ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 25 dicembre 2014

Il Messia non ancora nato..

Ebraismo e complotto contro la Chiesa di Cristo – Prima Parte

La falsa interpretazione della Sacra Bibbia e l'origine del male
 
A cura di di Massimo Mancinelli / Redazione "Qui Europa"
Tratto da Maurice Pinay, Complotto contro la Chiesa – Roma 1962
Ebraismo e complotto contro la Chiesa
 Ebraismo e complotto contro la Chiesa di Cristo                                            
Gerusalemme, Roma, Parigi – A cura di di Massimo Mancinelli – Tratto da Maurice Pinay, Complotto contro la Chiesa – Roma 1962 – Un testo talmudico reca: «Partecipare qualcosa della nostra legge ad un "gentile" equivale alla morte di tutti gli ebrei, perché se i Goyim (gentili) venissero a conoscere ciò che noi insegnamo nei loro riguardi, senza dubbio ci sterminerebbero» (98).
Nota (98) Divre en « Dav ». fol. 37 Imperialismo ebreo                                                       
 Eletto… per la venuta del Messia                                                                           
Il popolo ebreo fu scelto da Dio, tra i tanti popoli idolatri, come depositario della vera religione, che gli venne affidata per tramandarla sino alla venuta del promesso Messia. Con questa venuta si compiranno — è scritto — le profezie dell'Antico Testamento. Ancor prima della venuta di Cristo, però, gli ebrei presero a tergiversare: incominciarono, cioè, a dare alle profezie stesse un'interpretazione falsa, razzista e imperialista. La promessa di un regno dell'unico e vero Iddio sulla terra — un regno unicamente spirituale, informato e sostanziato dall'autentica religione — venne, dagli ebrei, interpretata come promessa di un regno materiale della loro razza, come promessa fatta da Dio agli Israeliti di un loro dominio mondiale, da conseguirsi attraverso la schiavizzazione di tutti gli altri popoli della terra. Citiamo (di seguito – Ndr) alcuni esempi di queste false interpretazioni.

