ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 5 gennaio 2012

Numeri da Superenalotto..!!!

Le apparizioni mariane obbediscono ad una legge matematica lineare?

E’ da anni ormai che ho sottomano un libro (1) che contiene una tesi sbalorditiva: le apparizioni mariane sarebbero legate tra loro obbedendo ad una legge cronologica matematica lineare, e quindi sarebbero interdipendenti!
Da tempo mi ero riproposto di controllare se la tesi sostenuta  fosse corroborata o meno dai dati sperimentali e fosse quindi scientificamente valida. Finalmente, in questo periodo di riposo natalizio, mi sono deciso a farlo: ebbene, secondo i dati posseduti e dai controlli che ho fatto, sembra proprio che la cosa si possa confermare, almeno nei limiti delle incertezze con cui questi dati sono conosciuti!
Ma andiamo con ordine.

Nascita dell’ipotesi
Nel libro “…. e i suoi non la ricevettero” (edizioni Segno)  l’autore ingegnere spagnolo Carlos Vidal Martinez, deceduto il 12 ottobre 1994, dice che gli venne l’idea di fare calcoli sulle date delle apparizioni dal momento in cui trovò un risultato sorprendente: il numero di giorni che intercorre tra la manifestazione mariana de La Salette, in Francia, il 19 settembre 1846, e l’apparizione di El Escorial, in Spagna, nel 15 novembre 1980 è esattamente 49000! Il numero gli sembrò troppo preciso e troppo biblico (70 volte 7, numero citato da Gesù nel vangelo, fa 490) (2) per essere casuale. A partire da questo fatto, dividendo questo numero per 57, che sono i giorni che nel calendario annuale separano le due date, trovò il risultato 859,649. Ma tenendo conto che le manifestazioni non avevano avuto luogo nella stessa ora ipotizzò che la distanza in giorni, tenendo conto delle ore e minuti, fosse 48999,45098 e il numero per cui dividere fosse 56,45098 anziché 57: il risultato è 868 (3).
A partire dalla data di morte di Gesù Cristo, (ipotizzata come avvenuta il 2 aprile del 33 d.C secondo le informazioni evangeliche considerate attendibili) contando il numero di giorni effettivamente trascorsi, tenendo conto degli anni bisestili e della riforma gregoriana del calendario (4), suddividendo il numero ottenuto in blocchi di 868, chiamando questi blocchi ‘Tempi’, come fossero anni ‘celesti’ fatti di 868 giorni, a differenza degli anni ‘terrestri’ fatti di 365 giorni, allora ogni giorno/anno del calendario ‘terrestre’ può essere identificato come ‘giorno/anno’ di questo nuovo calendario ‘celeste’: ad esempio il 15 settembre 2011, cioè il 258° giorno dell’anno 2011 nel calendario ‘terrestre’, corrisponde al giorno 485° dell’anno 833 del calendario ‘celeste’. Questo giorno ‘celeste’ (nel nostro esempio il 485) sarà la variabile ‘indipendente’ della legge (5).
La variabile dipendente y invece sarà l’ora solare (HSL) di inizio dell’apparizione espressa in minuti.

Cioè quello che l’autore dice, e che possiamo confermare, è che una volta conosciuto il giorno dell’apparizione è determinata in maniera univoca l’ora solare del luogo nel momento dell’apparizione o HSL (6), e anzi le due grandezze, il giorno e l’ora di apparizione sono legate da una legge di dipendenza lineare . In altre parole, se l’apparizione, o almeno la prima o quella più significativa, è avvenuta in un dato giorno del calendario, allora non poteva che avvenire nella ora solare locale (HSL) calcolata secondo questa legge riportata in nota (7).

Verifica Sperimentale

Ho riportato i dati nella seguente tabella, inserendo solamente le Apparizioni di cui è effettivamente conosciuto l’orario e tralasciando le altre (8):



