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lunedì 25 febbraio 2013

Sanità cattolica, lo scacco di Bertone


VERSO IL CONCLAVE

Con Versaldi all'Idi, il segretario di Stato ha piazzato i suoi fedelissimi nelle strutture mediche del Vaticano.


Al di là delle recenti e pesanti ombre gettate sul Vaticano, non ultima la presunta lobby gay respinta al mittente dal portavoce d'Oltretevere padre Federico Lombardi, sono altri i fatti che stanno facendo presumere che l'improvvisa rinuncia di Benedetto XVI abbia generato un'accelerata delle decisioni. Che erano già maturate con una strana celerità.
Si sa che la Congregazione dei figli dell'immacolata concezione con la gestione dell'ospedale Idi a Roma pare aver ricreato una tempesta perfetta pari a quella dell'ospedale San Raffaele di Milano.

VERSALDI A CAPO DELL'IDI. È da mesi che la stampa evidenzia la pesante situazione economica venutasi a creare per la gestione della celebre struttura sanitaria romana. Quello che sorprende è che il papa abbia deciso di commissariare l'ente - senza oneri per il Vaticano - il 18 febbraio, ponendovi al vertice il cardinal Giuseppe Versaldi, non certo un ecclesiastico qualunque.
Versaldi è infatti il presidente della prefettura degli Affari economici del Vaticano, uomo legatissimo al cardinal Tarcisio Bertone, Segretario di Stato della Santa sede, sin dai tempi della sua presenza a Vercelli in qualità di arcivescovo.

Dalla diocesi di Alessandria agli Affari economici del Vaticano

L'attuale numero uno dell'Idi, in occasione dell'ultimo cambio alla guida della diocesi di Torino che vide giungere il cardinal Cesare Nosiglia, era stato indicato come l'uomo forte sostenuto proprio da Bertone.
Versaldi allora guidava la diocesi di Alessandria. Dopo pochi mesi, però, arrivò il trasloco in Vaticano per la chiamata alla guida della prefettura degli Affari economici e la nomina a cardinale.
SCELTO COME ELETTORE. La decisione era arrivata nel penultimo Concistoro guidato da Benedetto XVI (18 febbraio 2012), quello più contestato perché vennero chiamati alla berretta molti italiani - e non solo - vicini a Bertone e furono lasciati fuori figure come il giovane arcivescovo di Manila Luis Antonio Tangle (è indicato tra i più probabili successori di Ratzinger) che invece ricevettero il riconoscimento solo a novembre 2012, quando vennero elevati solo vescovi stranieri.
MOSSE IN VISTA DEL CONCLAVE. Le decisioni di quel Concistoro, però, apparvero strane, quasi a identificare la volontà del pontefice di procedere con un riequilibrio del Collegio cardinalizio in ottica del Conclave sia per ridurre il peso degli italiani e della Curia romana sia per dare autentico riconoscimento ai rapporti di forza della Chiesa nel mondo.
Versaldi venne chiamato, unico italiano, a indagare sulla reale situazione dei Legionari di Cristo e sulla controversa figura del Fondatore, Marcial Maciel. Un incarico di grande fiducia avuto sempre dalla segreteria di Stato.

