ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 25 aprile 2019

Siamo in piena crisi di fede?

Don Nicola Bux: “Nella Chiesa serpeggia l’ateismo”



Nella Chiesa serpeggia l’ateismo: ecco il duro atto di accusa di don Nicola Bux, noto teologo, affermato liturgista ed ascoltato collaboratore del Papa Emerito Benedetto XVI ,in questa intervista che ci ha rilasciato

Nel corso della omelia della Messa di San Giuseppe, Lei ha parlato di uomini di Chiesa che non credono più. A chi e che cosa si riferiva?

“ Al fenomeno di pastori della Chiesa che si occupano dei vari ambiti di cui si occupa uno stato o una organizzazione di stati(lavoro, legalità, ambiente, migrazioni….) e trascurano la missione per cui la Chiesa è stata costituita e inviata nel mondo da nostro Signore Gesù Cristo: fare discepole tutte le nazioni e battezzarle nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Se la legge suprema della Chiesa è di dare gloria a Dio e di salvare le anime, sembra che molti pastori si preoccupino solo di glorificare l’uomo e salvare i corpi. Si sente dire da alcuni preti che la Chiesa non ha alcuna verità da comunicare, ma non si accorgono che così delegittimano il loro ministero: infatti, perché uno dovrebbe ascoltarli? Questo è l’ateismo che incredibilmente serpeggia nella Chiesa. L’ha additato anche il cardinal Mueller, già prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Che il mondo si opponga a Dio e rifiuti quelli che Benedetto XVI ha chiamato i ‘principi non negoziabili’, come il rispetto della vita, dal concepimento alla morte naturale, la famiglia e la dignità dell’uomo, come creatura fatta a immagine di Dio,si può capire; quando l’uomo si allontana da Dio, non pensa alle cose eterne e si intrappola nella materialità di questo mondo. Ma che quei principi siano ritenuti opinabili nella Chiesa, fino a legittimare la convivenza more uxorio, il concubinato ecc., significa che ci siamo ammalati. E’ il neo-modernismo,descritto da san Pio X come la somma di tutte le eresie, che è riuscito in questi ultimi decenni ad infiltrarsi nella mentalità degli uomini di Chiesa. Un numero crescente di sacerdoti è in “crisi d’identità”, per cui o lasciano il sacerdozio, oppure si “laicizzano”. Siamo in piena crisi di fede.”
 Il cardinal Sarah ha scritto un libro nel quale parla di tenebre nella Chiesa, condivide?
“ Condivido assolutamente. Le parole del Cardinale sono più che realistiche e non rappresentano neanche una novità; sembra attingano alle profezie mariane dei secoli XIX e XX, allusive ai nostri tempi. E’ noto che il terzo segreto di Fatima,affidato dalla Vergine a suor Lucia, predirebbe l’apostasia dalla fede cattolica, a partire dai vertici ecclesiastici. Analogo messaggio si trova nell’apparizione mariana de La Salette, con toni ancor più preoccupanti: Roma avrebbe perso la fede e sarebbe diventata la sede dell’anticristo. Certo, le profezie sono soggette ad interpretazioni e potrebbero non avverarsi, se la condotta degli uomini mutasse, convertendosi al Signore”
 Sempre nella stessa omelia lei ha detto che le marce e la fiaccolate per la legalità non servono, per quale ragione?
“ La Chiesa ha promosso dall’antichità stationes penitenziali e processioni, per affermare che solo la fede vince il mondo, come dice san Giovanni; soltanto con la conversione e la penitenza si combatte il peccato che è la radice di tutti i mali del mondo. La Chiesa non è stata istituita da Gesù per governare la società umana, non è questo il suo compito in questo mondo, per questo Egli, capo del corpo ecclesiale, ha detto: “Il mio regno non è di questo mondo”. Se invece di marce e fiaccolate, i cattolici promovessero processioni e litanie per invocare la pace e la vita morale degli uomini, le otterrebbero dall’Alto. I preti, non devono occuparsi di legalità e dei giusti al sicuro nell’ovile, ma di riconciliazione e degli ingiusti smarriti da ricondurre: questo è il ministero che è stato loro conferito: rimettere i peccati, non combattere le mafie. Marce per la pace, per la legalità e quant’altro sono riti inefficaci a cambiare il cuore e la mente dell’uomo; sono segni dell’utopia che il mondo si possa salvare, mettendo da parte Dio.”
 Che cosa pensa di Greta e del suo fenomeno?
“ Appunto che il mondo possa essere salvato dall’uomo, come se Dio, dopo averlo creato, se ne sia dimenticato e assista impotente. Dunque si vuol far credere che l’uomo possa controllare a proprio piacimento la natura. La natura risponde solamente a Colui che l’ha creata. L’uomo, nel suo egoismo e nella sua superbia, pare non volerlo accettare. Il fenomeno da Lei accennato, è l’ennesima maschera che nasconde grandi interessi finanziari. Forse le grandi multinazionali petrolifere che stanno investendo sulle fonti di energia alternative, non vorrebbero indurre le masse dei consumatori ad un cambio di mentalità che li porti ad acquistare prodotti, come le auto, alimentati con energia elettrica?”
