ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 9 novembre 2020

Ma forse la partita non è ancora finita?

Hanson: “ci sono molte ragioni per preoccuparsi che qualcosa in America sia andato terribilmente storto”

Rilanciamo un articolo interessante sulle elezioni USA 2020 scritto da Antonio Socci e pubblicato sul suo blog.

Joe Biden
Joe Biden 

“Io credo che senza il coronavirus Trump non avrebbe perso”, ha osservato Massimo D’Alema, riconoscendo così l’importanza decisiva del “virus cinese” nell’abbattimento di Trump, il gran nemico della Cina.


In effetti a gennaio scorso, prima del Covid, tutte le rilevazioni dicevano che Trump era di gran lunga vincente, visti i successi di politica economica e di politica estera (Trump è il primo presidente Usa da decenni che non ha fatto guerre, ma trattati di pace).

Si è spinto oltre l’affermazione di D’Alema un altro che nel Pci è nato e cresciuto, Giuliano Ferrara, quando – a urne aperte – è arrivato a dichiarare: “forse finiremo per ringraziarlo, questo virus maledetto, se almeno porterà via Trump dalla Casa Bianca”.

Una frase terribile che mostra a che livelli polemici si è arrivati, perfino qua. D’Alema ha ricordato che “c’è un video dei Democratici, diventato virale, in cui Trump è paragonato a Hitler. Non mi sembra certo un messaggio moderato”.

La veemente demonizzazione di Trump va avanti da quattro anni e la quantità di intolleranza e di odio che il fronte “progressista” ha messo in circolazione sta letteralmente avvelenando la democrazia americana.

Quando Nancy Pelosi arriva a dichiarare, prima del voto, che “Biden sarà presidente qualunque sia il conteggio finale dei voti”, non esibisce solo un formidabile rancore ideologico, non si mostra solo inadatta al suo ruolo di speaker della Camera, ma fa anche sospettare che nello schieramento Dem non ci sia grande sensibilità democratica (i repubblicani hanno giudicato molto inquietante questa dichiarazione).

D’altra parte – se Biden diventa presidente – lo deve anche ad altre ragioni, oltre al Covid. Anzitutto i grandi potentati economici volevano abbattere Trump (proprio come gli estremisti di sinistra delle manifestazioni di piazza).

L’insospettabile Federico Rampini, su “Repubblica”, parla di “sproporzione nei mezzi economici” e di “un fiume di denaro” che, nella campagna elettorale, “si è rovesciato su Biden” il quale ha speso in spot tv “quasi il doppio di un presidente in carica, uno squilibrio senza precedenti”.

Mentre per Trump è “il popolo trumpiano, la classe operaia del Midwest” che “ha continuato a sostenerlo”. L’analista conservatore Victor Davis Hanson nota che così i Democratici sono diventati “il partito degli ultra-ricchi, in guerra con la borghesia”, cioè contro il ceto medio e i lavoratori, quel popolo che hanno impoverito e che disprezzano e che per questo vota Trump.

C’è poi l’intero circo mediatico che da quattro anni ha demonizzato e delegittimato Trump e che ieri è arrivato a proclamare Biden presidente (come se spettasse ai media).

Ma com’è possibile che in una democrazia pressoché tutti i media siano schierati da una sola parte? Eppure è accaduto nel 2016 come in questa campagna presidenziale. E pure in tutti i quattro anni della presidenza Trump.

Un centro studi dell’Università di Harvard, ha valutato la copertura giornalistica dei primi 100 giorni di Trump rilevando che l’80 per cento era negativa.

Hanson cita “la bufala della collusione russa”. I media hanno amplificato per anni le accuse dei Dem e mai Twitter o Facebook si sono sognati di “censurare” queste accuse senza prove (a proposito com’è che stavolta nessuno più parla degli hacker russi?).

La campagna presidenziale 2020 ha mostrato al mondo intero con quale spavalderia i media arrivano a oscurare i repubblicani e specialmente il presidente degli Stati Uniti: la continua “censura” di Twitter e Facebook alle esternazioni di Trump (nel senso della nota di biasimo e delegittimazione) si somma all’incredibile caso della conferenza di Trump che tre dei principali network (Abc, Cbs e Nbc) hanno deciso di oscurare sostenendo che Trump “ha fatto affermazioni false” (come se spettasse a loro decidere sui reclami che Trump sta presentando in relazione al voto). Lo stesso Rampini parla di “censura”, ancor più surreale “nel Paese dove vige la più estrema libertà di espressione” per chiunque.

