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venerdì 4 giugno 2021

Retro Marx..uno, due, cento..?

Il Cardinale Reinhard Marx si dimette. Decisione legata alla co-responsabilità per la gestione degli abusi sessuali nella Chiesa Cattolica Romana in Germania


L’Arcivescovo metropolita di München und Freising, il Cardinale Reinhard Marx – che compirà 68 anni a settembre – ha presentato al Papa le sue dimissioni. Lo si apprende dal sito ufficiale dell’Arcidiocesi. La Chiesa Cattolica Roma è arrivata «a un punto morto», si legge nel Comunicato ufficiale dello stesso porporato. Con questa decisione, Marx vuole allo stesso tempo assumere «la responsabilità congiunta» per la «catastrofe degli abusi sessuali» da parte di funzionari della Chiesa Cattolica Romana in Germania. Il 13 aprile 2013 Papa Francesco lo ha nominato membro del Consiglio dei cardinali, chiamati a consigliarlo nel governo della Chiesa universale e a studiare un progetto di revisione della Curia romana. È stato Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca (dal 2014 al 2020). Dal 2014 è Coordinatore del Consiglio per l’Economia della Santa Sede.

“La richiesta relativa alle dimissioni è una mia decisione personale. Con tale richiesta vorrei sottolineare che sono pronto ad assumermi anche personalmente la responsabilità, non soltanto per gli errori personali, ma per l’Istituzione Chiesa la quale ho contribuito a formare e plasmare per decenni. Questo passo non è facile per me. Spero di poter continuare a lavorare anche in futuro per la Chiesa. Il mio servizio per questa Chiesa e per le persone non termina qui. Tuttavia, per il bene di un nuovo e necessario inizio voglio assumermi la corresponsabilità per il passato. Credo che il punto morto, in cui ci troviamo attualmente, possa diventare un punto di svolta“, ha scritto l’Arcivescovo metropolita di München und Freising.

Comunicato stampa dell’Arcidiocesi di München und Freising
[nostra traduzione italiana dal tedesco]


Il Cardinale Marx offre a Papa Francesco le dimissioni dall’incarico
Lettera al Santo Padre del 21 maggio e Dichiarazione personale
ATTENZIONE: Dichiarazione stampa dell’Arcivescovo di Monaco e Frisinga alle 14.00!
Monaco, 4 giugno 2021. Il Cardinale Reinhard Marx ha chiesto a Papa Francesco di accettare le sue dimissioni dall’ufficio di Arcivescovo di Monaco e Frisinga e di decidere sul suo ulteriore utilizzo. In una lettera del 21 maggio al Santo Padre, il porporato ha spiegato le ragioni di questo passo e Papa Francesco ha informato il Cardinale Marx che questa lettera poteva ora essere pubblicata e che il cardinale avrebbe continuato il suo servizio episcopale fino a quando non fosse stata presa una decisione. Il testo della lettera e una dichiarazione personale del Cardinale vengono pubblicati integralmente con il presente comunicato.
“In sostanza, per me si tratta di condividere la responsabilità per la catastrofe degli abusi sessuali da parte dei funzionari della chiesa negli ultimi decenni”, ha scritto Marx al Papa. Gli esami e le relazioni degli ultimi dieci anni hanno costantemente mostrato per lui che c’erano stati “molti fallimenti personali ed errori amministrativi”, ma “anche fallimenti istituzionali o sistemici”. Le recenti discussioni hanno mostrato “che alcuni nella Chiesa non vogliono riconoscere questo elemento di corresponsabilità e quindi di complicità dell’istituzione e si oppongono quindi a qualsiasi dialogo di riforma e rinnovamento in relazione alla crisi degli abusi”. Marx ha chiaramente respinto questa posizione. Deve invece continuare il “Sentiero sinodale” iniziato in Germania, fortemente sostenuto da Marx.
La Chiesa Cattolica Romana in Germania era giunta a un “punto morto”. Con le sue dimissioni dall’ufficio si potrebbe porre un segno personale per nuovi inizi, per un nuovo risveglio della Chiesa. “Voglio mostrare che il focus non è sul ministero, ma sulla missione del Vangelo”.
Nella sua dichiarazione personale, Marx ha annunciato di aver più volte pensato di dimettersi dall’incarico negli ultimi mesi. “Gli eventi e le polemiche e discussioni delle ultime settimane hanno avuto un ruolo del tutto secondario”. La sua richiesta di accettare le dimissioni dall’incarico è una decisione molto personale. “Vorrei sottolineare che sono pronto ad assumermi anche personalmente la responsabilità, non soltanto per gli errori personali, ma per l’Istituzione Chiesa la quale ho contribuito a formare e plasmare per decenni”.
Il Cardinale Marx sta attualmente rilasciando una breve dichiarazione sull’argomento per registrazioni di immagini e suoni in una conferenza stampa. I rappresentanti dei media sono invitati a una
Dichiarazione stampa
venerdì 4 giugno, alle 14.00
nella casa episcopale,
Kardinal-Faulhaber-Strasse 7, Monaco di Baviera.

