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domenica 6 gennaio 2013

Pensiero: "Forse troverò ancora la Fede sulla terra?"


Cristo pensante, i dubbi della Chiesa

Documento su «Vita Trentina» del decanato del Primiero: «Più volte il vescovo ha espresso perplessità sul monumento»
    PASSO ROLLE. E’ passato qualche mese da quando la polemica è deflagrata sulle pagine del “Trentino”, ma nei giorni scorsi anche la Chiesa trentina ha preso posizione sul tema del Cristo pensante, la statua posta sulla cima del Castellazzo (proprio di fronte alle Pale) che sta attirando decine di migliaia di escursionisti/pellegrini.
    A fine estate prima i pescatori del Primiero, poi gli ambientalisti con in testa Gigi Casanova (ma anche Piergiorgio Cattani ha avuto parole tutt’altro che tenere dalle colonne di Questo Trentino) si sono scagliati contro l’opera voluta da Pino Dallasega e bollata come una abile operazione di marketing a sfondo religioso (non dimentichiamo che il Cristo pensante ha ricevuto anche la “benedizione” di Paolo Brosio, da anni impegnato a divulgare i messaggi della Madonna di Medjugorje).
    Nell’ultimo numero il settimanale diretto da Marco Zeni ha dedicato un ampio servizio al Cristo pensante, con un documento firmato dai parroci del Decanato di Primiero e Vanoi. Parole prudenti e di rispetto (“rispettando la presumibile buona fede di altre persone”, scrivono i sacerdoti). Poi però vengono sollevati i dubbi: «Il Cristo pensante pone un problema anche sotto l’aspetto religioso, già per il fatto che il termine non è nuovo e non chiaro per una considerazione teologica e potrebbe implicare una riduzione di Cristo a filosofo. Per questi motivi - prosegue il documento - la nostra Chiesa è rimasta riservata anche nei comunicati, senza dare avvallo a questa iniziativa privata intrapresa senza alcun avvallo ecclesiastico. Le riserve sono state motivate anche da possibili devianze e dal proposito di non aggravare la montagna con monumenti, quando la natura stessa parla di Dio, ornata eventualmente con una croce. Nella prassi che si è instaurata ci sono, è vero, tra gli escursionisti anche dei sacerdoti, ma sono emerse pure diverse posizioni critiche e contrarie».
    «In più occasioni - è il passaggio conclusivo ma molto significativo del documento - l’Arcivescovo di Trento ha espresso delle perplessità in merito a che quel luogo e quel monumento diventino un centro di culto».

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