ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 18 aprile 2013

Ostia sconsacrata?


In ginocchio, in mano, in bocca?

Il blog di oggi è riservato a chi va a messa, e si comunica. Si parla brevemente di un libro, “Il fumo di Satana”, di Sergio Russo (edizioni Città Ideale), che costituisce un’appassionata difesa del modo che per secoli e secoli ha contraddistinto la comunione, e che viene ancora praticato in molti Paesi e chiese.
MARCO TOSATTI
Il blog di oggi è riservato a chi va a messa, e si comunica. A questa categoria di persone sarà accaduto di vedere persone che ricevono l’ostia nella mano – spesso sono la maggioranza – e se la portano via prima di metterla in bocca.
Sarà anche capitato – ne sono stato testimone di recente – che il celebrante alla fine della distribuzione eucaristica abbia ricordato che ricevere l’ostia in mano non è un gesto da compiersi in un modo qualsiasi, con disinvoltura, ma presuppone un rituale ben preciso, una posizione delle mani specifica, che la particola deve essere consumata non ovunque, ma davanti al sacerdote.
Questa lunga premessa per parlare brevemente di un libro, “Il fumo di Satana”, di Sergio Russo (edizioni Città Ideale), che costituisce un’appassionata difesa del modo che per secoli e secoli ha contraddistinto la comunione, e che viene ancora praticato in molti Paesi e chiese. 
Di più: nella sua opera Russo lancia un’ipotesi sulla crisi della fede nella Chiesa cattolica. "Come mai oggi un credente non si inginocchia più di fronte a Gesù Eucarestia, presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità? Perché non piega le ginocchia dinanzi al suo Signore e al suo Dio?". Da questa domanda l’autore prende spunto per un “viaggio” avvincente, che ospita profezie e visioni di mistici cattolici a fianco di analisi di autorevoli liturgisti contemporanei.  
Russo individua nel "fumo di satana penetrato nel Tempio di Dio", la famosa citazione dei Paolo VI, un vero e proprio offuscamento della Sacra Liturgia, la causa remota dell`attuale disorientamento dottrinale e della crisi di Fede. Il testo porterà a riflettere sulla medesima conclusione a cui è giunto papa Benedetto XVI: "E nel rapporto con la Liturgia che si decide il destino della Fede e della Chiesa!". Oltre alle riflessioni dell`autore, più della metà del volume è costituita da una splendida antologia di preghiere eucaristiche. Il libro ospita una prefazione di Nicola Bux e una Nota pastorale sulla Comunione scritta da monsignor Mario Oliveri, Vescovo di Albenga e Imperia. 

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