Reinhard Card. Marx, Arcivescovo di Monaco e Frisinga:
Dichiarazione sulla lettera del 21/05 2021


In data 21/05 2021 ho pregato il Santo Padre di accettare le mie dimissioni da arcivescovo di Monaco e Frisinga e confermato la mia disponibilità nelle sue decisioni. Il Papa Francesco mi ha ora comunicato, che questa lettera potrà essere pubblicata, e che potrò continuare a svolgere il mio servizio in qualità di arcivescovo finché il Santo Padre non avrà preso una decisione in merito.
Nel corso degli ultimi mesi ho riflettuto ripetutamente alle eventuali dimissioni, mi sono interrogato e nella preghiera ho cercato di trovare nel dialogo spirituale, attraverso „il discernimento spirituale“, la giusta decisione da prendere. In questo gli eventi e le polemiche e discussioni delle ultime settimane hanno avuto un ruolo del tutto secondario.
Negli ultimi anni mi sono state poste ripetutamente delle domande che mi hanno sempre accompagnato e tormentato. Un giornalista americano durante una conversazione riguardante la crisi degli abusi sessuali all’interno della Chiesa mi chiese: „Eminence, did this change your faith?“ E io risposi: „Yes!“ In seguito mi divenne più chiaro ciò che avevo detto. La crisi non riguarda unicamente l’ambito di un miglioramento necessario dell’amministrazione – indubbiamente anche questo – ma ancor più si tratta di una forma rinnovata della Chiesa e di vivere e proclamare la fede in un modo nuovo. Ed io mi sono posto la domanda: Cosa significa questo per te personalmente?
L’altra domanda mi venne posta, tra l’altro, nella conferenza stampa della Conferenza Episcopale Tedesca dopo la presentazione dello studio MHG nel settembre 2018: se, alla luce della presentazione dello studio qualche vescovo si fosse assunto la responsabilità e avesse annunciato le proprie dimissioni. A questa domanda ho risposto con un „no“. Anche in questo caso ho avvertito, in seguito, sempre più che questa domanda non può essere semplicemente liquidata.
I processi di rielaborazione richiesti e avviati nelle diverse diocesi a seguito dello studio MHG e successivamente in base ai protocolli d’intensa tra la Conferenza Episcopale Tedesca e l’incaricato indipendente in materia di abusi sessuali sui minori (UBSKM). L’esame dei fascicoli e le indagini in merito a possibili errori ed omissioni avvenuti in passato, così come l’individuazione dei singoli responsabili sono elementi irrinunciabili per l’elaborazione, ma non comprendono l’intero ambito del rinnovamento globale. Le indagini e le perizie finora disponibili hanno costantemente evidenziato che si tratta sia di ragioni „sistemiche“ che di rischi strutturali, i quali devono essere affrontati. Entrambi gli aspetti vanno considerati insieme. Per tale ragione mi sono impegnato nel progetto della via sinodale che riprende e approfondisce teologicamente anche i punti evidenziati dallo studio MHG. Questo percorso deve continuare!
Tuttavia, le domande summenzionate restano. Sono un prete da 42 anni e vescovo da quasi 25 anni, quasi 20 dei quali sono stato Ordinario di una grande diocesi ed è ovvio per me che affronterò miei eventuali errori ed omissioni in casi individuali da verificare concretamente durante il mio mandato, casi che poi dovranno essere esaminati e valutati secondo criteri oggettivi. Tuttavia – così la penso io – non può bastare l’assunzione di responsabilità limitata soltanto alla verifica di errori legati al Diritto Canonico e a degli errori amministrativi e a delle omissioni emersi dai fascicoli. In quanto vescovo ho una „responsabilità istituzionale“ per tutte le azioni della Chiesa, anche per i suoi problemi istituzionali e per il suo fallimento in passato.
E non ho io stesso contribuito, attraverso il mio comportamento a promuovere delle forme negative di clericalismo e la falsa preoccupazione per la reputazione dell’Istituzione Chiesa?
Ma soprattutto: Lo sguardo sulle vittime di abuso sessuale è sempre stato davvero il Leitmotiv centrale? È soltanto dal 2002 e, in maniera più coerente dal 2010 che abbiamo adottato questo orientamento e sono accadute molte cose, ma non siamo ancora neanche lontanamente giunti all’obiettivo. Pertanto, la creazione della fondazione „Spes et Salus“ deve essere vista in questo contesto e la stessa dovrà contribuire a mettere al centro le preoccupazioni e i bisogni delle vittime.
Con preoccupazione vedo che negli ultimi mesi si nota una tendenza ad escludere le cause sistemiche e i rischi oppure, diciamolo pure, quelle che sono le questioni teologiche fondamentali e ridurre l’elaborazione ad un semplice miglioramento dell’amministrazione.
La richiesta relativa alle dimissioni è una mia decisione personale. Con tale richiesta vorrei sottolineare che sono pronto ad assumermi anche personalmente la responsabilità, non soltanto per gli errori personali, ma per l’Istituzione Chiesa la quale ho contribuito a formare e plasmare per decenni. Recentemente è stato affermato: „l’elaborazione deve far male“. Questo passo non è facile per me. Mi piace essere prete e vescovo e spero di poter continuare a lavorare anche in futuro per la Chiesa. Il mio servizio per questa Chiesa e per le persone non termina qui. Tuttavia, per il bene di un nuovo e necessario inizio voglio assumermi la corresponsabilità per il passato.
Credo che il „punto morto“, in cui ci troviamo attualmente, possa diventare un „punto di svolta“.
È questa la mia speranza pasquale e questo è ciò per cui pregherò e lavorerò.