Del resto dopo che Nancy Pelosi ha fatto la strana affermazione che ho citato nessun giornalista ha ritenuto di farle domande e chiederle di chiarire, così come hanno evitato, durante la campagna presidenziale, di mettere Biden con le spalle al muro su certi scottanti argomenti.

Con un tale schieramento dei media si può parlare di corretta competizione elettorale? Secondo Hanson i social media, con il loro comportamento, “hanno fatto un regalo di enorme valore a Biden”.

Hanson aggiunge: “La Silicon Valley, come le società petrolifere, ferroviarie e dello zucchero del XIX secolo, non vede alcun motivo per nascondere la sua partigianeria e il suo potere”.

Ma – spiega l’analista – “una repubblica non è solo una nazione basata su leggi. Si affida anche ai suoi cani da guardia in buona fede, come i sondaggisti onesti, i media e le istituzioni bipartisan”. Ebbene, “ci sono molte ragioni per preoccuparsi che qualcosa in America sia andato terribilmente storto”.

Hanson cita anche molti dei principali sondaggi elettorali che per settimane hanno continuato a bombardare “prevedendo” un crollo elettorale di Trump, come avevano fatto nel 2016. Ma dopo aver sbagliato quattro anni fa, la loro previsione si è rivelata sbagliata anche stavolta. Come si spiega un tale disastro? Secondo Hanson molti operatori, che sono “progressisti”, perseguono uno scopo politico. Tutto questo può incidere sull’esito elettorale.

A ciò si aggiungono le grandi zone di opacità sul voto del 3 novembre. Spetterà alle sedi istituzionali valutare le contestazioni mosse da Trump e dai repubblicani, soprattutto sugli sconcertanti aspetti del voto postale, così come spetterà alla revisione degli scrutini definire vincitori e vinti di ogni stato. Di fatto sembra che già siano stati riconosciuti dei problemi, per esempio, per quanto riguarda il bug scoperto nel software per la tabulazione dei voti che aveva alterato i risultati: si tratta di capire in quanti stati si è usato tale software. Per il resto ci saranno le sedi competenti (dovrebbe essere interesse anzitutto di Biden dissolvere ogni ombra e dubbio).

In ogni caso, il fatto che ci vogliano così tanti giorni per conoscere l’esito del voto dimostra obiettivamente che questa elezione è stata molto, molto strana.

Nella sua ultima conferenza stampa Trump, con una espressione molto seria, si è pacatamente rivolto a Biden sottolineando che alla base della democrazia ci sono la trasparenza e la correttezza delle elezioni.

D’altra parte la grave crisi della democrazia, in America, si manifesta anche nel clima di intolleranza ideologica (nelle piazze, nelle università, sui media) che si è visto in questi mesi.

Riccardo Cascioli ha scritto: “Anche negli Stati Uniti si è ormai affermato un totalitarismo culturale e politico che non ammette repliche e voci fuori dal coro”.

Ma forse la partita non è ancora finita.

https://www.sabinopaciolla.com/hanson-ci-sono-molte-ragioni-per-preoccuparsi-che-qualcosa-in-america-sia-andato-terribilmente-storto/

L’immensa pressione psicologica a favore di Biden sull’opinione pubblica mondiale

Un’accreditata teoria psicologica alla base della manipolazione di massa stabilisce che ‘”una menzogna ripetuta un consistente numero di volte finisce per diventare una verità almeno nell’accezione comune”.

Abbiamo potuto constatarne l’efficacia in occasione delle ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

Prima che si possa far luce sui clamorosi casi di brogli elettorali a favore del candidato democratico, tutte le principali fonti di informazione si sono affrettate ad incoronare Biden presidente.

E’ un’immensa, mondiale pressione psicologica per far accettare al popolo americano il fatto compiuto.

Da parte nostra preferiamo attendere la certificazione ufficiale secondo le norme e l’eventuale verdetto della Corte Suprema.

Ne ha parlato Martin Bürger su LifeSitenews nell’articolo che riportiamo nella nostra traduzione.

Il presidente Trump: “Joe Biden si affretta a posare falsamente come vincitore”.

