ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 5 agosto 2014

Fuori moda..presto dentro..!

“FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi 

Enzo Bianchi, Hummes, un pranzo di battesimo in rito bergamasco e, naturalmente, ancora Bergoglio

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martedì 5 agosto 2014     è pervenuta in Redazione:
  
Caro dott. Gnocchi,
ho appena letto della querela che Enzo Bianchi, priore di Bose, minaccia contro Riscossa Cristiana.
Io sono sbalordito e pieno di tristezza. Tra l’altro mi pare che esistesse il divieto per preti o religiosi in genere di agire in giudizio contro fratelli della stessa Chiesa (o mi sbaglio?).
Ho molti anni e purtroppo non ho avuto la fortuna di poter studiare. Ho avuto però la fortuna di imparare il catechismo come si faceva una volta e mi ricordo anche della “vecchia” chiesa cattolica, dove almeno si sentivano dire dai preti le stesse cose, dove i preti che facevano scandalo (ce ne sono sempre stati) venivano puniti e dove non si sentiva mai dire di religiosi che dicessero o facessero cose strane e poi ricorressero ai carabinieri se qualcuno aveva da obiettare. Già non capisco più cosa sia questa chiesa in cui sento tante “novità”, poi mi viene detto che sono pastorali e non dottrinali e già qui inizia a girarmi la testa, perché non so nemmeno la differenza cosa sia. So che il risultato è che quando vado a messa sento dire cose stranissime. Poco tempo fa ho sentito parlare di speciale attenzione per il dolore delle coppie separate e divorziate, ma ai miei tempi si sapeva benissimo che due cristiani sanno che il loro matrimonio è per sempre. Ora questa faccenda dei religiosi che si mettono a fare querele a destra e a sinistra mi dà un’altra mazzata in testa. Ma se ci sono discussioni tra loro non dovrebbero rivolgersi al vescovo?
La ringrazio tanto e le faccio tanti auguri
Enea Maltoni

zrbrpsCaro Maltoni,
lei pone questioni che richiederebbero una discreto scaffale di una libreria per rispondere con cura. Ma, a rigore, si può anche risolvere la questione in modo molto semplice con una domanda che io rivolgo a lei: se rilegge con attenzione la sua lettera, non le pare di aver descritto una nuova religione che poco o nulla ha a che fare con quella cattolica?
Se la risposta, magari dettata da un mal riposto ottimismo della volontà, è “No”, allora non potrà mai comprendere ciò che sta accadendo, sia negli eventi sia nelle cause. Se, invece, risponde con un doloroso “Sì”, vedrà che, come d’incanto, tutti i tasselli andranno al loro posto senza neppure uno scricchiolio.