Ritiene che dietro la bimba svedese ci siano lobbies?
“ Sono sempre gli stessi gruppi di persone, costituiti dalle grandi élites finanziarie, che credono che con il loro potere economico e la loro influenza sugli stati nazionali possano controllare il mondo e la storia. Specie negli ultimi cinquant’anni, l’economia finanziaria di tipo capitalistico ha deciso che ogni singolo individuo debba perdere la propria identità, la propria dignità, per diventare un perfetto consumatore. Gli uomini, secondo questi gruppi di potere, non devono più vivere nella libertà secondo le leggi di Dio, ma devono omologarsi alle disposizioni e alle mode imposte alla società, in cui la parola d’ordine è “consumo”. Il sociologo polacco Zigmunt Bauman, parlò dell’avvento di una società liquida, in cui le strutture preesistenti di pensiero, la morale, i valori, vengono demoliti dal modo di pensare relativistico, dove tutte le verità oggettive, chiare fino ad allora, vengono messe in discussione. Il materialismo ha certamente contribuito alla creazione di questa società liquida”
Quale la sua idea sulle marce per l’ecologia?
“ E’ la stessa delle fiaccolate per la legalità. Si vorrebbe risolvere il problema non agendo sulla causa, che è il peccato dell’uomo, la sua lontananza da Dio, ma agendo sugli effetti. Chi lotta a favore dell’ambiente dovrebbe innanzitutto porsi questa domanda: “Perché si inquina il pianeta?”. Perché si pensa che il mondo sia dell’uomo e non di Dio, per questo motivo l’uomo può fare del creato tutto quello che desidera. Dio ha messo l’uomo come creatura al vertice della creazione, ma per amministrarla secondo le sue leggi e in suo Nome, non per fini egoistici. Solo se l’essere umano si converte a Dio riuscirà a comprendere che la natura riflette l’onnipotenza di Dio, perché da lui è stata creata. E’ di moda riferirsi alla figura di san Francesco d’Assisi come ad un perfetto ecologista, citando il famoso “cantico delle creature”. Il santo d’Assisi invece apprezzava il creato perché vedeva in esso l’opera mirabile di Dio, senza mai divinizzarlo. Il vero problema dell’uomo non è l’inquinamento ambientale ma il peccato, che inquina anzitutto il suo cuore e, poi, quello che è al di fuori. A che giova guadagnare il mondo intero se poi si perde la propria anima? “Guai ˗ scrive san Francesco ˗ a quelli (gli uomini) che morranno ne le peccata mortali”. Se una persona muore nel peccato mortale perde la propria anima”
Congresso delle famiglie, quale è la sua idea?
“ E’ una espressione dell’apostolato dei laici, fedeli alla verità cattolica. Un’iniziativa coraggiosa, che afferma i principi della vita morale, in contrasto con l’ideologia del politicamente corretto ˗che ritiene diritti i peccati del divorzio, dell’aborto, – promossa da laici coscienti della deriva immorale della società moderna. Al convegno sono intervenuti laici e religiosi, che hanno evangelizzato la verità sulla famiglia ˗ realtà naturale formata da padre, madre e figli ˗ l’unica naturale, riconosciuta dall’art.29, comma 1, della Costituzione italiana.E’ questa realtà ad essere stata elevata da Cristo alla dignità di sacramento. Il fine della famiglia è l’amore dei coniugi e la procreazione dei figli, per continuare il progetto di Dio sul mondo, un progetto di vita, non di morte. Questo è stato riaffermato dall’enciclica Humanae Vitae di Paolo VI.  Il fatto che tale convegno sia stato attaccato e oltraggiato dai mass media, col sostegno di singoli e gruppi nemici della vita, è la prova che al Convegno è stata riaffermata la verità sull’uomo: che si nasce dall’unione tra un uomo ed una donna; che il feto non è un grumo di cellule ma un essere umano, ecc; così sono smascherati quanti vogliono imporre ideologie contrarie al creatore e alla natura stessa dell’uomo. A margine del convegno di Verona, in alcune trasmissioni tv, taluni che si dichiaravano cattolici, difendevano a spada tratta le unioni civili, le coppie omosessuali e le adozioni dei bambini da esse, la pratica dell’utero in affitto etc.Forse costoro dovrebbero leggere il Catechismo della Chiesa Cattolica, per verificare se tali idee fossero conformi al cristianesimo. Come potrebbe una persona definirsi cattolica, per giunta praticante, se poi ammette cose che sono abominio al cospetto di Dio? Senza dire che tali attacchi alla famiglia naturale hanno come causa l’influenza demoniaca.Il cardinal Caffarra, ebbe a rivelare la lettera ricevuta da suor Lucia di Fatima, in cui gli confidava che l’attacco finale, il diavolo l’avrebbe sferrato contro la famiglia, e che la società, lontana da Dio, avrebbe perseguitato coloro che sarebbero stati chiamati a difenderla. Il Congresso di Verona ha visto proprio questo. La lettera di Suor Lucia si conclude con una frase carica di certezza e speranza: “Ma Lei, Eminenza non si preoccupi, non abbia paura e vada avanti, perché la Madonna gli (al demonio) ha già schiacciato il capo”.
Bruno Volpe