 Due interpretazioni antitetiche                                                                              
 Nella Genesi, Capitolo XXII, Versetti 17 e 18, l'Angelo del Signore dice ad Abramo : «ti benedirò e moltiplicherò la tua stirpe come le stelle del cielo, e come la rena che è sul lido del mare: la tua progenie possederà la porta dei suoi nemici». «E nella tua progenie saranno benedette tutte le nazioni della terra, perché hai obbedito alla mia voce». I giudei imperialisti hanno dato a questi versetti una interpretazione completamente materiale. Essi hanno considerato unicamente il fatto che Dio offriva loro, in quanto discendenti e consanguinei di Abramo, di impadronirsi delle porte del nemico, essendo solo in loro, soltanto nella razza ebrea, che avrebbero potuto essere benedetti tutti i popoli della terra. Queste profezie vengono, invece, cosi interpretate dalla Santa Chiesa Cattolica: «Che per virtù di Gesù Cristo e con il dono di una giustizia perseverante i figli spirituali di Abramo dovranno conseguire la vittoria su tutti i nemici visibili e invisibili della sua salute». « Il compimento, alla lettera, di questa profezia si verificherà dopo l'avvento della Chiesa, quando cioè tutti i popoli della terra si saranno sottomessi a Gesù Cristo e, quindi, avranno ricevuto da Lui benedizione e salute» (86).
Nota (86) Annotazioni autorizzate della Sacra Bibbia. Ed. SCIO. Bibbia. Madrid, 1852. Tomo I.
 False interpretazioni e movimenti eretici ebraici                                           
Nel Deuteronomio, Capitolo Secondo, Versetto 25 il Signore dice : «Oggi comincerò a mandare il terrore e lo spavento sopra i popoli sotto ogni parte del cielo, sicché a sentire il tuo nome sian terrorizzati e tremino e sian presi dal dolore: a guisa di donne partorienti». Anche a questo passaggio la Santa Chiesa dà una interpretazione ristretta, completamente diversa da quella scaturita dal sentimento imperialista ebreo, estrinsecatosi attraverso la storia in fatti palpabili che dimostrano l'applicazione pratica di questa falsa interpretazione. Movimenti eretici diretti da ebrei si sono infatti formati un po' dappertutto, nel corso dei secoli e sempre, anche quando il trionfo di tali movimenti ha avuto carattere puramente locale, ed è stato del tutto effimero, il crimine, il terrore ed il sangue hanno fatto la loro tremenda apparizione.
Kabbalah - Inconciliabilità con la Torah - 1666 - Zohar inconciliabile con Legge di Mosè
 Rivoluzioni e Giudeo-Massoneria                                                                       
Lo stesso è accaduto durante le rivoluzioni in cui la massoneria ha rivestito un ruolo determinante: quella scoppiata in Francia nel 1789, per esempio, quella del 1931-36 in Spagna. Senza parlare, poi, per spirito di misericordia, di quanto è occorso durante le rivoluzioni ebreo-comuniste! Nell'Unione Sovietica dove la loro dittatura totalitaria, è, purtroppo, una realtà, gli ebrei hanno seminato crudelmente la paura e la morte. Hanno tanto gravato la mano, che la loro attività e la loro presenza riescono oggi odiose ai russi schiavizzati. La falsa interpretazione ebrea del Versetto 16, Capitolo VII del citato Deuteronomio, ci fornisce un altro esempio di questo genere. Il versetto reca: «Tu divorerai tutti i popoli che il Signore Dio tuo sta per dare in tuo potere: non ne abbia pietà il tuo occhio non servire ai loro dei… » Nel mentre la Santa Chiesa dà a queste parole la loro giusta interpretazione, gli ebrei gliene danno una soggettiva e mostruosa: affermano di avere ottenuto da Dio il diritto di divorare tutti i popoli della terra e di impadronirsi delle loro ricchezze!
 Baruch Levi e il discepolo Carlo Marx                                                                
Abbiamo visto nel quarto capitolo della prima parte di questa opera ciò che il Rabbino Baruch Levi scriveva al suo giovane discepolo ebreo, Carlo Marx, colui che doveva essere più tardi il fondatore del Socialismo a torto chiamato scientifico, e che ha fornito talune pretese fondamentalmente teologiche al diritto rivendicato dagli ebrei di impadronirsi delle ricchezze di tutti i popoli della terra: in quest'ultimo caso mediante i movimenti proletari comunisti controllati dall'ebraismo. Il versetto 24, dello stesso capitolo VII, recita : «Egli ti darà nelle mani i loro re: tu farai sparire i loro nomi di sotto il cielo: nessuno potrà resisterti finché tu non li abbia ridotti in polvere».
 Un diabolico errore                                                                                                   
