ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 27 gennaio 2016

Non può far nulla, eppure si comporta come un tiranno


Bisogna che lo si comprenda una volta per tutte: nel mirino dei muratori intenti a erigere la Nuova Chiesa della Casa Comune c’è la fede cattolica e solo dopo, molto dopo, tutto ciò che ne consegue, legge naturale compresa. Una volta tolto di mezzo quel ferro vecchio del cattolicesimo con tutti suoi dogmi, i suoi sacramenti, i suoi riti, le sue devozioni, le sue piccole e grandi fedeltà disposte al piccolo o grande martirio, sarà un gioco da ragazzi fare degli ormai ex cattolici un popolo in cammino di pervertiti apostoli della perversione.

Mercoledì 27 gennaio 2016
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È pervenuta in redazione:
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Gentile Alessandro Gnocchi,
non vorrei scatenare ulteriormente la sua indignazione per le “stravaganze” del VdR, però, quando è troppo è troppo: dunque, secondo il comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, in data 25 gennaio, “Sua Santità Francesco ha in animo di prendere parte ad una cerimonia congiunta fra la Chiesa Cattolica e la Federazione Luterana Mondiale, per commemorare il 500° anniversario della Riforma, in programma a Lund, Svezia, lunedì 31 ottobre 2016”. Mi faccio una piccola domanda: “Ci sta prendendo tutti per il naso?”. Perché un giorno pare sia l’ortodossia in persona, il giorno dopo, con un triplo salto mortale indietro eccolo pronto a commemorare Lutero. Ma di chi stiamo parlando? Di un Papa o di un saltimbanco? E mi scuso per l’irriverenza.
Marianna S.
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zrbrpsCara Marianna,
la sua lettera contiene la parola chiave in grado di interpretare da sola l’episodio che giustamente la indigna e l’addolora. Mi riferisco a quel “pare”, che lei opportunamente antepone a “sia l’ortodossia in persona”, e svela il senso dell’intero pontificato di Bergoglio, questa oscura costellazione di buchi neri della fede che ingurgitano buona dottrina cattolica restituendo il nulla.
Per l’appunto, l’attuale Pontefice “pare”, e solo in rarissimi momenti, “l’ortodossia in persona”, ma non lo è. E sta prendendo per il naso soltanto le anime candide, meno candide o per nulla candide che rinunciano volentieri all’intelligenza e alla dignità, perché la sua opera di distruzione della fede cattolica e della Chiesa romana è persino adamantina nel mostrarsi intra et extra muros.
Quando lei parla di “ortodossia in persona”, immagino che si riferisca al recente discorso tenuto alla Rota romana, nel quale Bergoglio ha parlato della “famiglia voluta da Dio” dicendo che non può essere equiparata a “ogni altro tipo di unione”. Ma le faccio una domanda, cara Marianna, anzi due: che cosa avrebbe potuto dire di diverso, il vertice della Chiesa cattolica, in quel luogo proprio nei giorni in cui i cattolici mostrano di reagire al perverso disegno di distruggere la famiglia? E, ancora, pensa che sia costato qualcosa a lui o al progetto dell’erigenda Nuova Chiesa della Casa Comune buttare lì qualcosa di cattolico al momento opportuno come fa un qualsiasi abile politico acchiappagonzi? Solo che, mentre i politici giocano con seggiole e poltrone mischiando sincerità e falsità, il Vicario di Cristo gioca con il destino delle anime infiocchettando velenose menzogne con esili nastrini di apparente buona dottrina.
“Pare”, come dice lei, “l’ortodossia in persona”, ma “pare” soltanto. È il perfetto dominus ac magister del perfido ordigno messo a punto dal modernismo e smascherato una volta per tutte da San Pio X. In tale quadro diventa evidente quanto sia infinitamente più grave l’annuncio della partecipazione di Bergoglio alle celebrazioni del cinquecentesimo anniversario della riforma luterana di quanto sia modestamente buono il discorso alla Rota romana tanto caro ai trinariciuti di sacrestia. Bisogna che lo si comprenda una volta per tutte: nel mirino dei muratori intenti a erigere la Nuova Chiesa della Casa Comune c’è la fede cattolica e solo dopo, molto dopo, tutto ciò che ne consegue, legge naturale compresa. Una volta tolto di mezzo quel ferro vecchio del cattolicesimo con tutti suoi dogmi, i suoi sacramenti, i suoi riti, le sue devozioni, le sue piccole e grandi fedeltà disposte al piccolo o grande martirio, sarà un gioco da ragazzi fare degli ormai ex cattolici un popolo in cammino di pervertiti apostoli della perversione. E a questo proposito, cara Marianna, pur confidando che il 30 di gennaio siano davvero tanti coloro che scenderanno in piazza per difendere la vera famiglia, mi chiedo quanti di loro lo farebbero per opporsi all’amplesso tra cattolici e luterani, ancora più diabolico e contro natura di quello tra omosessuali.