Perché l’America post-cristiana sarà un posto più cattivo e più infelice

Viviamo in una società sempre più secolarizzata in cui il Cristianesimo è ormai sempre meno presente. Molti vedono questo processo come un progresso che porterà benefici agli individui e alla società nel suo insieme. Questo articolo ci mostra uno scenario diverso, in cui la graduale scomparsa dei principi sgorgati da una visione cristiana della vita radicalizzerà le contrapposizioni politiche e sociali a svantaggio di tutti.
Gian Spagnoletti ci propone un articolo di Jonathon Van Maren, nella sua traduzione.
Chiesa in vendita negli USA (foto cdn images)
Chiesa in vendita negli USA (foto cdn images)
Mentre il Cristianesimo è crollato in tutta Europa nello scorso mezzo secolo, con dati recenti che indicano che un misero 18% di quelli che si identificano come cristiani frequenta regolarmente la Messa, gli Stati Uniti d’America sono stati tradizionalmente considerati un Paese molto più cristiano. Il potere elettorale detenuto dalla cosiddetta Destra religiosa, così come la fede di molti fondatori, coloni e pionieri americani ha instillato nell’immagine dell’America una religiosità che è stata definita la Città Splendente su una Collina per generazioni.
Ma un sondaggio sociale molto ampio (General Social Survey) ora indica che, per la prima volta nella storia americana, gli atei sono il gruppo più ampio della nazione con il 23,1%, e sorpassano sia gli evangelici che i cattolici come porzione più grande della popolazione. I non credenti sono cresciuti di un esorbitante 266% negli ultimi 30 anni, mentre le maggiori Chiese protestanti, che per lo più hanno abbracciato la rivoluzione sessuale abbandonando del tutto l’ortodossia cristiana, sono crollate dal 62,5% del 1982 ad appena il 10,8% della popolazione americana di oggi.
Stiamo già cominciando a vedere il risultato di questo crollo. Nel suo recente libro Them: Why We Hate Each Other—And How to Heal, [lett. “Quelli”: perché ci odiamo a vicenda, e come guarire] il Senatore del Nebraska Ben Sasse spiega perché gli esperti credono che ci siano quattro spinte principali verso la felicità umana, che possono essere poste come domande: “Avete una famiglia che amate, e che vi ama?” “Avete amici di cui vi fidate e in cui confidate?” “Avete un lavoro che vi soddisfa?” “Avete una visione del mondo che può dare un senso alla sofferenza e alla morte?”.
Non solo le comunità religiose offrono gruppi che danno risposta a queste domande, ma è anche più probabile che le persone religiose si comportino in maniere che conducono alla felicità a lungo termine. Un esempio è sposarsi, cosa che le persone religiose sono più portate a fare.  Queste persone sono anche più portate a restare sposate, e innumerevoli studi hanno provato che quelli che si sposano e rimangono insieme sono molto più felici e soddisfatti delle loro vite di quelli che non lo fanno. Non c’è bisogno di dire che anche la stabilità familiare che ne risulta è di valore inestimabile, sia da una prospettiva sociale che da una personale.