Questa profezia, che la Santa Chiesa riferisce ai re peccatori che governavano la terra di Cana, viene dagli ebrei interpretata come di carattere universale. Ciò, è evidente, consente loro di considerare tutte le rivoluzioni e le cospirazioni contro i re, anche nei tempi moderni, come sante imprese, unicamente realizzate a compimento delle profezie della Sacra Bibbia.
 Errata interpretazione della grande profezia di Daniele, Cap. VII           
L'opera di continua tergiversazione di quello che è il vero spirito delle profezie contenute nella Bibbia, si riscontra leggendo il versetto 27 del Capitolo VII della Profezia di Daniele, che dice : «E il regno e la potenza e la magnificenza del regno che è sotto tutto il cielo, sarà data al popolo dei santi dall'Altissimo: il suo regno è regno eterno, tutti i re serviranno e obbediranno a lui». Mentre la Santa Chiesa mette questa profezia in relazione col regno eterno di N.S. Gesù Cristo, gli ebrei, viceversa, affermano che questo regno eterno sul mondo è quello della loro razza su tutti i popoli ; cosicché essi perverranno a formare un solo gregge, sotto un unico pastore, uscito, naturalmente, dall'ovile di Israele.
 Errata interpretazione di Isaia e imperialismo ebraico-massonico         
Nella profezia di Isaia, Capitolo 60, Versetti 10, 11 e 12, si legge: 10 – «E i figli degli stranieri edificheranno le tue mura, e i loro re ti serviranno… 11 – E le tue porte saranno sempre aperte, non saranno chiuse ne di giorno ne di notte, affinché ti sia condotta la forza delle nazioni e ti siano condotti i loro re. 12 – La nazione e il regno che non ti servirà perirà, quelle nazioni saranno interamente distrutte». Questa profezia che si riferisce al Regno di Nostro Signor Gesù Cristo e della sua Santa Chiesa (87 )
Nota (87) acquista nell'interpretazione ebrea un significato completamente differente, cristallizzato nei fatti e chiaramente riconoscibile dovunque abbia prevalso la dittatura ebreo-massonica. In tutti i paesi caduti sotto la tirannia suddetta, infatti, tutti coloro che non hanno voluto servire gli ebrei o hanno osato ribellarsi sono stati eliminati.
 L'assassinio di molti profeti ebrei da parte di ebrei fedeli al Talmud      
Sono molti nel mondo a sapere, ormai, che non v'è peggior padrone di quello ebreo ; e molti hanno anche esperimentato il tipico mezzo di cui gli ebrei si servono per prevalere: quello di espugnare, una dopo l'altra le cariche ed i posti chiave (specie attraverso il mezzo più potente della moneta-debito creata dal nulla: come denunciato dal grande Professor Giacinto Auriti – Ndr), sino a togliere alle nazioni ogni forza ed ogni possibilità di resistenza. Potremmo continuare a lungo, nella citazione dei versetti dell'Antico Testamento, che sono stati falsamente interpretati dall'imperialismo giudaico. A questo proposito non sarà male ricordare che molti Profeti caddero assassinati dagli stessi ebrei, in quanto tentarono di contrastare la loro perversità. La peggiore di queste false interpretazioni è, senza alcun dubbio, quella relativa alla venuta del Messia, Redentore del genere umano, Colui che avrebbe stabilito il regno del vero Dio sul mondo.
messianesimo terreno - mistero marx
 La falsa interpretazione sulla venuta del Messia                                            
Questo è proprio il punto dal quale gli ebrei si sono allontanati nel modo più impudente dalla Verità Rivelata, dando alle sublimi promesse un carattere nettamente razzista e imperialista. La falsa interpretazione era già così diffusa tra gli ebrei, ancor prima della venuta di Nostro Signor Gesù Cristo, che essi attendevano un Messia simile ad un re terreno o ad un capo guerriero, cioè un condottiero che con l'aiuto di Dio avrebbe conquistato tutte le nazioni della terra, attraverso una serie di guerre sanguinose, che Israele avrebbe regolarmente vinto. In questo modo gli ebrei — essi ritenevano — sarebbero giunti a dominare materialmente il mondo.
 Venne a portare Pace e Giustizia… non fu riconosciuto                              
Quando Nostro Signore Gesù Cristo, si oppose a queste pretese e proibì qualsiasi spargimento di sangue, e precisò inoltre che il Suo Regno non era di questo mondo, gli imperialisti ebrei sentirono naufragare tutte le loro speranze e ambizioni e dubitarono seriamente che la dottrina del Signore sarebbe riuscita a convincere tutti gli ebrei, e quindi a farlo riconoscere come il Promesso Messia.
