ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 16 maggio 2018

Le nuove monache di clausura siamo noi?

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Suor Facebook

Anche le monache di clausura potranno usare i social, purché lo facciano con discrezione e sobrietà. Lo ha deciso il Vaticano modernista di papafrancesco.com. Il provvedimento colma una grave lacuna, dal momento che le suore erano gli ultimi abitanti del pianeta a non avere ancora messo «mi piace» a una foto di Chiara Ferragni. Ora potranno rimediare con «discrezione e sobrietà», parole che associate all’esibizionismo esistenziale dei social fanno tenerezza. Come dire: attaccatevi alla bottiglia, ma solo per fare gli sciacqui.


Si aprono prospettive interessanti. Gruppi di discussione animati da suore vegane e da novizie favorevoli alle scie chimiche. Badesse iscritte alla piattaforma Rousseau per votare il contratto di governo del Movimento Tu-scendi-dalle-stelle. Competizioni tra conventi per stabilire quale santa abbia più «followers». E mentre la web-monaca di Monza, stufa di farsi dei selfie con Lucia Mondella, risponderà a Egidio attraverso l’applicazione Tinder («E la sventurata chattò»), le suore passatiste che intendono continuare a pregare in santa pace dovranno aprire una pagina apposita su Facebook.

Che vita meravigliosa le attende. Isolate in uno spazio chiuso senza rapporti diretti con l’esterno, ingobbite tutto il giorno dietro a una tastiera, intente a comunicare con persone che non vedono… Un momento: non è che le nuove monache di clausura siamo noi?





https://www.corriere.it/caffe-gramellini/18_maggio_15/caffe-gramellini-suor-facebook-951b860e-5878-11e8-9f2b-7afb418fb0c0.shtml

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FATTURANO PIU’ I GRUPPI RELIGIOSI STATUNITENSI CHE MICROSOFT E APPLE MESSE ASSIEME

DI PHILIP SCHNIEDER
Fin dalla fondazione del Paese, la religione ha sempre avuto un ruolo attivo nella vita della maggioranza degli americani. Nonostante la fede religiosa sia su una tendenza al ribasso, al contrario della laicità che invece è in aumento, nel 2014 il 70,6% degli americani s’identificava ancora per essere “cristiano”, mentre il 5,9% professava “fedi non cristiane”, come ad esempio il giudaismo e l’Islam, secondo il “Pew Research Center” [http://www.pewforum.org/].
Molte ricerche sono state fatte sull’impatto che le religioni hanno sulla comunità. A volte vengono usate come pretesto per delle cose terribili, come l’estremismo violento o l’abuso sui minori. Ma c’è tuttavia una gran quantità di bene che viene catalizzata dalla religione, come ad esempio il volontariato, l’impegno civico e la sanità.
Gli autori dello studio a seguire lo riconoscono e ben comprendono che: “le cattive notizie fanno rumore, ma è importante guardare entrambi i lati [della questione] per poter capire con chiarezza”.
In uno studio del 2016 intitolato “The Socio-economic Contribution of Religion to American Society: An Empirical Analysis”, Melissa e Brian Grim della “Georgetown University” e del “Newseum Institute” hanno deciso di calcolare il costo e il contributo delle religioni alla società americana.
Secondo stime prudenziali, le organizzazioni religiose genererebbero un giro d’affari pari a circa 378 miliardi/usd l’anno. Ovvero, più dei fatturati globali di Apple e Microsoft messi assieme.
Includendo anche le imprese con radici religiose, la cifra aumenta fino a circa 1,2 trilioni/usd annui, mentre le stime che comprendono anche i redditi delle famiglie degli americani “affiliati” portano il reddito totale delle organizzazioni religiose a circa 4,8 trilioni/usd l’anno, circa un terzo del PIL degli Stati Uniti.
“Riteniamo che la nostra seconda stima, quella pari a 1,2 trilioni/usd, sia quella più ragionevole perché tiene conto sia del valore dei servizi forniti dalle organizzazioni religiose, che dell’impatto che la religione ha su un certo numero di importanti imprese americane”, hanno affermato gli autori [M. e B. Grim], nonostante questa misurazione non tenga conto degli assets dei gruppi religiosi.
Dopo aver portato a termine la loro analisi, i due autori dello studio hanno scoperto che le entrate combinate delle cinque maggiori organizzazioni religiose di beneficenza del paese ammontino a poco meno di 38 miliardi/usd. Queste organizzazioni sono: “Lutheran Services in America”, “Young Men’s Christian Association (YMCA)”, “Catholic Charities”, “Salvation Army” e “Habitat for Humanity”.
Tuttavia, la religione sta anche diventando una delle più grandi industrie esentasse del Paese. Lo studio [M. e B. Grim] ha stimato, prudenzialmente, che i “media” cristiani generavano fin dal 2003 un fatturato di ca. 6,8 miliardi/usd annui: “Le stime indicano che il mercato dell’editoria religiosa e dei prodotti collegati valesse fin dal lontano 2003 ben 6,8 miliardi/usd, poi in crescita ad un tasso di quasi il 5% l’anno. Questo mercato è suddiviso in tre categorie [dati 2003]: libri (il segmento più grande, pari a 3,5 miliardi/usd annui e un tasso di crescita del 7%); cancelleria/articoli da regalo/merchandise (1,4 miliardi/usd e un tasso di crescita del 4,5%) e audio/video/software (1,4 miliardi/usd, andamento costante)”.
Dopo aver messo assieme tutti i dati, Melissa e Brian Grim hanno concluso che, prudenzialmente, il fatturato annuale di 378 miliardi/usd della “religione” può essere suddiviso in cinque categorie: assistenza sanitaria (161 miliardi/usd), attività congregazionali locali (83,8 miliardi/usd), istruzione (come ad esempio le scuole cattoliche, 74 miliardi/usd), beneficenza (44,3 miliardi/usd), media (0,9 miliardi/usd) e alimentazione (14,4 miliardi/usd).
Inoltre, gli autori dello studio hanno concluso che le congregazioni religiose locali: “… forniscono un significativo livello di servizi sociali alla comunità, oltre a quelli offerti dalle organizzazioni religiose istituite con lo scopo specifico di fornire servizi di assistenza sanitaria, istruzione e beneficienza”.
La religione è chiaramente un segmento molto importante e influente nella vita e nell’economia americana. Visto che induce un gran numero di americani a fare delle cose buone per gli altri, c’è anche il pericolo che possa diventare sempre più un modello di business esentasse per i media o la divulgazione in generale, piuttosto che un modello di fede e di carità.

14.05.2018 
Scelto e tradotto da Franco per www.comedonchisciotte.org 
Fra parentesi quadra [ … ] le note del Traduttore