perdersi… ma forse nemmeno il Padre poteva immaginare una tale caduta, un tale abisso! 
Quel grido: “Dove sei?”, qui, di fronte alla tragedia incommensurabile dell’Olocausto, risuona come una voce che si perde in un abisso senza fondo…»

Nel luogo “santo” – deputato al culto della nuova “religione olocaustiana” – quello che dovrebbe essere il gran sacerdote di Dio, il vescovo di Roma Bergoglio, apre il suo cuore alla suprema manchevolezza di un “dio” che difetta perfino di immaginazione. Un “dio” surclassato dall’inventiva dell’uomo che riesce perfino a stupirlo: uccide degli Ebrei!
Neanche questo supposto “dio” poteva immaginare una tale onnipotenza dell’uomo! … un tale abisso!

E viene súbito da chiedersi se, nella sua abissale manchevolezza, tale “dio” sarà mai stato sfiorato dal sospetto che un giorno un supposto “successore di San Pietro” potesse mai giungere a formulare pensieri così profondi e così pregni di umana imbecillità.
Eppure la sorpresa non dovrebbe essere poi tale, pur per le limitate menti di noi piccoli uomini che ignoriamo la mistica della “religione olocaustiana”; perché già qualche anno fa, un altro “successore di San Pietro”, Joseph Ratzinger, papa emerito di papa Bergoglio, aveva parlato del “silenzio di Dio” di fronte all’orrore dell’uccisione di Ebrei.

E viene da chiedersi se, nella sua abissale manchevolezza, tale “dio” sarà mai stato sfiorato dal sospetto che potesse avere anche la facoltà di parlare.

Meno male che noi tutti oggi possiamo avere la certezza che tale “dio” sarebbe privo di immaginazione e di parola: è la grande illuminazione che ci viene dall’eccelso Vaticano II, che non a caso è stata opera dell’uomo e non di Dio.

Il soggiorno in Palestina, oggi divenuta parte dello “Stato di Israele”, ha talmente ispirato papa Bergoglio da suggerirgli la splendida idea di “arricchire il Vangelo”.


Gerusalemme, lunedì, 26 maggio 2014
Visita di cortesia al Presidente dello Stato di Israele – Discorso (parte) del Santo Padre Francesco
«Io ringrazio Lei, Signor Presidente, per le sue parole e la sua accoglienza. E con la mia immaginazione e fantasia vorrei inventare una nuova beatitudine, che applico oggi a me in questo momento: “Beato colui che entra nella casa di un uomo saggio e buono”. Ed io mi sento beato. Grazie di vero cuore.»

E così il conto torna: riconosciuta la manchevolezza di Dio, era giusto colmarla in parte con una simpatica aggiunta al discorso delle beatitudini: “Beato colui che entra nella casa di un uomo saggio e buono”.
Soprattutto se questo uomo saggio e buono è il capo di uno Stato che ha inventato la “religione olocaustiana” e che ha costruito la sua potenza terrena a spese degli uomini che abitavano la Palestina da duemila anni e che sono stati cacciati via dalle loro case e dai loro villaggi, rasi al suolo a diecine.

E papa Bergoglio, a dimostrazione di quanto ammiri quest’opera di saggezza e di bontà, ha reso omaggio a Theodor Herzl, fondatore di quel sionismo che ha concepito un’opera così meritevole.

Orbene, vista la facilità con cui oggi si arricchisce il Vangelo, perché non seguire l’edificante esempio di papa Bergoglio, e aggiungervi un monito? 

«Guai a voi stolti, che non entrate nelle case di questi uomini saggi e buoni che hanno cacciato i vecchi proprietari e si sono installati al loro posto, in nome della ‘religione olocaustiana’!».

Ed ecco che si impone alla nostra attenzione lo stato miserevole del sentire, del pensare e dell’agire di codesti “pastori” proni davanti alle pretese dei lupi e dediti alla macellazione spirituale delle pecore.
Il Signore Iddio, che tutto sa perché tutto ha sempre saputo, non può avere permesso tanto sfacelo senza una giusta contropartita per la salvezza degli uomini.

Certo Egli permette le conseguenze della devastazione della mente e del cuore degli attuali uomini Chiesa, perché costituisca una prova per i suoi veri fedeli: fuggano da costoro e si rifugino nei suoi insegnamenti!
È il paradigma del mondo che perde sempre più la Fede, dove Nostro Signore ispira gli uomini di buona volontà a fidare solo in Dio e nella Tradizione della Sua Chiesa, a rifiutare i subdoli suggerimenti dei moderni uomini di Chiesa e a ignorare le loro stolte produzioni come le blasfemie di Bergoglio e di Ratzinger e il deviante Vaticano II.

Che il Signore salvi la Sua Chiesa dalle conseguenze delle malefatte degli uomini di Chiesa.



di Belvecchio
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV821_Belvecchio_La%20saggezza_di_Bergoglio.html

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