Mi rendo conto che, per un cattolico, non possa esserci nulla di più doloroso che constatare come la sua Chiesa sia impunemente invasa da chi propaga un’altra religione. Ma, le pongo un’ulteriore domanda: dopo millenovecentosessanta anni di onorata vita cristiana, ora abbiamo sotto gli occhi un nuovo rito, una nuova teologia, una nuova filosofia, una nuova morale, una serie di eccetera, eccetera tutti nuovi fiammanti… Non sarebbe più salutare per la nostra povera ragione riassumere tutto sotto il concetto di nuova religione?
Lasci perdere i normalisti che tentano di spiegare che va tutto bene. E lasci perdere coloro che, spesso spinti l’ottimismo della buona volontà, vogliono illudersi di poter dire che Enzo Bianchi sfrutta papa Francesco per i suoi scopi, e poi vengono minacciati di querela (o querelati) esattamente come “Riscossa cristiana” e il suo direttore. Questi signori non hanno capito, o non vogliono capire, che attaccare Enzo Bianchi è come attaccare Bergoglio, il quale non a caso una decina di giorni fa, ha nominato il “priore” di Bose come consultore del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, il dicastero vaticano guidato dall’ecumen-kardinal Kurt Koch. Chi dei due sta sfruttando l’altro? Come si suol dire tra persone ancora agganciate alla realtà: contra facta non valent argumenta.
No caro, Maltoni, non c’è proprio nulla di strano in quanto sta accadendo. Procede tutto secondo il ruolino di marcia. Tutto limpido, ma anche grottesco. Pensi che il direttore di “Riscossa Crstiana” ha ricevuto la lettera dell’avvocato di Enzo Bianchi nel giorno del Perdono di Assisi. E pensi che, proprio quel giorno, Enzo Bianchi, intervistato sul significato della giornata a proposito della guerra in Medio Oriente pontificava spiegando che, fino a quando ci si ferma a una giustizia retributiva e non  si accede alla logica del perdono non si potranno mai superare i conflitti. Forse se ne è dimenticato nel momento di dare mandato al suo legale per agire contro chi lo critica.
Lei mi chiede anche se vale sempre il divieto per preti o religiosi in genere di agire in giudizio contro fratelli della stessa Chiesa. Ma si è dato la risposta da solo: Enzo Bianchi non è prete e neppure religioso in genere.
Eppure questo non è ancora il punto. L’azione legale di Enzo Bianchi contro Riscossa Cristiana e altri siti che lo hanno criticato, così come quella di Alfonso Bruno, francescano dell’Immacolata che cavalca la ribellione contro padre Manelli, ai danni dell’ineccepibile Francesco Colafemmina, è solo l’inizio di ciò che toccherà a chi si oppone al nuovo corso ecclesiale: il braccio secolare dello stato laico si occuperà di reprimere i cattolici refrattari alla nuova religione. E così siamo giunti al capovolgimento dell’ordine che vigeva nella Cristianità. Un tempo lo stato confessionale era al servizio della Chiesa nella repressione delle eresie per la salvezza delle anime, ora lo stato laico e ateo si fa complice di chi dentro la Chiesa intende reprimere l’ortodossia per la dannazione delle anime.
È semplicemente cambiato il padrone.
La persecuzione per chi vorrà rimanere cattolico verrà condotta all’interno della Chiesa utilizzando le leggi dello stato, da quelle sull’omofobia in giù, o in su.
Ma su questo torneremo con calma.
Non entro in altri dettagli perché quanto ha scritto Paolo Deotto in questi giorni è più che esaustivo. Mi associo alla proposta di un confronto pubblico.
Facciamolo questo confronto. Magari è la volta buona che, con Enzo Bianchi, si trovi persino qualche parrocchia disposta a far entrare nel suo auditorium persino i tradizionalisti.
Facciamolo questo confronto. All’ultimo sangue, al primo sangue, a mezza cottura, come preferisce il dottor Bianchi, ma facciamolo.
Sarebbe bello che il dottore mostrasse di avere gli attributi e convocasse tutti quei cani rognosi di tradizionalisti che osano attaccarlo. Ci si potrebbe persino a vedere a Bose e sedersi sul banco degli imputati. Ma che il processo sia pubblico. Così l’inquisitore Bianchi potrà spiegare come si concilia tutta quella sua amorevole attenzione per tutto ciò che è diverso, straniero e indifeso con la frequentazione degli studi legali.