 il pericolo dell'uguaglianza                                                                                      
Quando il Signore incominciò a predicare l'uguaglianza di tutti gli uomini dinanzi a Dio, gli ebrei imperialisti si resero immediatamente conto del grave pericolo. Capirono cioè che Egli, con la Sua Dottrina e la Sua personalità sublime stava frantumando le loro equivoche credenze su Israele quale popolo scelto da Dio per dominare materialmente il mondo e annullando l'idea, a loro tanto gradita (e tanto preziosa) di un popolo a tutti superiore: per volontà d'Iddio. Un popolo — essi affermavano — destinato, del pari per volontà d'Iddio, a rendere schiavi tutti i popoli della terra ed impadronirsi delle loro ricchezze.
 Gesù: una minaccia per i dirigenti del giudaismo                                           
I dirigenti del giudaismo dell'epoca, sacerdoti, scribi, ecc., capirono che Gesù minacciava il brillante avvenire del popolo d'Israele quale futuro padrone dell'Universo. Essendo infatti i popoli della terra tutti eguali dinanzi a Dio — secondo quanto predicava Nostro Signor Gesù Cristo — a nessun popolo veniva concesso di prevalere sugli altri sino a diventare il padrone. E nessun popolo — affermava del pari Gesù — era stato scelto quale futura casta privilegiata che avrebbe dovuto dominate la umanità. Fu così che Caifa, il sommo pontefice di Israele, avverti la convenienza che un uomo morisse — Gesù Cristo ! — onde un popolo fosse salvo (vedi anche qui – Perchè Gesù Cristo è il Dio Vero – Riflessione del Prof. Giacinto Auriti). E salva fosse la tesi ebrea di tutto comodo: razzista e imperialista.
 L'assassinio del Figlio di Dio fatto uomo e la nascita del Talmud             
Dopo aver commesso il crimine più atroce e nefando di tutta la lunga storia dell'umana gente — l'assassinio del Figlio di Dio fatto Uomo — gli ebrei continuarono ostinatamente nelle loro ambizioni ; non solo, ma tentarono di giustificarle attraverso la compilazione di un libro sacro, che sarebbe stata la loro falsa interpretazione della Bibbia. Fu così che nacque il Talmud, una specie di Nuovo Testamento ebreo, un libro condannato dalla Santa Chiesa, nel quale, sempre secondo gli ebrei, per ispirazione divina, è contenuta l'interpretazione più perfetta dell'Antico Testamento.
 La ricompilazione della Kabala ebrea                                                                
Successivamente si procedette anche ad una ricompilazione della Kabala ebrea, (vedi qui – Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 7 – La Bibbia Satanica del Nuovo Ordine Mondiale e i suoi comandamenti) che è come dire della tradizione, nella quale è consegnata, egualmente per ispirazione divina, si pretende, l'interpretazione esoterica, cioè pubblica e vera, della Sacra Scrittura. (87)
Nota (87) Opera citata. Tomo IV Seguitando nella nostra dimostrazione citiamo ora alcuni brani di questi Libri Santi dell'ebraismo moderno: e la citazione risulterà edificante.
 Tutte bestie!?                                                                                                               
«Solo voi Israeliti siete chiamati uomini. Le altre nazioni del mondo non meritano il nome di uomini, ma quello di bestie» (88). « La progenie di uno straniero è come progenie di animali » (89).
Note (88) (89) Nei passi precedenti, infatti, i falsi interpreti della Sacra Scrittura si erano esercitati vergando una massima d'importanza trascendentale: avevano privato i Cristiani ed i Gentili — e quindi tutti i popoli della terra — del loro carattere umano e li avevano collocati nella categoria delle bestie. Una cosa, come si vede, semplice e facile. Per rendersi esattamente conto dell'importanza di questo passo infame, occorre tenere presente quanto segue.
 Rimanete uomini… non bestie!                                                                           
Secondo la Rivelazione Divina dell'Antico Testamento, tutti gli animali e le bestie vennero creati da Dio per servire l'uomo, il quale può cosi mangiare la loro carne, utilizzare la loro pelle per farsene abiti, ammazzarli, scorticarli ecc ; fare, insomma, di loro tutto ciò che meglio gli convenga. In cambio di tutto ciò la Rivelazione Divina obbliga l'uomo ad osservare i comandamenti nei riguardi del suo simile, ossia del rimanente degli uomini. Ora, poiche per gli ebrei — secondo la loro falsa interpretazione della Sacra Scrittura — sia i Cristiani che i Gentili sono unicamente degli animali — e non sono quindi esseri umani — gli ebrei stessi non soltanto non sono obbligati a rispettare i Comandamenti di Dio nei loro riguardi, ma sono anche autorizzati a scorticarli ed a togliere loro ogni proprietà. Così come sono autorizzati a fare nei confronti di un altro animale qualsiasi.
