ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 23 febbraio 2017

Si tratterebbe?

Fraternità Sacerdotale San Pio X:
notizia possibile



Negli utimi giorni è corsa voce - da noi non verificata per quanto ci è possibile, ma che riteniamo abbia una alta probabilità di veridicità - che la Fraternità San Pio X avrebbe perfezionato il contratto di acquisto di un complesso immobiliare a Roma, composto da un ampio fabbricato con annessa chiesa.

Riportiamo la notizia, come è nostro solito, dopo che essa è già stata diffusa su alcuni siti cattolici internet internazionali.
Si tratterebbe dell'acquisto del complesso già appartenuto ai Frati della Carità detti Frati Bigi, che lo fecero erigere dalla fine dell'800 al 1914. Il complesso, situato su via Emanuele Filiberto, tra viale Manzoni e via Galilei, si trova nel quartiere Esquilino, nel centro di Roma, nei pressi della Scala Santa: è composto da un ampio fabbricato che i Frati, la cui congregazione si è estinta nel 1973, usavano come convento con annessa scuola.


Nella foto si vede, a destra, che l'edificio è completato da una chiesa, intitolata a Santa Maria Immacolata, a suo tempo costruita insieme all'edificio, che si presenta con una facciata sormontata da due basse torre campanarie.



La chiesa, nota come Santa Maria Immacolata all'Esquilino, è illuminata solo dal rosone e dalle finestre sulla facciata e dalle quattro finestre sul fianco; l'interno è diviso in tre navate.
Non è stata dismessa come luogo di culto, ma costituisce un locale sussidiario della vicina parrocchia dei Santi Marcellino e Pietro al Laterano. Come tale, dallo scioglimento della congregazione dei Frati Bigi, è una dipendenza del Vicariato dell'Urbe, con quello che questo comporta dal punto di vista della manuntenzione.

Le stesse voci che circolano danno per scontato che il complesso sarà destinato a sede dell'istituenda Prelatura personale che molto probabilmente conserverà il nome di San Pio X, e, data la vastità dell'edificio, esso dovrebbe ospitare, oltre alla sede del Prelato, anche il seminario romano della futura Prelatura.

Le trattative per l'acquisto sarebbero state favorite dallo stesso Vaticano, sia attraverso la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, sia tramite l'interessamento del Vicariato dell'Urbe, che avrebbe concordato di cedere il complesso per una somma che - dicono le voci - si aggira intorno ai quindici milioni di Euri.





Se la notizia fosse confermata sarebbe una soddisfazione non indifferente per i fedeli romani della Fraternità, i quali, fatta salva la possibilità di recarsi a Messa ad Albano Laziale, è dal gennaio del 1997 che assistono alla celebrazione della Santa Messa nella cappella Santa Caterina da Siena, ricavata nell'androne di una casa sita in via Urbana 85, a ridosso di via Cavour e adiacente a piazza della Suburra.

22 febbraio 2017
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1865_FSSPX_notizia_possibile_22.2.17.html

Mons. Pozzo risponde alla nostra lettera aperta

La critica costruttiva è legittima. Ma…

22 febbraio 2017, Cattedra di San Pietro

                                    Mons. Guido Pozzo
Arcivescovo titolare di Bagnoregio
                        Segretario della Pontificia Commissione
 "Ecclesia Dei”
                                                          
                                                                                                               
Dal Vaticano, 27 gennaio 2017

Gentile Redazione,

        con riferimento alla Vostra lettera del 15 gennaio 2016, non ho difficoltà a rispondere che non vi è nessun contrasto tra ciò che ho esposto nella mia conferenza del 4 aprile 2014 nella sede dell’Istituto del Buon Pastore e quanto ho dichiarato nella menzionata mia intervista a Zenit. In detta conferenza ho proposto, tra l’altro, alcune considerazioni e riflessioni mirate a chiarificare e precisare l’insegnamento del Vaticano II sulla libertà religiosa e a proposito del carattere “pastorale” del Concilio Vaticano II. Nessuna limitazione quindi a discutere, esaminare, approfondire e chiarificare materie concernenti il rapporto Chiesa e Stato in materia di libertà religiosa, questioni ecumeniche o relative al dialogo interreligioso. Il mio intento in quell’incontro era proprio di portare un contributo alla chiarificazione e alla necessaria precisazione di alcuni temi, soprattutto tenuto conto delle indicazioni di Papa Benedetto XVI, non quindi per chiudere il discorso, ma per orientarlo nel senso corretto, cioè non in contrasto con l’insegnamento del Magistero costante della Chiesa, ma nella linea dello sviluppo coerente e dell’esplicitazione. L’essenziale è però quanto lo stesso Mons. Fellay ha dichiarato in un’intervista dell’anno scorso: “Noi possiamo esporre il problema e vedere le ambiguità, ma chi ha l’autorità per chiarire è proprio Roma”. Ciò credo valga per la FSSPX, come per tutti gli altri.

Significando quanto sopra, con distinta osservanza.

                                                             + Guido Pozzo

                                                             Arcivescovo tit. di Bagnoregio


 * * *

Ringraziamo Sua Eccellenza Mons. Pozzo per questa lettera (qui l'originale), aderendo certamente a quanto Mons. Fellay ha dichiarato in quella occasione e Mons. Pozzo mette come pilastro: “noi possiamo esporre il problema e vedere le ambiguità, ma chi ha l’autorità per chiarire è proprio Roma”. Aggiungiamo che, se la verità storica conta qualcosa, tale punto fermo è da sempre costitutivo della nostra posizione. Ma, senza riprendere da capo quanto già esposto in questa sede, la questione restante è duplice. Quanto a Mons. Fellay, che proclamava assolutamente la necessità di chiarire e correggere i principi della crisi preliminarmente a qualsiasi accordo: tale chiarimento oggi è stato fatto o è ancora da fare? E quanto all’apertura di principio della risposta di mons. Pozzo, tutto sta a vederne - aldilà delle intenzioni personali - la concretezza. E questo chiarimento saranno anche i fatti a farlo.

La Redazione di Disputationes Theologicae 
Associazione chierici San Gregorio Magno

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