ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 3 aprile 2012

Vedranno i ciechi?

E' dagli anni ottanta che a Medjugorje, con le presunte apparizioni “mariane”, ogni anno i credenti arrivano a milioni. Il credere o non credere all’autenticità dei fatti non cambia questo dato; rammentiamo, però, che queste apparizioni non sono mai state accettate dalle più alte gerarchie cattoliche, e non sono entrate a far parte della dottrina ortodossa né della catechesi. Il piccolo e povero paese di Medjugorje di allora, col tempo è andato trasformandosi in un oasi con ville, alberghi con ogni comfort; il reddito medio si è alzato molto, rispetto al resto della Croazia, ed anche i piccoli veggenti, ormai adulti, vivono in condizioni economiche decisamente migliori di allora, dopo aver continuato ad essere soggetti alle visioni ed averne ricevute circa 40.000 (dato 2010), cosa assolutamente inedita, come numero, rispetto ad ogni evento simile registrato. Le visioni di Fatima furono ben più esigue di numero e cessarono in breve tempo. Andare in chiesa equivaleva ad essere estromessi dal Partito, dalle cariche pubbliche e, in non pochi casi, si rischiava anche la vita.
In quegli anni, iniziava a spirare, però, un leggero vento di cambiamenti dall’URSS con l’inizio della “glasnost” e della “perestroijka”; in Polonia, con la presenza sempre più forte di Solidarnosch, e la cappa del terrore staliniano stava per andare in soffitta seguendo la stessa sorte dei regimi nazisti e fascisti, della dittatura franchista, di quella di Salazar in Portogallo e dei colonnelli in Grecia. Perciò, alle apparizioni di allora, il Partito socialista che era al potere, lasciò la scena libera alla Chiesa Cattolica, apostrofando il caso con supponenza e con la solita frase presa dalla dottrina di Karl Marx: «la religione è l’oppio dei popoli».
I piccoli veggenti dicevano che nelle apparizioni veniva loro detto che la Madonna avrebbe portato la pace.
Purtroppo, furono tristemente smentiti in capo a pochi andini, con una guerra fratricida che risollevò antichi rancori, mai sopiti, che covavano sotto la cenere come carboni ardenti, dai fatti della seconda guerra mondiale.

Odio e sete di vendetta, mai risolti e mai completamente dimenticati, partorirono una guerra “civile” nel cuore dell’Europa che, dopo 40 anni, spaccò definitivamente la Jugoslavia, dove un tempo croati e serbi, insieme, frequentavano le stesse scuole e le stesse istituzioni.
Negli anni, molti, a Medjugorje dicono di aver trovato la pace nell’anima; molti di aver trovato consolazione, altri dicono di aver visto migliorare la loro salute; altri dicono di non aver trovato che un semplice posto, come ce ne sono altri.
Ma, un paio di giorni fa (anno 2010), è accaduto qualcosa di inconsueto: per la prima volta dalle “apparizioni”, la Chiesa Cattolica - e direttamente per decisione del Pontefice Benedetto XVI, Joseph Ratzinger - ha preso una posizione drastica che segna un netto distacco da tutta la faccenda.
Tomislav Vlasic, il frate francescano che sin dall’inizio ha supportato i piccoli veggenti e le loro visioni, è stato fatto divieto di parlare ancora di tali miracoli e di fare qualsiasi dichiarazione pubblica in proposito.
In sostanza, la Chiesa Cattolica ha preso le distanze con forza, e Vlasic è finito con l’essere sospeso “a divinis”, poi con l’essere estromesso completamente dalla Gerarchia ecclesiastica, mentre già da tempo era stato espulso dall’Ordine francescano, al quale apparteneva Hose Rodriges Karbalo, priore dei francescani, a causa della sua iniziativa di creare, presso Parma, una sua propria comunità religiosa.
Negli anni, i rapporti che aveva con i piccoli veggenti andarono deteriorandosi. Ebbe anche una relazione stabile con una Suora, che portò anche alla nascita di un bambino.
Dalla diocesi di Mostar, siamo venuti a conoscenza che il vescovo locale, Ratko Peric, si è sempre opposto a quel culto mariano; molti libri sono stati scritti, in questi anni, da giornalisti ed esperti, ed il tenore è stato, per la maggioranza, un affossamento del culto, come falsità orchestrate anche per ragioni politiche. Citiamo, ad esempio, quelli di E. Michael Jones: “Inganno di Medjugorje” e “Medjugorje: la storia non raccontata”, entrambi pubblicati in America, dove appaiono forti collegamenti tra il protettore dei veggenti, il francescano Vlasic, ed un altro frate, Jozo Zovko - altro simbolo di Medjugorje, ritiratosi sull’isola di Badija, vicino a Korcula in Croazia - con le componenti degli Ustasha croati, tristemente famosi per gli eccidi perpetrati, sia nella seconda guerra mondiale, sia nella guerra Iugoslava, ai danni di ebrei, serbi e zingari.
Ricordiamo che gli Ustasha, cattolici croati, si schierarono apertamente col nazifascismo.
Personalmente, abbiamo avuto modo di vedere le foto dei soldati Ustasha esposti nel monastero a Siroki Brijeg, mentre durante la Messa nella Chiesa del monastero, Jozo Zovko teneva sull’altare la bandiera croata e l’emblema degli Ustasha.
Forse, la presa di posizione tardiva della Chiesa Cattolica è avvenuta in un momento favorevole. Probabilmente, questo culto mariano è stato utile, finora, perché collimava con le logiche politiche della Chiesa Cattolica e, quindi, sopportato e strumentalizzato, a proprio vantaggio, per rafforzare posizioni di fede in una zona di confine col mondo ortodosso e quello islamico europeo.
Secondo Michael Jones, autore dei libri sopracitati, questo caso può essere annoverato nel filone dei “preti maghi” che, con il loro carisma e le loro capacità psichiche, hanno manipolato dei giovani innocenti per tornaconto loro personale, ma soprattutto politico, dato che un altro effetto che ebbero, da subito, tali apparizioni fu quello di indurre litigi tra le comunità e le gerarchie cattoliche e ortodosse, che da sempre convivevano pacificamente sul territorio. «Quando si frantumò la Jugoslavia, Tudjman visitò Medjugorje. Quello non fu un semplice pellegrinaggio, ma una manipolazione politica».
Lo conferma Jones nel suo nuovo libro dal titolo: “Dionyso’s Rising” (Il risveglio di Dioniso). L’autore fece poi tappa a Belgrado, dove presenziò in una Conferenza: “Il falso fenomeno di Medjugorje”.
Scoprire la verità, forse, aiuterà a sanare vecchie ferite tuttora laceranti tra popolo croato e serbo, tra due confessioni della cristianità, la cattolica e l’ortodossa.
Documentazione gentilmente fornita dall'Ing. F. Adessa
Chiesa Viva Anno XXXX - N° 424 Febbraio 210
Biljana Vukicevic "Crolla il mito di Medjugorje"
Annotazioni a cura di Pontifex.Roma 



Pontifex.Roma


http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/esteri/11195-crolla-il-mito-di-medjugorje-ma-in-italia-nessuno-sa-niente-jozo-zovko-e-la-bandiera-degli-ustasha-durante-la-messa

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