 L'imperialismo più deleterio e diabolico della Terra                                      
Mai è esistito, come si vede, ne esiste, ne mai potrà esistere sulla terra, un imperialismo di un genere cosi tremendo e assoluto come l'imperialismo ebreo! Questo concetto trascendentale dell'appartenenza di tutti i popoli della terra, eccezion fatta per quello ebreo, al mondo animale, spiega chiaramente il contegno sprezzante, crudele e implacabile verso tutto il Diritto della Umana Gente, tenuto anche dai gerarchi ebrei del comunismo internazionale. Il disprezzo degli ebrei verso gli altri popoli giunge al colmo quando essi, ponendosi la domanda: «Che cos'è una prostituta?», rispondono : «Qualsiasi donna che non sia ebrea » (90).
Nota (90) Ciò spiega secondo quanto è stato anche ripetutamente denunciato da numerosi scrittori di diversa nazionalità, perche gli ebrei hanno esercitato, dovunque, senza scrupolo alcuno la tratta delle bianche, e sono i più assidui propagatori e difensori di tutte le dottrine dissolvitrici del libero amore e della promiscuità; nel mentre, al converso, mantengono le loro famiglie nella più assoluta disciplina e moralità.
 Un'atroce forma mentis – Prostituzione e degrado dei Gentili (bestie)  
Essendo i Cristiani e i Gentili, esclusivamente degli animali non c'è niente di strano che essi vivano nella prostituzione e nella più degradente promiscuità: tale e quale agli animali. Ma non basta. Gli istinti omicidi degli ebrei, infatti, si sono scatenati attraverso i secoli di pari passo con il diffondersi di questa atroce forma mentis. Anche in questo ultimo caso essi credono nell'ispirazione divina del Talmud e della Kabala che, invece, secondo la nostra Santa Madre Chiesa, sono opera del demonio. « Il migliore dei Gentili ammazzalo » (91)
Nota (91)è scritto ! Dunque: avendo Dio ordinato agli ebrei tutto ciò come si pretende — e trattandosi di un popolo crudele e sanguinario, come abbondantemente rivelano la Passione e Morte di Nostro Signor Gesù Cristo e, recentemente, le torture e le uccisioni ad opera dei comunisti, capeggiati da ebrei, come abbiamo dimostrato (ad abundantiam) nel I capitolo, che c'è di strano se questo popolo, quando può, ammazzi tutti coloro che in qualche modo si oppongono alle loro perverse macchinazioni?
 All'origine del male                                                                                                    
L'odio diabolico, il sadismo, sempre dimostrato dagli ebrei nei confronti di tutti gli altri popoli della Terra hanno come abbiam visto origine nella falsa interpretazione della Rivelazione Divina, ossia nella Kabala e nel Talmud (vedi anche qui Il Dio dell’ebraismo moderno non è il Dio dei Cristiani. Chi è? qui Rivoluzione e Sionismo, Rivelazioni eccellenti – 2 – Le ammissioni dei rabbini Lior e Waton qui Il Sionismo e l’arma economico-finanziaria – Confessioni di un rabbino e qui Dichiarazioni e Rivelazioni eccellenti di Sionisti doc). E' per loro cosa sacra perpetuarlo ed estrinsecarlo (88)
Nota (88) - Talmud, Baba Metzia fol. 114, col. 2. 89 Jebamoth, Fol. 94, col. 2. 90 Eben Ha Eser, 6 e 8. 91 Aboda Sara, 26 b Tosephot.
 Che vuol dire Har Sinai?                                                                                         
Il seguente episodio può servire egregiamente da illustrazione. «Che vuol dire Har Sinai, ossia Monte Sinai? VuoI dire il Monte dal quale si è irradiato il " Sina ", ossia l'odio contro i popoli". Queste le loro dottrine. E' forse necessario rammentare che fu proprio sul Monte Sinai che Dio dettò a Mosè quell'insuperabile capolavoro etico che sono i Suoi Dieci Comandamenti?
 Contraddizioni dell'ebraismo moderno… odio satanico                              
Gli ebrei moderni affermano invece, che in quell'occasione venne loro rivelata la Religione dell'Odio; religione che essi hanno conservato sino ai nostri giorni. Odio satanico contro gli altri popoli, un odio che trova il suo maggiore appagamento nei tormenti e nelle stragi ; quelli che costituiscono il ben noto e consueto stile operativo del comunismo internazionale.
A cura di Massimo Mancinelli / Redazione QE (Copyright © 2014 Qui Europa)
Tratto da Maurice Pinay, Complotto contro la Chiesa – Roma 1962
Partecipa al dibattito - Redazione Quieuropa - infounicz.europa@gmail.com
Mercoledì, Dicembre 24th / 2014    

