ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 22 gennaio 2014

Dalla teologia della liberazione a quella della disperazione

Siamo agli stracci. Maradiaga contro il “troppo tedesco” Müller

“Sui divorziati e sulla famiglia Francesco ha aperto una nuova èra pastorale”

“Sono fermamente convinto che la chiesa sia all’alba di una nuova èra, come cinquant’anni fa, quando Giovanni XXIII aprì le finestre per far entrare aria fresca”.Il cardinale honduregno Oscar Rodríguez Maradiaga, legato da antica amicizia a Jorge Bergoglio e coordinatore della speciale consulta istituita dal Papa per ristrutturare la curia romana e consigliarlo nel governo della chiesa universale, si rammarica di chi – dentro i Sacri palazzi e tra le file dell’episcopato mondiale – non si rende ancora conto del cambiamento iniziato il 13 marzo dell’anno scorso.
Di certo, spiega Maradiaga in un’intervista al quotidiano tedesco Kölner Stadt-Anzeiger, chi non ha ancora ben compreso cosa sia accaduto quella sera nel chiuso della Sistina è il prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, mons. Gerhard Ludwig Müller, ormai prossimo a ricevere la porpora. “Lo capisco, è un tedesco, un professore di teologia tedesco. Nella sua testa c’è solo il vero e il falso. Però io dico: fratello mio, il mondo non è così, tu dovresti essere un po’ flessibile quando ascolti altre voci. E quindi non solo ascoltare e dire no”. L’argomento su cui Müller dovrebbe mostrarsi più sensibile, a dire di Maradiaga, è quello del riaccostamento ai sacramenti dei divorziati risposati.
In un denso contributo apparso sull’Osservatore Romano del 22 ottobre scorso,puntualmente segnalato qui come inizio di uan grande contesa, il custode dell’ortodossiarecintava l’ospedale da campo di Bergoglio e chiariva che non si può invocare la misericordia a favore dell’ammissione dei divorziati risposati ai sacramenti: “Argomento debole in materia teologico-sacramentaria”, spiegava Müller, mettendo in guardia sul rischio di “banalizzare l’immagine stessa di Dio, secondo la quale Egli non potrebbe far altro che perdonare”. Troppo facile, e comunque rompere il matrimonio, che è “una realtà che viene da Dio e non è più nella disponibilità degli uomini”, significa commettere un peccato. Questo dice la dottrina. Tutto vero, ammette Maradiaga, ma “ci sono molti modi per interpretarla. Ad esempio, dopo il fallimento di un matrimonio potremmo chiederci se gli sposi erano veramente uniti in Dio”. A ogni modo, nessuno ha intenzione di andare nella direzione “per cui domani sarà bianco ciò che oggi è nero”, e la dottrina tradizionale “continuerà a essere insegnata”, tranquillizza l’arcivescovo di Tegucigalpa. Ci sono però “sfide pastorali alle quali non si può rispondere con l’autoritarismo e il moralismo”. E anche Müller lo capirà, “arrivando a comprendere anche altre posizioni”, benché “oggi ascolti solo il suo gruppo di consiglieri”. Quel che serve alla chiesa oggi, dice il presule honduregno, è “più pastorale che dottrina”. Il mondo è cambiato, bisogna aggiornarsi, non rimanere ancorati a vecchi modelli che non funzionano più. Si prenda il Sinodo del prossimo ottobre: “Ho chiesto al Papa il perché di una nuova assise sulla famiglia dopo quella del 1980 e la bella esortazione Familiaris Consortio del 1983. Lui mi ha detto che tutto questo accadeva trent’anni fa e che oggi quel modello di famiglia per la maggior parte delle persone non esiste più. Ed è vero – prosegue Maradiaga –, abbiamo famiglie patchwork, genitori single, maternità in affitto, matrimoni senza figli. Per non parlare delle coppie formate da persone dello stesso sesso. Nel 1980 questi fenomeni non si vedevano all’orizzonte”.

La propaganda sui polmoni del Papa

Il prelato honduregno promette che presto le strutture della chiesa cambieranno faccia, poiché “siamo a un punto di non ritorno”. Qualcuno, prima del Conclave, diceva che l’allora arcivescovo di Buenos Aires avesse problemi ai polmoni: “Era propaganda negativa interna. Un giorno, gli chiesi se fosse vero quanto si diceva e lui si mise a ridere”. Eppure, un’opposizione a Bergoglio c’è, anche se “non numerosa. Chi è contro il Papa – aggiunge Maradiaga – non si rende conto della realtà, come certi ambienti economici americani, irritati per le critiche al capitalismo contenute nella Evangelii Gaudium. Lasciate che si arrabbino, io cerco di seguire la mia coscienza”.