ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 15 marzo 2014

Non aprite quella porta!

Card. Caffarra: si inizia con divorziati e si arriva a coppie gay
Roma, 15 mar. (TMNews) - "Da Bologna con amore: fermatevi". Questo il titolo di un'intervista al cardinale arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra, un radicato passato in Comunione e liberazione, pubblicata oggi dal Foglio. "Perorazione del cardinal Caffarra dopo il concistoro e il rapporto Kasper", è il sottotitolo. "Non toccate il matrimonio di Cristo. Non si giudica caso per caso, non si benedice il divorzio. L'ipocrisia non è misericordiosa".

In merito alla proposta del cardinale Walter Kasper circa la possibilità di riammettere alla comunione, dopo un periodo di penitenza, le coppie di divorziarti risposati che lo chiedono, Caffarra afferma: "Se la Chiesa ammette all' eucarestia, deve dare comunque un giudizio di legittimità alla seconda unione. E' logico. Ma allora - come chiedevo - che ne è del primo matrimonio? Il secondo, si dice, non può essere un vero secondo matrimonio, visto che la bigamia è contro la parola del Signore. E il primo? E' sciolto? Ma i papi hanno sempre insegnato che la potestà del Papa non arriva a questo: sul matrimonio rato e consumato il Papa non ha nessun potere. La soluzione prospettata porta a pensare che resta il primo matrimonio, ma c'è anche una seconda forma di convivenza che la Chiesa legittima. Quindi, c' è un esercizio della sessualità umana extraconiugale che la Chiesa considera legittima. Ma con questo si nega la colonna portante della dottrina della Chiesa sulla sessualità. A questo punto uno potrebbe domandarsi: e perché non si approvano le libere convivenze? E perché non i rapporti tra gli omosessuali?".
http://it.tv.yahoo.com/notizie/card-caffarra-si-inizia-con-divorziati-e-si-110507430.html

Da Bologna con amore: fermatevi

Perorazione del cardinal Caffarra dopo il concistoro e il rapporto Kasper. Non toccate il matrimonio di Cristo. Non si giudica caso per caso, non si benedice il divorzio. L’ipocrisia non è misericordiosa

Due settimane dopo il concistoro sulla famiglia, il cardinale arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, affronta con il Foglio i temi all’ordine del giorno del Sinodo straordinario del prossimo ottobre e di quello ordinario del 2015: matrimonio, famiglia, dottrina dell’Humanae Vitae, penitenza. 

2 commenti:

  1. Il Cardinal Caffarra non è nuovo a queste uscite: si è sempre schierato dalla parte giusta, senza retorica. Ha sempre detto pane al pane, vino al vino. Si comincia a intravedere lo scontro tra cardinali. Mi ricorda frasi dette da una 'Signora' molto, molto tempo fa.

    RispondiElimina
  2. Il cardinale Caffarra ha ragione. E neppure il Papa, sottoposto a sua volta al Vangelo, può fare nulla. Il Vangelo parla chiarissimo: l'uomo non separi ciò che Dio ha unito!
    Ma dove sta andando questa Chiesa? Ragiona come il mondo e con la scusa di...stare a sentire, fa quello che il mondo vuole. E allora, se veramente il matrimonio è espresso davanti a Dio per mezzo del sacro vincolo (il matrimonio è un sacramento), coloro che si sposano in chiesa perchè ci credono e non perchè "così fan tutti", sanno che la loro unione è benedetta da Dio ed è Lui che tiene in piedi il matrimonio! Qui bisogna ritornare al catechismo, bisogna ricominciare da capo con i fondamenti della fede. E perchè i cardinali ancora non dicono chiaramente cosa dice il Vangelo che su questo punto è chiarissimo? I cristiani vivono nel mondo, ma non sono del mondo. Ci siamo allontanati da Dio ed ecco come siamo ridotti e come si è ridotta la Chiesa. Siamo in piena apostasia. Che Dio abbia pietà di noi! Bravo cardinal Caffarra!

    RispondiElimina