A cura di Massimo Mancinelli / Redazione "Qui Europa" -
Tratto da Maurice Pinay, Complotto contro la Chiesa – Roma 1962
Ebraismo e complotto contro la Chiesa di Cristo – Prima Parte


Cronache vaticane 


Cronache vaticane Papa Francesco: perché stiamo con Bergoglio 
di Antonio Padellaro Non occorre essere credenti per avere un senso religioso della vita e per saper distinguere ciò che è bene da ciò che non lo è. Per esempio, basta assistere a una messa domenicale e anche chi ritiene che l’ostia consacrata sia soltanto un frammento di pane azzimo non potrà non riflettere sul raccoglimento delle persone che si avvicinano all’altare; su quel preciso momento in cui in esse sembra dileguarsi ogni fatica, ogni dispiacere del mondo quotidiano. Perfino l’ateo più incallito non potrà non riconoscere che quei fedeli abbiano trovato un benessere interiore che, magari per un solo istante, li renderà per così dire migliori. Lì certamente batte il cuore di una comunità unita nella fede, lì c’è la Chiesa che aiuta e che consola. Ma ne esiste un’altra di chiesa, purtroppo, ed è sufficiente leggere le quindici malattie della Curia romana secondo papa Bergoglio per comprendere come la descrizione puntuale di quei mali non riguardi soltanto le porpore vaticane smarrite nei propri vizi e affette da “Alzheimer spirituale”. Perché è così che Francesco continua a parlarci della battaglia finale tra forze opposte che convivono sotto la stessa croce. Senza scomodare gli angeli e i demoni di Dan Brown, non è uno scontro di potere: è in gioco l’affermazione o la sconfitta dei valori universali di pace, di uguaglianza, di tolleranza e di giustizia sociale, dentro ma anche oltre i confini della dottrina cattolica. Solo che, sembra avvertirci Bergoglio, la coesistenza (tante volte descritta su queste pagine da Marco Politi) tra la Chiesa della carità e la chiesa del carrierismo, tra quella altezzosamente dottrinaria e quella che preferisce stare tra la gente, è sempre più difficile e impone ormai una scelta di campo. Che non riguarda solo i cattolici, ma anche il mondo laico che non può fare finta di non vedere. Perché, se perde Francesco, con lui si consumerà una speranza formidabile di dialogo e di rinnovamento, mentre la restaurazione svuoterà di nuovo piazza San Pietro e il cuore di milioni di persone. Per questo Francesco combatte per tutti gli uomini di buona volontà. Per questo bisogna stargli accanto. Ps. Al cospetto di questa affascinante e drammatica rivoluzione, fanno sorridere coloro, che solo per aver cambiato (spesso in peggio) alcune leggi, annunciano continue mirabolanti “rivoluzioni” e si sentono profeti del cambiamento. Anche a loro auguriamo buon Natale. Non sono credente,e le uniche personalità clericali che riconosco sono i preti e le suore che si dedicano alle comunità o alle missioni sparse nel mondo,tutto il resto è sempre stato attento al potere esistente, almeno negli ultimi secoli,poiché prima e per molto tempo lo è stato. E sulle meraviglie annunciate o twittate,meglio calare un velo pietoso.... Buone festività 
http://freedomlibertadiparola.blogspot.it/2014/12/cronache-vaticane.html

