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domenica 2 ottobre 2016

Lunga vita ai ribelli..!?

Amoris laetitia: la "misericordiosa" repressione del dissenso

Offriamo la traduzione di un interessante articolo comparso su LifeSiteNews, che ci racconta della misericordiosa repressione dei 45 firmatari dell'Appello ai Cardinali e Patriarchi, circa i problemi posti da Amoris laetitia.


29 settembre 2016 (LifeSiteNews). Alcuni degli studiosi che hanno un appello ai 218 Cardinali e Patriarchi, sono sotto tiro per per avere richiesto misure correttive utili a chiarificare "un numero di asserzioni che possono essere capite in un senso che è contrario alla fede cattolica e principi morale" in Amoris laetitia.
Alcune settimane fa è comparsa una lettera di Papa Francesco, che ha espresso l'appoggio dello stesso Santo Padre ai vescovi della regione pastorale di Buenos Aires in questi termini: "Nessuna altra interpretazione" di Amoris Laetitia è valida, permettendo di conseguenza la distribuzione, in certi casi, della S. Comunione ai divorziati risposati cattolici. Certamente uno dei temi caldi in questione.


Molti dei firmatarî dell'appello rimangono sotto-traccia per proteggere la loro reputazione e il loro lavoro. Alcuni ancora stanno soffrendo pressioni per il loro tentativo di rimanere fedeli a quanto la Chiesa che insegna e alla tradizione.

LifeSiteNews ha raccolto informazioni, confermati da molti dei firmatarii, incluso il portavoce Dott. Joseph Shaw. Uno di questi, conosciuto bene internazionalmente, ha perso la sua posizione dirigenziale presso un'università Pontificia.

Un altro è stato minacciato dal suo vescovo che il suo anno sabbatico accademico sarebbe stato annullato, ma ha trovato un altro vescovo che gli permetterà di avviare l'incardinazione nella sua diocesi.

Ancora, ad un altro è stato impedito di parlare pubblicamente su Amoris laetitia, e ad un altro è stato detto di togliere la sua firma.

E un Cardinale ha fatto pressione su uno dei firmatarii perché cancellasse il suo nome.

Due conclusioni chiare possono essere tratteggiate: la prima è che molte delle parti in sofferenza sono sotto pressione non da parte di istituzioni remote, ma di individui di alto grado nella gerarchia. La seconda è che il documento degli studiosi ha aperto la discussione in campo pubblico e largo e ha dato il via a richieste analoghe da parte di singoli e di gruppi.

In una precedente intervista, riguardo all'intenzione dell'appello, Shaw aveva spiegato: "La nostra speranza è che, cercando dal nostro Santo Padre il ripudio definitivo di questi errori, possiamo aiutare a diminuire la confusione già provocata da Amoris laetitia fra i pastori e i fedeli laici; infatti questa confusione può essere rimossa efficacemente soltanto da un'affermazione non ambigua dell'insegnamento cattolico ed autentico dal Successore di Pietro."

Riguardo alla persecuzione dei firmatarii Shaw aveva dichiarato a LifeSiteNews il 27 settembre: "È angosciante sentire di persone, particolarmente il clero, in sofferenza per aver firmato questa lettera. Era, dopo tutto, una lettera privata a prelati, che esprimeva, senza rancore o accuse, una richiesta di chiarificazione su domande e difficoltà teologiche ed obiettive, ampiamente riconosciute. È deludente soprattutto vedere cattolici in posizioni di autorità che si considerano sostenitori del Padre Santo, ma che poi non solo ignorano i suoi ripetuti appelli alla parresia - discussione senza paura e candida - ma cercano attivamente di eliminarla.

1 commento:

  1. Jade

    E per fortuna che c'era il "Giubileo della Misericordia".
    "Dio perdona tutto e sempre", Bergoglio NO, smentendosi un altra volta.

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