Ora che è consultore del Pontificio Consiglio per il dialogo ecumenico, il prior dei priori Bianchi dovrebbe parlare anche con i tradizionalisti, a meno che pensi che non siano cristiani.
Ma, in fondo, caro Maltoni, chi siamo noi per giudicare?
Alessandro Gnocchi
Sia lodato Gesù Cristo
.
risposte in breve 
Gentilissimo Alessandro Gnocchi
ho letto la lettera circa la visita del Papa al pastore pentecostale di Caserta e la sua risposta. Sinceramente aiutano, ma nello stesso mi sconcertano e sconfortano. Il punto è che non riesco a capire come noi semplici fedeli possiamo a questo punto riconoscere la strada giusta. Ognuno di noi ha un riferimento preciso nella fede e nella dottrina. I più anziani hanno anche avuto la fortuna di avere pastori che si attenevano scrupolosamente alla dottrina cattolica. Ma se oggi i nuovi pastori, anche nelle posizioni più alte, ci indicano strade diverse, che dobbiamo fare? Fare di testa nostra? Affidarci a loro? La fedeltà al Magistero è fondamentale per un Cattolico. Io sono smarrito e lei? Grazie della risposta,
Giuseppe
 .
Egr. dott. Gnocchi,
in mezzo all’attuale sfacelo della Chiesa, di fronte al quale non si può tacere e bisogna pregare, pregare e ancora pregare, come se non bastasse tutto ciò che ogni giorno con dolore apprendiamo, leggo su Corrispondenza Romana che il card. Hummes, alla domanda se Cristo, vivendo oggi, approverebbe le nozze gay, ha risposto di non saperlo e di non voler formulare ipotesi! Secondo me avrebbe dovuto dire: “Guardi, Gesù non è un uomo qualunque, condizionato dalle idee correnti del tempo in cui è vissuto, un uomo che, se fosse vissuto oggi, avrebbe detto cose diverse. Egli è il Verbo di Dio incarnato, è la Seconda Persona della Santissima Trinità, e le cose che ha detto valgono per sempre, fino alla fine dei tempi. Egli ha parlato agli uomini del suo tempo e a tutti quelli futuri e le sue parole non possono essere cambiate col mutare delle mode, a seconda delle tendenze dei vari periodi storici”. Le parole potevano essere diverse, ma il senso della risposta di un cardinale di S. R. Chiesa doveva essere questo. Sbaglio? Mi farebbe piacere una sua risposta, perché lo smarrimento è veramente grande.
La ringrazio  per tutto quello che fa e dice e la saluto,
Stefano Pannocchi.
 .
Caro Pannocchi, caro Giuseppe
accorpo le risposte alle vostre lettere per questioni di spazio, ma, soprattutto, perché pongono lo stesso quesito, che del resto è simile a quello del signor Maltoni.
Come può stupirsi, caro Pannocchi, di quanto detto dal cardinale Hummes se, a proposito di omosessuali, il “Chi sono io per giudicare?” di papa Bergoglio è divenuto un mantra universale? Lei potrà pure ribattere che le intenzioni del Papa erano altre, ma il risultato è precisamente questo: che dentro la Chiesa, e non nel mondo, questo pensiero sta dilagando senza che il vertice vi ponga rimedio.
Ciò mi fa pensare che la mens di quell’affermazione fosse il tentativo di sdoganare un nuovo atteggiamento nei confronti dell’omosessualità. Smettiamola con la favoletta del povero Papa strumentalizzato da Enzo Bianchi, da Scalfari, dalla stampa in generale, da prelati e prelatoni in particolare. È di ieri la notizia della riabilitazione di padre Miguel d’Escoto Brockmann, esponente di punta della teologia della liberazione che fece parte del governo sandinista del Nicaragua: Giovanni Paolo II lo punì, Francesco lo riabilita. Strumentalizzazione anche questa?
Tutto questo per dire che il perfetto discorso cattolico da lei ipotizzato, caro Pannocchi, prima che al cardinale Hummes, lo si dovrebbe suggerire a Papa Bergoglio. Salvo poi venire querelati per eresia.
Come orientarsi in questo sfacelo? chiede lei, caro Giuseppe. Esiste uno strumento che si chiama Tradizione e tramanda ciò che la Chiesa ha sempre insegnato per rendere gloria a Dio e salvare l’anima. Il cattolico può essere addolorato ma non smarrito, può faticare ma non cedere. Quindi, non è necessario, come si chiede lei, “fare di testa nostra”, facciamo con la testa della Chiesa di sempre. Ma per farlo non bisogna affidarsi ai lupi travestititi da pastori. Non sto dicendo che tutti i pastori siano lupi. Ci sono molti sacerdoti che continuano a essere cattolici nonostante tutto e a tenere viva la Chiesa vera, ma non  sono quelli che vanno per la maggiore.