Val la pena anche aggiungere che gli Americani sono molto più infelici ora di quanto non lo fossero trent’anni fa, malgrado gli ovvi vantaggi portati dal progresso tecnologico. I tassi di depressione hanno raggiunto punte del 33% in soli 6 anni, e del 47% fra i Millennials, e i tassi di suicidio adolescenziali sono saliti del 70% in quindici anni. Per la prima volta in decenni, l’aspettativa di vita sta scendendo invece di salire, e questo declino è largamente dovuto a quello che Tucker Carlsonchiama “malattie della disperazione”: morte prematura causata da dipendenza da oppiacei, abuso di alcol, e droghe. I tassi di suicidio stanno crescendo in varie fasce d’età.
Il fatto che il Cristianesimo sia in declino potrebbe impattare anche sulla beneficenza. Nel 2017, la Lilly Family School of Philanthropy dell’Università dell’Indiana ha pubblicato i dati di una loro indagine che monitora le donazioni da parte delle famiglie americane. David King, direttore dell’Institute on Faith and Giving (Istituto su Fede e Donazioni, N.d.T.), ha dichiarato che la nuova ricerca ha confermato quello che gli studiosi stanno dicendo da molto tempo: che c’è un “legame sostanziale tra la religione e il donare…l’affiliazione religiosa è davvero importante. Le persone con un’appartenenza religiosa sono due volte più generose di quelle che ne sono prive. E fra quelli che hanno un’appartenenza, l’intensità religiosa è davvero importante. Quelli che vanno a Messa sono molto più disposti a donare, sia mensilmente che settimanalmente. Effettivamente vediamo che il legame cresce con il coinvolgimento continuativo in una comunità religiosa.
E infine, come ho scritto tempo fa qui su Life Site News, il calo dell’influenza del cristianesimo sulla politica americana – qualcosa che viene salutato con entusiasmo dai progressisti – non è un motivo per festeggiare. La Destra post religiosa sarà più “cattiva” e con una tendenza molto maggiore al nativismo non frenato dalle esigenze dettate dalla carità cristiana, e la dissoluzione dei limiti morali cristiani sia nella Destra che nella Sinistra daranno origine a politiche di potere “puro” con un’enfasi maggiore sul “noi contro loro”. Come ha detto Ross Douthat sul New York Times, i conservatori religiosi “hanno veramente tentato di sostenere le minoranze, mandato miliardi per combattere l’AIDS in Africa, perseguito la riforma della giustizia penale negli stati”. Ma per via della “tendenza alla secolarizzazione e all’individualismo” quella Destra religiosa sta scomparendo – e “senza la spinta della trascendenza, il futuro della Destra promette di essere tribale, crudele e davvero molto buio”.
In breve, l’America post-cristiana sarà un posto più “cattivo”, più polarizzato, meno caritatevole e più infelice. Come molti prima di me hanno sottolineato, molti dei conflitti attuali in America hanno le loro radici nel crescente vuoto spirituale, e queste preoccupanti tendenze indicano che questi conflitti non faranno che crescere negli anni futuri. Quel vuoto verrà colmato, e ciò che verrà a prendere il posto del cristianesimo rifiutato dai discendenti di coloro che ne avevano fatto tesoro potrebbe non essere piacevole. Infatti, come G.K. Chesterton avrebbe affermato, “Quando la gente smette di credere in Dio, non è vero che non crede in niente, perché crede in tutto”.
Fonte: LifeSiteNews