La chiesa si muove verso Francesco 

L'Eco di Bergamo
(Marco Marzano) “La pastorale sacramentale nei riguardi dei divorziati risposati necessita di un ulteriore approfondimento, valutando anche la prassi ortodossa e tenendo presente «la distinzione tra situazione oggettiva di peccato e circostanze attenuanti». Quali le prospettive in cui muoversi? Quali i passi possibili? Quali suggerimenti per ovviare a forme di impedimenti non dovute o non necessarie?” Quarantasei domande come questa compongono il nuovo questionario preparato dal Sinodo dei vescovi in vista del prossimo appuntamento assembleare dell’ottobre 2015. Le penne dei commentatori si sono in questi giorni esercitati soprattutto sul grado di apertura alle riforme che si intravede nella formulazione delle domande sui temi più spinosi e controversi (omosessualità e divorziati). Io vorrei invece spostare l’attenzione sul “processo” che la pubblicazione del questionario dovrebbe avviare dentro la Chiesa secondo le intenzioni dei promotori e dello stesso papa. Nell’occasione precedente, quella del questionario redatto in preparazione del sinodo straordinario dello scorso ottobre, furono sostanzialmente gli uffici diocesani a fornire tutte le risposte. Risposte che, nel caso italiano, non conosceremo mai perché la CEI decise, a differenza di quanto fecero altre conferenze episcopali nazionali, di non renderli noti. E’ auspicabile che questa volta le cose vadano, per l’Italia, in maniera diversa. Molto diversa. La diffusione del questionario deve servire ad avviare, come lo stesso documento sinodale prevede, un’amplia discussione nella base cattolica, nelle parrocchie, negli oratori, là dove vive e lavora il “popolo di Dio”. Quest’ultimo ha oggi un’occasione storica e assolutamente inedita per farsi sentire dalle sue élites, per raccontare loro come sia cambiato lo scenario religioso, quali siano i problemi reali con i quali i credenti debbono davvero misurarsi in quelle “periferie esistenziali” che per tanti di loro sono scenario quotidiano di vita e di lavoro. Sarebbe bello che il tempo che ci separa dal nuovo sinodo fosse per la Chiesa fino in fondo un tempo di “parresia”, un’occasione di verità, che la Chiesa fosse capace di dare un esempio memorabile ad una società italiana desertificata di corpi intermedi e scioccata dalla tragica insipienza delle sue classe dirigenti, pronunciando finalmente la verità su se stessa, dichiarando che il “re è nudo”, che la recita è finita, che è venuto il momento della sincerità. Costi quel che costi. Sarebbe bello che tanti parroci avessero, in uno spirito di autentica liberazione, la possibilità e il coraggio di dire come si comportano davvero quando si trovano di fronte ad un divorziato risposato che ha compiuto un percorso di profonda riflessione spirituale e che chiede di essere riammesso all’eucarestia. Sarebbe bello che quei tanti preti fossero messi in condizione di dire la verità e cioè che sì la comunione a quella persona loro la danno già oggi, che non hanno atteso le decisioni del Sinodo e quelle del pontefice per comportarsi come la fede suggerisce loro: e cioè con comprensione e misericordia. E che agiscono in maniera analoga anche con gli omosessuali che si avvicinano alla Chiesa: ascoltando, comprendendo, accompagnando. Scopriremmo che la Chiesa è già cambiata e lo è in una direzione molto simile a quella auspicata da Francesco, che quei fedeli ai quali il Concilio di Trento e una vecchia mentalità clericale assegnavano il compito mortificante di obbedir tacendo sono oggi diventati adulti, che usano la propria ragione, che vogliono comprendere, che non si considerano cristiani di serie B solo perché non indossano una tonaca. Tra di loro vi sono anche tante donne che non accettano più di essere il “sesso debole” dell’istituzione, il supporto invisibile e silenzioso della grande macchina del sacro. A tutti costoro, le riforme che auspicabilmente verranno dal nuovo Sinodo e dalle decisioni del pontefice daranno entusiasmo e slancio, insieme alla sensazione di vivere in un’istituzione che ha finalmente aperto le sue finestre, che ha rinnovato l’aria delle sacre stanze. Facendosi invadere da quei “segni dei tempi” che cinquant’anni fa annunciarono il nuovo inizio di una storia antica.

