ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 2 dicembre 2012

Sede cinguettante: basta coi Pio, adesso pio,pio,pio


Twitter conquista il papa, domani "cinguetta" per la prima volta

(AGI) - CdV, 2 dic. - C'e' grande attesa per la presentazione domani alla stampa dell'account di Benedetto XVI su Twitter, dove non potra' oltrepassare, come tutti, i 140 caratteri. Per l'evento si sono mobilitati il capo del dicastero per le comunicazioni sociali, arcivescovo Claudio Maria Celli, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, della Radio Vaticana e del Centro Televisivo, padre Federico Lombardi, quello dell'Osservatore Romano, professor Giovanni Maria Vian, e l'advisor della Segreteria di Stato, Greg Burke. Ma il primo tweet di Benedetto XVI in realta' - ricorda il giornalista Francesco Antonio Grana nel suo nuovo libro 'Il tweet del Papa', edito da L'Orientale Editrice - e' datato 28 giugno 2011, quando il Papa cliccando su un iPad, ha dato l'avvio al nuovo portale della Santa Sede che comprende tutti i media vaticani (www.news.va). Grana racconta nel libro tanti gustosi episodi che hanno caratterizzato la storia della comunicazione ecclesiale attraverso i documenti del magistero dei Pontefici, da Pio XI a Benedetto XVI, la vita dei media vaticani, con una fotografia della Sala Stampa della Santa Sede e i blog dei vaticanisti. Si parte dal "Il primo Papa a comparire davanti a una cinepresa - scrive Grana - fu il Pontefice della "Rerum novarum", Leone XIII, che si lascio' filmare nei giardini vaticani da un operatore dei fratelli Lumiere nel 1896. Papa Pio XI si misuro' con il fenomeno dilagante del cinema dedicandogli la lettera enciclica "Vigilanti cura" nel 1936. Il suo successore, Pio XII, aveva gia' compreso appieno le grandi potenzialita' dei nuovi mezzi di comunicazione di massa.
  "Santita' finga di pregare", disse a Giovanni XXIII il cineoperatore del tg unico della Rai, Giulio Giandinoto, durante le riprese del documentario su "La giornata del Papa".
  Papa Pacelli, infatti, usava continuamente i radiomessaggi, compariva nei cinegiornali e nel 1942 giro' perfino un film su se stesso intitolato "Pastor angelicus". La comunicazione della Chiesa - sottolinea Grana - rispetto ai problemi di salute dei successori di Pietro e' profondamente cambiata in questo ultimo quarto di secolo. Se all'inizio del Novecento la malattia e la morte di un Papa erano circondate da impenetrabili silenzi, con Giovanni Paolo II il mondo e' stato informato in tempo reale delle condizioni di salute del Pontefice, a volte dalla voce dello stesso malato. Di Karol Wojtyla i media hanno registrato l'intero progredire della malattia sul suo corpo, dal tremolio della mano, iniziato nel 1992, fino all'impossibilita' di camminare e poi di parlare nei suoi ultimi giorni di vita".
  "Papa Giovanni Paolo II - sottolinea Paola Saluzzi nella prefazione - invio' la prima mail papale. Twitter arriva non troppo tempo dopo. E l'entusiasmo di giovani di fede e di talento si scatena. E c'e' chi, tra loro, ha il compito di raccontare". Nel volume di Grana anche le parole profetiche del cardinale Carlo Maria Martini sulla comunicazione condensate dal porporato ambrosiano nella storica lettera pastorale "Il lembo del mantello". In straordinaria sintonia con quest'ultimo Benedetto XVI, per il quale "i media portano nel mondo quello che facciamo e quello che diciamo: cosa saremmo senza il loro servizio?". (AGI) .
http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201212021111-ipp-rt10009-twitter_conquista_il_papa_domani_cinguetta_per_la_prima_volta

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