Aprite le finestre

Finestre aperte
 di Aurelio Porfiri
 Dicevo in precedenza di come il problema sistemico all’interno della Chiesa Cattolica alimenta il clericalismo.
Procediamo con ordine.
Tempo fa ho letto che il Papa, forse non questo ma un altro, diceva basta nel vedere la Chiesa Cattolica strapazzata dai media. Certamente è condivisibile la sua amarezza e il suo dolore nel vedere la Santa Madre Chiesa esposta al ludibrio di tutti. Ho sentito alcune interpretazioni clericali, per cui questo significa stare bene attenti alle informazioni che escono e che vengono esposte alla pubblica considerazione ed uso.
Io non credo il senso fosse questo; io credo che il senso fosse leggermente diverso, basta a comportamenti che poi causano scandalo nella comunità. Certo, alcuni diranno, ma alcune cose sono anche montate ed esagerate. Certo, ma ricordiamo che questa non è giustificazione, questo è un ulteriore sintomo: proprio perché la situazione è così grave, attira anche le attenzioni dei tanti malevoli.
Non nascondiamoci dietro un dito, il degrado morale nel clero non è un’invenzione giornalistica, purtroppo i sacerdoti (e vescovi e cardinali) sono prodotti di un cattolicesimo “debole”, in cui la formazione a tutti i livelli non è stata solida, ortodossa, consistente, ma si è nutrita di psicologismi e sociologismi vari.
Come voglio ripetere, anche tanti sacerdoti sono scandalizzati dal clericalismo soffocante in cui ancora si vive, malgrado ci era stato detto che dopo il Concilio un nuovo vento sarebbe soffiato nella Chiesa, un vento che però non è potuto penetrare in alcune stanze affrescate dove forse si tengono le finestre chiuse.
Abbiamo visto che le vocazioni sono in calo, sempre meno giovani si vogliono fare sacerdoti. Quindi, questo crea uno stato di necessità enorme nelle parrocchie e in alcuni paesi, compreso il nostro, che già devono fronteggiare questo stato di emergenza, c’è la parrocchia ma non c’è un prete disponibile.
Anche in Italia, come detto, la situazione non è proprio rosea a quanto so, ma se avete la fortuna di aggirarvi per alcune curie, vedete che ci sono sacerdoti occupati nei più svariati uffici a tempo pieno o alcuni che devono attendere ad incombenze come: essere segretari di vescovi o portaborse di queste o quella dignità ecclesiastica. Ora mi chiedo: non ci sono laici che potrebbero svolgere ugualmente bene questi servizi (negli Stati Uniti in molte diocesi questi servizi sono ad appannaggio dei laici) e lasciare ai sacerdoti di ogni ordine e grado la cura delle anime? Sembra uno scenario futuristico?
Il vescovo di Venezia, Monsignor Moraglia, nel primo discorso che aveva svolto per ai suoi preti lo aveva detto meglio di quello che potrei dirlo io:
“Amiamo più le nostre reti e le nostre barche che non il pescare, la fatica e l’impegno della pesca. Fuori di metafora, si rischia di amare più le opere, i titoli accademici, le nostre pubblicazioni, le strutture che abbiamo costituito e ci circondano e servono alla nostra attività pastorale che non il fine per cui quelle cose sono state costituite, ossia le anime. Il rischio è essere organizzatori, impresari, docenti, intellettuali, psicologi, assistenti sociali e non pastori”.
E quante altre professioni, sono sicuro, vengono alla mente di tutti, in cui il sacerdote non è essenzialmente necessario ma che pure sono fuori della portata anche di laici preparati (non di rado, più preparati). Quindi il problema della mancanza di vocazioni potrebbe essere meno “problematico” se le risorse che si hanno venissero usate dove servono e non dove non sono fondamentalmente necessarie. Ma, come detto, il clericalismo trionfante non concede che questo accada.
Questo è senz’altro uno dei sintomi più forti di questo malessere, un sintomo che purtroppo non troppo spesso viene denunciato all’attenzione e considerazione della comunità dei credenti.
Il Sant’Uffizio è la prima vittima della riforma della curia
Il posto d’onore nella “gerarchia” degli uffici curiali sarà riservato a un dicastero per l’Evangelizzazione
La “Suprema”, cioè la congregazione per la Dottrina della fede, non sarà più tale quando il Papa firmerà la Praedicate evangelium, la costituzione apostolica che riformerà la struttura della curia romana. E’ il settimanale cattolico Vida Nueva a svelare i contorni della grande rivoluzione che attende la governance vaticana. I nove cardinali consiglieri – poi divenuti sei in seguito alle defaillances degli eminentissimi George Pell, Ricardo Ezzati e Laurent Monsengwo – ci hanno lavorato sei anni e ora il testo provvisorio è all’esame delle conferenze episcopali nazionali, dei dicasteri della curia e di alcune università pontificie per la proposta di emendamenti, migliorie e suggerimenti vari.