Non ci sono dubbi su quale dei due amplessi stia particolarmente a cuore a novello Lutero insediato sul trono di Pietro, che con il suo tragico ispiratore ha in comune anche il tratto dispotico. Non verrà mai messa abbastanza in luce la violenza che traspare persino negli atti e nelle comunicazioni apparentemente più semplici e dimesse. “Sua Santità Francesco ha in animo di prendere parte ad una cerimonia congiunta” eccetera, eccetera… Una decisione fondata sul proprio sentire, sul proprio volere e sul proprio disegno personale, in spregio al deposito di fede e di dottrina che dovrebbe custodire. Stessa modalità impiegata, per citare un altro esempio recente e altrettanto scandaloso, nella comunicazione consegnata al cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino, circa le nuove norme sulla lavanda dei piedi del Giovedì Santo: “Dopo attenta ponderazione sono giunto alla deliberazione di apportare un cambiamento nelle rubriche del Messale Romano” eccetera, eccetera… Con tutta la violenza sbilenca e volgare della prima persona singolare venuta a soppiantare la severità delicata e impersonale del plurale maiestatis. Il decadere delle epoche si riconosce anche dal decadere dello stile.
Lo avevamo detto non più tardi di due o tre rubriche fa che informazioni e rumors fanno pensare a una sorta di canonizzazione congiunta di Lutero da parte di cattolici e protestanti, coinquilini della Casa Comune in condominio a equo canone pagato con lo sfregio a Cristo, al suo Corpo Mistico e al suo Corpo Eucaristico. Anche a quello Eucaristico, cara Marianna, come è avvenuto pochi giorni fa nella Basilica di San Pietro. Il 15 gennaio, durante la Messa, i sacerdoti cattolici hanno voluto che si comunicassero anche i pastori luterani finlandesi presenti, “vescovo” compreso. Ed è stato proprio quest’ultimo, che di nome fa Samuel Salmi, a spiegare come il sacrilegio, ma lo chiamano così solo i vecchi arnesi come noi, faccia parte “dell’attitudine ecumenica di un nuovo Vaticano”. Come dargli torto? Solo un “Nuovo Vaticano”, quello della Nuova Chiesa della Casa Comune, può fare di un sacrilegio un Nuovo Sacramento.
La fondazione della neochiesa ha bisogno di gesti sacramentali dai contenuti invertiti e sacrileghi, dunque non può esimersi dall’abbraccio tra i pastori che dovrebbero custodire i Sacramenti e i lupi che li hanno sistematicamente sbranati senza pietà. L’archetipo di tutte le profanazioni si trova nella riforma liturgica che, dopo il Vaticano II, ha trasformato l’altare da luogo del Sacrificio a tavola calda del mistero pasquale. E, non a caso, il primo ad applicarsi con successo in modo sistematico alla distruzione della Messa fu il padre della riforma protestante. “Venne infine Lutero” scriveva in pieno Ottocento l’abate di Solesmes dom Prosper Guéranger nel capitolo sull’eresia antiliturgica delle sue Institutions Liturgiques “il quale non disse nulla che i suoi precursori non avessero detto prima di lui, ma pretese di liberare l’uomo nello stesso tempo dalla schiavitù del pensiero rispetto al potere docente e dalla schiavitù del corpo rispetto al potere liturgico”.
zzzzclbrpgIn poche righe, dom Guéranger mostra come tutte le depravazioni, anche quelle contro cui si scende in piazza in questi giorni, hanno il loro fulcro nell’oscuramento del Sacrificio perpetuato nella Messa. La ragione la spiega Jacques Maritain nel capitolo dei Tre riformatori dedicato a Lutero: “La teologia cattolica è ordinata a Dio ed è per ciò stesso una scienza innanzi tutto speculativa. La teologia luterana è per la creatura ed è perciò che mira soprattutto allo scopo pratico da raggiungere. Lutero, che caccia la carità e conserva comunque il timore servile, fa gravitare la scienza delle cose divine attorno alla bassezza umana”.