Sui conti dell'Idi, indagano Iannone e Profiti

La situazione dell'Idi è autenticamente drammatica visto che i dipendenti non ricevono lo stipendio da sette mesi. Lo stesso Versaldi ha indicato che la Santa sede si è attivata a seguito di reiterati inviti a intervenire.
Per la gestione ordinaria il presule ha nominato come suoi vicegerenti monsignor Filippo Iannone, vicegerente di Roma e il laico Giuseppe Profiti. Ma è proprio quest'ultimo ad aver riacceso le attenzioni; egli infatti è attualmente al vertice dell'ospedale Bambin Gesù di Roma, struttura di proprietà del Vaticano.
LE DIFFICOLTÀ DEL GEMELLI. Nel giugno 2012 L'Espresso pubblicò una precisa analisi sulla situazione economica delle strutture ospedaliere cattoliche italiane.
Il settimanale riferì che il 17 maggio 2012 Profiti fece pervenire, a seguito di richiesta, una particolare nota a Bertone in cui evidenziava la pesante situazione economica del Policlinico Gemelli, di proprietà dell'Università Cattolica che fa capo all'Istituto Toniolo.
LO SCONTRO SUL TONIOLO. Come si ricorderà quest'ultimo fu al centro nel marzo 2011 di uno scontro tra l'allora arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi - il quale era allo stesso tempo anche presidente del Toniolo - e il segretario di Stato vaticano.
Bertone inviò infatti una missiva in cui indicava al presule ambrosiano di farsi da parte, di non prendere ulteriori iniziative e che questa decisione rispondeva ai voleri del papa.
Tettamanzi si rivolse direttamente a Benedetto XVI il quale non solo gli riconfermò la fiducia, ma concordò che la questione sarebbe stata affrontata con l'arrivo del sostituto dello stesso Tettamanzi a Milano, l'allora patriarca a Venezia Angelo Scola che non a caso prese il posto del suo predecessore anche alla testa dell'Istituto Toniolo.
UOMO DI FIDUCIA DI BERTONE. Profiti è stato anche l'uomo che ha guidato il San Raffaele dopo don Luigi Verzè nel periodo di coinvolgimento diretto del Vaticano per cercare di far uscire la struttura d'eccellenza dalla gravissima crisi finanziaria provocata dalla precedente gestione.
È l'uomo di fiducia in ambito sanitario di Bertone sin da quando quest'ultimo era arcivescovo di Genova e il manager era ai vertici dell'ospedale Galliera che per statuto prevede la presidenza per il numero uno pro tempore della diocesi della Lanterna.

Un altro uomo del segretario di Stato a San Giovanni Rotondo

Un altro uomo di fiducia siede ai vertici della Casa sollievo della sofferenza voluta da padre Pio a San Giovanni Rotondo. In questo caso si tratta di Domenico Crupi, vicepresidente e direttore generale dell'ente che il 26 gennaio ha seccamente smentito le voci di crac della struttura d'eccellenza pugliese che giravano da giorni.
Prima di giungere a San Giovanni Rotondo, Crupi ha operato al Galliera negli anni in cui era operativo proprio Profiti con Bertone a capo della Diocesi.
UN POLO UNICO DELLA SANITÀ. È vero che il Vaticano stesso ha indicato che non può essere coinvolto nel risanamento dell'Idi, ma per qualcuno, vista la situazione generale non certo ottima per le strutture sanitarie cattoliche d'eccellenza, sembra riapparire all'orizzonte come un'ombra quel disegno al tempo attribuito a Bertone di creare un polo unico della sanità cattolica che doveva prendere avvio riunendo San Raffaele, Policlinico Gemelli e Casa sollievo della sofferenza.
Progetto che aveva provocato più di un dubbio e alimentato polemiche negli episcopati stranieri rispetto all'intervento di salvataggio del San Raffaele, struttura non propriamente cattolica sia per gli ambiti di ricerca condotta sia per gli insegnanti dell'Università non tutti in linea con i dettami della Chiesa.
IL CAMBIO COL NUOVO PAPA. Probabilmente è però solo una lettura non corretta. Quello che è certo è che con l'elezione del prossimo pontefice il primo cambio atteso è proprio alla guida della segreteria di Stato.
Bertone ha infatti un'età avanzata rispetto ai 75 anni canonici che portano alle dimissioni ed è stato riconfermato due volte da Joseph Ratzinger a fronte di sue rinunce in quanto la nomina è strettamente legata alla fiducia ad personam del papa rivolta al suo più stretto collaboratore. Ma ora il quadro si avvia decisamente a cambiare.

di Edoardo Caprino

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