Ho poi riportato in un grafico i punti sperimentali con una incertezza di +/- 15 minuti e ho disegnato la retta teorizzata secondo la legge (7) di equazione:

y = (180/217) * x –360
Come si vede l’accordo è abbastanza buono

Poi ho cercato la migliore retta che approssima i dati (facendo una interpolazione lineare) ed ho ottenuto questa retta sperimentale più soddisfacente, di equazione
y = 0,761*x - 335
E’ da notare che il coefficiente di Pearson dei dati è notevolmente elevato e praticamente uguale a 1. Infatti il suo valore risulta 0,998. Questo significa che le due variabili (Giorno dell'Apparizione, Ora solare locale di Apparizione) sono effettivamente interdipendenti e legati da una relazione di tipo lineare! (9)
Ma non basta. Come controllo ho inserito anche un’Apparizione non considerata nel libro citato, quella di Belpasso, avvenuta l’11/05/1986 e che nella tabella ho segnato con (*). Una volta calcolato il giorno e l’ora solare locale (10) , il punto corrispondente si è sistemato in fila con gli altri! Cioè nella stessa retta! Una ulteriore conferma!

Ho escluso alcune delle Apparizioni perché non se ne conosce l’orario preciso. Le ho comunque raggruppate in una tabella calcolando l’ora in base al giorno di presentazione con la formula di Vidal. E come si vede anche qui  l’accordo è abbastanza favorevole:






Conclusioni 

Possiamo perciò affermare che "Le Epifanie mariane costituiscono un insieme di eventi ordinati e, per tanto, interdipendenti",  e questo nei limiti delle incertezze sperimentali con cui le date di Apparizione sono conosciute.
Cosa questo fatto possa significare dal punto di vista teologico sulle Apparizioni mariane non saprei dire, ma se i dati sperimentali (date e orari di apparizione) riportati sono corretti (11), una cosa è certa: vi è praticamente una conferma sperimentale che esse sono legate tra loro da una dipendenza di tipo spazio/temporale lineare non casuale!

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Note

(1) Carlos Vidal Martinez - "…. e i suoi non la ricevettero" – Edizioni Segno

(2) “Allora Pietro si avvicinò e gli disse: ‘Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?’ E Gesù a lui: ‘Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.’ (Matteo 18:21-22)

(3) Non si può controllare questo numero - 48999,45098 - esso dipende infatti anche dai minuti e i secondi in cui ebbero inizio le manifestazioni e che ovviamente non sono conosciuti, ma ciò non ha importanza, quello che è veramente notevole è che sia stato ottenuto il numero intero 868.

(4) ‘Secondo il calendario giuliano, sono bisestili gli anni la cui numerazione è multipla di 4: l'anno giuliano medio dura quindi 365 giorni e 6 ore (la media di tre anni di 365 giorni e uno di 366). Questa durata non corrisponde esattamente a quella dell'anno solare medio, che si ricava dalle osservazioni astronomiche: quest'ultimo infatti è più corto di 11 minuti e 14 secondi. Di conseguenza, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni circa 128 anni rispetto al trascorrere delle stagioni. Tra il 325, anno in cui il Concilio di Nicea stabilì la regola per il calcolo della Pasqua, e il 1582 si era ormai accumulata una differenza di circa 10 giorni. Questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Così la Pasqua, che sarebbe dovuta cadere la prima domenica dopo il plenilunio di primavera, veniva spesso a cadere nella data sbagliata. Venne dunque stabilito di: a) recuperare i giorni perduti, in modo da riallineare la data d'inizio delle stagioni con quella che si aveva nel 325; b) modificare la durata media dell'anno, in modo da prevenire il ripetersi di questo problema. Per recuperare i dieci giorni perduti, si stabilì che il giorno successivo al 4 ottobre 1582 fosse il 15 ottobre; inoltre, per evitare interruzioni nella settimana, si convenne che il 15 ottobre fosse un venerdì, dal momento che il giorno precedente, il 4, era stato un giovedì. Anche i paesi che adottarono il calendario gregoriano successivamente dovettero stabilire un analogo "salto di giorni" per riallinearsi’ (da Wikipedia).

(5) Qualche altro esempio: il ‘giorno’ dell’anno ‘celeste’ corrispondente al 15 novembre 1980, quello dell’apparizione di El Escorial, è il 464  (dell’anno ‘celeste’ 820),  mentre quello de La Salette, il 19 settembre 1846, è il 72 (dell’anno ‘celeste’ 764).