Biden ha accennato ad ulteriori restrizioni per il COVID-19, dicendo: “Non possiamo riparare l’economia, ripristinare la vitalità, o assaporare i momenti più preziosi della vita … finché non riusciamo a tenerlo sotto controllo”.

WILMINGTON, Delaware, 7 novembre 2020 (LifeSiteNews) – L’ex vicepresidente Joe Biden non ha mai menzionato il contenzioso in corso sul processo di conteggio dei voti durante un discorso che viene considerato dai media come un discorso di “vittoria“. Il Presidente Trump ha reagito alla manifestazione dicendo: “Sappiamo tutti perché Joe Biden si sta affrettando a fingere di essere il vincitore e perché i suoi alleati dei media stanno cercando di aiutarlo: non vogliono che la verità venga rivelata“.

Il semplice fatto è che questa elezione è tutt’altro che finita“, ha aggiunto il Presidente. “Joe Biden non è stato certificato come vincitore di alcuno stato, per non parlare di nessuno degli stati altamente contesi che si sono diretti verso i riconteggi obbligatori, o stati in cui la nostra campagna elettorale ha valide e legittime contestazioni legali che potrebbero determinare il vincitore finale“.

All’inizio di oggi, la maggior parte dei media ha presentato la corsa presidenziale in favore del democratico abortista Joe Biden. Il presidente nel suo messaggio ha menzionato la Pennsylvania, dove “ai nostri osservatori legali non è stato permesso un accesso significativo per assistere al processo di conteggioSono i voti legali a decidere chi è presidente, non i media“.

Nel suo discorso, Biden ha cercato di fare appello agli omosessuali e alle persone che si dichiarano membri del sesso opposto, vantandosi di aver messo insieme “la coalizione più ampia e diversificata della storia“, tra cui “Democratici, repubblicani, indipendenti, progressisti, progressisti, moderati, conservatori, giovani, urbani, suburbani, rurali, gay, etero, transgender, bianchi, latini, asiatici, nativi americani“.

Ha anche annunciato il suo piano di concentrarsi sul COVID-19 nei prossimi mesi prima dell’inaugurazione presidenziale di gennaio. “Lunedì, nominerò un gruppo di scienziati ed esperti di spicco come consulenti di transizione per aiutare a prendere il piano COVID Biden-Harris e a convertirlo in un piano d’azione che inizierà il 20 gennaio 2021“.

Non sono ancora emersi dettagli sugli scienziati che Biden intende nominare la prossima settimana. Si prevede, tuttavia, che i suoi esperti sottolineeranno i mandati di mascheramento e i blocchi, date le critiche di Biden alle politiche di Trump e il sostegno dei Democratici alle misure draconiane.

Non possiamo riparare l’economia, ripristinare la vitalità, o assaporare i momenti più preziosi della vita, abbracciando i nostri nipoti, i nostri figli, o compleanni, matrimoni, lauree, tutti i momenti che contano di più per noi, fino a quando non avremo [il COVID-19] sotto controllo“, ha detto l’ex vice presidente sotto il presidente Barack Obama, accennando a restrizioni più severe di quelle già attuate sotto Trump.

Qual è il nostro mandato“, ha chiesto. “Credo che sia questoGli Americani ci hanno chiesto di mettere in campo le forze della decenza, le forze dell’equità, di mettere in campo le forze della scienza e le forze della speranza nelle grandi battaglie del nostro tempo“.

Biden ha proceduto a elencare diverse di queste “battaglie“, tra cui “la battaglia per assicurare la salute della vostra famiglia” e “la battaglia per salvare il nostro pianeta mettendo il clima sotto controllo“.

Ha poi menzionato una seconda volta la “decenza“, il suo sostegno per l’uccisione di bambini non nati nel grembo materno, nonostante la loro età gestazionale.

Verso la fine del suo discorso Biden ha menzionato il suo defunto figlio Beau, morto a causa di un cancro al cervello nel 2015. In questo contesto, ha citato dall’inno poco profondo della chiesa degli anni Settanta “On Eagle’s Wings” (Sulle ali dell’aquila).

E ora, insieme, sulle ali d’aquila, ci imbarchiamo nell’opera che Dio e la storia ci hanno chiamato a compiere, con il cuore pieno e la mano ferma“, ha detto Biden.

Biden aveva già citato in precedenza la Bibbia, e aveva menzionato più volte la fede.