La sostanza è che la missionarietà – cioè il perno centrale della Evangelii gaudium, l’esortazione programmatica del pontificato – si traduce ora nel nuovo volto della curia: al posto dell’ex Sant’Uffizio, il posto d’onore sarà riservato a un dicastero per l’Evangelizzazione che metterà insieme l’attuale congregazione retta dal cardinale Fernando Filoni con il pontificio consiglio creato nove anni fa da Benedetto XVI e affidato a mons. Rino Fisichella. E il nuovo dicastero avrà il posto d’onore nella “gerarchia” degli uffici curiali. Altri cambiamenti annunciati sono la fusione della congregazione per l’Educazione cattolica con il Consiglio per la cultura. Sparirà anche la distinzione tra congregazione e pontificio consiglio.
Soprattutto, ha fatto sapere il coordinatore del C6, il cardinale honduregno Oscar Rodríguez Maradiaga, i vari “dipartimenti” della curia saranno al servizio tanto del Papa quanto dei vescovi diocesani e i prefetti non avranno più una posizione “primaziale” sui vari presuli titolari di diocesi. Nascerà anche un dicastero per la Carità – ne sarà parte l’Elemosineria ora guidata dal cardinale Konrad Krajewski – perché questo è un altro cardine sui cui è imbastita l’azione pastorale del Pontefice preso quasi alla fine del mondo. Quanto alle tempistiche, è difficile prevedere la data della firma. C’è chi ipotizza il prossimo 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo.


https://www.ilfoglio.it/chiesa/2019/04/25/news/il-santuffizio-e-la-prima-vittima-della-riforma-della-curia-251405/


Samuel Colombo a vescovi e cardinali: “Mentre Bergoglio distrugge la Chiesa voi tacete miseramente!”


Vi volete svegliate voi cardinali oppure preferite continuare ad assistere alla distruzione del cattolicesimo?!
Vi volete svegliare o preferite con il vostro silenzio complice mettere in croce Gesù Cristo una seconda volta?! Lasciarlo solo un’altra volta..
Card. Burke, mi rivolgo a lei che aveva iniziato così bene con la presentazione dei Dubia.
Che fine ha fatto? Dove si è nascosto? Esca fuori!!! Parli!!! Faccia sentire la sua voce!!! Non faccia come Pietro che rinnegò Gesù Cristo per tre volte dopo che era stato tradito da Giuda.
Ecco, ora la storia si ripete. Fateci caso..
Bergoglio come Giuda vende la Chiesa, sposa di Cristo, ai poteri del mondo. Alla Massoneria! E tutti tacciono!
Ma ci sarebbe da gridare come quando ti entra un ladro in casa o un assassino che vuole uccidere la tua famiglia !!!
E lei invece card. Burke cosa fa?! Sta in silenzio accettando così di far perdere milioni di anime che a causa di Bergoglio si sentono smarrite, perdono la fede.
Voi che tra cardinali e vescovi sapete meglio di chiunque altro cosa sta facendo Bergoglio…
Voi che avete l’obbligo di denunciare tutto questo..
Cosa fate?
Tacete miseramente.

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