La lettera delle dimissioni

21 maggio 2021
A Sua Santità
Papa Francesco
riservata e personale
Santo Padre,
indubbiamente la Chiesa in Germania sta attraversando dei momenti di crisi. Certamente vi sono molti motivi – anche oltre la Germania in tutto il mondo – che qui non ritengo dover elencare dettagliatamente. Tuttavia, la crisi viene causata anche dal nostro personale fallimento, per colpa nostra. Questo mi appare sempre più nitidamente rivolgendo lo sguardo sulla Chiesa cattolica in generale e ciò non soltanto oggi, ma anche in riferimento ai decenni passati. Mi pare – e questa è la mia impressione – di essere giunti ad un „punto morto“ che, però, potrebbe diventare anche un punto di svolta secondo la mia speranza pasquale. La „fede pasquale“ vale anche per noi vescovi nella nostra cura pastorale: Chi vuole vincere la sua vita, la perderà; chi la perderà, la vincerà!
Sin dallo scorso anno sto riflettendo sul suo significato per me personalmente e – incoraggiato dal periodo pasquale – sono giunto alla conclusione di pregarLa di accettare la mia rinuncia all’ufficio di arcivescovo di Monaco e Frisinga.
Sostanzialmente per me si tratta di assumersi la corresponsabilità relativa alla catastrofe dell’abuso sessuale perpetrato dai rappresentanti della Chiesa negli ultimi decenni. Le indagini e le perizie degli ultimi dieci anni mi dimostrano costantemente che ci sono sati sia dei fallimenti a livello personale che errori amministrativi, ma anche un fallimento istituzionale e „sistematico“. Le polemiche e discussioni più recenti hanno dimostrato che alcuni rappresentanti della Chiesa non vogliono accettare questa corresponsabilità e pertanto anche la co-colpa dell’Istituzione. Di conseguenza rifiutano qualsiasi tipo di riforma e innovazione per quanto riguarda la crisi legata all’abuso sessuale.
Io la vedo decisamente in modo diverso. Due sono gli elementi che non si possono perdere di vista: errori personali e fallimento istituzionale che richiedono cambiamenti e una riforma della Chiesa. Un punto di svolta per uscire da questa crisi può essere, secondo me, unicamente quella della „via sinodale“, una via che davvero permette il „discernimento degli spiriti“, così come Lei ha sempre sottolineato e scritto nella Sua lettera alla Chiesa in Germania.
Sono un prete da quarantadue anni e vescovo da quasi venticinque anni, venti dei quali sono stato Ordinario di una grande diocesi. Avverto con dolore quanto sia scemata la stima nei confronti dei vescovi nella percezione ecclesiastica e secolare, anzi, probabilmente essa ha raggiunto il suo punto più basso. Per assumersi della responsabilità, secondo il mio punto di vista, non è sufficiente reagire soltanto nel momento in cui si riesce ad individuare, sulla base degli atti, chi sono i singoli responsabili e quali i loro errori ed omissioni. Si tratta, invece, di chiarire che noi in quanto vescovi vediamo la Chiesa come un suo insieme.