I sacerdoti cattolici a favore della vita hanno ripetutamente sottolineato che nessun cattolico può votare per Biden.

Il senatore Kamala Harris (D-CA), il candidato di Biden alla vicepresidenza pro-aborto, ha preceduto il suo discorso. Come Biden, non ha mai menzionato i ricorsi in corso contro la campagna di Trump contro il processo di conteggio dei voti in diversi Stati, tra cui Michigan, Wisconsin, Pennsylvania, Nevada e Arizona.

Harris, tuttavia, ha elogiato il processo elettorale, dicendo: “E quando la nostra stessa democrazia era al voto in queste elezioni, l’anima stessa dell’America in gioco, e il mondo che guardava, avete inaugurato un nuovo giorno per l’America“.

Al nostro staff della campagna elettorale e ai volontari, questa straordinaria squadra, grazie per aver portato più persone che mai nel processo democratico e per aver reso possibile questa vittoria“, ha continuato. “Ai lavoratori dei sondaggi e ai funzionari elettorali di tutto il nostro Paese che hanno lavorato instancabilmente per assicurarsi che ogni voto sia contato, la nostra nazione ha un debito di gratitudine nei vostri confrontiAvete protetto l’integrità della nostra democrazia“.

E al popolo americano che costituisce il nostro bel Paese“, ha aggiunto, “grazie per essere risultato in numeri record per far sentire la vostra voce“.

Dopo che la maggior parte dei media aveva previsto che Biden avrebbe vinto la Pennsylvania all’inizio di oggi, hanno iniziato a riferirsi a lui come presidente eletto. Il presidente Donald Trump, tuttavia, ha giurato di continuare a lottare.

Il presidente Trump ha promesso: “Non mi darò pace finché il popolo americano non avrà il voto onesto che merita e che la Democrazia esige“.

E a tal fine, ha detto: “A partire da lunedì, la nostra campagna elettorale inizierà a perseguire il nostro caso in tribunale per garantire che le leggi elettorali siano pienamente rispettate e che il legittimo vincitore si insedi“.

Il popolo americano ha diritto a un’elezione onesta: ciò significa contare tutte le schede legali e non contare quelle illegali. Questo è l’unico modo per garantire che il pubblico abbia piena fiducia nella nostra elezione, ha aggiunto.

Rimane scioccante che la campagna di Biden si rifiuti di accettare questo principio di base e voglia che le schede vengano contate anche se fraudolente, prodotte, o lanciate da elettori non eleggibili o deceduti“. Solo un partito impegnato in un illecito terrebbe illegalmente gli osservatori fuori dalla sala di conteggio – e poi combatterebbe in tribunale per bloccare il loro accesso“.

Aiuta a fermare la frode elettorale: La Campagna Trump ha creato “Defend Your Ballot” (Difendi il tuo voto) per segnalare problemi elettorali. Segnalate i brogli qui o chiamate il numero 888-630-1776. Anche il progetto Veritas accetta suggerimenti per le frodi elettorali qui. L’FBI dice di segnalare i casi sospetti di frode o soppressione di elettori all’ufficio locale dell’FBI  o su tips.fbi.gov.

Di Wanda Massa

Ordine e disordine - Danilo Quinto - 9 novembre 2020

Dovunque si porga lo sguardo, quel che colpisce è il disordine.