http://ilsismografo.blogspot.it/2014/12/vaticano-la-chiesa-si-muove-verso.html#more

1. IL NATALE? UNA FESTIVITÀ AD USO ED ABUSO DELLA COMUNITÀ GAY TRANS INTERNAZIONALE! 2. IN QUESTE ORE SU TUTTE LE BAKEKE, LE POSTE ELETTRONICHE E PERSINO NELLE BUCHE DA LETTERE DEI MEJO GAY INTERNAZIONALI BRILLANO IMMAGINI D’AUGURI DAL SAPORE BLASFEMO. IN CUI I PRESEPI E LE PALLE DI NATALE DIVENTANO SIMBOLI DI UNA SESSUALITÀ PECORECCIA - 3. MA LA VERA NOVITÀ DI QUESTO SGANGHERATO 2014 È CONSIDERARE LA FIGURA DI BABBO NATALE UN SIMBOLO DI PIACERE TRASGRESSIVO, ELETTO A ICONA EROTICA DELLA GAYETUDINE - 4. È SENZA FRENI E SENZA EDUCAZIONE. HA IL PENE ENORME E SEMPRE PRONTO ALL’USO, E’ IL BABBO NATALE BEAR. IL SANTA CLAUS “ORSO”. TUTTO BARBA, PELI, PANZA E CAZZO

  • natale gayo (94)NATALE GAYO (94)
    Alberto Dandolo per Dagospia

    Il Natale? Una festività ad uso e consumo della comunità gay internazionale! Ebbene sì. Santa Claus e dintorni, sono diventati, nel tempo, dei veri e propri feticci frociaroli. In queste ore su tutte le bakeke, le poste elettroniche e persino nelle buche da lettere dei mejo gay internazionali campeggiano immagini d’auguri dal sapore blasfemo. In cui i presepi e le palle di Natale diventano simboli di una sessualità pecoreccia.  Una sessualità esposta, rappresentata ed esibita.
    natale gayo (93)NATALE GAYO (93)

    Ma la vera novità di questo sgangherato 2014 è considerare in primis la figura di Babbo Natale un simbolo di piacere trasgressivo. Non si capisce realmente il perché. Ma il vecchio Santa Claus in queste ore è stato eletto a icona erotica della gayetudine più fulminata del Vecchio e del Nuovo Continente.
    natale gayo (92)NATALE GAYO (92)

    Il Babbo Natale che va per la maggiore nei bigliettini di auguri elettronici (e non) della froceria che conta è sicuramente lontano dal concetto del low profile e anche dalla tensione al misticismo. Anzi, al contrario, è senza freni e senza educazione. Ha il pene enorme (e soprattutto irto!) e sempre pronto all’uso (una rarità di questi tempi). E’ il Babbo Natale Bear. Il Santa Claus “Orso”. Tutto barba, peli, panza e cazzo.

    natale gayo (91)NATALE GAYO (91)
    Alcuni dei più grandi fumettisti gay made in USA lo hanno ritratto come un vecchietto infojato e sempre disponibile. Ma soprattutto che non manca un colpo. Poi, ovviamente, non certo latitano i “Babbi” Natale palestrati e dalle favorevoli dimensioni. Quelli che espongono la “merce” come dei markettari qualunque.

    natale gayo (90)NATALE GAYO (90)
    Ma alla fine il messaggio subliminale è sempre lo stesso: tutti i Babbo Natale, anche quelli più borderline, augurano feste serene, fatte d’amore, famiglia e tanta allegria. Non c’è più religione…



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