(6) Bisogna precisare che per ora solare locale (HSL) si intende l’ora solare del luogo, che quasi sempre non corrisponde con l’ora ufficiale della nazione. Infatti l’ora di una nazione, dovendo essere uniforme e la stessa per tutti i paesi dello stato, è una convenzione che pur richiamandosi all’ora solare può non coincidere con essa (ad esempio l’ora legale è sfasata infatti di 1 ora rispetto all’ora solare). Fra l’altro l’ora nazionale ufficiale è anch’essa una convenzione: teoricamente è la stessa  per ogni zona compresa nello stesso fuso orario, ma di solito non è proprio così. Per dare una valutazione più oggettiva dell’ora solare si procede per convenzione internazionale in questo modo: si divide la superficie terrestre in 24 spicchi di 15 gradi ciascuno, detti fusi orari,  e il meridiano centrale di ogni fuso è di norma il regolatore dell’ora, cioè per tutto il fuso si ha il mezzogiorno quando il sole culmina sul meridiano centrale del fuso. E’ ovvio che nelle zone del fuso a ovest del meridiano centrale il sole è già stato in culminazione perciò è ‘più tardi’ delle 12 quanto più ci si allontana verso ovest, mentre per le zone più a est il sole deve ancora arrivare alla culminazione e perciò è ‘più presto’ rispetto alle 12 quanto più ci si allontana verso est. In pratica se sono le ore 12 nel  meridiano di Greenwich, ogni zona della terra, in base alla sua longitudine rispetto a tale meridiano, avrà una effettiva ora solare locale (HSL) che è ‘più tardi’ delle 12 se si trova a ovest mentre è ‘più presto’ delle 12 se si trova a est. Esprimendo la distanza in gradi primi e secondi (Longitudine) rispetto al meridiano di riferimento, cioè quello di Greenwich, si può calcolare l’ora effettiva del posto, espressa in ore minuti e secondi, che è quella che dà la vera altezza del sole nel luogo considerato in quel momento. Ebbene è proprio questa ora oggettiva ‘fisica’ del luogo e del momento in cui è avvenuta una apparizione (HSL) che viene considerata come variabile dipendente y della legge! Allora nella nostra legge l’ora ufficiale della nazione nel momento in cui è avvenuta l’apparizione e che viene riportata nei resoconti storici non coincide, di solito, col la HSL: in pratica per ottenere la HSL dall’ora ufficiale della nazione bisognerà apportare a questa delle correzioni che tengono conto della posizione geografica (Longitudine) del luogo in cui è avvenuta l’apparizione.

(7) La legge proposta proposta da Vidal è la seguente:
H = 500 + K*(D +/- 434)   con
H  = ora solare locale in minuti
D  = giorno dell’app. relativo all’anno ‘celeste’ (resto di modulo 868 dal 2/04/33)
K  = 0,829493  
+/- = il ‘+’ se il giorno D è non maggiore di 434, il ‘– ‘se D è maggiore di 434.
Con un opportuno cambiamento di coordinate, inserendo nell’asse x i giorni dallo 0 al 868 e nell’asse y, l’ora espressa in minuti si ottiene una formula più semplice:
y = (180/217) * x –360
con l’avvertenza di calcolare la HSL corrispondente aggiungendo i minuti y ottenuti alle 14h20 se il giorno x non è maggiore di 434 (quindi l’apparizione avviene di pomeriggio) o aggiungendo i minuti y alle 8h20’ del mattino se il giorno x è maggiore di 434 (quindi l’apparizione avviene di mattina).

(8) ho tolto dalla lista originaria Guadalupe, Medaglia miracolosa, Oblio e Misericordie, Fatima, Garabandal,  Medjugorie, Kibeho, Finca Betania, San Nicolas il cui orario di Apparizione non è conosciuto con precisione Queste le ho invece inserite in una tabella a parte più sotto con l’orario presunto e l’orario in base alla legge  teorica di Vidal per vedere se c’è un accordo di massima

(9) Il coefficiente di Pearson è un indice statistico che può assumere con continuità il valore compreso tra –1 e +1. Quando assume valore zero significa che i dati X non sono in relazione causale con i dati Y, cioè sono indipendenti, quando invece assume valori +1 o –1 significa che di dati sono interdipendenti, legati da una relazione di tipo lineare, come una proporzionalità diretta e i loro punti (x, y) rappresentativi si dispongono su una retta.

(10) Orario ripreso da Franco Sofia - "Belpasso: un messaggio da cuore a cuore" - Edizioni Segno pag.287

(11) Non mi è stato possibile controllare esattezze di date e orari, ho semplicemente fornito quelle date da Vidal nell'opera citata, li ho dato per corretti.
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