Al di là dell'oceano, le televisioni prima tolgono la parola al Presidente uscente che parla di "frode elettorale", poi decretano il vincitore della campagna elettorale per le presidenziali, mentre gli Stati non hanno ancora decretato nulla e Donald Trump annuncia azioni legali e il ricorso alla Corte Suprema. Fonti giornalistiche svelano che la CIA Homeland Security la lanciato la più grande operazione di verifica elettorale e sembra che Trump e il suo staff avessero fatto inserire nelle schede elettorali una "filigrana invisibile"; la Guardia Nazionale sarebbe stata schierata in 12 Stati (Alabama, Arizona, Pennsylvania, Colorado, Texas, Wisconsin, Tennessee, Washington, Virginia, Delaware, Illinois e Kentucky) per leggere le schede con apparecchiature a "infrarossi" e verificare la validità del voto. Nelle strade delle città si confrontano opposte fazioni, anche armate. Del resto, nel maggio 2020, "prove generali" di rivolte e manifestazioni violente dal connotato "antirazzista", convocate dal movimento Black Lives Matter, dopo la morte dell'afro-americano George Floyd, si sono estese per tutta l'America (Minneapolis, Los Angeles, New York, Detroit, Atlanta, Portland, Richmond, Oakland, San Jose), fino ad essere emulate in Europa. Gli interessi in gioco sono enormi. Abbattere Trump non significa abbattere il populismo, come spera la nomenclatura comunista nostrana. Significa abbattere chi ha negato i finanziamenti alla più grande organizzazione abortista del mondo, "Planned Parentood"; chi si è schierato contro l'ideologia ambientalista e la conversione su questo "altare" mistificatorio delle economie mondiali; chi ha saputo porre una diga all'avanzata cinese nel mondo; chi ha evitato agli Stati Uniti di aprire nuovi scenari di guerra ed ha contenuto la loro presenza sui "teatri" esistenti, lanciando una politica di pacificazione nel Medio Oriente; chi ha fortemente rilanciato l'economia americana; chi rappresenta l'unico baluardo al "deep state", a cui sono iscritte le "famiglie" che contano di tutto il mondo.

Sulla Russia, rimasta unico baluardo della cristianità, aleggiano notizie sulla salute di Putin (create ad arte in queste ore?), che - si dice - sarebbe affetto da parkinson e pronto alle dimissioni. L'estromissione dalla scena politica del leader russo, rappresenterebbe un'altra vittoria di coloro che si sono coalizzati per un "grande reset" mondialista e globalista.

La Cina - dopo aver occultato per mesi la diffusione del virus, non ricevendo nessun tipo di ammonimento da parte della comunità internazionale e incassando il rinnovo dell'accordo con il Vaticano, che preferisce riconoscere la Chiesa di Stato ripudiando la Chiesa martire - è l’unica grande economia prevista con segno positivo a fine anno, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, rastrella in modo forsennato i beni di mercato degli altri Paesi e con l'eventuale vittoria di Biden si appresta ad avere un complice, più che un avversario.

In base alle stime delle organizzazioni che si occupano di sicurezza alimentare, 270.000.000 di persone (con un aumento dell'80% rispetto al passato) rischiano la carestia; sono 7 i Paesi più colpiti: Yemen, Nigeria, Burkina Faso, Sud Sudan, Afghanistan e Repubblica Democratica del Congo.

Di qua dall'oceano, mentre il "sultano" turco spadroneggia nell'area geopolitica che domina, consapevole del fatto che i milioni di mussulmani presenti nei territori europei si riproduco al ritmo di 3-4 volte rispetto agli occidentali, l'Europa promette agli Stati denaro che non arriverà e che se arriverà - tra qualche anno - sarà erogato sotto forma di prestito, aumentando il debito e provocando il default economico, che li annienterà e perde definitivamente la sua connotazione cristiana, promulgando leggi pagane, che sfidano Dio e se un Parlamento ancora ancorato agli insegnamenti di Dio - come quello polacco – si permette di proclamare che l'aborto è un omicidio, vengono organizzate, sobillate e finanziate le masse per costruire i prodromi della guerra civile.