Il nucleo pulsante della Religione della Casa Comune sta proprio qui, nel culto della bassezza umana a cui tende il rito inventato da fratello Bugnini e volentieri promulgato da Paolo VI. Quale ne sia lo scopo, cara Marianna, lo si scopre da quanto dom Guéranger diceva in una conferenza ai suoi monaci parlando della Messa, quella vera: “Se il santo Sacrificio della Messa cessasse, non tarderemmo a ricadere nell’abisso di depravazione in cui si trovavano i pagani, e questa sarà l’opera dell’Anticristo. Questi metterà in pratica tutti i mezzi possibili per impedire la celebrazione della Santa Messa, affinché questo grande contrappeso sia abbattuto, e così Dio metta fine a tutte le cose, non trovando più ragione di farle sussistere. Ciò si comprenderà facilmente se osserviamo che, dopo il protestantesimo, in seno alle società la forza è notevolmente diminuita. Sono scoppiate guerre sociali dovunque, portando con sé la desolazione, e questo unicamente perché l’intensità del Sacrificio della Messa è diminuita. È il preludio di ciò che avverrà quando il diavolo e i suoi satelliti usciranno scatenati per tutto il mondo, portando dappertutto il terrore e la desolazione, come ci avverte il profeta Daniele. A forza di impedire le ordinazioni e di far morire i sacerdoti, il diavolo impedirà la celebrazione del grande Sacrificio, e allora verranno i giorni della desolazione e del pianto”.
Ecco, cara Marianna, che cosa cela la Religione della Casa Comune dietro la maschera di una misericordia sfigurata e buona solo per prostituirsi al mondo: i giorni della desolazione e del pianto. Ma non per questo i ministri di questo culto invertito ci devono intimorire, anzi. Lo insegna con sublime chiarezza Sant’Antonio abate quando parla della lotta contro il demonio. Tra i molti punti luminosi della sua “Vita”, scritta da Sant’Atanasio, penso che questo sia un buon viatico per i cattolici dei nostri tempi:
“Ho già accennato a questo di sfuggita, ma ora non bisogna esitare a parlarne più diffusamente perché il ricordare queste cose vi renderà saldi. Con la venuta del Signore, il Nemico cadde e i suoi poteri furono ridotti all’impotenza. Per questo non può far nulla, eppure si comporta come un tiranno: una volta caduto, non se ne resta tranquillo, ma continua a minacciare anche solo a parole. Ciascuno di noi pensi a questo e potrà disprezzare i demoni. Se anch’essi fossero stati legati a dei corpi come lo siamo noi, avrebbero potuto dire: ‘Gli uomini si sono nascosti e non siamo riusciti a trovarli, ma se li troviamo possiamo far del male’. E noi potremmo sfuggire loro nascondendoci e chiudendo loro le porte. Ma non è così. I demoni possono entrare anche attraverso porte chiuse e si trovano ovunque nell’aria, sia essi sia il diavolo loro capo. Amano il male e sono pronti a farlo; il diavolo, padre della malvagità, è omicida fin da principio, come ha detto il Salvatore. Eppure noi continuiamo a vivere e per di più in lotta contro di lui; è chiaro quindi che i demoni non possono far nulla. Nessun luogo impedisce loro di tendere insidie, non vedono in noi degli amici da risparmiare, né amano il bene così da correggerci. Sono invece malvagi e di nient’altro si preoccupano tanto di quanto di far del male a color che amano la virtù e servono Dio. Siccome non possono far nulla, si limitano a minacciare. Se non fossero impotenti non indugerebbero, farebbero subito il male; a questo sono sempre ben disposti, specialmente nei nostri confronti. Ecco, dunque, noi siamo qui riuniti e parliamo contro di loro ed essi sanno che diventano sempre più deboli, se noi avanziamo nel bene. Se ne avessero il potere non lascerebbero vivere nessuno di noi cristiani, perché il servizio di Dio è abominio per il peccatore; ma poiché non sono in grado di far nulla, feriscono se stessi, vedendo che non possono realizzare le loro minacce. Bisogna poi considerare anche questo per non averne timore: se fosse loro possibile, non verrebbero in molti, non ricorrerebbero a visioni, né muterebbero sembianze; sarebbe sufficiente che ne venisse uno solo e facesse tutto quello che può e vuole fare, perché chi ne ha il potere non ricorre a visioni per uccidere, né atterrisce con una moltitudine, ma usa subito il suo potere come vuole”.
Alessandro Gnocchi
Sia lodato Gesù Cristo

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