ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 22 gennaio 2017

Dubia non habemus




(Luis Badilla - ©copyrightEcco alcuni passaggi dell'intervista di Papa Francesco alla testata spagnola "El País": 
La strada
Continuo ad essere un (uomo) di strada. Non appena posso esco, per strada, a salutare la gente, nelle udienze, e poi viaggio ... La mia personalità non è cambiata. Non dico che sia una cosa che mi sono proposto. Mi è venuto in modo spontaneo.. No, qui non si deve cambiare. Cambiare è artificiale. Cambiare a 76 anni era cosmetico. Certo, non sempre posso fare tutto ciò che desidero, ma l'anima di strada c'è, e voi lo vedete. 

La mondanità
Io, nella gerarchia della Chiesa, o tra gli agenti di pastorale (vescovi, preti, religiosi, laici …) temo molto di più gli anestetizzati che non gli addormentati. (Temo) coloro che si anestetizzano con la mondanità, che si arrendono davanti alla mondanità. Ciò mi preoccupa … tutto quieto, tranquillo, con le cose a posto … troppo in ordine.
Quando leggiamo gli Atti degli Apostoli, le epistole di san Paolo, vediamo che c’erano guai, problemi, la gente si muoveva. C’era movimento e c’era contatto tra la gente. L’anestetizzato non ha contatto con la gente. Si difende dalla realtà. Appunto, è uno anestetizzato. Oggi come oggi, nella vita quotidiana, ci sono diversi modi di anestetizzarsi, no? E forse la malattia più pericolosa che può colpire un pastore, causata dall’anestesia, è il clericalismo. Io sono qua e la gente è là. Tu sei il pastore di quella gente! Se ti preoccupi di quella gente, e ti lasci servire da quella gente, allora chiude la porta e vai in pensione. 
Benedetto XVI (salute) 
Da qui in su perfetto. Ha problemi con le gambe e cammina con un aiuto. Ha però una memoria di elefante. A volte gli dico una cosa e mi risponde: ‘No, non è stato in quell’anno … è accaduto invece nell’anno …’ 
La Chiesa oggi e domani 

Per quanto riguarda la Chiesa direi che non deve smettere di essere vicina, ovvero, di stare sempre vicina alla gente. La vicinanza. Una Chiesa non vicina non è Chiesa. E’ una buona ONG. O una organizzazione caritatevole, di beneficienza, dove ci si incontra per prende il tè e fare beneficienza. Ma ciò che identifica la Chiesa è la vicinanza: essere fratelli, vicini, perché siamo tutti Chiesa. Il problema da evitare sempre nella Chiesa è la mancanza di vicinanza. Dobbiamo essere vicini tutti. E vicinanza è toccare, toccare il prossimo, la carne di Cristo. E’ curioso, quando Cristo si dà il protocollo in base al quale saremo giudicati, capitolo 25 di Matteo, si parla sempre di toccare il prossimo. “Avevo fame, ero prigioniero, ero malato …” Sempre dunque la vicinanza al bisogno del prossimo. E ciò non è solo beneficienza. E’ molto di più. Poi, nel mondo, c’è la guerra; la terza guerra mondiale a pezzi. In questi ultimi tempi si parla anche di una guerra nucleare come se fosse un gioco con le carte. E' ciò quanto più mi preoccupa. Mi preoccupa un mondo con sproporzione economica: che un piccolo gruppo dell’umanità possieda oltre l’80% della ricchezza con ciò che questo rappresenta nell’economia liquida dove, al centro del sistema economico, sta il dio denaro, non l’uomo o la donna, ciò che è umano! Perciò poi si crea la cultura dello scarto.
(a cura Redazione "Il sismografo")

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