Quando, mi chiedo, almeno un vescovo, avrà il coraggio di fare ciò che fanno tanti preti di trincea?
Alessandro Gnocchi
Sia lodato Gesù Cristo
 .
Caro Alessandro, mi permetto (se posso) di darti del tu, come facciamo in privato da quando ci  conosciamo (ed è per me un onore immeritato). Volevo solo, molto brevemente, segnalarti un episodio accadutomi nel giugno dell’anno scorso. Mi trovavo in un ristorante della bassa bergamasca, dove (dopo la cerimonia in chiesa) si festeggiava, insieme ai parenti, il battesimo della secondogenita di un mio conoscente. Durante il pranzo ebbi, per quasi tutto il tempo, come mio vicino di posto, un signore gentile e garbato (persona matura e, all’apparenza, assennata) con cui potei scambiare qualche idea anche su argomenti non futili (storia, politica, situazione generale della società odierna etc). Ad un certo punto, mentre discorrevamo piacevolmente, mi lasciai sfuggire alcune parole, secondo me abbastanza scontate, ovvero che “in fondo, per un uomo, la cosa più importante, al di là di ogni altra considerazione sul mondo che ci circonda, è salvare la propria anima; tutto il resto è relativo”. Avvertii immediatamente, nel mio interlocutore, un moto di perplessità mista a curiosità. Infatti, quasi subito, molto gentilmente, mi chiese: “ Ma lei , per caso, è un Testimone di Geova?”. Risposi ovviamente di no, e lasciai cadere ogni altro discorso. Ti pare un fatto che, nella sua piccolezza, meriti un commento?
 Con stima profonda,
Andrea Teli
 .
Caro Andrea,
visto lo stupore a proposito del desiderio di salvare l’anima e visto che quel signore era,evidentemente in borghese, mi sorge il dubbio che potesse essere un sacerdote. Sarebbe in perfetta linea con la pretaglia laica e progressiva sfornata in questi ultimi decenni dalla nostra disastrata diocesi. Pretaglia che va assottigliandosi per mancanza di vocazioni e per abbandono dopo pochi mesi o pochi anni di sacerdozio. Pare che il vescovo di Bergamo voglia affrontare la questione senza timore di “mettere a tema la questione del celibato”. Perché, naturalmente, questa è “una sfida lanciata dal mondo moderno”. Così, a forza di raccogliere sfide e mettere a tema, si troverà in seminario da solo perché, se a un giovane di sana e robusta costituzione spirituale gli si propone di fare l’animatore di villaggio, allora preferisce andare a uno stage di Fiorello.
Ce lo siamo detti più volte, caro Andrea: ci troviamo davanti a un’inversione di principi. Ciò che conta, oggi, è il relativo e i primi a insegnarlo sono proprio i sacerdoti negli oratori, nelle aule di catechismo e nella Messa, che è il trionfo del “relativo” in cui ognuno inventa ciò che gli pare.
Non so chi fosse quel signore a cui ti riferisci, ma potrebbe anche essere un “buon cattolico” secondo gli schemi del giorno d’oggi. Un “cattolico” indotto dai suoi pastori a pensare che sia assurdo fare fatica per conquistare il Paradiso, visto che l’Inferno non c’è o, se c’è, è vuoto.
Tu che fai l’insegnante potresti stilare un infinito elenco di ragazzi rovinati da questo metafisico invito alla pigrizia. Quando si toglie il gusto per la fatica spirituale, lo si è tolto anche per quella carnale e si creano legioni di uomini votati al nulla, al fare nulla, di studenti che non  studiano, di lavoratori che non lavorano, di insegnanti che non insegnano, di genitori che non educano e di giovani sacerdoti che non possono neanche buttare la tonaca alle ortiche perché non l’hanno mai messa.
E loro sono ancora lì a “mettere a tema” e a “raccogliere le sfide della modernità”. E poi ci si stupisce se il massimo dell’espressione religiosa sia farsi un selfie con Papa Francesco.
Ma chi siamo noi per giudicare?
Un abbraccio
Alessandro
Sia lodato Gesù Cristo
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Ogni martedì Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti potranno partecipare indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni martedì sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

– rubrica del martedì

Redazione

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