Inoltro non è possibile relegare le rimostranze semplicemente al passato e ai funzionari di allora e in tal modo „seppellirle“. Personalmente avverto la mia colpa e la corresponsabilità anche attraverso il silenzio, le omissioni e al troppo peso dato al prestigio dell’Istituzione. Soltanto dopo il 2002 e, successivamente, in modo più intenso dal 2010 sono emersi i responsabili degli abusi sessuali. Tuttavia, questo cambiamento di prospettiva non è ancora giunto al suo compimento. La trascuratezza e il disinteresse per le vittime è stata certamente la nostra più grande colpa in passato.
A seguito del progetto scientifico (studio MHG) sull’abuso sessuale sui minori commissionato dalla Conferenza Episcopale Tedesca nel duomo di Monaco ho affermato che abbiamo fallito, ma chi è questo „noi“? Certamente vi faccio parte anch’io. E questo significa che devo trarre delle conseguenze personali. Questo mi è sempre più chiaro.
Credo che una possibilità per esprimere la mia disponibilità ad assumermi delle responsabilità sia quella delle mie dimissioni. In tal modo probabilmente potrò porre un segnale personale per nuovi inizi, per una nuova ripartenza della Chiesa e non soltanto in Germania. Voglio dimostrare che non è l’incarico ad essere in primo piano, ma la missione del Vangelo. Anche questo fa parte della cura pastorale.
Pertanto, La prego vivamente di accettare le mie dimissioni.
Continuerò con piacere ad essere prete e vescovo di questa Chiesa e continuerò ad impegnarmi a livello pastorale sempre e comunque Io riterrà sensato ed opportuno. Vorrei dedicare gli anni futuri del mio servizio in maniera più intensa alla cura pastorale e impegnarmi per un rinnovamento spirituale della Chiesa, così come Lei instancabilmente ammonisce.
Oboedientia et Pax
e oremus pro invicem
Il Suo obbediente
Reinhard Card. Marx
Arcivescovo di Monaco e Frisinga


4 Giugno 2021
   Blog dell'EditoreIn evidenza

di Vik van Brantegem

http://www.korazym.org/61974/il-cardinale-reinhard-marx-si-dimette-decisione-legata-alla-co-responsabilita-per-la-gestione-degli-abusi-sessuali-nella-chiesa-cattolica-romana-in-germania/

Le Dimissioni del card. Marx. Un Colpo di Teatro Eccezionale. L’Opinione di Porfiri.

4 Giugno 2021 Pubblicato da  3 Commenti 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, le dimissioni del cardinale Reinhard Marx da arcivescovo della diocesi di Monaco di Baviera costituiscono un fatto certamente sorprendente. E come è naturale monopolizzano l’attenzione dei media. Quali siano le ragioni di questa mossa, al di là di quelle enunciate dal porporato, è difficile dire, anche se si possono fare parecchie ipotesi. Fra l’altro il card. Marx è – insieme al card. Maradiaga – uno dei principali consiglieri e ispiratori del Pontefice regnante. A botta calda, vi offriamo un commento di Aurelio Porfiri. Buon ascolto e buona lettura.



https://www.marcotosatti.com/2021/06/04/le-dimissioni-del-card-marx-un-colpo-di-teatro-eccezionale-lopinione-di-porfiri/

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