Nel nostro povero Paese, mentre l'intera sinistra e il Governo - con l'aggiunta del leghista Giorgetti e di Silvio Berlusconi, che per l'occasione apre per «uno sforzo comune con la maggioranza» - attestano di vover essere una "colonia americana" (di quell'America dei Clinton e degli Obama, dei Rockfeller e dei Rotschild, dei Soros e dei Gates, di quell'America "liberal" che vuole il Nuovo Ordine Mondiale), inneggiano a Joe Biden («Mi abbraccio da solo», scrive da Bruxelles, Paolo Gentiloni; «Siamo pronti a lavorare con il presidente eletto», si affanna a dire Conte, dimenticando l'inopinato omaggio che gli aveva reso Trump in occasione del suo secondo mandato; «una nuova stagione di speranza e di dialogo non solo per l'America, ma per tutto il mondo», dichiara Zingaretti; «Joe ama l'Italia ed è il migliore Presidente per noi europei», gongola Rutelli), gli italiani sono alle prese con un Governo che giustifica la sua esistenza non su un voto popolare - non sia mai! - ma sulla paura, che è alimentata da un'informazione a senso unico e dall'inettitudine di chi dovrebbe contrastarla con misure adeguate; con l'approvazione di leggi come il ddl Zan, che vogliono seppellire residui di libertà di pensiero e di parola e preludono a leggi ancora più arbitrarie, come l'utero in affitto; con l'ascolto di dati che non vengono scientificamente spiegati nella loro verità; con piani e verbali di pareri e riunioni che rimangono segreti; con un elenco lunghissimo di inerzie, che vengono occultate alla pubblica opinione, di chi detiene ancora, per mandato governativo, la responsabilità di organizzare la sicurezza dei cittadini relativamente all'emergenza epidemologica; con le mancate protezioni delle persone più fragili e che più facilmente contraggono la malattia - gli anziani, che il governatore della Liguria classifica come "non partecipanti al rilancio del sistema produttivo del Paese - "detenute" nelle RSA, che sono tutte strutture ad altissimo rischio o costrette a rimanere da sole a casa, senza alcun tipo di assistenza organizzata; con le code chilometriche delle macchine ai pronto-soccorsi per effettuare i tamponi o delle ambulanze che trasportano malati che potrebbero per la maggior parte essere curati a terra, se esistesse una medicina del territorio; con i divieti delle zone colorate; con il coprifuoco serale e notturno; con le multe e gli arresti; con i DPCM, che da atti amministrativi si trasformano in strumenti di coercizione sociale; con le visite mediche nelle macchine, perchè in città come Napoli negli ospedali non c'è più posto; con un lockdown totale che con ogni probabilità coprirà l'intero inverno, compreso Natale; con gli scienziati accreditati dal potere che ripongono la loro fiducia nel vaccino e gli altri - quelli liberi dal potere - che sono convinti che il vaccino non potrà fare nulla e che il virus (prodotto di laboratorio, di cui nessuno sa nulla) durerà per almeno altri due anni; con i 200 suicidi e tentativi di suicidio dall’inizio delle politiche di isolamento domiciliare (banca dati Fondazione BRF, Osservatorio suicidi Covid-19); con le oltre 90.000 aziende chiuse (dati Confcommercio); con i "nuovi poveri", che nel periodo maggio-settembre 2020, confrontato con gli stessi mesi del 2019, sono aumentati dal 31% al 45% (Rapporto Caritas); con i dati diffusi nel mese di ottobre 2020 dal Tribunale dei diritti del malato, in base ai quali dall'inizio dell'epidemia sono state sospese o sono saltate quasi 18.000.000 prestazioni nel settore pubblico: 13.000.000 di visite specialistiche, 300.000 ricoveri, 500.000 interventi chirurgici e 4.000.000 screening oncologici; con i migranti che continuano a riempire le nostre città (sono stati 29.952 dall'1 gennaio al 6 novembre 2020, contro i 9.944 del 2019 - dati del Ministero degli Interni) e con il terrorismo islamico che semina morti in tutt'Europa; con una Chiesa che invita a rispettare gli "ordini ricevuti"; che con le dichiarazioni ed interviste, con le Encicliche e le omelie di chi siede sulla Cattedra di Pietro, contraddice la Parola e gli insegnamenti di Cristo; non conferma i fratelli nella fede; non chiede la conversione dei peccatori; indica come unico obiettivo (orizzontale) la fratellanza universale tra gli uomini, al pari della Massoneria, dice di voler combattere la corruzione nominando e circondandosi di uomini che poi vengono travolti dagli scandali; rinnova il Collegio dei Cardinali con membri che rispondano al suo "pensiero liquido", che ha l'intento - palese - di provocare uno scisma.

Il diavolo (l'insieme dei Potentati delle Tenebre, che dal loro luogo si sono trasferiti tutti sulla Terra) che è il "Re" del disordine, ha ansia di dimostrare che gli rimane poco tempo. Deve distruggere e "inghiottire" in fretta. Tutto. Persone e cose. La confusione e l'ambiguità sono le sue armi predilette. La sua azione incalza, instancabile e i fedeli a Cristo sembrano smarriti.

