ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 3 settembre 2012

TANATOFILI DI DESTRA E DI SINISTRA, FESTANTI IN DOPPIA FILA

Can can nell'obitorio

di Piero Vassallo


L'accanimento terapeutico consiste nell'esecuzione di trattamenti di documentata inefficacia. Il qualunque assiduo frequentatore di cliniche ha udito sussurri o ha assistito a colloqui finalizzati ad ottenere il consenso di malati terminali all'esecuzione di trattamenti inefficaci ma funzionali all'incremento della fama e della carriera di un primario ambizioso e cinico.
Di qui l'elevazione di opportune difese morali e giuridiche contro l'esercizio della medicina vana ed empiamente fine a se stessa.
L'alternativa all'esercizio della terapia accanita, dunque, non è il suicidio approvato dalla disperazione degli atei moderni e postmoderni ma la sospensione delle cure, che procurano inutili sofferenze.

L'avversione all'accanimento terapeutico non nasce dall'insano desiderio di abbandonare vigliaccamente la vita ma dalla volontà di tutelare i diritti del malato.
Contrario all'accanimento terapeutico era  anche il pensiero del compianto cardinale Carlo Maria Martini, il quale invitava i medici "a non prolungare i trattamenti quando ormai non giovano più alla persona".
Visibile nelle discusse e forse incaute aperture al socialismo e alle unioni pederastiche sotto la bandiera rossa, il minimalismo teologico del card. Martini non ha influito nel giudizio sull'accanimento terapeutico, giudizio ortodosso, che pertanto può essere condiviso senza riserve da chiunque.
Disgraziatamente la cultura laica prospera nel soqquadro del vocabolario e nella devastazione della logica a monte di esso. Dopo che Herbert Marcuse ha stabilito che il principio di identità e non contraddizione è orribilmente fascista, l'acrobazia mentale e la parola televisiva annullano e sostituiscono la logica.
Sbandierato dagli ateologi francofortesi e californiani in odore di gnosticismo, l'urlante delirio irrompe sulla scena postmoderna.
Squisitamente visionaria cioè francofortese è la festa inscenata, nelle sedi della neodestra lugubre e allucinata e della sinistra cadaverica, da giornalisti tanatofili, che, nell'ovvio giudizio formulato dal cardinale Martini e nella conseguente, impeccabile decisione di rifiutare terapie inutili e dolorose, credono di leggere l'approvazione teologica dell'eutanasia.
Il demenziale applauso all'immaginata morte volontaria del card. Martini, applauso scosciante nella destra sconvolta dai francofortesi e nella sinistra alterata da Nietzsche, autorizza a concludere che sul pensiero dei moderni splende il sole della necrofilia a tutto tondo.
L'insana passione tanatofila del Faustus di Thomas Mann si rovescia nella rivoluzione comunista e nelle pagine ebbre e vedovili della destra sedicente nuova.
Nel rito antivitale i teorici dell'et destra et sinistra vedono finalmente la vera luce della rivoluzione anticristiana: il  lumicino cimiteriale.
La grande illusione dei cattolici dialoganti e tolleranti adesso può contemplare il paradiso terrestre dei non credenti: il festante obitorio delle false speranze.

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