La loro consolazione sta proprio nelle parole del Cristo. All'«abominio della desolazione» (Mt 24, 15) - che è quello che la generazione dei figli di Dio sta vivendo, intendendo per "generazione" non quella dei tempi del Cristo, ma quella di tutti coloro, morti e viventi, che sono nella Sua sequela, che sono credenti - seguirà «una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, nè mai più ci sarà» (Mt 24, 21). Saranno gli eletti - dice Cristo, Mt 24, 22 - ad abbreviare quei giorni di tribolazione: materiale (terremoti, carestie, guerre ...) e spirituale (falsi profeti, eresie, dottrine fuorvianti ...). Se questo non accedesse, nessun vivente si salverebbe. Cristo si riferisce a due aspetti della salvezza: quella fisica (nessuno sfuggirebbe alla morte se Dio, grazie alla Sua Misericordia, sollecitata dagli eletti, non abbreviasse il tempo della tribolazione) e quella eterna (la prova sarà così dura che Dio dovrà accorciarne il tempo perchè gli eletti non siano vinti dalla tentazione e possano salvarsi).

Tutto ciò prelude alla seconda «venuta del Figlio dell'Uomo» (Mt 27, 27). Abbiamo la certezza che questo avverrà: «Ecco, io ve l'ho predetto» (Mt 24, 25), dice Cristo. Questa è l'unica consolazione di coloro che si sentono smarriti. Allora, «Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi»: sembra essere un proverbio semitico, che stava ad indicare la celerità con cui gli uccelli rapaci muovono verso la loro preda. Cristo sembra voglia dire che alla Sua seconda venuta si raduneranno attorno a Lui buoni e cattivi, vivi e defunti: tutti gli uomini muoveranno irresistibilmente intorno a Cristo trionfante, chi attratto dall'amore, chi costretto dalla giustizia. San Paolo, scrive: «Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell’ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti. Sulla parola del Signore infatti vi diciamo questo: noi, che viviamo e che saremo ancora in vita alla venuta del Signore, non avremo alcuna precedenza su quelli che sono morti. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, che viviamo e che saremo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro al Signore in alto, e così per sempre saremo con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste parole» (1 Ts. 4, 13-17).

Sarà grandioso quel giorno successivo ai giorni della tribolazione: «Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte. Allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo; e allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria. E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba per riunire i suoi eletti dai quattro venti, da un capo all'altro dei cieli».

Sarà il «segno del Figlio dell'uomo», la Croce gloriosa di Cristo che risplenderà al pari del sole, a ricreare l'ordine, l'armonia, la bellezza. Con tutta la prudenza possibile e con la speranza che Nostro Padre che è nei Cieli non possa consentire a lungo il dominio del mondo da parte del maestro del disordine, pensiamo che quel giorno di liberazione e di vittoria sul Male, possa essere molto vicino.
https://gloria.tv/post/KQQ46XTP9KzD3dcPKu6zJQBhi

Più forti voi... ma non ci arrenderemo


Da molti anni si registra da parte di molti buoni cattolici una fuga dalla discussione pubblica. Questa fuga esprime un sentimento di impotenza nei confronti di un sistema sempre intento a dispiegare le proprie forze, chiudendo tutti gli spazi del pensiero e imponendo un immaginario di massa unificato.
La sconfitta di Donald Trump negli Stati Uniti ci impone un doveroso risveglio, dopo quattro anni in cui sembrava che il Presidente stesse in qualche modo arginando l'ondata progressista che si propone di ribaltare definitivamente gli usi e i costumi dell'Occidente. Biden in pochi giorni smonterà pezzo per pezzo ciò che Trump ha provato a fare nei suoi, apparentemente, pazzi anni di mandato. 
Il nuovo presidente porterà avanti tutte le guerre di "esportazione della democrazia" che il predecessore ha abbandonato e, sotto il malefico influsso della sua vice, concluderà il processo di definizione delle leggi abortiste e omosessualiste più spinte.
A poco servirà un Senato a maggioranza repubblicana, il GOP è già per metà connivente con i liberal. La Corte Suprema anch'essa cosa potrà fare? Tenere duro, con la consapevolezza che ormai il sistema statunitense abbia gettato completamente la maschera. 
Non si tratta della democrazia più grande del mondo, ma della truffa più grande del mondo. Le elezioni sono state completamente stravolte e rubate, apertamente, sotto gli occhi di tutti. Ci metteranno poco a neutralizzare anche i giudici non condiscendenti.
Che dire? La battaglia va avanti più di prima, consapevoli che adesso c'è un riferimento in meno e che abbiamo di fronte un leviatano sempre più sfrontato e potente.

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